SCARLATTINA: contagio, incubazione e sintomi in bambini, adulti e donne in gravidanza

La scarlattina è una malattia infettiva acuta tipica dell’età pediatrica. È mediamente contagiosa e presenta una sintomatologia abbastanza importante con febbre alta e debilitante ed un tipico esantema cutaneo con puntini rossi su tronco e volto, tuttavia se viene presa per tempo non causa grosse complicazioni né sofferenze al bambino. E’ causata dall’infezione da parte di un batterio abbastanza comune, lo Streptococco Beta-emolitico di gruppo A, ed il suo trattamento prevede l’assunzione di un ciclo di terapia antibiotica. Particolare attenzione deve essere attuata nelle donne in gravidanza, dato il possibile sviluppo di malformazioni a carico del feto.

Scarlattina

Cos’è la scarlattina? La scarlattina è una malattia infettiva acuta tipica dell’età pediatrica. È mediamente contagiosa e presenta una sintomatologia abbastanza importante con febbre alta e debilitante, tuttavia se viene presa per tempo non causa grosse complicazioni né sofferenze al bambino. Pur trattandosi di una malattia esantematica facente parte del gruppo di patologie tipiche dell’infanzia tra le quali ricordiamo per esempio la varicella, la rosolia o il morbillo, la scarlattina è l’unica di questo gruppo a non essere determinata da un virus, bensì da un batterio specifico, lo Streptococco Betaemolitico di gruppo A (nome scientifico Streptococcus Pyogenes). Ovviamente, pur essendo diffusa soprattutto tra i bambini, come per le altre malattie esantematiche ciò non esclude che sia possibile prenderla anche in età adulta, con sintomi certamente un po’ diversi ma non per questo meno gravi.

L‘infezione da streptococco presenta anche notevoli differenze rispetto alle più comuni infezioni di origine virale. Mentre infatti queste solitamente si prendono una sola volta nella vita (dopo averle prese, l’organismo umano sviluppa gli anticorpi necessari a combatterle, evitando così una recidiva), la scarlattina (in inglese scarlet fever) può essere presa più volta durante l’infazia. Questo accade poiché, sebbene nel corpo del bambino si attivino anticorpi specifici atti a combattere l’infezione da streptococco, la copertura che essi garantiscono non è totale. La fascia d’età più colpita va indicativamente dai tre ai dieci anni d’età e purtroppo, anche a causa della possibilità di recidive, non esiste un vaccino specifico, anche se si tratta di una patologia che risponde molto bene alle cure antibiotiche.

Causa della scarlattina: incubazione e contagio

Come si prende la scarlattina? Sebbene la scarlattina sia decisamente meno contagiosa rispetto ad altre malattie esantematiche quali per esempio il morbillo (e per questo motivo anche un po’ meno diffusa), essa si trasmette piuttosto facilmente per via aerea oppure tramite contatto diretto con le secrezioni della persona malata, ovvero muco o saliva. E sempre il muco e la saliva determinano il passaggio del batterio da un organismo all’altro, visto che per diffusione aerea si intende la respirazione e lo scambio di goccioline infette emesse mentre si parla, si starnutisce o si tossisce.

Come ci si contagia con la scarlattina? Come si trasmette? Per poter trasmettere la scarlattina non occorre né presentare i sintomi tipici della malattia, né v’è bisogno che l’infezione sia attiva: a trasmettere il batterio, infatti, sono anche i cosiddetti portatori sani, ovvero individui che ospitano nel loro organismo lo Streptococco Betaemolitico di gruppo A senza che questo abbia scatenato la malattia e i sintomi a essa correlati. Da qui deriva anche il fenomeno della scarlattina senza febbre, una condizione che favorisce l’incertezza della diagnosi, rendendo possibile confondere l’infezione con altre patologie dai sintomi piuttosto simili.

Immagine di neonato con esantema scarlattiniforme

Foto di un bambino con cute affetta dal tipico esantema secondario a scarlattina

Il contagio può avvenire già uno o due giorni prima della fase acuta della malattia – ossia quando compaiono i sintomi – e chi si ammala resta contagioso per tutto il corso dell’infezione, soprattutto se questa non viene curata con gli antibiotici giusti. Anche per chi si cura, la profilassi medica prevede l’isolamento del malato per tre giorni a partire dall’inizio della cura, poiché gli antibiotici necessitano di questo lasso di tempi per essere efficaci. Normalmente l’incubazione della scarlattina dura alcuni giorni, da 2 a 5, trascorsi i quali si iniziano a vedere i primi sintomi che compaiono improvvisamente nel giro di 24-48 ore.

Diagnosi: come capire se si tratta davvero di scarlattina

A tal proposito, per diagnosticare senza ombre di dubbio la scarlattina non si fa affidamento esclusivamente sui sintomi, che a onor del vero oltre a essere alquanto generici sono tipici di un po’ tutte le malattie esantematiche. La presenza dello Streptococco di gruppo A nella gola del bambino può essere facilmente accertata grazie a un esame specifico che avviene attraverso tampone faringeo. Esso consiste sostanzialmente in un prelievo di particelle di muco dalla gola; esaminate al microscopio in laboratorio, esse rivelano la presenza del batterio.

Sintomi di scarlattina: come si manifesta?

