CISTITE: cause, sintomi, rimedi e cure della cistite nell’uomo, nella donna ed in gravidanza

Cistite

La cistite è un’infiammazione della parete della vescica che può portare ad un continuo disagio e alla sensazione di impellenza nell’atto di urinare.
La cistite è di solito conseguente ad un’infezione batterica della prima parte del tratto urinario ed è una patologia abbastanza comune. Anche se la cistite non è in genere una condizione grave, può essere fastidiosa e può anche portare a complicazioni se non viene adeguatamente trattata. La cistite batterica viene definita cistite acuta, mentre la cistite interstiziale è un tipo di cistite cronica con sintomi persistenti ed invalidanti.
In questo articolo saranno esaminate le principali cause della cistite, i suoi sintomi, i modi nei quali viene diagnosticata e trattata, compresi i rimedi naturali e domestici, e come può essere prevenuta.

Che cos’è la cistite?

Che cos’è la cistite? La cistite è un’infiammazione della parete della vescica, e nella maggior parte dei casi è scatenata da un’infezione batterica. In alcuni casi, la cistite lieve tende a risolversi entro pochi giorni. Spesso però i sintomi persistono ed è necessario rivolgersi ad un medico per effettuare le opportune indagini diagnostiche, come l’esame urine e l’urinocoltura, e gli interventi terapeutici più appropriati, come la terapia antibiotica empirica e poi la terapia antibiotica mirata in base all’eventuale antibiogramma disponibile. Esistono poi degli accorgimenti e dei rimedi utili per alleviare i sintomi e per la prevenzione della cistite stessa.

Come si prende la cistite? La cistite si può verificare quando l’uretra e la vescica, normalmente sterili e prive di microbi, vengono infettate da batteri. I batteri aderiscono alla parete della vescica e provocano uno stato di irritazione ed infiammazione dell’area colpita. La cistite colpisce le persone di entrambi i sessi e di tutte le età. In genere però è più comune tra le donne rispetto agli uomini, perché le donne hanno l’uretra più corta. La cistite nell’uomo, seppur meno frequente, presenta sintomi e complicanze altrettanto rilevanti e deve essere curata allo stesso modo che nelle donne.

Da cosa è provocata la cistite? Circa l’80 percento di tutte le infezioni delle vie urinarie sono causate da batteri dall’intestino che riescono a raggiungere il tratto urinario. La maggior parte di questi batteri fa parte della flora batterica intestinale sana, ma una volta entrati nello spazio sterile nell’uretra e nella vescica, possono causare un’infezione urinaria come la cistite. Le infezioni urinarie sono le più comuni infezioni ospedaliere in Italia, in particolare nei pazienti che utilizzano cateteri urinari.

Cistite emorragica

Si parla di cistite emorragica quando all’infiammazione della vescica si accompagna la fuoriuscita di urina mista a sangue, talvolta anche sottoforma di coaguli ematici veri e propri. La presenza di sangue nelle urine è detta ematuria, macroematuria quando è visibile ad occhio nudo, microematuria quando viene segnalata solo all’esame delle urine.
La cistite emorragica è la conseguenza di un danno ai vasi della mucosa vescicale, e può essere conseguente ad una infiammazione da infezione batterica, ma anche essere legata ad un trattamento chemioterapico (ad esempio con farmaci alchilanti come la ciclofosfamide), ad una terapia radiante o alla presenza di un tumore della vescica. La terapia della cistite emorragica varia a seconda della causa, ma si avvale in tutti i casi di abbondante idratazione e di terapia antidolorifica ed antinfiammatoria.

Cistite interstiziale

La cistite interstiziale è un tipo di cistite cronica caratterizzata da dolore, urgenza e frequenza minzionale. E’ chiamata anche sindrome del dolore pelvico e non è un tipo di infezione del tratto urinario. La genesi del dolore e degli altri segni e sintomi di cistite interstiziale sembra essere legata ad una alterazione delle cellule della parete vescicale, che a contatto poi con le sostanze acide contenute nelle urine, genera un’aumento della sensibilità nervosa a livello della mucosa vescicale.

