ANEMIA: cause, sintomi e cura

L’anemia è una condizione molto frequente. La diagnosi avviene attraverso l’analisi dell’emocromo: il riscontro di emoglobina bassa, globuli rossi bassi o di ematocrito basso alle analisi del sangue significa soffrire di anemia. Le principali cause di anemia sono le anemie macrocitiche e sideropenica, le emoglobinopatie come le talassemie e l’anemia falciforme. I principali sintomi di anemia sono la il pallore cutaneo, la stanchezza (astenia), la mancanza di respiro dopo piccoli sforzi.

Anemia

Qual’è il significato del termine anemia? Essere anemici significa avere una quantità insufficiente di emoglobina, unitamente o meno ad una riduzione dei globuli rossi o dell’ematocrito. Il riscontro di anemia alle analisi del sangue desta sempre grande preoccupazione, ed è un riscontro abbastanza frequente, essendo l’alterazione più diffusa dell’emocromo. Le cause di anemia sono molteplici, e in una buona parte dei casi sono facilmente correggibili. Spesso il calo dell’emoglobina o la riduzione dei globuli rossi non è accompagnato da alcun sintomo specifico, e viene rilevato solo dopo l’esecuzione di esami del sangue di routine, come quelli effettuati su indicazione del medico curante o del datore di lavoro. Analizziamo cos’è l’anemia, qual’è la sua classificazione e le sue cause principali, nonché i sintomi che solitamente la contraddistinguono.

Valori di anemia

Solitamente la diagnosi di anemia viene posta osservando i valori di emoglobina. L’emoglobinemia non è uguale per tutte le persone, poichè differisce in base al sesso, all’età, e a condizioni particolari come la gravidanza. In corso di anemia si riscontrerà un’emoglobina bassa.

Secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità WHO, si parla di valori di anemia:

  • Negli uomini adulti, quando i valori di emoblobina sono inferiori ai 13 g/dl (130 g/L), cioè 13 grammi su decilitro o 130 grammi su litro.
  • Nelle donne adulte non gravide, quando i valori di emoglobina sono inferiori ai 12 g/dl (120 g/L), cioè 12 grammi su decilitro o 120 grammi su litro.
  • Nelle donne adulte in gravidanza, quando i valori di emoglobina sono inferiori ai 11 g/dl (110 g/L), cioè 11 grammi su decilitro o 110 grammi su litro.
  • Nei ragazzi con età compresa tra 12 – 14 anni, quando i valori di emoglobina sono inferiori ai 12 g/dl (120 g/L), cioè 12 grammi su decilitro o 120 grammi su litro.
  • Nei bambini con età compresa tra 5 – 11 anni, quando i valori di emoglobina sono inferiori ai 11.5 g/dl (115 g/L), cioè 11.5 grammi su decilitro o 115 grammi su litro.
  • Si parla di anemia nei bambini con età compresa tra 6 mesi e 5 anni, quando i valori di emoglobina sono inferiori ai 11 g/dl (110 g/L), cioè 11 grammi su decilitro o 110 grammi su litro.
  • Nei neonati, la concentrazione normale di emoglobina è di 17,1-21,5/dL, con un ematocrito del 54-78%, valori che continuano ad aumentare fino a raggiungere un massimo passate circa 2 ore dopo la nascita. Al di sotto dei 17.1 g/dl di emoglobina si può parlare di anemia nel neonato.

La diagnosi di anemia può essere fatta anche analizzando il numero dei globuli rossi, chiamati più propriamente eritrociti o emazie. In corso di anemia si riscontreranno globuli rossi bassi.

Secondo la Società Americana di Leucemie e Linfomi (LLS):

  • I valori normali di globuli rossi normale per gli uomini è compreso tra 4,7 e 6,1 milioni di cellule per microlitro (µL).
  • I valori normali di RBC per le donne non in gravidanza sono da 4,2 a 5,4 milioni per microlitro (µL).
  • Il range di valori normali di globuli rossi nei bambini è compreso tra 4,0 e 5,5 milioni per microlitro (µl).

Si parla di anemia in presenza di globuli rossi inferiori a 4.7 milioni/microlitro negli adulti, inferiori a 4.2 milioni/microlitro nelle donne non in gravidanza, inferiori a 4.0 milioni/microlitro  nei bambini fino ai 12 anni. Questi intervalli possono variare a seconda del laboratorio o del medico che li interpreta.

