PNEUMOCOCCO o STREPTOCOCCUS PNEUMONIAE

Cos’è lo Pneumococco o streptococcus pneumonie?

Lo Pneumococco, o streptococcus pneumoniae, è un batterio Gram positivo, tra i più frequenti batteri patogeni per l’uomo, responsabile di polmonite e meningite.

Cosa vuol dire Gram-positivo?

I batteri patogeni per l’uomo vengono classificati in tanti modi; uno di questi è la colorazione Gram: essa viene captata da una particolare componente cellulare di alcuni batteri, chiamata peptidoglicano, che va a costituire la parete cellulare. I batteri Gram positivi quindi hanno una parete cellulare ricca di peptidoglicano e, captando il colorante, al microscopio risultano colorati di blu-violetto; ciò non accade nei Gram-negativi, perché non presentano un solido strato di peptidoglicano.

Lo Pneumococco fa parte dei batteri Gram positivi come lo stafilococco ed è classificato tra gli streptococchi: una classe di batteri con tipica struttura tondeggiante (cocchi) che si dispongono a catenelle (da qui il prefisso strepto-). Un altro esempio è lo Streptococco beta emolitico di gruppo A che causa la scarlattina.

La patogenicità dello Pneumococco è multifattoriale; dipende, cioè, da più caratteristiche (alcune peculiari, altre comuni alla classe di appartenenza) che gli permettono di aderire ai tessuti (come alla mucosa del tratto respiratorio), di invaderli (superare cioè l’ostacolo anatomico costituito dalla mucosa stessa) e circolare nel sangue eludendo il sistema immunitario per poi, infine, attecchire a distanza rispetto al sito di infezione (come avviene nella meningite).

  • Capsula di acido sialico: essa è un’ulteriore componente strutturale, presente in alcuni ceppi, che avvolge il batterio e lo protegge dalla fagocitosi; gli impedisce cioè di sfuggire alle cellule del sistema immunitario che hanno il compito di “digerirlo” per eliminarlo. La capsula permette allo Pneumococco (ma anche agli altri batteri che la possiedono, come il Meningococco) di superare la barriera emato-encefalica e causare così meningite.

Esistono più ceppi capsulati di pneumococco: si contano 90 sierotipi, ma solo 7 sono particolarmente diffusi. Il più patogeno è il sottotipo 3. I ceppi a-capsulati (privi di capsula) non sono patogeni per l’uomo.

  • L’acido teicoico è un elemento strutturale della superficie del batterio che permette l’adesione ai tessuti; inoltre contribuisce al rilascio della Pneumolisina, una proteina importante per l’invasività. Contrasta il sistema immunitario legandosi ad alcune proteine del siero (come la Proteina C reattiva).
  • Proteasi attive: sono proteine che, in seguito all’adesione all’epiglottide o ad altre zone della mucosa respiratoria, causano un danno diretto a questi tessuti compromettendone la funzionalità.
  • Pneumolisina: è una proteina che danneggia la mucosa delle vie respiratorie, compromettendo la funzione ciliare (le ciglia, infatti, sono un’importante difesa contro batteri e corpi estranei) e rende il batterio più invasivo. La conseguenza è un’infezione ai polmoni.
Pneumococco

Catenelle di batteri tondeggianti (cocchi), da cui deriva il nome strepto-cocchi.

Malattie e sintomi da infezione pneumococcica

Come si trasmette lo streptococco pneumoniae?

Lo s. pneumoniae spesso colonizza in modo asintomatico le alte vie respiratorie (si comporta da commensale), perciò l’uomo può essere un portatore sano. Data la frequenza con cui colonizza, le infezioni più frequenti sono endogene: per un calo delle difese immunitarie del portatore (es. per un tumore, un trapianto, una malattia autoimmune o pneumologica), l’infezione diventa sintomatica poiché il sistema immunitario compromesso non riesce a contenere il patogeno.

Dove si prende lo pneumococco?

Il contagio avviene principalmente in comunità. Un’altra domanda frequente è: come si prende lo pneumococco? La risposta è per aerosol (cioè con goccioline di saliva, tosse, starnuti) e, in rari casi, per contatto diretto. I soggetti a rischio sono bambini, anziani e soggetti con deficit immunitari, specialmente nel periodo invernale, poiché occorrono fattori predisponenti come raffreddore e influenza. L’incubazione dello streptococco può durare alcuni giorni prima che si manifestino i primi sintomi.