Sintomi di cistite

Quali sono i principali sintomi di cistite? Le manifestazioni di questa frequente infiammazione del tratto urinario inferiore sono molteplici e spesso a carattere sfumato; in generale comunque hanno caratteristiche comuni con i sintomi di infezione delle vie urinarie. I sintomi di cistite elle donne sono simili ai sintomi nell’uomo, tenendo conto del fatto che si tratta di una patologia molto frequente nel sesso femminile e che quindi le donne sanno riconoscere i sintomi con maggior rapidità e sicurezza rispetto alla controparte maschile, poco abituata a questo tipo di patologia. Di seguito sono riportati i sintomi più comuni della cistite:

  • febbre, a volte maggiore di sera (febbre serotina)
  • tracce di sangue nelle urine (ematuria o macroematouria)
  • urina scura
  • urina torbida
  • urina con odore forte, a volte urine maleodoranti
  • dolore addominale, localizzato appena sopra l’osso pubico, nella parte bassa della schiena o in tutto l’addome
  • sensazione di bruciore mentre si urina (bruciore urinario)
  • pollachiuria (si urina molto spesso o comunque si sente la necessità di urinare frequentemente)
  • dolore durante la minzione (disuria)
  • sensazione di impellenza nel dover urinare (urgenza minzionale)
  • diarrea

Gli individui anziani possono sentirsi deboli e avere stati febbrili, ma possono non manifestare nessuno degli altri sintomi menzionati in precedenza. Possono inoltre presentare uno stato mentale alterato, confusione e sonnolenza. Le persone che soffrono di cistite provano di frequente lo stimolo di urinare, ma riescono ad espellere solo piccole quantità di urina. Questo tipo di sintomo è simile a quello che sperimentano i maschi affetti da ipertrofia prostatica benigna o da prostatite, che è un’infiammazione della prostata, spesso secondaria ad una infezione batterica. La diagnosi di cistite negli uomini andrà posta quindi in diagnosi differenzaile con patologie prostatiche. Quando i bambini hanno la cistite, possono presentare il quadro dei sintomi elencati in precedenza, ma anche altri come vomito, facile irritabilità, sonnolenza e debolezza generale.

La presenza di sangue nelle urine, descritta spesso impropriamente dalle pazienti come cistite con sangue o cistite sanguinolenta, non deve spaventare ma è senza dubbio è indicativa di una infiammazione di entità rilevante ed è un sintomo che deve sempre portare dal proprio medico curante. Anche il dolore addominale, che può essere descritto come “dolore alla vescica” o “dolori vescicali”, è indicativo di una importante irritazione della mucosa vescicale ed è un segnale che necessita di approfondimenti ed una adeguata terapia.

cistite-infiammazione-vescica

L cistite non è altro che un’infiammazione della vescica, solitamente dovuta ad un’ifezione batterica. E’ più frequente nelle donne e negli anziani.

 

Ci sono anche altre malattie o condizioni che presentano sintomi simili alla cistite batterica, come per esempio:

  • Uretrite, ovvero l’infiammazione dell’uretra
  • Infezione del tratto urinario superiore, come nefrite, pielonefrite, pielite, cistopielite
  • Sindrome del dolore cronico della vescica, chiamato anche cistite interstiziale
  • Prostatite o infiammazione della ghiandola prostatica
  • Iperplasia prostatica benigna
  • Gonorrea, definita volgarmente scolo
  • Infezioni da clamidia, causa frequente di infezione vaginale, cervicale o uretrale
  • Candida genitale o vaginale

Cause di cistite

Come viene la cistite? Esistono molte possibili cause della cistite. La maggior parte di esse è di natura infettiva e in genere sono scatenate dadall’ingresso dei batteri nell’apparato genitale ed urinario, che può essere favorito da condizioni predisponenti come ad esempio l’uso prolungato di un catetere vescicale, come nel caso della cistite da catetere. Vediamo quali sono le principali cause di cistite ed i fattori di rischio più rilevanti.

  • infezione batterica: oltre il 90% delle cistiti sono causate da germi come:
    • Escherichia coli
    • Staffilococchi coagulasi negativi
    • Staphylococcus saprophyticus
    • Klebsiella pneumoniae
    • Proteus mirabilis
    • Citrobacter
    • Morganella
    • Enterococchi
    • Pseudomonas ed altri batteri gram negativi
  • infezione fungina: il tipo di fungo solitamente conivolto nelle cistiti da miceti è la Candida, soprattutto quella di tipo Candida albicans
  • Infezioni virali: seppur molto rare, esistono anche cistiti virali che possono essere legate ad un’infezione da adenovirus o, nei soggetti immunodepressi, da virus del genere Polyomavirus.
  • Chemioterapia: alcuni agenti chemioterapici alchilanti, come ciclofosfamide e ifosfamide, possono causare una mucosite con  cistite chimica.
  • Radioterapia: l’effetto delle radiazioni sulla mucosa vescicale può causare irritazione ed infiammazione con sintomi molto simili ad una cistite infettiva.
  • Neoplasia vescicale
Cistite-escherichia-coli

Una foto al microscopio dell’Escherichia coli, il principale responsabile delle infezione del tratto urinario.

