RENE POLICISTICO: cause, sintomi, cura

Rene policistico

Cos’è il rene policistico

La policistosi renale (o malattia del rene policistico) è una malattia genetica caratterizzata dallo sviluppo di cisti renali. Le cisti si sviluppano in entrambi i reni (sono quindi bilaterali) e ne alterano la normale struttura anatomica, danneggiandone in tal modo anche la funzione. La progressione della malattia porta a malattia renale cronica.

Le cisti sono formazioni tondeggianti piene di liquido; esse si formano per un’alterata proliferazione delle cellule renali. Ma andiamo con ordine: l’unità funzionale del rene (ovvero la componente caratteristica che gli permette di svolgere le sue funzioni) è il nefrone. Esso inizia con una struttura chiamata corpuscolo renale, in cui un “gomitolo” di capillari (il glomerulo), nei quali scorre sangue arterioso, entra in contatto con una struttura concava, la capsula di Bowman.

Il sangue, passando per il glomerulo, viene filtrato: le scorie, l’acqua, gli elettroliti e alcune proteine passano attraverso le pareti dei capillari nella capsula, come attraverso un setaccio. Si forma così un filtrato che scorrerà lungo il nefrone, passando per i tubuli e per il dotto collettore fino a raggiungere le vie urinarie. Durante il suo percorso, il filtrato sarà progressivamente rimaneggiato fino a diventare urina. Il rimaneggiamento consiste nel riassorbimento e/o nella secrezione di alcune sostanze (sodio, calcio, cloro ecc.) e di acqua da parte dei costituenti del nefrone.

Ricordiamo le principali funzioni del rene:
Depurativa: elimina con le urine tutti gli scarti del metabolismo (come l’acido urico) che, se accumulati nel sangue, sarebbero tossici;
Endocrina: attiva la vitamina D3, importante per dei buoni livelli di calcio, ed eritropoietina, che stimola la produzione di globuli rossi.
Omeostatica: mantiene in equilibrio i livelli di elettroliti (sodio, potassio), di acqua e il pH (regolando i livelli di bicarbonato).

Nei reni policistici, l’alterazione coinvolge le cellule dei tubuli o dei dotti collettori; in essi scorre la pre-urina: si formeranno delle dilatazioni sempre più importanti e ricche di liquido che assumeranno progressivamente struttura cistica. Col tempo le cisti aumentano di numero e tolgono al rene sempre più nefroni funzionanti, ostacolando in modo sempre più grave la funzionalità renale.

Tipi di policistosi renale

Distinguiamo due tipi di malattia policistica:

Rene policistico autosomico dominante  o ADPKD

Rene policistico autosomico dominante  o ADPKD: è la forma più frequente e causa più del 5% dei casi di insufficienza renale cronica e colpisce gli adulti. Se ne distinguono due tipi in base al gene mutato:

  • Tipo 1: il gene mutato codifica per una proteina detta Policistina 1 (sul cromosoma 16). L’aspettativa media di vita è intorno ai 50 anni.
  • Tipo 2: è mutato il gene codificante per la Policistina 2 sul cromosoma 4. L’aspettativa di vita è superiore rispetto al tipo 1, circa 75 anni.

Entrambe le Policistine sono componenti di un canale proteico situato sul ciglio primario, una struttura caratteristica delle cellule dei tubuli renali. Questo canale, permettendo il passaggio di Calcio nella cellula tubulare, attiva meccanismi molecolari coinvolti nella proliferazione cellulare: fisiologicamente un aumentato passaggio di Calcio attraverso il canale attiva meccanismi anti-proliferativi. Inoltre, il segnale che viene trasmesso dall’ingresso del calcio influenza l’espressione di alcuni canali. Le conseguenze della mutazione, quindi, sono due:

  1. Alterato sviluppo dei tubuli. Nonostante l’aumento del calcio intracellulare, non si attivano i meccanismi anti-proliferativi, pertanto le cellule si moltiplicano più del dovuto. Inoltre, anziché moltiplicarsi longitudinalmente rispetto al lume tubulare, si moltiplicano secondo un asse orizzontale, creando strutture slargate che diventeranno poi cisti a tutti gli effetti.
  2. La sovra-espressione di canali del cloro altera la funzione del tubulo (che, ricordiamo, è quella di riassorbire o rilasciare soluti nella pre-urina): nella cisti verrà rilasciato troppo cloro, che a sua volta richiamerà acqua, causando un rigonfiamento delle cisti.
    I pazienti affetti da malattia dominante hanno un maggior rischio di sviluppare aneurismi cerebrali, malattie cardiovascolari e (nel 30% dei casi) cisti secondarie in fegato, pancreas, milza e ovaio.

