IPERTIROIDISMO: cause, sintomi, diagnosi e cura

Cos’è l’ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una condizione patologica dovuta alla presenza nel sangue di livelli di ormoni tiroidei elevati, dovuto ad un aumento della funzionalità e della produzione da parte della ghiandola tiroide. È una patologia più frequente nelle donne e, tra i disturbi tiroidei, è quella che possiede la maggiore correlazione familiare.

La tiroide è un organo presente all’interno del nostro collo, stimolata a monte dall’ipotalamo, che produce un fattore, il TRH, il quale andrà a stimolare l’ipofisi al rilascio di un fattore che andrà ad attivare direttamente l’organo endocrino, il TSH (o tireotropina). Questo organo produce fondamentalmente due tipi di ormoni, che controllano la maggior parte dei processi metabolici del nostro organismo:

  • Triiodotironina (o T3): possiede 3 atomi di iodio, è l’ormone più attivo tra i due (effetti 10 volte superiori al T4) e costituisce il 20% delle secrezioni della tiroide;
  • Tiroxina (o T4): possiede 4 atomi di iodio, costituisce l’80% delle secrezioni endocrine e ha efficacia minore rispetto al T3. Pertanto, circa il 40% della quota circolante, viene convertita in periferia in T3, in modo tale da avere una risposta migliore alle esigenze dell’organismo.

Attraverso la coordinazione dei livelli di ormoni tiroidei, TSH e TRH, possiamo avere un fine controllo delle necessità del nostro organismo, mediante meccanismi di feedback negativo: se i livelli di ormoni tiroidei dovessero essere bassi o insufficienti a svolgere le attività dell’organismo, vi è una stimolazione al rilascio di TRH e TSH, che andranno a stimolare la ghiandola in maniera tale da poter produrre quanto necessario e, viceversa, arresterà la sua produzione nel caso in cui i livelli di T3 eT4 circolanti siano superiori alla norma.

Valori di ipertiroidismo

Nel sangue, questi ormoni possono trovarsi legati a proteine del plasma, in forma quindi silente, oppure trovarsi liberi da qualsiasi legame, componendo quella frazione ormonale effettivamente attiva e a disposizione dell’organismo.

Negli adulti, la concentrazione media delle varie componenti è:

  • Tiroxina totale (tT4): 60 – 150 nmoli/L;
  • Tiroxina libera (fT4): 10 – 25 pmoli/L;
  • Triiodotironina totale (tT3): 1,1 – 2,6 nmoli/L;
  • Triiodotironina libera (fT3): 3,0 – 8,0 pmoli/L;
  • TSH: 0,15 – 3,5 mU/L.

Questi valori possono differire leggermente da laboratorio a laboratorio, ma soprattutto in base all’età e alla concomitante presenza di gravidanza.

Cause di ipertiroidismo

Si possono distinguere:

  • Ipertiroidismo primario, ovverosia legato ad un’alterazione a carico della stessa tiroide. Tra le cause più frequenti ricordiamo: il morbo di Basedow-Graves, ipertiroidismo autoimmune che, attraverso la produzione di anticorpi stimolanti la tiroide (o TSI), si legano ai recettori tiroidei per il TSH, inducendo l’attivazione della ghiandola.; il gozzo multinodulare tossico, in cui, a causa di un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei protratta nel tempo, si assiste ad un aumento generalizzato delle dimensioni della ghiandola; l’adenoma tiroideo tossico solitario (o morbo di Plummer), dove l’aumento di dimensioni della ghiandola è asimmetrico, in quanto un’area di tessuto ghiandolare inizia a produrre ormoni tiroidei svincolandosi dai meccanismi di feedback negativo; tiroiditi, suddivise in acute (ad eziologia infettiva, le quali portano ad un’immissione rapida di ormoni tiroidei, che raggiungono concentrazioni elevatissime, per la distruzione acuta del parenchima ghiandolare, causando la cosiddetta “crisi tireotossica”), subacute (ad eziologia virale o autoimmune), e croniche (a prevalente eziologia autoimmune, come nel caso della tiroidite di Hashimoto; alcuni tumori; tessuto ectopico tiroideo secernente ormoni attivi;
  • Ipertiroidismo secondario, cioè tutte quelle cause che derivano da un’aumentata stimolazione a monte della tiroide (a livello dell’ipotalamo e/o dell’ipofisi attraverso l’aumentata secrezione rispettivamente di TRH e/o TSH); sono lesioni che possiedono una frequenza inferiore rispetto alle patologie primarie della tiroide sopra descritte. Tra le più frequenti, ricordiamo i macroadenomi ipofisari secernenti TSH;
  • Iatrogene, causate da un’inadeguata assunzione di ormoni tiroidei artificiali (come la levotiroxina), che produce una condizione definita “tireotossicosi factitia” o “tireotossicosi artificiosa”. In alcuni casi, questi farmaci vengono prescritti per condizioni cliniche in cui vi è scarsa produzione di tali ormoni (definite “ipotiroidismo”), oppure a scopo dimagrante.