I fattori di rischio includono poi:

  • L’uso dell’assorbente interno (es. tampax): quando si inserisce un assorbente interno, esiste un minimo rischio di penetrazione di batteri attraverso l’uretra.
  • Inserimento ed uso prolungato di un catetere vescicale urinario: c’è la possibilità che il catetere trasporti i batteri lungo il tratto urinario e ne favorisca poi la permanenza.
  • Utilizzo del diaframma per il controllo delle nascite: c’è una maggiore incidenza di cistite tra le donne che utilizzano il diaframma, rispetto alle donne che non lo utilizzano.
  • Vescica piena: se la vescica non viene svuotata completamente, si può creare un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri. Questo è abbastanza comune fra le donne in gravidanza e gli uomini con problemi alla prostata.
  • Attività sessuale: le donne sessualmente attive hanno un rischio più elevato di ricevere batteri che penetrano attraverso l’uretra dopo un rapporto sessuale
  • Alterazioni morfologiche o funzionali della vescica o dei reni tali da favorire un blocco parziale del sistema urinario, che impedisca un corretto flusso di urina come calcoli renali (litiasi), prolassi, ostruzioni, compressione (ad esempio la compressione che esercita l’utero sulla vescica nelle donne in gravidanza)
  • Sesso frequente o troppo intenso: questo aumenta le probabilità di danno fisico all’epitelio mucoso dell’apparato urinario e dei genitali, il che a sua volta aumenta la probabilità di contaminazione batterica e di cistite. Talora questa condizione viene chiamata cistite da luna di miele.
  • Livelli di estrogeni bassi: durante la menopausa, i livelli di estrogeni diminuiscono, e la parete dell’uretra di una donna diventa più sottile. Più sottile essa diviene, maggiori sono le probabilità di contrarre un’infezione. Dopo la menopausa, il rischio è ancora più alto.
  • Sesso femminile: l’apertura dell’uretra femminile è più vicina all’ano rispetto a quella di un uomo, quindi esiste un maggiore rischio di passaggio di batteri dall’ano all’uretra.
  • Riduzione del muco: durante la menopausa, il corpo delle donne produce meno muco nella zona vaginale. Questo muco normalmente agisce come uno strato protettivo contro i batteri, la sua mancanza può facilitarne la proliferazione.
  • Radioterapia: il danno alla vescica può causare cistite da radiazioni.
  • Le donne che seguono la terapia sostitutiva ormonale (HRT) hanno un minor rischio di sviluppare la cistite rispetto alle donne in menopausa.

Quanto dura una cistite? A seconda del tipo di causa, la durata potrà variare da pochi giorni (come nel caso di una infezione urinaria non complicata) fino a settimane/mesi in caso di cistite cronica o cistiti recidivanti.

Cistite e contagio

La cistite non è una patologia contagiosa: è infatti assai improbabile che una persona affetta da cistite possa trasmetterla a familiari, conviventi o colleghi di lavoro. Ciò nonostante, essendo la genesi della cistite almeno in parte favorita da rapporti sessuali seguiti da una igene intima non corretta, l’avere rapporti in corso di cistite comporta probabilmente un incremento delle possibilità di insorgenza di infezione delle vie urinarie anche a carico del partner, pur non potendo comunque parlare di vero e proprio contagio.

Cistite in gravidanza

In gravidanza in rischio di cistite è maggiore: infatti, oltre al rischio legato alla particolare anatomia del sistema urinario femminile, con l’uretra corta ed il perineo più corto con l’orizio uretrale vicino al meato vaginale e all’ano, vi sono altre caratteristiche fisiologiche che aumentano la frequenza di cistite nelle gravide:

  • aumento degli ormoni femminili circolanti, in particolare del progesterone, con diminuzione del tono del muscolo liscio e quindi degli sfinteri, compreso quello ureterale che lascia entrare quindi più facilmente germi e riduce il potere “dilavante” del getto urinario.
  • compressione meccanica dell’utero gravidico sull’uretere, riducendo la possibilità che avvenga un completo svuotamento della vescica dopo l’atto urinario (minzione).
  • presenza di aumentati zuccheri nelle urine in tutte le future mamme che sviluppano il diabete gestazionale in gravidanza.