Policistosi renale recessiva (o ARPKD o rene policistico infantile)

Policistosi renale recessiva (o ARPKD o rene policistico infantile): è una malattia autosomica recessiva, quindi più rara (ma anche molto più grave) di rene policistico, poiché si manifesta nel feto durante la gravidanza, nei neonati, in età infantile o giovanile. Il gene mutato è quello della fibrocistina, una proteina che influisce sullo sviluppo dei dotti biliari (strutture in cui il fegato riversa la bile) e dei dotti collettori (la componente finale del nefrone). Consegue un’insufficienza renale cronica nella vita intrauterina, alla nascita o in età infantile. Nella forma perinatale i bambini muoiono a pochi giorni o settimane dalla nascita, se non sottoposti a ventilazione meccanica (è associata infatti a ipoplasia polmonare) e dialisi o trapianto.

Rene normale e policistico a confronto

Confronto tra un rene normale, a sinistra, ed un rene affetto da policistosi a destra.

Cause di rene policistico

L’origine di queste cisti ai reni è tipicamente genetica: la forma dominante è più frequente; infatti un paziente affetto da tale forma di Policistosi ha sicuramente altri parenti affetti dalla stessa malattia. La forma recessiva ha un’incidenza inferiore, sia per l’elevata percentuale di mortalità infantile sia perché il gene, essendo recessivo, può essere presente in portatori sani senza dare una malattia evidente.

Sintomi di rene policistico

Quali sono i principali sintomi di rene policistico? Nelle fasi iniziali della forma dominante, il decorso della malattia è asintomatico.
La sintomatologia, quando presente, è ascrivibile all’alterata funzionalità renale o alla rottura (rara) delle cisti. Ciò avviene tuttavia in stadi più avanzati della patologia.

I riscontri clinici più importanti sono sintomi come:

  • Massa renale palpabile: il rene, essendo quasi completamente coperto dalla gabbia toracica, solitamente non è percepibile alla palpazione svolta dal medico durante l’esame obiettivo; tuttavia la formazione delle cisti porta a un aumento progressivo e notevole delle dimensioni dell’organo, per cui alla valutazione clinica diventa apprezzabile.
  • Dolore lombare: il paziente avverte un dolore in sede lombare dovuto alla rottura delle cisti o alla formazione di calcoli (in quest’ultimo caso, la sintomatologia avrà le caratteristiche della colica renale);
  • Ematuria: il sanguinamento delle cisti è associato a presenza di sangue nelle urine. Nelle forme più gravi (ematuria macroscopica) le urine sono rosse.
  • Insufficienza renale progressiva: è la conseguenza più grave della formazione delle cisti.
  • Oliguria (produzione di urine inferiore a 500 ml) : il rene non riesce più a filtrare normalmente il sangue passante per il glomerulo, quindi verrà prodotta anche meno urina;
  • Edemi: ovvero gonfiore nelle zone declivi (es. piedi e caviglie). Esso è dovuto a una progressiva ritenzione idrica.
  • Ipertensione (normalmente, regolando i livelli di sodio e acqua, il rene contribuisce al controllo della pressione arteriosa);
  • Squilibri elettrolitici: alterati livelli di calcio espongono a patologie ossee, come l’osteoporosi; uno squilibrio del potassio (ipopotassiemia o iperpotassiemia) può causare aritmie cardiache.
  • Alterazioni ormonali: il deficit di vitamina D attiva influirà sul metabolismo del calcio e la carenza di eritropoietina causerà anemia.