Che sintomi provoca l’infezione da pneumococco?

A prescindere dalla malattia causata dallo pneumococco, sintomi comuni (poiché tipici delle infezioni) sono febbre, astenia e stato di malessere generale.

Altri sintomi, invece, sono più specifici poiché strettamente associati alla malattia. Le malattie da pneumococco vengono tipicamente distinte in invasive (particolarmente gravi, poiché attaccano un organo vitale o il sangue) e non invasive (più facilmente risolvibili senza strascichi gravi).

Patologie non invasive

Sinusite media streptococcica: in questo caso il batterio infetta le mucose dei seni paranasali, causando una reazione infiammatoria. Ne consegue un aumento di volume della mucosa, che diventa così edematosa. La comunicazione con le cavità nasali è ostacolata e ne consegue un ristagno di muco e, in questo caso, batteri, che qui proliferano. Sintomi tipici sono:

  • Dolore
  • Senso di pressione al volto;
  • Cefalea;
  • Febbre;
  • Rinorrea (naso che cola);
  • Talvolta anche mal di denti.

La sinusite può dare complicanze quali meningite, ascessi cerebrali e ostiomelite.

Otite media acuta purulenta da streptococco: infiammazione dell’orecchio medio (mucosa e timpano), solitamente conseguenza di un’infezione delle alte vie. Sintomi tipici sono:

  • Otodinia (dolore all’orecchio);
  • Senso di ovattamento;
  • Ipoacusia (riduzione dell’udito) e produzione di pus.

Osteomielite: infiammazione del midollo osseo causata, in questo caso, da un’infezione batterica. Può essere secondaria a batteriemia (il batterio, in seguito a infezione in un altro focolaio, passa nel sangue) o da infezione diretta, come nel caso di fratture ossee, traumi o applicazione di protesi.

Polmonite da streptococcus pneumoniae.

La polmonite da streptococcus pneumoniae colpisce, almeno inizialmente, un solo lobo polmonare.

Malattie invasive:

Polmonite da streptococco pneumoniae: la polmonite pneumococcica è lobare, perché di solito interessa un solo lobo polmonare. È tipica dell’adulto e viene acquisita in comunità (altre polmoniti batteriche, invece, sono tipicamente ospedaliere o associate alla pratica assistenziale). In questo caso il batterio raggiunge le vie respiratorie profonde (bronchioli terminali e alveoli) causando una forte risposta infiammatoria.

Sintomi tipici di infezione polmonare sono:

  • Tosse con espettorato;
  • Respiro sibilante;
  • Dolore al petto;
  • Mal di gola;
  • Pleurite (infiammazione delle pleure, i foglietti che rivestono polmoni e parete toracica);

Meningite da streptococco pneumoniae: si tratta di un’infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. È una conseguenza letale dell’infezione. Può trattarsi anche di meningite da meningococco, E.Coli, H. Influenzae. Che si tratti di meningite da pneumococco o di meningite meningococcica, la presentazione clinica è: cefalea, rigidità nucale e febbre. Altri sintomi tipici possono essere:

  • Vomito a getto;
  • Nausea;
  • Convulsioni;
  • Fotofobia e fonofobia (intolleranza a luce e rumori);
  • Confusione, stato letargico o altre alterazioni dello stato di coscienza.

Sepsi da streptococco pneumoniae: malattia sistemica causata dall’invasione, da parte del batterio, di distretti corporei sterili. La disseminazione batterica avviene quando il l’agente patogeno, avendo invaso e superato le mucose, diffonde tramite sangue (batteriemia) o linfa. Si tratta di una complicanza di altre patologie infettive mediate da pneumococco ed è un’emergenza medica che deve essere trattata prontamente, poiché porta a shock e insufficienza multiorgano (MOF). Le manifestazioni tipiche sono:

  • Tachipnea (aumento della frequenza respiratoria);
  • Edema (accumulo di liquido nei tessuti corporei);
  • Tachicardia o, in alcuni casi, bradicardia;
  • Febbre o ipotermia;
  • Ipoglicemia (glucosio basso nel sangue);
  • Ipotensione (pressione arteriosa bassa);
  • Stato mentale alterato;
  • Oliguria (ridotta produzione di urina);
  • Altri sintomi associati (es. alterazioni della coagulazione del sangue, CID) sono conseguenza del decadimento dei vari organi.