La terapia della cistite in gravidanza non differisce dal trattamento della cistite batterica in generale, se non fosse che andranno utilizzati solo antibiotici e farmaci consentiti in gravidanza poichè privi di effetto teratogeno sul feto.

Cistite nei bambini e nei neonati

Lo sviluppo di cistite nei neonati e nei bambini è un’evenienza frequente, ed è causata prevalentemente da batteri come l’Escherichia coli, Streptococchi, Staffilococchi e gram negativi come la Klebsiella pneumoniae, Proteus mirabilis ed Haemophilus Influenzae.
La cistite nei bimbi è frequente a causa di fattori favorenti come la difficoltà di mantenere una adeguata igiene intima (uso del pannolino e incontinenza non aiutano in tal senso), la difficoltà di bambini e neonati nel comunicare i sintomi, che possono essere sfumati o non specifici come mancanza di appetito (inappetenza), tendenza a dorminre (letargia), nausea e vomito, irritabilità, febbricola. La terapia è ovviamente a base di antibiotici ed antipiretici, somministrati a dosaggio pediatrico.

Diagnosi di cistite

Ai fini della diagnosi della cistite, il medico farà al paziente alcune domande, poi eseguirà un test sull’urina che permetterà l’esecuzione di un esame delle urine, un test molto rapido i cui risultati son disponibili in poche ore. Addirittura esisono test ancora più rapidi, chiamati stick sulle urine stick urinario, che permettono, immergendo una striscia di carta con dei reagenti in una provetta contenente urina, di conoscere in modo approsimativo ma istantaneo alcuni parametri importanti come la rpesenza di batteri e globuli bianchi, glucosio o proteine nelle urine.

È possibile inoltre eseguire l’urocoltura o urinocoltura, un esame su un campione di urine che serve per determinare il tipo di batteri che eventualmente vi si trova. Dopo aver scoperto quale batterio specifico stia causando l’infezione, il medico potrà iniziare una terapia antibiotica o modificare quella già in atto, avvalendosi dell’antibiogramma.A volte, nei casi dubbi i medici possono richiedere anche il test delle infezioni sessualmente trasmesse, dato che queste patologie hanno spesso sintomi simili a quelli della cistite.

A livello di analisi del sangue e delle urine in corso di cistite potremmo riscontrare:

  • globuli bianchi alti nel sangue
  • proteina C reattiva elevata nel sangue
  • VES alta nel sangue
  • Iniziali segni di insufficienza renale con creatinina alta e urea alta
  • Presenza di globuli bianchi nelle urine (leucocituria)
  • Presenza di batteri nelle urine (batteriuria)
  • Proteine nelle urine sopra i livelli di norma (proteinuria)
  • riscontro di Escherichia coli nelle urine all’esame colturale, o di altri germi tra quelli elencati in precedenza

La diagnosi di cistite avviene in presena di leucociti e batteri nelle urine, mentre la sola presenza di batteri, se non sintomatica (batteriuria asintomatica) non richiede solitamente un trattamento, a meno che non si abbia a che fare con donne in gravidanza o persone immunocompromesse o trapiantate.

I pazienti che sono periodicamente colpiti dalla cistite possono richiedere ulteriori esami di approfondimento, come una ecografia dell’addome inferiore e della vescica, una radiografia dell’addome, e, in secondo luogo, una cistografia (cisto-ureterografia minizionale) che tramite l’infusione di mezzo di contrasto per via ascendente permette di valutare la morfologia e la funzione dell’apparato urinario inferiore. E’ anche possibile effettuare, nei casi dubbi, una una cistoscopia della vescica utilizzando una telecamera a fibre ottiche che permette di visionare direttamente la mucosa uretrale e vescicale.

Cura della cistite

Quali sono le principali cure per la cistite? Come curarla? La terapia della cistite dipende dalla sua eziologia, cioè da cosa è causata. Normalmente, essendo la cistite di origine prevalentemente infettiva batterica, il i farmaci per la cistite consistono innanzitutto in una terapia antibiotica adeguata. La cura per la cistite prevede inoltre farmaci sintomatici e terapia farmacologica utili per proteggere l’organismo dalle recidive infettive, favorendone la prevenzione. Vediamo quindi come curare la cistite.

Terapia antibiotica

Cosa fare quanto è in corso una fastidiosa infezione urinaria con vescica infiammata e sintomi mal sopportabili? Come si cura? La cistite di origine batterica deve essere opportunamente trattata con antibiotici.