In gravidanza si assiste ad una progressiva emodiluizione del sangue, a causa dell’aumento complessivo dei liquidi corporei. I valori di globuli rossi nelle donne in cinta, come già visto per i valori di emoglobina, diminuiscono progressivamente. Ecco che, per poter parlare di anemia in gravidanza bisogna avere valori di globuli rossi:

Primo trimestre di gravidanza: inferiore a 3,42 milioni per microlitro (µL).
Secondo trimestre di gravidanza: inferiore a 2,81 milioni per microlitro (µL).
Terzo trimestre di gravidanza: inferiore a 2,72 .milioni per microlitro (µL)

Emoglobina e globuli rossi

L’emoglobina è una macromolecola contenuta nei nostri globuli rossi (chiamati anche eritrociti o emazie). L’emoglobina viene comunemente abbreviata con la sigla Hb o con Hbg, ed è costituita da 4 catene polipeptidiche di globina uguali a due a due. Il tetramero emoglobinico è composta infatti da due catene alfa e due catene beta, e prende il nome di HbA. Questa è la conformazione maggiormente presente nel nostro corpo: altre varianti di emoglobina meno rappresentate sono la HbA2, costituita da due catene alfa e da due catene gamma, e dall’ HbS, cioè l’emoglobina fetale, che è un emoglobina predominante durante il periodo gestazionale ed i primi mesi di vita, che viene poi sostituita dalla emoglobina HbA nella giovinezza e nella vita adulta.

Anemia

Struttura di una macromolecola di emoglobina, notiamo il tetramero di catene globiniche legate alla protoporfiria e al ferro per formare l’eme, unità con capacità leganti le molecole di ossigeno. La presenza di ridotte concentrazioni di emoglobina nel sangue porta alla diagnosi di anemia.

Le catene globiniche sono di per sè insolubili nel sangue, ma unite insieme nella struttura dell’emoglobina (tetramero emoglobinico) diventano ad elevata solubilità. L’emoglobina opera nel circolo sanguigno, assorbendo l’ossigeno presente nei nostri alveoli polmonari, legandolo a se e trasportandolo fino ai tessuti periferici dove viene ceduto.

I globuli rossi sono prodotti dal midollo osseo, assieme alle altre cellule circolanti nel sangue come piastrine, granulociti, linfociti e monociti macrofagi. Hanno una forma a disco biconcavo, cioè una forma discoidale con le due facce incavate verso l’interno, e sono privi di nucleo. I globuli rossi in realtà non nascono già con questa forma, poiché i loro precursori, gli eritroblasti nucleati (proeritroblasti) prodotti dal midollo osseo sono tondeggianti e possiedono un nucleo cellulare, che perdono poi nel giro di 24-48 ore prendendo il nome di reticolociti. I reticolociti sono quindi senza nucleo ma possiedono al loro interno filamenti di RNA ribosomiale che formano tra loro una sorta di reticolo: maturando nel midollo (3-4 giorni) e poi nel circolo sanguigno (1-2) perdono anche quest’ultimo e prendono infine il nome di eritrocita o globulo rosso maturo.

anemia: globuli rossi bassi o emoglobina bassa

La carenza di globuli rossi e quindi di emoglobina nel circolo ematico prende il nome di anemia.

 

Anemia: classificazione

I vari tipi di anemia possono anche essere distinti in base alla dimensione e al contenuto dei globuli rossi. Si parlerà quindi di anemia microcitica in presenza di globuli rossi piccoli, anemia macrocitica in presenza di globuli rossi grandi, e di anemia normocitica in caso di globuli rossi di normali dimensioni.

Inoltre, si parlerà di anemia normocromica quando il contenuto di emoglobina di ciascun globulo rosso è normale, ma è il numero complessivo di globuli rossi ad essere ridotto. SI parlerà invece di anemia ipocromica quando il contenuto di emoglobina di ciascun globulo rosso è ridotto.

Le combinazioni di questi due tipi di classificazione dell’emoglobina porterà ad individuare condizioni di:

  • anemia normocromia normocitica, con globuli rossi normali e contenenti normale quantità di emoglobina.
  • anemia normocromica microcitica, con globuli rossi piccoli ma contenenti una normale quantità di emoglobina.
  • anemia normocromica macrocitica, con globuli rossi grandi ma contenenti una normale quantità di emoglobina.
  • anemia ipocromica microcitica, con globuli rossi piccoli e contenenti poca emoglobina.
  • anemia ipocromica macrocitica, con globuli rossi grandi ma contenenti poca emoglobina.

