IPOTIROIDISMO: cause, sintomi e cure

Cos’è l’ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una sindrome clinica dovuta ad un’incapacità della tiroide, ghiandola endocrina a forma di “H” presente all’interno del nostro collo, di sintetizzare i suoi ormoni. Tali ormoni sono chiamati triiodotironina (o T3) e tiroxina (T4), sono sintetizzati a partire dallo iodio e svolgono numerosi ruoli a livello del metabolismo dell’organismo: in caso di deficit di queste molecole, tali processi possono risultare alterati, rallentati o addirittura inibiti. Questa patologia viene definita distiroidismo, in quanto si associa ad un funzionamento non ottimale della ghiandola endocrina. L’ipotiroidismo, unitamente all’iperfunzione tiroidea, l’ipertiroidismo, sono i più frequenti disturbi della tiroide.

La stimolazione alla produzione di questo ormone viene generata a partire dall’ipotalamo, regione centro-inferiore dell’encefalo, che produce un fattore, il TRH (“thyrotropin releasing hormone” – ormone rilasciante la tireotropina), che induce la porzione anteriore dell’ipofisi – adenoipofisi – a liberare un secondo elemento prodotto dall’ipofisi anteriore, chiamato TSH (o Thyroid-Stimulating Hormone), che stimola direttamente la tiroide a produrre i suoi ormoni e a legarli alla tireoglobulina, proteina di deposito presente all’interno dei follicoli tiroidei.

Cause

Moltissime possono essere le cause che portano ad un malfunzionamento della tiroide e ad un’insufficiente produzione di ormoni. Tra le decine di possibilità, quelle più importanti sono:

  • Malattie autoimmuni. La produzione di anticorpi reagenti contro le cellule tiroidee produttrici di ormoni (tra cui ricordiamo le anti-perossidasi tiroidea o TPO, gli anticorpi anti tireoglobulina e gli anticorpi anti recettore del TSH) è il meccanismo con cui si instaurano questo gruppo di malattie. Più frequenti nelle donne maggiori di 60 anni, la loro insorgenza può essere repentina oppure molto lenta. Tra le cause di ipotiroidismo autoimmune ricordiamo la Tiroidite di Hashimoto, il morbo di Basedow-Graves e la tiroidite atrofica;
  • Rimozione chirurgica della tiroide (o “tiroidectomia”). Esistono patologie, principalmente neoplastiche, che, per una corretta gestione terapeutica, necessitano l’asportazione della parte di ghiandola danneggiata oppure di tutta la tiroide. La rimozione completa si associa ad un ipotiroidismo permanente, in quanto non esistono altre sedi di produzione di questi organi;
  • Radiazioni. È un’altra tipologia di trattamento per patologie gravi, principalmente neoplastiche, a livello tiroideo e in altre sedi, come il cervello. L’utilizzo prolungato di iodio radioattivo può portare a problemi di tiroide di gravità variabile, fino ad una distruzione della ghiandola che, se consistente, causerà l’ipotiroidismo;
  • Alterazioni congenite. Durante lo sviluppo del feto, è possibile che vi siano alterazioni anatomiche della tiroide (in quanto potrebbe non formarsi, formarsi parzialmente oppure trovarsi in una sede differente da quella abituale) oppure funzionali, come la produzione di ormoni non completamente funzionanti. In alcuni casi, queste varianti non permettono un corretto funzionamento della ghiandola, con problemi tiroidei che potranno arrivare fino ad una condizione di ipotiroidismo congenito;
  • Infezioni della tiroide, ad opera di batteri e virus.
  • Alcuni farmaci, come l’amiodarone e il litio, impediscono alla ghiandola di produrre i suoi ormoni normalmente. L’utilizzo cronico di questi presidi si associa ad una condizione di ipotiroidismo;
  • Ingestione non consona di iodio attraverso la dieta. Se l’assunzione di iodio è troppa o troppo poca rispetto alla normalità, si potrà avere ipotiroidismo.
Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è caratterizzato da una riduzione degli ormoni tiroidei circolanti efficaci, solitamente a causa di una ipofunzione della tiroide.

Classificazione dell’ipotiroidismo

Abbiamo visto come le cause possono essere numerose e molto differenti tra di loro. Ognuna di esse avrà una metodologia di diagnosi e di trattamento differente dalle altre. Per tale ragione, si è vista necessaria la creazione di classificazioni che riunissero al loro interno tutte le possibili cause di questa condizione patologica. Ad oggi, sono riconosciute un ipotiroidismo primario, secondario, terziario o da resistenza generalizzata agli ormoni tiroidei.