Sintomi di ipertiroidismo

La sintomatologia dipende dall’aumento del consumo di ossigeno dovuto all’aumento dei processi metabolici, con conseguente aumento della produzione di calore legato al metabolismo. Perciò, le conseguenze dell’ipertiroidismo si esplicano attraverso manifestazioni generali e sintomi di tiroide iperfunzionante, come:

  • Irrequietezza ed iperattività;
  • Debolezza muscolare, chiamata “astenia”;
  • Ansia;
  • Febbre, nel caso in cui vi sia una causa infettiva in atto;
  • Sete eccessiva;
  • Intolleranza al calore e sudorazione aumentata, con cute calda, sottile e ingiallita per l’aumento della vascolarizzazione locale;
  • Presenza di edemi a livello degli arti inferiori (come nel caso del mixedema pretibiale della malattia di Graves);
  • Perdita di peso improvvisa e capelli fragili e sottili, dovuti ad un aumentato catabolismo proteico muscolare e fibrillare degli annessi cutanei.

Dal punto di vista cardiovascolare, l’ipertiroideo può lamentare:

  • Tachicardia (ovverosia un aumento della frequenza cardiaca) e palpitazioni;
  • Aumento della forza di contrazione del cuore (chiamato “inotropismo cardiaco”)
  • Ipertensione arteriosa, che, se non corretta precocemente, può arrivare a causare ipertrofia ventricolare sinistra a causa dell’aumento dello sforzo della camera cardiaca per poter pompare il sangue nella circolazione sistemica;
  • Alterazioni della conduzione del battito cardiaco, con aritmie anche gravi (tra cui la fibrillazione atriale)

Dal punto di vista neurologico, invece, abbiamo un coinvolgimento del cervello e del sistema nervoso centrale, che risentono delle alterazioni dei livelli di ormoni tiroidei circolanti. Spesso i pazienti lamentano:

  • Nervosismo;
  • Insonnia e disturbi del sonno;
  • Irrequietezza;
  • Psicosi (che compare nel momento in cui queste alterazioni si protraggono nel tempo senza una terapia adatta).

Dal punto di vista ghiandolare, è molto comune il lamentarsi di una massa all’interno del collo, avvertita come voluminosa o pesante e che può andare a comprimere le strutture sottostanti, ovvero la trachea ed esofago.

Oltre a tutto questo, i pazienti possono lamentare problematiche a livello genito-urinario (mestruazioni poco regolari, infertilità, calo della libido ecc…), a livello degli occhi (esoftalmo, ovverosia la protrusione dell’occhio oltre la linea delle palpebre, particolarmente importante nella malattia di Graves), a livello intestinale (nausea, vomito, diarrea ecc…).

In caso di ipertiroidismo in gravidanza, la presenza di sintomi dipende dalla causa sottostante: le malattie autoimmuni tendono a migliorare con la gravidanza (forse dovuto allo stato di immunodepressione generalizzato), mentre altre necessitano di controlli rigorosi.

Diagnosi

In questa patologia, il processo diagnostico è fondamentale, in quanto ogni causa ha un trattamento a sé ed è importante conoscere fin da subito quale possa essere la strada da intraprendere per avere una più rapida risoluzione dell’ipertiroidismo e un migliore risultato a lungo termine.

Inizialmente, il sospetto deve provenire da una clinica suggestiva di una patologia tiroidea. Bisogna subito procedere con un esame obiettivo approfondito e con un’anamnesi completa del paziente. In particolare, è da valutare molto bene se il paziente stia assumendo farmaci specifici per altre malattie concomitanti (amiodarone, ormoni tiroidei per la cura di un ipotiroidismo ecc…), sia stato esposto ad agenti patologici, come batteri e virus, se vi sia familiarità con altre persone della famiglia di provenienza ecc…

In seguito, una delle prime azioni da intraprendere è un semplice esame del sangue per dosare gli ormoni tiroidei in circolo. Si potranno quindi avere diversi quadri:

  • Livelli di TSH normale, con livelli di ormoni tiroidei liberi normali: questo è il quadro del paziente sano;
  • Livelli di TSH basso, con livello di ft4 ed ft3 alto: quadro del paziente con ipertiroidismo subclinico, in cui non si ha alcuna manifestazione di ipertiroidismo, ma si ha comunque una situazione di equilibrio;
  • Livelli di TSH molto bassi, con livello di ft3 ed ft4 alto: questo quadro appartiene all’ipertiroidismo manifesto, in quanto all’aumento della concentrazione ematica degli ormoni tiroidei si associa un corredo sintomatologico caratteristico della malattia.