Solitamente l’anemia normocitica normocromica è un’anemia di tipo lieve, con valori di poco al di sotto della norma. L’anemia normocromica macrocitica è invece spesso legata a deficit di sintesi dei globuli rossi, come in caso di patologie midollari o in presenza di ridotto introido di vitamina B12 e acido folico (vegani, alcolisti, malnutriti). L’anemia ipocromica microcitica è la tipica anemia da carenza marziale (anemia iposideremica o anemia ferropriva), cioè legata a valori di ferro basso nel sangue.

L’anemia macrocitica ipocromica è un tipo di anemia molto raro, legato prevalentemente a patologie ereditarie poco frequenti, come l’anemia sideroblastica idiopatica acquisita (ASIA).

Anemia: cause

Quali sono le principali cause di anemia? Il riscontro di anemia è abbastanza frequente nelle analisi del sangue. Vi sono donne che trascorrono buona parte degli anni della loro vita con livelli di emoglobina inferiori alla norma. Detto questo però, un calo dell’emoglobina può essere il campanello d’allarme di una patologia sottostante, e va indagato prontamente riconoscerne la causa e instaurare un eventuale trattamento. Le principali cause di anemia sono:

  • Anemia ipoproliferative
    • Anemia sideropenica (anemia microcitemica): è probabilmente il tipo di anemia cronica più frequente, caratterizzata da globuli rossi piccoli, si sviluppa in presenza di ferro basso nel sangue (la carenza di ferro è chiamata anche sideropenia). Le principali cause di carenza di ferro sono un’inadeguato introito con l’alimentazione, un ridotto assorbimento intestinale o un’aumentata perdita. Spesso i globuli rossi oltre ad essere di ridotte dimensioni, sono anche carenti di emoglobina: in questo caso l’anemia sideropenica sarà un’anemia microcitica ipocromica.
    • Anemia da infiammazione/infezione cronica
    • Anemia da insufficienza renale, secondaria alla ridotta produzione di EPO
    • Anemia da malattia cronica, come in corso di cirrosi o altre patologie di lungo corso
    • Anemia da malnutrizione
    • Anemia secondaria a cirrosi
    • Anemia da deficit endocrino
  • Emoglobinopatie
    • Alfa talassemia
    • Beta talassemia o anemia mediterranea: si distingue in beta talassemia major o morbo di Cooley in cui entrambi i geni che sintetizzano l’emoglobina sono mutati, e talassemia minor o trait talassemico, in cui un solo allele è mutato. In quest’ultimo caso si parla di portatore sano di anemia mediterranea, poichè non sono presenti sintomi ma in caso di figlio concepito con un’altro portatore sano, nel 25% dei casi può nascere un neonato affetto da talassemia major.
    • Anemia falciforme o anemia drepanocitica
    • Metaemoglobina
    • Varianti strutturali talassemiche come l’emoglobina Lepore, l’emoglobina E o la persistenza congenita di emoglobina fetale HbF
    • Avvelenamento da monossido di carbonio

Come è noto, alcune emoglobinopatie come l’anemia falciforme e le talassemie sono protettive per la malaria, una patologia causata da protozoi parassiti del genere Plasmodium, che usa i globuli rossi come tappa del ciclo riproduttivo all’interno dell’organismo. L’avere eritrociti malformati, a forma di falce come nella drepanocitosi o di dimensioni ridotte come in corso di talassemia, paradossalmente rende meno ospitale l’organismo per l’infezione malarica. Ecco perchè nelle zone d’Italia che in passato erano paludose come la provincia di Rovigo, in Veneto, o la Sardegna, contano un’elevata prevalenza di anemia mediterranea e anemia falciforme, selezionati geneticamente perchè resistenti al Plasmodium falciparum ed agli altri protozoi malarici. In alcune zone geografiche quindi le emoglobinopatie sono di gran lunga le più frequenti cause di emoglobina bassa.

  • Anemia megaloblastica (anemia macrocitica):
    • Anemia perniciosa
    • Difettoso assorbimento ho ridotto introito di vitamina B12 e / o di acido folico (folati)
    • Gravidanza
    • Uso di farmaci che alterano il metabolismo del DNA e quindi la sintesi dei globuli rossi (metotrexate, sulfamidici come la sulfasalazina e molti altri)

L’anemia megaloblastica con macrocitosi delle emazie veniva un tempo definita anemia ipercromica, anche se questo termine è ad oggi caduto in disuso.

