NARCISISMO o DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’

Narcisismo o disturbo narcisistico della personalità

Il Narcisismo è un disturbo della personalità caratterizzato da grandiosità, necessità di ammirazione e carenza di empatia. È classificato nell’asse II del Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, a cui appartengono tutti i disturbi di personalità. Gli altri disturbi mentali (disturbi dell’umore, schizofrenia, ecc.), fanno invece parte dell’asse I.

Cosa sono i disturbi di personalità?

Prima di approfondire l’entità clinica che prende il nome di Disturbo Narcisistico, occorre chiarire innanzitutto cosa siano i disturbi della personalità: essi interessano la totalità dell’individuo e riguardano il suo intrinseco modo di essere. Queste alterazioni gli rendono difficile, se non impossibile, adattarsi alle consuetudini sociali e culturali.
L’asse II del DSM-IV si divide a sua volta in tre sottoclassi (A, B e C), che differiscono tra loro per i tratti predominanti nella personalità dei soggetti affetti:

• Gruppo A: I disturbi (ricordiamo: modelli abituali di esperienza) appaiono strani ed eccentrici.
Gruppo B: I disturbi appaiono amplificativi (drammatici), emotivi o imprevedibili. È qui che troviamo il Disturbo Narcisistico.
• Gruppo C: il comportamento è ansioso o pauroso.

Cos’è il disturbo Narcisistico di personalità?

Narciso, nella mitologia greca, era un giovane celebre tanto per la sua bellezza quanto per il suo essere superbo, insensibile; ciò portò gli dei a punirlo per il suo temperamento: decisero infatti che Narciso si sarebbe innamorato del suo riflesso nell’acqua di un lago. Ogni volta che Narciso si accingeva a toccare il suo riflesso, questo scompariva. Non è un caso che la psichiatria abbia dato il suo nome a questo particolare disturbo: le principali caratteristiche del Disturbo Narcisistico sono il senso di grandiosità, la necessità di ammirazione e la mancanza di empatia. La prevalenza nella popolazione ospedalizzata è inferiore all’1%, quindi è difficile riscontrarlo. Insorge entro la prima età adulta e, come succede anche per altri disturbi della personalità, chi ne è affetto può presentare anche patologie dell’asse I del DSM-IV, come Distimia, Disturbo Depressivo Maggiore o Disturbo d’ansia.

Sintomi di narcisismo

Il Disturbo Narcisistico ha un’alta variabilità di presentazione e i sintomi, oltre a essere eterogenei, presentano diversi livelli di gravità. I soggetti affetti possono essere estroversi oppure così insicuri da scegliere l’isolamento sociale. Per riconoscerli, dunque, bisogna prendere in considerazione altri aspetti psicologici del narcisismo, oltre a quelli essenziali prima citati.
Gli studi più recenti trovano una sintesi nella teoria di Wink, che distingue narcisismo covert e narcisismo overt.

Il narcisismo overt è caratterizzato da:
– Autostima ipertrofica e scarsa tolleranza alle critiche;
– Svalutazione del prossimo;
– Evitamento delle relazioni interpersonali (poiché il soggetto le vive come minaccia per la sua grandezza);
– Atteggiamento sprezzante;
– Ossessione per il successo;
– Empatia assente (da cui derivano relazioni brevi e superficiali).
– Manipolazione;
– Insensibilità alle esigenze altrui.

Narcisismo covert: è il caso del “narcisista vulnerabile” (letteralmente, covert significa sotto copertura). Si presenta con:
– Ipersensibilità alle critiche;
– Invidia per i successi altrui;
– Grandiosità “mascherata” con timidezza e periodi di isolamento e depressione;
– Costante rimuginare, angoscia e auto-svalutazione;
– Atteggiamento ipercritico verso gli altri (e, per questo, difficoltà nel mantenere relazioni a lungo termine);

Covert e Overt hanno in comune il bisogno di ammirazione, le fantasie di successo, la manipolazione; entrambi così rafforzano la propria autostima. Sono come due facce della stessa medaglia: assorbiti da sé stessi entrambi, sentono la loro grandezza e, mentre l’Overt la ostenta, il Covert la nasconde sotto un’apparenza insicura e schiva.
La forma più grave di narcisismo patologico è quella che Kernberg chiama Narcisista maligno o Narcisismo perverso: alle manie di grandezza si aggiungono tendenze aggressive e sadiche nei confronti degli altri. Si tratta di manipolatori perversi, che mentono e circuiscono cronicamente.
Il narcisismo maligno è la forma più grave perché ha una forte ripercussione sul prossimo, soprattutto nelle relazioni di coppia. Il soggetto usa, infatti, i legami emotivi e i rapporti sessuali come puri strumenti di manipolazione per il proprio tornaconto.
Così il partner diventa vittima a tutti gli effetti e subisce gravi ripercussioni sul lungo termine. Si parla, infatti, di Trauma narcisistico o Trauma da narcisismo: una condizione psicofisica causata dalla relazione con una persona affetta da disturbo narcisistico di personalità, le cui conseguenze sono crollo dell’autostima e dipendenza affettiva.
Il narcisista maligno attrae questi soggetti perché sono persone particolarmente vulnerabili, che presentano quella che viene definita dalla psicoanalisi ferita narcisistica: un’inconsapevole mancanza di amore verso sé stessi che porta a idealizzare il compagno nel tentativo di compensare la ferita stessa.
È importante notare che, in questo caso, a rendere il disturbo particolarmente grave non è la disfunzione sociale di chi ne è affetto, ma le ripercussioni sugli altri.