I medici possono prescrivere un ciclo di antibiotici di 3 giorni o 7-10 giorni, a seconda del paziente, dei suoi sintomi e della sua storia clinica. L’assunzione degli antibiotici dovrebbe cominciare ad alleviare i sintomi già dal primo giorno di terapia. Se i sintomi non migliorano dopo l’assunzione degli antibiotici, il paziente dovrebbe tornare dal medico.

Gli antibiotici comunemente usati per la cistite batterica sono

  • nitrofurantoina (Neofuradantin),
  • trimetoprim-sulfametossazolo o cotrimoxazolo (Bactrim),
  • amoxicillina (Zimox),
  • amoxicillina e acido clavulanico (Augmentin),
  • cefalosporine (Cefixoral, Ceporx, Giasion),
  • fuoro-chinolonici come ciprofloxacina (Ciproxin) e levofloxacina (Tavanic),
  • fosfomicina (Monuril)

In particolare, il Monuril viene prescritto frequentemente dai medici per la sua buona efficacia e la facilità di somministrazione (una busta in monosomministrazione, nelle cistiti più intense da ripetere anche il giorno successivo). Le persone anziane e quelle con sistema immunitario debole – per esempio a causa del diabete – rischiano che l’infezione si diffonda nei reni ed altre complicazioni. GLi anziani quindi, oltre alle persone di salute cagionevole e le donne in gravidanza devono essere curate tempestivamente.

Immagine di antibiotici per la cura della cistite

La terapia antibiotica è la chiave del trattamento della cistite batterica.

Terapia antifungina

Per quanto riguarda le cistiti da funghi, la terapia si avvale di farmaci antifungini come ad esempio il fluconazolo (Diflucan) o l’itraconazolo (Sporanox), da assumere per una durata più o meno simile a quella delle terapie antibiotiche sopradescritte, ovviamente sempre dopo prescrizione medica.

Rimedi per la cistite

Esistono rimedi per la cistite oltre alla terapia antibiotica? I seguenti rimedi immediati e rimedi naturali possono aiutare a calmare e rendere più sopportabili i sintomi di cistite (ovviamente i farmaci vanno sempre assunti dopo prescrizione medica):

  • Farmaci antinfiammatori e/o antidolorifici, come il paracetamolo (Tachipirina), l’ibuprofene (Moment, Brufen), il ketoprofene (Oki) possono alleviare il disagio legato all’infiammazione della vescica
  • Farmaci come l’associazione flavossato e propifenazone (Cistalgan) o l’ossibutinina (Ditropan) possono ridurre i sintomi e il fastidio durante la minzione.
  • Farmaci antispastici come la scopolamina (Buscopan), la fenazopiridina (Uricalm) o la floroglucina biidrata (Spasmex) aiutano a ridurre il tono della muscolatura del tratto genito-urinario, rilassandola e riducendo alcuni sintomi come i crampi al basso addome, la sensazione di impellenza nel dover urinare o il dolore durante l’emissione di urina.
  • L’acqua aiuta a ripulire il tratto urinario, e quindi anche a combattere i batteri: è quindi utile mantenere una corretta idratazione e quindi bere in modo adeguato.
  • Gli alcolici dovrebbe essere evitati nel modo più assoluto.
  • I mirtilli rossi possiedono capacità acidificanti le urine: l’assunzione di succo o concentrato di mirtilli rossi permette di ridurre la possibilità che i batteri aderiscano alla parete della vescica e vi proliferino.
  • L’astensione dal sesso riduce la possibilità che i batteri entrino nell’uretra.

Per alcuni farmaci come la ciclofosfamide e l’ifosfamide, responsabili della cistite chimica, esiste un antidoto specifico, l’acido uromitexanico che può essere somministrato per via endovenosa durante la chemioterapia, riducendo in modo rilevante l’incidenza della mucosite e dei sintomi ad essa legati.

Cistite: cosa mangiare?