  • Anemia in gravidanza: spesso, in gravidanza si riscontrano livelli di emoglobina un pò più bassi del normale, tanto che anche i valori normali di emoglobina in gravidanza sono stati corretti abbassando un pò i riferimenti. L’anemia ina gravidanza ha più cause, tra cui una maggiore quantità di liquidi corporei che diluiscono le sostanze presenti nel sangue, una carenza di ferro, frequente in gravidanza, e una riduzione dell’assorbimento e un maggior consumo di vitamina B12 e folati.
  • Anemie emolitiche
    • Anemia emolitica autoimmune: è un tipo di anemia autoimmune con emolisi (distruzione) delle emaziesi
    • Emoglobinuria parossistica notturna
    • Anemia ad acantociti
    • Anemia da sferocitosi ereditaria
    • Anemia da emolisi microangiopatica o anemia emolitica microangiopatica, in inglese Microangiopathic Haemolytic Anemia (MAHA), chiamata anche anemia del podista o anemia del corridore
    • Coagulazione intravasale disseminata
    • Favismo, deficit di G6PD
    • Malattie da crioagglutinine crioglobulinemia
    • Porpora trombotica trombocitopenica e sindrome uremico emolitica
    • Emolisi da protesi, ad esempio in presenza di protesi valvolari cardiache meccaniche
    • Anemia secondaria a farmaci
  • Anemia da ridotta sintesi midollare
    • Anemia aplastica
    • Anemia mielodisplastica: si riscontra in corso di mielodisplasia (sindromi mielodisplastiche): all’interno delle mielodisplasie si riconoscono:
      • Anemia refrattaria (AR): blasti midollare minore del 5% e assenza di blasti nel sangue periferico;
      • Anemia refrattaria con sideroblasti ad anello (ARSA): blasti midollari minore del 5%, più del 15% di precursori eritroidi midollari sono sideroblasti ad anello;
      • Anemia refrattaria con eccesso di blasti (AREB): blasti midollari tra 5-20% e meno del 5% blasti nel sangue periferico;
      • Anemia refrattaria con eccesso di blasti in trasformazione (AREB-t): blasti midollari 20-30%, 5-29% blasti nel sangue periferico o presenza di corpi di Auer (recentemente, nel 2008,  lOMS ha incluso l’AREB-t nelle leucemie mieloidi acute, escludendola dalle mielodisplasie)
      • Leucemia mielomonocitica cronica (LMMC): blasti midollari inferiori al 20%, blasti nel sangue periferico inferiori al 5%, monociti maggiori di 1000/mm3 nel sangue periferico.
    • Leucemie
    • Linfomi
    • Mielofibrosi
    • Anemia di Fanconi
    • Anemia sideroblastica, caratterizzata da sideroblasti ad anello nel midollo osseo ed eritrociti ipocromici
    • Anemia saturnina o anemia di Franke (anemia da avvelenamento da piombo)
    • L’anemia di Diamond-Blackfan (DBA), nota anche come anemia di BlackfanDiamond o eritroblastopenia ereditaria
  • Anemie da aumentata perdita
    • Anemia da emorragia acuta
    • Anemia da sanguinamento cronico
    • Anemia da menorragia, cioè secondaria a mestruazioni abbondanti
  • Anemia da emodiluizione: sono tutti quegli stati anasarcatici caratterizzati dalla presenza di una grande quantità di liquidi nei tessuti corporei, che portano ad una diluizione delle sostanze sciolta nel sangue tra cui appunto l’emoglobina.

Anemia: classificazione

I vari tipi di anemia possono anche essere distinti in base alla dimensione e al contenuto dei globuli rossi. Si parlerà quindi di anemia microcitica in presenza di globuli rossi piccoli, anemia macrocitica in presenza di globuli rossi grandi, e di anemia normocitica in caso di globuli rossi di normali dimensioni.

Inoltre, si parlerà di anemia normocromica quando il contenuto di emoglobina di ciascun globulo rosso è normale, ma è il numero complessivo di globuli rossi ad essere ridotto. SI parlerà invece di anemia ipocromica quando il contenuto di emoglobina di ciascun globulo rosso è ridotto.