Disturbo narcisistico di personalità

Narciso, il personaggio mitologico greco dalla cui vanità ha preso spunto la psichiatria per il disturbo narcisistico di personalità.

Cause del disturbo narcisistico

• L’ipotesi più accreditata (vale anche per gli altri disturbi di personalità) è che ci sia una combinazione di fattori genetici ed esperienze precoci della vita: si pensa che questi disturbi siano il risultato dell’interazione tra temperamento (un fattore genetico-biologico), che include anche i tratti della personalità (ovvero modalità costanti di comportamento, pensiero e sensibilità) con le esperienze vissute e l’ambiente.
• La Teoria psicoanalitica è basata sulla psicologia del sé: il è la percezione della propria totalità psichica (di cui l’Io è la parte cosciente), che si sviluppa in età infantile tramite l’interazione con l’ambiente e con le figure di riferimento. Il bambino assumerà, quindi, delle posizioni di superiorità in cerca di un feedback, soprattutto da parte di chi lo accudisce. Se in questa importante fase di sviluppo vengono intaccati degli ingranaggi, il Sé non “matura” correttamente. Secondo Kernberg,  la carenza di attenzioni da parte di genitori anaffettivi in questa delicata fase di sviluppo porta al Sé patologico: il soggetto percepisce in modo idealizzato se stesso e il prossimo, che diventa uno strumento che deve riflettere la sua grandiosità (come lo specchio per Narciso). Si tratta, quindi, di un meccanismo di difesa, innescatosi in età infantile, per sopperire alla ferita narcisistica subita nella fase di sviluppo e che porta ai tratti tipici del narcisismo in età adulta.

Diagnosi di narcisismo

Il primo passo è escludere che il comportamento del soggetto non sia dovuto all’abuso di alcol o sostanze stupefacenti. Perciò verranno prescritti screening tossicologici su sangue e urine.
Il secondo passo è un’attenta valutazione psicologica, sia per il disturbo di personalità in sé che per eventuali patologie mentali associate.
Per valutare al meglio il paziente è bene considerare anche eventuali manifestazioni di narcisismo Covert, la cui diagnosi non è sempre facile.
Riportiamo inoltre i criteri diagnostici del DSM-IV:

Criteri generali per la diagnosi di disturbo di personalità:

a) Un modello abituale di esperienza e comportamento che si manifesta in due o più delle aree seguenti:
– Cognitività (ovvero il modo di percepire e interpretare se stessi, gli altri e gli avvenimenti);
– Affettività;
– relazioni interpersonali;
– controllo degli impulsi.
b) Il modello di pensiero e comportamento è inflessibile e riguarda varie situazioni personali e sociali;
c) Il modello causa disagio clinicamente significativo e compromette funzionamento sociale, lavorativo, ecc.
d) Esordisce in adolescenza o in prima età adulta;
e) Non è meglio giustificato come manifestazione di un altro disturbo mentale;
f) Non è riconducibile agli effetti di una sostanza (droga o farmaco) né a una condizione medica di base (es. trauma cranico).

Criteri specifici per la diagnosi di Disturbo Narcisistico di personalità:

• Quadro di grandiosità che insorge entro la prima età adulta e in più contesti, come indicato da questi elementi:
1) Esagerazione di risultati e talenti;
2) Fantasie di successo, fascino, bellezza e amore ideale;
3) Il soggetto crede di essere speciale e di dover frequentare persone/istituzioni di classe elevata per essere capito;
4) Richiede eccessiva ammirazione;
5) Si aspetta irragionevolmente trattamenti di favore, o che le sue aspettative siano immediatamente soddisfatte;
6) Sfruttamento degli altri per i propri scopi;
7) Mancanza di empatia;
8) Invidia, o convinzione di essere invidiato dagli altri;
9) Atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

Terapia del narcisismo

Esite una cura per il disturbo narcisistico di personalità? Il trattamento di prima scelta è la psicoterapia: lo scopo è di ridimensionare le aspettative e i pensieri disfunzionali tipici dei soggetti narcisisti per sostituirli con altri più funzionali, in modo che essi sviluppino una percezione meno idealizzata della realtà.
La terapia farmacologica è un buon sostegno per manifestazioni secondarie dell’asse I. Nonostante non sia risolutiva del disturbo in sé, può gestirne alcuni aspetti. I farmaci più usati sono:
Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina per gli stati depressivi;
Benzodiazepine per gli stati ansiosi;
Anticonvulsivanti (così chiamati perché usati nel trattamento di convulsioni epilettiche) per gli eccessi d’ira e le condotte impulsive.

Narcisismo bipolare e Depressione narcisista

La psicoterapia può risultare difficile poiché questi pazienti sono molto scettici all’idea di un qualsiasi trattamento; tuttavia è frequente che il paziente si rivolga al medico per episodi depressivi che non riesce a gestire. Alla base di questa depressione narcisista c’è il continuo scontro tra le aspettative idealizzate del soggetto e la realtà; a questo possono aggiungersi il disagio derivante dall’esclusione sociale e il senso di disperazione dovuto alle proprie aspirazioni costantemente irrealizzate.
Altri motivi che portano il soggetto da uno specialista sono la dipendenza da droghe o alcol e il Disturbo d’ansia.
Manifestazioni di autostima ipertrofica e grandiosità sono comuni anche nelle fasi maniacali o ipomaniacali del Disturbo Bipolare: il tipo di narcisismo che i pazienti bipolari manifestano è tuttavia diverso, poiché tipicamente associato ad altri sintomi quali euforia, avventatezza, logorrea, agitazione psicomotoria (sintomi tipici che indirizzano verso un Disturbo dell’umore e che sono invece assenti nel Narcisismo vero e proprio).

 

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