Diagnosi di rene policistico

  • Clinica ed esame obiettivo: un’accurata visita medica può far sospettare una policistosi. Il paziente lamenterà eventuale ematuria o dolore lombare di tipo gravativo. Talvolta all’esordio possono già essere presenti sintomi e segni di malattia renale cronica (vedi sopra);
  • Esami di laboratorio per la funzionalità renale:
    – Aumento di azotemia e creatinina;
    – Acidosi metabolica;
    – Iperpotassiemia, ipocalcemia e squilibri elettrolitici;
    – Anemia e riduzione di vitamina D3;
  • Ecografia addominale: è l’esame di prima scelta per la diagnosi. Mostra agevolmente la presenza delle cisti renali (importante è ricordare che il riscontro di una sola ciste al rene non è indicativo di malattia, infatti è necessario che esse siano multiple e bilaterali);
  • Risonanza Magnetica dell’addome: è più accurata nella valutazione di numero, sede e dimensioni delle cisti e viene utilizzata soprattutto per monitorare la progressione della malattia.
Reni policistici

Foto di reni policistici ottenuti dopo autopsia di un paziente affetto da policistosi renale.

Terapia del rene policistico 

Come già detto, la principale complicanza del rene policistico è lo sviluppo di malattia renale cronica, pertanto le cure si concentrano su questa complicanza più che sulla policistosi in sé.

Per il controllo dell’insufficienza renale e delle sue complicanze è importante innanzitutto che il paziente abbia alcuni accorgimenti: l’alimentazione va corretta in modo che non si assumano elevate quantità di potassio (molto concentrato, ad esempio, in kiwi o banane), bevande o alimenti che potrebbero alterare il delicato equilibrio elettrolitico e il pH che il rene insufficiente non sarebbe in grado di correggere. Inoltre, il ristagno di urina (causato delle alterazioni anatomiche delle cisti al rene) potrebbe predisporre alla formazione di calcoli, quindi la dieta va controllata anche per evitare questa complicanza.

Dal punto di vista farmacologico, andranno monitorate anche l’ipertensione, l’anemia e le malattie ossee somministrando diuretici, eritropoietina e supplementi di vitamina D. Per quanto riguarda la policistosi nello specifico, nonostante l’ampia ricerca per individuare farmaci in grado di agire sul segnale intracellulare alterato in corso di malattia, ancora poco si può fare per arrestare o rallentare la formazione delle cisti.

Un farmaco che sta dando qualche risultato è il Tolvaptan, che inibisce l’azione dell’ADH (un ormone che permette al rene di riassorbire l’acqua). In questo caso è utilizzato perché l’ADH attiva, tra le altre cose, meccanismi molecolari che nel rene policistico sono “iperattivi”, ovvero quelli proliferativi: dunque il Tolvaptan blocca in parte la proliferazione.

Tuttavia, i risultati a lungo termine sono ancora pochi e scarsi, quindi oggi la principale terapia del rene policistico è la terapia sostitutiva, che può essere fatta tramite:

Dialisi extracorporea: è la tipologia di dialisi più diffusa e richiede un forte impegno da parte del paziente, che deve recarsi in ospedale a un ritmo solitamente di tre giorni a settimana per essere sottoposto alla dialisi, ovvero la “purificazione” del sangue che il rene non è più in grado di compiere.

Dialisi peritoneale: è un tipo di dialisi che sfrutta il peritoneo come barriera filtrante, in quanto esso è ricco di capillari adatti questa funzione. Il dialisato, ovvero la soluzione con la quale il sangue entra in contatto per purificarsi, viene inserto direttamente nell’addome, che viene svuotato poi dopo circa 4 ore. In alcuni casi si utilizza un sistema che permette di svolgere la manovra in maniera automatizzata. Il trattamento dura una sola ora, e può essere svolto anche durante la notte: in questi casi l’impatto per il paziente è molto ridotto.

Sottoporsi a dialisi rende necessarie ulteriori terapie che sostituiscano la funzione ormonale del rene. La dialisi, infatti, non può sostituire il rene nella sua funzione endocrina, ma solo in quella depurativa e omeostatica. Andranno quindi assunti: Vitamina D, chelanti dei fosfati, talvolta calcio, eritropoietina.

Trapianto renale: è la terapia migliore poiché sostituisce il rene in tutte le sue funzioni senza più impegno da parte del paziente. Tuttavia, come tutti i trapianti, vi è una lunga lista d’attesa e devono essere rispettate le condizioni di compatibilità, cosa non sempre facile. Inoltre, la terapia immunosoppressiva conseguente al trapianto può avere controindicazioni anche pesanti, come le infezioni. In alcuni casi, inoltre, può esservi rigetto del rene trapiantato.

 

RENE POLICISTICO: cause, sintomi, cura
5 (100%) 1 vote

Tags:

Copyright Esamievalori.com 2018

Log in with your credentials

Forgot your details?