Le combinazioni di questi due tipi di classificazione dell’emoglobina porterà ad individuare condizioni di:

  • anemia normocromica microcitica, con globuli rossi piccoli ma contenenti una normale quantità di emoglobina.
  • anemia normocromica macrocitica, con globuli rossi grandi ma contenenti una normale quantità di emoglobina.
  • anemia normocromia normocitica, con globuli rossi normali e contenenti normale quantità di emoglobina.
  • anemia ipocromica microcitica, con globuli rossi piccoli e contenenti poca emoglobina.

Anemia: sintomi

Ma quali sintomi aspettarsi in presenza di anemia? Alcuni sintomi sono abbastanza ovvio altri sono un po’ più subdoli. In generale le manifestazioni cliniche che si potranno osservare o percepire parallelamente al riscontro di una riduzione dei valori di emoglobina sono i sintomi di anemia. Inoltre, alcune patologie hanno dei sintomi specifici che sono quelli della patologia che ha causato, tra le altre cose, anche una riduzione dei valori di emoglobina. Ad esempio, in presenza di anemia da carenza di ferro, i sintomi potrebbero essere ben diversi dai sintomi di anemia perniciosa o dai sintomi di anemia mediterranea, poichè differente è la patologia che sta alla base.

Vediamo insieme i principali segnisintomi di anemia:

  • Pallore cutaneo
  • Pallore ungueale
  • Sintomi agli occhi come il pallore congiuntivale
  • Astenia (stanchezza, debolezza)
  • Ipotensione (pressione bassa)
  • Tachicardia (battiti cardiaci accelerato)
  • Svenimenti (sincopi)
  • Mancanza di respiro dopo sforzi modesti
  • Ridotta tolleranza al freddo
  • Segni di sanguinamento nel caso dell’ anemia post emorragica,
    • Ematuria
    • Melena, cioè feci nere a causa della presenza di sangue vecchio, segno di un sanguinamento alle alte vie digerenti
    • Rettorragia, cioè un abbondante sanguinamento rosso vivo con le feci
    • Ematochezia, cioè feci minimamente striate di sangue rosso vivo
    • Epistassi, cioè il comune sanguinamento dal naso
    • Gengivorragie, sanguinamento delle gengive
    • Emoftoe, cioè l’emissione di sangue proveniente dalle vie respiratorie con i colpi di tosse
  • Crisi dolorose in presenza di anemia falciforme a causa delle microocclusioni vascolari periferiche, con secondaria ischemia che causano un dolore acuto diffuso
  • Ittero cutaneo, causato dall’aumento della bilirubina nel sangue, a causa della distruzione massiccia di emoglobina come ad esempio avviene nelle crisi emolitiche o nelle fasi acute dell’emoglobinuria parossistica notturna
  • Dolore toracico: non sono rari gli infarti da discrepanza, che sono ischemie cardiache di entità variabile secondari a ridotto apporto di ossigeno alle coronarie cardiache causato a sua volta dai bassi livelli di emoglobina ematici.

Dal punto di vista delle analisi di laboratorio, spesso l’anemia, oltre all’emoblobina ridotta si accompagna ad altre alterazioni emocromocitometriche come

  • un’alterazione dei globuli rossi (ad esempio: globuli rossi alti nel caso di trait talassemico, eritrociti bassi in caso di anemia da perdita ematica acuta o cronica)
  • un’alterazione del volume corpuscolare medio o MCV: MCV alto in caso di anemia megaloblastica, MCV basso in caso di anemia microcitica sideropenica
  • un’alterazione dell’RDW (Red Cell Distribution Width), cioè della variabilità del volume dei globuli rossi: spesso in presenza di più di una causa di anemia, coesistono in circolo globuli rossi di dimensioni molto diverse, causando un riscontro concomitante di RDW alto.
  • Un’alterazione dell’MCHC, cioè della concentrazione cellulare media di emoglobina (in inglese mean corpuscular hemoglobin concentration): ovviamente in presenza di emoblobina ridotta, avremo anche MCHC basso.

Inoltre, sarà possibile riscontrare una ferritina bassa come in presenza anemia da mancanza di ferro nel sangue, o di ferritina alta, come in presenza anemia da malattie croniche o da alcolismo.

Anemia: rischi

Quali sono rischi e conseguenze di una riduzione dell’emoglobina?