Oltre a ciò, dal campione di sangue si possono ricercare anche altri elementi, utili per la definizione della causa sottostante all’ipertiroidismo. Ad esempio la presenza di autoanticorpi contro varie strutture tiroidee, come gli anticorpi anti-tireoperossidasi, anticorpi  anti-tireoglobulina ed anticorpi anti recettore del TSH, nel caso in cui propendessimo per una malattia autoimmune; alterazione dei parametri biologici del paziente, come la presenza di anemie, dislipidemie, aumento degli indici di infiammazione, aumento delle transaminasi epatiche ecc…; i livelli di tireoglobulina, in quanto un’aumentata concentrazione ematica la si può osservare in alcuni tipi di tumori, come nell’adenocarcinoma follicolare.

Spesso, però, si rende necessario l’utilizzo di esami di imaging precisi, in maniera tale da poter visionare e valutare al meglio la struttura ghiandolare. Tra gli esami eseguibili, troviamo:

  • Ecografia della tiroide, con ecocolordoppler dei vasi tiroidei. È l’esame di prima linea, semplice da eseguire e dai costi ridottissimi. Non necessita di una particolare preparazione e permette di poter distinguere molto bene possibili alterazioni strutturali e della vascolarizzazione dell’organo. Durante questa procedura, è possibile svolgere ulteriori test, come l’aspirazione del contenuto di possibili noduli tiroidei, in modo tale da poter valutare al microscopio l’aspirato;
  • Scintigrafia della tiroide, con l’utilizzo di mezzo di contrasto iodato radiomarcato (come il tecnezio 99Tc pertecnetato), in modo che venga captato dalla tiroide e che permetta di poter visionare la struttura della ghiandola dall’esterno
  • TC ed RM non rientrano tra gli esami più utili per la valutazione della tiroide, ma vengono usati nel caso in cui si abbia un interessamento di altre strutture all’interno dell’organismo, come nel caso di una metastasi a partire da un tumore tiroideo primitivo, soprattutto se associati ad una FDG-PET.

Cura dell’ipertiroidismo

Trovata la causa, si instaura una terapia mirata contro l’agente causante il problema. La terapia può essere di tipo:

  • Si possono utilizzare farmaci sintomatici, contro i sintomi sistemici della malattia (FANS e antibiotici, nel caso di una causa microbiologica; beta-bloccanti, come il propranololo, se comparisse una tachicardia persistente; cortisonici, per abbassare il grado di infiammazione ecc…), ma anche farmaci volti a risolvere il problema tiroideo (farmaci antitiroidei di sintesi, come il metimazolo (nome di commercio “tapazole”), che inibiscono la produzione di ormoni tiroidei; ioduro e iodio radioattivo, che evitano la liberazione di ormoni tiroidei, inducendo una distruzione del parenchima ghiandolare);
  • Percutaneo, come drenaggi di ascessi e/o raccolte saccate di liquidi, da eseguire sotto controllo ecografico;
  • Chirurgico sulla ghiandola, ovverosia la “tiroidectomia”, che può  essere lobare, subtotale o totale in base alla gravità della malattia di base e alla percentuale di parenchima interessato dalla patologia. Bisogna fare molta attenzione, in quanto questo intervento si associa a problematiche importante, tra cui è importante ricordare le alterazioni dei livelli di calcio per la possibile asportazione di organi implicati nel metabolismo del calcio, chiamate paratiroidi.

Esistono inoltre protocolli specifici per le pazienti in gravidanza, che dovranno essere monitorate costantemente e trattate con molta attenzione in primis mediante farmaci antitiroidei solo nel caso di ipertiroidismo conclamato.

Ipertiroidismo e alimentazione

Anche le abitudini di vita devono essere regolate e bisogna sapere cosa mangiare in corso di ipertiroidismo: evitare fumo e alcol, assumere molte fibre e poche calorie, come frutta e verdura in generale, preferibilmente crude, un corretto quantitativo di proteine corretto ed evitare caffè, the, formaggi affumicati, salse piccanti, frutti di mare e carni grasse e di sale iodato.

 

IPERTIROIDISMO: cause, sintomi, diagnosi e cura
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