Come si presenta la scarlattina? Sebbene alcuni sintomi siano aspecifici (per esempio la febbre), altri sintomi sono tipici della scarlattina e dunque facilmente riconoscibili. L’incubazione di questa patologia è relativamente breve; dura tre giorni, trascorsi i quali si manifestano i primi, caratteristici sintomi che includono tra gli altri la presenza di strani puntini rossi sulla pelle.

Altri sintomi sono generalmente la febbre alta (fino a 39,5° C), i brividi, una sensazione di martellante mal di testa e soprattutto mal di gola (oltre che dolorante, la gola del bambino si presenta anche notevolmente arrossata, e va esaminata immediatamente in casi di sospetta scarlattina) e non da ultimo l’ingrossamento delle tonsille, che in molti casi sono letteralmente tempestate da macchioline bianche. Un altro sintomo evidente di un’infezione da streptococco in atto è rappresentato dalle condizioni alterate della lingua, che non è più di un sano colorito tra il rosa e il rosso, bensì coperta da una sorta di patina biancastra su cui spiccano visibilmente le papille rosse. Questo accade però solo i primi giorni dell’infezione, perché dopo qualche giorno la lingua comincia a desquamarsi assumendo un colore rosse vivo.

Non a caso in dette circostanza si parla di lingua a fragola rossa oppure di lingua a lampone. L’esantema (eruzione cutanea) principale della malattia – i puntini rossi che tempestano la pelle di tutto il corpo, concentrandosi talora in alcune zone, talora in altre – compare dopo un giorno o due; parte dalle ascelle, dal collo e dall’inguine, per poi diffondersi a macchia d’olio sul resto del corpo del bambino.

Foto lingua a fragola scarlattina

Immagine di una lingua a fragola o a lampone in un bambino con scarlattina.

Una stranezza tipica esclusivamente della scarlattina, poi, è che il volto del malato appare molto arrossato, fatta eccezione però per la zona attorno alla bocca, che invece rimane bianca. Proprio questo sintomo ha determinato l’espressione di maschera scarlattinosa che contraddistingue il bimbo malato.

L’eruzione cutanea, che causa spesso un intenso e fastidioso prurito, tende lentamente a svanire tre giorni dopo aver raggiunto il suo picco massimo, per poi scomparire definitivamente nell’arco di una settimana i un paio di giorni prima. Anche la scomparsa dei puntini rossi segue un iter ben preciso: la pelle, infatti, inizia a desquamarsi in lamelle sottili a partire dal visi, per poi proseguire con il tronco, quindi con le mani e i piedi. In totale, il decorso della scarlattina può portare via dai dieci ai quattordici giorni, durante i quali è bene che il bambino rimanga a casa, sia per avere il tempo di riprendersi, sia per non contagiare altri bambini e scatenare di conseguenza una vera e propria epidemia.

Quale antibiotico utilizzare per combattere la scarlattina?

Come si cura la scarlattina? Come già accennato, essendo la scarlattina un’infezione batterica, la cura è rappresentata da un ciclo di antibiotici specifici che deve durare all’incirca una decina di giorni. Va sottolineato però che già a partire dai tre giorni di cura il bambino non è più contagioso, per cui i fratellini e i compagni di scuola possono tranquillamente stare a contatto con lui, sebbene nella quasi totalità dei casi sia buona regola posticipare il ritorno a scuola. Qualora la febbre supera i 39° C, oltre all’antibiotico il pediatra di riferimento potrebbe somministrare al piccolo paziente un antifebbrile a base di paracetamolo così da lenire i sintomi più debilitanti causati proprio dall’aumento esponenziale della temperatura. Ma quale antibiotico è realmente efficace in caso di scarlattina? L’associazione amoxicillina/acido clavulanico (Augmentin, Neoduplamox) rappresenta la combinazione più utilizzata, ed è un antibiotico ottimo, tra i più prescritti dai pediatri sia per i bambini che per gli adulti.

Altri antibiotici normalmente prescritti sono altre pennicilline come l’ampicillina (Amplital), cefalosforine o macrolidi come l’eritromicina (Eritrocina) o la claritromicina (Macladin, Klacid, Veclam) nei pazienti allergici alle penniciline. A fronte di effetti collaterali, interazioni farmacologiche e controindicazioni quasi inesistenti – o comunque molto rare – questi antibiotici combattono velocemente ed efficacemente sia la scarlattina, sia tutta una serie di infezioni tra cui quelle dell’orecchio e dei seni nasali, del tratto respiratorio e urinario, delle pelle, dei denti, dei tessuti molli e infine anche di ossa e articolazioni. Ovviamente le modalità di somministrazione e la posologia vanno decide dal medico curante.

La scarlattina negli adulti, nei bambini e in gravidanza

Come più volte accennato, sebbene rientri nel gruppo delle malattie esantematiche infantili, come tutte le altre malattie di questo gruppo, la scarlattina può colpire anche gli adulti. Sintomatologia, modalità di trasmissione e di cura sono sostanzialmente le stesse (piuttosto variano da soggetto a soggetto, che non in relazione all’età), tuttavia particolare attenzione dovrebbero prestarla le donne adulte in stato di gravidanza. Come le altre malattie esantematiche, infatti, anche la scarlattina è associata al rischio di malformazioni fetali.

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