Innanzitutto bisogna distinguere la tempistica del calo dell’emoglobina. In caso di anemia acuta, come un emorragia o una crisi di anemia emolitica, basterà la perdita anche di pochi punti di emoglobina per indurre dei sintomi tangibili. Al contrario in presenza di una perdita costante ma di lieve entità di emoglobina, come ad esempio in un sanguinamento cronico in un paziente che utilizza farmaci anticoagulanti o in una donna con mestruazioni abbondanti, il corpo umano ha più tempo per abituarsi, e quindi sono tollerati valori molto bassi di emoglobina senza denotare alcun segno o sintomo.

Le conseguenze principali dell’anemia sono legate alla riduzione dell’apporto di ossigeno ai tessuti corporei. Per fare un esempio, si riduce la capacità di effettuare sforzi fisici, e persone che anche un solo moderato grado di aterosclerosi arteriosa potrebbero andare incontro a problematiche di tipo ischemico come ad esempio un ischemia a livello cardiaco o in di altri distretti corporei. Un altro esempio è quello degli svenimenti frequenti, causati da momentaneo ipoafflusso di sangue e ossigeno a livello cerebrale.

Anemia: cura e rimedi

Ma cosa fare in presenza di anemia? Esistono cure o rimedi per l’anemia?

La prima cosa da fare è rivolgersi al proprio medico di base ad un altro medico a cui abbiamo affidato la cura della nostra salute. Il medico valuterà i livelli di emoglobina i vostri sintomi, e, a seconda della presenza di anemia grave o di anemia lieve, deciderà se è necessario ricorrere ad una trasfusione di sangue (emotrasfusione) o se è possibile attendere che, una volta riconosciuta e curata la causa di anemia, i livelli di emoglobina ritornino entro i valori di riferimento. In questo secondo caso, sicuramente le prime cose da fare saranno un’attenta anamnesi (che è la storia clinica passata e presente) e un esame obiettivo accurato.

In secondo luogo, oltre all’emocromo (comprensivo di conta dei globuli rossi, emoglobina, MCV, globuli bianchi e formula leucocitaria, piastrine), che avremmo già eseguito, sarà fondamentale aggiungere altri esami del sangue come la funzione renale (creatinina, urea, sodio e potassio), gli indici di citolisi e colestasi epatica (transaminasi, GGT, fosfatasi alcalina), la bilirubina diretta e indiretta, il profilo proteico  (elettroforesi proteica) comprensiva di albumina e proteine totali, indici di flogosi come la VES e proteina C reattiva, e un esame urine. Effettuate queste indagini sicuramente il quadro sarà un po’ più chiaro, dato che la maggior parte delle anemia hanno un’origine semplice da individuare.

La cura dell’anemia può quindi passare per:

  • integrazione di ferro , chiamata terapia marziale, in caso di anemia microcitica con carenza di ferro.
  • integrazione di vitaminaB12 (cianocobalamina) e/o di acido folico in presenza di anemia macrocitica con deficit di questi nutrienti.
  • Indagini come la ricerca del sangue occulto fecale, e in secondo luogo, gastroscopia (EGDS) e colonscopia, per individuare possibili fonti di perdita cronica gastrointestinale di sangue.
  • Terapia immunosoppressiva (ad esempio con cortisone) in caso di anemia emolitica autoimmune.
  • Approfondimenti con sottopopolazioni linfocitarie, beta2-microglobulina, rpoteinuria di Bence Jones e successiva visita ematologica nel caso si sospetti una patologia oncoematologica.

Anemia: cosa mangiare?

Spesso, in presenza di bassi valori di emoglobina nel sangue, ci si domanda se qualcosa nella nostra alimentazione non sia corretto. Senza dubbio, un’alimentazione varia e completa aiuta a ridurre le possibilità che si sviluppi un’anemia carenziale. Ad esempio, l’assunzione di cibi ricchi di ferro, come legumi, spinaci, cacao e cioccolato, carni rosse, crostacei può aiutare a mantenere le scorte di ferro (ferritina) e la concentrazione di ferro circolante (sideremia) nella norma. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura e povera di alcolici invece può concorrere a fornire al nostro corpo un’adeguata quantità di cianocobalamina (vitamina B12) e di folati (acido folico).

Al dieta per l’anemia di tipo carenziale comprende quindi frutta e verdura, ma anche una adeguata quantità di carne rossa o di vegetali con elevato contenuto di ferro come spinaci, legumi (fagioli, ceci, lenticchie), frutti come fichi, castagne, datteri, noci.

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