Ipotiroidismo primitivo

In questa categoria rientrano tutte le cause che colpiscono direttamente la tiroide. Si distinguono:

  • Cause di ipotiroidismo congenito (meno frequenti), come le alterazioni anatomo-funzionali, alterati livelli di iodio durante la gravidanza, passaggio di autoanticorpi attraverso la placenta, che determinano un ipotiroidismo neonatale;
  • Cause di ipotiroidismo acquisito (molto più frequenti), come le malattie autoimmuni, rimozioni chirurgiche (post tiroidectomia), radioterapia, ridotto o aumentato introito di iodio con la dieta, utilizzo di farmaci tossici per la tiroide, neoplasie, malattie infiltrative (come la tiroidite di Riedel) e situazioni transitorie (tiroidite in gravidanza, tiroidite post-partum o post-trattamenti farmacologici).

Ipotiroidismo secondario

Insieme al terziario, rappresentano meno dell’1% delle cause di ipotiroidismo. È dovuto ad una riduzione del TSH ipofisario unita a valori alti di TRH. Tutte le cause che portano ad un danno a livello di quest’organo (tumori, adenomi, lesioni vascolari ecc…) possono portare ad una ridotta secrezione di questo fattore (e anche di altri ormoni contemporaneamente) e quindi conseguentemente ad una condizione di ipotiroidismo.

Ipotiroidismo terziario

Tipologia di ipotiroidismo causato dalla riduzione del TRH ipotalamico, che induce una bassa stimolazione di una tiroide ben funzionante. Sono cause molto rare di ipotiroidismo, più spesso legate a lesioni gravi del sistema nervoso centrale.

Ipotiroidismo da resistenza generalizzata agli ormoni tiroidei

Causa rara di ipotiroidismo, più spesso di gravità lieve e a carattere ereditario (80% dei casi). È caratterizzato da scarsa o assente risposta dei tessuti in contrapposizione a elevati valori ormonali tiroidei.

Sintomi

La sintomatologia dell’ipotiroidismo non è sempre manifesta: spesso capita che i sintomi iniziali della malattia siano scarsi, assenti, oppure graduali nel tempo, anche in periodi lunghi diversi anni. Per questa ragione il medico è solito distinguere due condizioni di ipotiroidismo dal punto di vista clinico-laboratoristico:

  • Ipotiroidismo subclinico (o ipotiroidismo latente): caratterizzato da un dosaggio elevato di TSH e da livelli normali di triiodotironina e tiroxina libera (chiamati fT3 e fT4). I sintomi di ipotiroidismo subclinico sono sfumati o addirittura assenti. La prevalenza è del 4-10% nella popolazione generale e del 7-26% nella popolazione anziana;
  • Ipotiroidismo manifesto: caratterizzato da un’elevata concentrazione di TSH a fronte di una bassa concentrazione tiroxina e triiodotironina libera (fT3 bassa e fT4 basso). In questa situazione possiamo riscontrare chiari segni e sintomi di ipotiroidismo con TSH alto e ormoni tiroidei bassi.

Tra le conseguenze e sintomi di un ipotiroidismo conclamato non trattato ritroviamo:

  • Aumento di peso
  • Scarso appetito
  • Stitichezza;
  • Mixedema, ispessimento del tessuto connettivo del derma dovuto all’accumulo di mucopolisaccaridi idrofili nella matrice cellulare, che inducono una forte ritenzione di liquidi. Il mixedema pretibiale è una delle più frequenti sedi di formazione di questo problema, anche se più frequente in patologie causanti ipertiroidismo, come il morbo di Graves;
  • Al volto, il mixedema produce un volto caratteristico, chiamato “facies mixedematosa”, costituita da: volto corto e largo; cute di color grigio-giallastro; occhi gonfi, piccoli e socchiusi; naso slargato; lingua di dimensioni aumentate (macroglossia) e tendenza all’inespressività del viso;
  • Affaticamento e stanchezza aumentate, con sensazione di fiato corto anche per minimi sforzi;
  • Riduzione della frequenza (bradicardia) e della contrattilità cardiaca (che spiegherebbe una resistenza minore all’esercizio fisico);
  • Intolleranza al freddo;
  • Pelle secca
  • Fragilità di capelli e unghie;
  • Anemia;
  • Voce rauca;
  • Rallentamento di pensieri e movimenti;
  • Dolore e debolezza muscolare (crampi), anche ai muscoli respiratori (spiegherebbe la ridotta resistenza all’esercizio e il fiato corto);
  • Depressione
  • Problemi di memoria (soprattutto nella popolazione anziana);
  • Riduzione del desiderio sessuale;
  • Mestruazioni irregolari e/o abbondanti, con riduzione della fertilità e frequente iperprolattinemia;
  • Formicolio a mani e dita;

L’ipotiroidismo congenito, invece, si mostra nei neonati con eccessiva sonnolenza, pelle fredda e secca, facies mixedematosa (più tardiva), rari pianti e grida, lenta suzione, difficoltà nella respirazione, ritardo dello sviluppo staturale e mentale (definito “cretinismo”).