Endocardite da sreptococco pneumoniae: Infiammazione dell’endocardio, il tessuto che riveste le cavità interne del cuore e le valvole cardiache. I batteri attecchiscono facilmente su di esso, soprattutto in soggetti cardiopatici, quindi più a rischio; le conseguenze più gravi sono l’insufficienza valvolare acuta e il distacco di trombi, con conseguente embolia. Le principali manifestazioni sono:

  • Febbre;
  • Anemia;
  • Sudorazione profusa;
  • Artralgie (dolori articolari);
  • Splenomegalia (ingrossamento della milza);

Artrite settica streptococcica: quando il batterio infetta un’articolazione, la conseguenza è l’artrite. Le articolazioni più colpite sono quelle dell’anca, del ginocchio o della spalla. L’artirte pneumococcia è solitamente monoarticolare (raramente, cioè, colpisce più di un’articolazione). Il paziente con artrite settica avverte dolore intenso e perde il controllo dell’articolazione durante il movimento. L’articolazione colpita è tumefatta. L’artrite colpisce più facilmente soggetti predisposti (pazienti sottoposti a interventi chirurgici, malati di artrite reumatoide o soggetti immunodepressi). Gli adulti sono solitamente colpiti al ginocchio, i bambini all’anca. Può causare sepsi.

Terapia per lo penumococco

La terapia per lo pneumococco è basata sull’uso di antibiotici: la cura più utilizzata è l’amoxicillina associata all’acido clavulanico (uno dei nomi commerciali è Augmentin) e le cefalosporine di terza generazione. La terapia antibiotica deve essere prescritta dal medico in modo ragionato, dopo che gli esami colturali siano risultati positivi per pneumococco.

Prevenzione e vaccino per lo pneumococco

La prevenzione per lo streptococco pneumonie è altrettanto importante e si basa sul vaccino antipneumococco. Oggi è disponibile il vaccino coniugato 13-valente o pvc13 che sostituisce il precedente vaccino coniugato eptavalente o pvc7. Il nome commerciale è PREVENAR 13 (Vaccino polisaccaridico coniugato). Un’altra possibilità è il vaccino polisaccaridico ppsv23 o 23-valente. I vaccini proteggono dai sierotipi di s pneumoniae più frequenti.

E’ importante anche tener presenti gli effetti collaterali della vaccinazione: reazioni avverse o indesiderate del vaccino possono essere febbre, allergia, rash cutanei e lesioni nel sito di iniezione.

A cosa serve la vaccinazione per lo streptococco pneumoniae?

Lo scopo del vaccino per la polmonite è l’immunizzazione attiva: il soggetto vaccinato sviluppa una risposta anticorpale che senza il vaccino non avrebbe, sarebbe quindi più vulnerabile. Col vaccino, il sistema immunitario dell’ospite debella il batterio prima che dia manifestazioni cliniche importanti. La risposta immunitaria viene sviluppata entro la terza settimana dal vaccino e dura per alcuni anni.

Quando fare il vaccino per lo pneumococco?

Il vaccino è indicato soprattutto per i soggetti il cui sistema immunitario è indebolito o particolarmente vulnerabile, per questioni fisiologiche o malattie sottostanti.

Tra questi ricordiamo:

  • Pazienti oncologici che devono sottoporsi a radio o chemioterapia: la terapia oncologica indebolisce molto le difese immunitarie del paziente. La vaccinazione è indicata almeno 14 giorni prima dell’inizio del trattamento.
  • Adulti con malattie croniche;
  • Bambini di età superiore a 2 anni con infezione da HIV o malattie croniche o congenite che predispongono a un’infezione pneumococcica, un esempio è l’anemia a cellule falciformi.
  • Anziani;
  • Immunodepressi (malati di AIDS, pazienti trapiantati o malati di Linfoma di Hodgkin);
  • Persone prive di milza o splenectomizzate, in quanto prive di un organo importante per la risposta immunitaria al batterio.

Il vaccino è obbligatorio per i neonati?

Il vaccino è importante per i neonati soprattutto per la prevenzione della meningite pneumococcica e della meningite meningococcica. Nel primo anno di vita è raccomandato il vaccino per pneumococco e meningococco. Per questa patologia è disponibile la somministrazione di vaccino esavalente e pneumococco in un’unica seduta.

 

 

 

 

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