Cosa mangiare se si ha la cistite? L’alimentazione nella prevenzione della cistite ha un ruolo fondamentale. Vi sono alcuni cibi da evitare assolutamente, altri da assumere con moderazione, molti altri infine consigliati per evitare episodi di cistite o ridurne al minimo l’occorrenza.
Tra gli alimenti da non mangiare nelle persone che hanno sofferto di cistite vi sono in realtà cibi che sono in generale da evitare o comunque da assumere con cautela, essendo poco salutari anche dal punto di vista della mucosa gastrointestinale che dal punto di vista cardiovascolare. Ecco cosa non mangiare o comunque cosa assumere con moderazione:

  • alcolici e superalcolici
  • caffè, the e derivati xantinici in generale
  • bibite gassate, specie se ad alto contenuto di zuccheri
  • pepe, peperoncino e spezie piccanti, causa la loro capacità di irritare le mucose, tra cui quella della vescica
  • formaggi e altri alimenti piccanti
  • insaccati e salumi
  • cibi grassi come fritti, lardo, burro, margarina, salse ad alto contenuto di lipidi come colesterolo e trigliceridi

Tra gli alimenti da assumere per le persone che soffrono o hanno sofferto di cistite ricordiamo:

  • frutta
  • verdura
  • acqua e liquidi in generale
  • sedano e prezzemolo
  • aglio e cipolla
  • cereali
  • olio extravergine
  • mirtillo ed altri frutti di bosco
  • latte scremato e suoi derivati come lo yogurt

Prevenzione della cistite

Come prevenire la cistite? Talora è difficile prevenire la cistite, ma le seguenti misure possono aiutare a ridurre la possibilità che il nostro organismo sia colpito da questa fastidiosa infezione urinaria:

  • Praticare una buona igiene intima dopo i rapporti sessuali.
  • Usare saponi neutri e non profumati per i genitali.
  • Svuotare completamente la vescica durante la minzione.
  • Non rinviare la minzione.
  • Evitare intimo e pantaloni stretti.
  • Indossare biancheria intima di cotone.
  • Utilizzando un lubrificante durante le attività sessuali.

La relazione tra cistite e rapporti sessuali è nota e provata scientificamente, causa una maggior concentrazione di germi nell’apparato urinario di persone sessualmente attive. Inoltre, uomini che hanno rapporti omosessuali con altri uomini hanno più probabilità di avere cistite rispetto agli altri.
Lo sviluppo di cistite dopo rapporti sessuali è una eventualità non infrequente. Gli accorgimenti per prevenire la cistite post coitale sono molto semplici e passano per una adeguata igiene intima dopo un rapporto sessuale, che si ottiene urinando dopo il rapporto ed effettuando un bidet con un normale detergente intimo.
I pazienti che usano il catetere devono chiedere a un medico o all’infermiere di evitare urti quando si cambia il catetere.

La maggior parte delle donne potrebbe sperimentare la cistite durante la loro vita.
Tutti gli uomini e i bambini dovrebbero farsi visitare da un medico se hanno cistite, infatti quando la cistite colpisce gli uomini, potrebbe essere più grave che per le donne.

In genere la cistite maschile si verifica a causa di un’altra condizione sottostante, come un’infezione della prostata, un cancro, un’ostruzione o la prostata ingrossata.
Nella maggior parte dei casi di cistite maschile, il trattamento precoce risolve in modo efficace il problema, ma le infezioni della vescica non trattate possono portare a infezioni o danni ai reni o alla prostata.

Cistiti ricorrenti

L’insorgenza di cistite recidivante, definita anche cistite ricorrente, è un fatto assolutamente comune, soprattutto nella popolazione femminile. Come già detto, la presenza di particolari caratteristiche anatomiche mette la donna a maggior rischio di infezioni urinarie e in particolare di cistiti. La presenza di recidive di questa patologia infettiva come anche di una cistite persistente, ovvero di una “cistite che non passa”, può essere legata quindi ad una anatomia corporea particolarmente sfavorevole, ma anche a fattori come:

  • una cattiva igiene intima
  • rapporti sessuali frequenti e non seguiti da una corretta igiane
  • utilizzare in modo non corretto gli antibiotici (saltando le assunzioni o accorciando la dirata di trattamento prevista dal medico)
  • utilizzare sempre lo stesso antibiotico senza effettuare urinocolture ed antibiogramma (frequente nelle persone che pensano di poter gestire da sole la terapia senza consultare il medico)
  • presenza di aumentata traslocazione batterica intestinale con aumentata concentrazione di germi

La presenza di cistiti recidive e ripetute comporta la necessità di approfondire con esami del sangue e, possibilmente, una visita urologica per valutare eventuali problemi anatomo-morfologici alle vie urinarie. Esistono infine dei trattamenti antibiotici profilattici che, tramite l’assunzione di antibiotici solo alcuni giorni alla settimana, permettono di mantenere “disinfettate” le vie urinarie, riducendo la possibilità di cistitie recidiva.

CISTITE: cause, sintomi, rimedi e cure della cistite nell’uomo, nella donna ed in gravidanza
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