Sintomi e cause di ipotiroidismo

La ghiandola tiroide nelle persone con ipotiroidismo produce meno ornoi tiroidei.

Complicanze

Tra le possibili complicanze di questa condizione possiamo ritrovare:

  • Gozzo, ovvero aumento di volume della tiroide, che assume consistenza dura e che può andare a dare problemi di deglutizione o di respirazione;
  • Aumento del colesterolo circolante (ipercolesterolemia) e, conseguentemente, del rischio cardiovascolare;
  • Alterazioni della gravidanza, che partono da una semplice riduzione della fertilità a forme gravi di pre-eclampsia. Ciò che accomuna tutte queste condizioni è l’aumento del rischio di aborto spontaneo, qualora questa condizione non venga diagnosticata e trattata;
  • Coma mixedematoso (la più grave di tutte), caratterizzato da una scarsa attività tiroidea, marcata ipotermia, brividi scuotenti, confusione e alterazione dello stato mentale, bassa frequenza cardiaca e depressione respiratoria. La mortalità per questa condizione si assesta intorno al 35-40% dei pazienti

Terapia

La terapia dell’ipotiroidismo generalmente è di tipo medico ed è volta a ripristinare lo stato di normalità dei livelli di ormoni tiroidei (condizione che viene definita “eutiroidismo”). In primis sarà importante capire la causa di questa condizione, in quanto non tutte le condizioni necessitano di una terapia. L’ipotiroidismo transitorio o la tiroidite subacuta, per esempio, vengono trattati mediante vigile attesa e frequenti controlli, in modo tale da attendere la remissione della patologia sottostante e valutare l’inizio di una terapia ormonale correttiva.

La terapia medica si basa quasi esclusivamente sulla somministrazione di tiroxina artificiale (levotiroxina, il cui farmaco ha nomi commerciali come “Eutirox” o “Tirosint”), partendo da dosi basse e aumentandole fino a raggiungere una dose di mantenimento della cura che permetta il corretto svolgimento di tutte le funzioni metaboliche del nostro organismo (soprattutto nel caso di ipotiroidismo in gravidanza). Bisogna evitare di sovradosare questo farmaco, in quanto ciò porta inevitabilmente ad una condizione di ipertiroidismo farmacologico, con tutta la sintomatologia ad esso correlata (tachicardia, dimagrimento, nervosismo, sbalzi d’umore, alterazioni della pressione arteriosa, tremori).

Esistono anche farmaci che possiedono sia tiroxina, sia triiodotironina, ma sono poco utilizzati in quanto gli effetti che determinano nell’organismo sono sovrapponibili a quelli che si ottengono mediante la somministrazione della sola tiroxina. Nel caso di patologie autoimmuni (come per esempio nell’ipotiroidismo di Hashimoto), bisognerà somministrare cortisone e farmaci immunomodulatori per controllare la patologia di base.

La terapia chirurgica, invece, viene utilizzata non tanto per risolvere la condizione ipotiroidea, quanto per eliminare eventuali patologie che possano mettere in pericolo il paziente (tumori della tiroide, gozzi ecc…). Se la rimozione dovesse essere completa, il trattamento medico sostitutivo con tiroxina risulta essere necessario.

La terapia del coma mixedematoso, complicanza temibile di questa condizione, è un misto di terapia ormonale sostitutiva, trattamento dei sintomi dovuti al coma e delle patologie concomitanti, come le infezioni.

Ipotiroidismo e dieta

L’alimentazione deve possedere quantità di iodio corrette per il corretto funzionamento della ghiandola tiroidea: un introito di iodio inferiore a 100 µg/die (che viene definito “deficit alimentare di iodio”) a lungo andare può determinare l’insorgenza dell’ipotiroidismo. Circa due miliardi di persone nel mondo, maggiormente concentrate nelle aree di montagna, in Europa e in Africa, non assumono una quantità di iodio corretta.

Cosa mangiare in corso di ipotiroidismo? Gli alimenti più ricchi di iodio, i migliori rimedi naturali contro questa patologia, sono alghe, il pesce, i crostacei e frutta e verdura come pomodori, cocco, mele, mango e ananas. Si è visto però come l’incorraggiamento al consumo di tali cibi non abbia ridotto significativamente la percentuale di ipotiroidismo endemico. Su supervisione dell’OMS, è stata promossa la progressiva iodizzazione del sale da cucina nella dieta per l’ipotiroidismo, che ha ridotto drasticamente il numero globale di ipotiroidei. Negli ultimi anni, però, la grande prevalenza di ipertesi, soprattutto nel primo mondo, ha portato ad una riduzione del consumo di sale e, di conseguenza, nuovamente ad un ridotto apporto generale di iodio con la dieta.

Tra gli alimenti da evitare, invece, troviamo soia e suoi derivati (seitan), broccoli crudi, latticini e derivati e cibi di scarsa qualità (carboidrati raffinati, olii di semi, margarina).

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