ECOGRAFIA della TIROIDE: a cosa serve e cosa vede

Ecografia della tiroide: definizione

L’ecografia tiroidea e paratiroidea è anche identificata come ecografia del collo e linfonodi. In entrambi gli esami infatti si studiano la ghiandola tiroide, i linfonodi del collo e in maniera limitata i vasi del collo. Si tratta di un esame che sfrutta gli ultrasuoni emessi da una sonda per esaminare la tiroide.

Cos’è la tiroide? È una ghiandola dell’organismo posta davanti alla trachea, in posizione superficiale al di sotto della cute e del sottocute. La ghiandola tiroide è composta da due strutture piramidali, il lobo destro ed il lobo sinistro, connessi tra di loro da un’istmo. In risposta alla secrezione del TSH o tireotropina, prodotto dall’ipofisi, la tiroide produce gli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina (T3 e T4), importanti per regolare il metabolismo dell’organismo, il ciclo sonno-veglia, la funzione cardiaca, l’accrescimento ed il ricambio cellulare. Per una trattazione dettagliata si rimanda all’apposito articolo sulla tiroide.

Preparazione e svolgimento, come si fa un’ecografia della tiroide

Per la preparazione all’ecografia della tiroide non è necessario osservare norme particolari o il digiuno.

Come viene eseguita l’eco tiroidea? L’ecografista chiederà al paziente di coricarsi supino e di estendere il più possibile il collo in maniera da facilitare l’esame, alzando il più possibile il mento verso l’alto. Il collo verrà esaminato nelle sue varie parti con una sonda lineare ad alta frequenza collegata all’ecografo, applicando del gel a base d’acqua per permettere la penetrazione degli ultrasuoni nei tessuti molli. È necessario rimuovere eventuali gioielli o collane che possono ostacolare l’esame, trovandosi proprio dove si trova la tiroide. Al paziente potrà essere richiesto di non parlare o deglutire per evitare spostamenti delle strutture del collo che possano rendere difficile l’esame.

Ecografia di tiroide, paratiroidi, collo e linfonodi

Esecuzione dell’eco tiroidea: la sonda ecografica, appositamente bagnata con uno specifico gel a base d’acqua, viene appoggiata sul collo del paziente e spostata delicatamente per visualizzare le varie strutture anatomiche: tiroide, paratiroidi, linfonodi,vasi sanguigni.

A cosa serve e che cosa vede l’eco tiroidea

L’ecografia tiroide e del collo permette di studiare:

  • Ghiandola tiroide, e le caratteristiche seguenti:
    • È utile per definire le dimensioni della tiroide, che possono essere aumentate o diminuite in alcune malattie. Sia l’ipotiroidismo che l’ipertiroidismo possono determinare ingrandimento o riduzione di dimensioni della ghiandola. Per questo motivo, la diagnosi differenziale dipende anche dalla clinica e dai valori degli esami della tiroide. Pazienti che assumono eutirox da molto tempo a causa di ipotiroidismo di solito hanno una tiroide di dimensioni ridotte.
    • Nei pazienti con tiroidi di dimensioni molto grosse, si parla di gozzo. Lo studio della tiroide con l’ecografia può essere utile per esaminare i rapporti della ghiandola con le strutture vicine, come la trachea e l’esofago, per preparare ad alcuni interventi chirurgici o chiarire l’origine di alcuni sintomi che possono essere causati dal gozzo, come difficoltà a deglutire o a respirare.
    • Vi può essere un’asimmetria delle dimensioni della tiroide, con un lobo di dimensioni maggiori rispetto all’altro, ad esempio a causa di un nodulo tiroideo.
    • Si indaga inoltre la struttura ecografica della tiroide, ossia il suo aspetto all’ecografia. Può esserci fibrosi, ad esempio in alcuni casi di tiroidite avanzata, o un’ecostruttura disomogenea.
    • Presenza di lesioni. Possono esserci dei noduli o delle cisti, che rendono la tiroide disomogenea. Lo studio dei noduli e delle cisti della tiroide viene fatto seguendo alcune opportune classificazioni, che permettono di capire se i noduli tiroidei siano benigni o maligni. Noduli benigni non rappresentano un rischio, non è necessario rimuoverli. Noduli maligni invece possono evolvere in tumore, e rendono necessari interventi di tiroidectomia. Le cisti sono sempre considerate benigne, rappresentano raccolte di liquido colloide (formato dagli ormoni prodotti dalla ghiandola) all’interno del parenchima tiroideo. Noduli non cistbici invece possono essere maligni se solidi, o in presenza di calcificazione, se a margini irregolari e non ben definiti e se molto vascolarizzati. La diagnosi di certezza sulla malignità di un nodulo si ha comunque soltanto con l’agobiopsia o agoaspirato tiroideo.
    • Si usa inoltre l’ecodoppler per valutare la vascolarizzazione della tiroide, che può essere aumentata in alcune forme di tiroidite, o può essere alterata per la presenza di noduli.
  • Linfonodi del collo. Possono essere ingranditi in caso di eventi infettivi o infiammatori, ad esempio per una banale influenza o mononucleosi. Se infiammatori, di natura benigna, si presentano ovalari, dolenti, e di solito tornano alle dimensioni normali dopo qualche settimana.  Linfonodi maligni possono essere il risultato di un tumore nei tessuti vicini, o di linfomi, e si presentano invece sferoidali.
  • Ghiandole salivari maggiori a volte vengono studiate nel contesto dell’eco tiroide, sono le due sottomandibolari collocate appunto sotto la mandibola e la parotide al davanti dell’orecchio. Possono riconoscersi calcoli con scialolitiasi, infezioni, ascessi, patologie autoimmuni con infiammazione ghiandolare o tumori.
  • Ghiandole paratiroidi, quattro piccole ghiandole che in realtà sono difficili da visualizzare se non c’è iperplasia, e si trovano posteriormente alla tiroide.
  • Vasi del collo: vengono visualizzati anche i vasi del collo, in particolare le carotidi, dove si possono visualizzare delle placche. Tuttavia per lo studio delle placche è necessario eseguire un esame diverso, l’ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici (o TSA). Può capitare quindi a un paziente che esegue un’eco tiroide, che per il riscontro di alcune placche nelle carotidi sia consigliato eseguire un altro esame per i vasi del collo.
  • Altre strutture del collo vengono visualizzate ma non è possibile studiarle nel dettaglio con la sola ecografia, ci si limita ad osservarne la corretta posizione. Sono ad esempio la trachea e l’esofago.

Indicazioni all’esecuzione

Le indicazioni dell’ecografia del collo sono molte.

  • sintomi clinici di ipotiroidismo. Ad esempio stanchezza, sonnolenza, perdita d’appetito, aumento di peso, dispnea, difficoltà di concentrazione ed altri. Il medico, se lo ritiene necessario, può consigliare qualche esame per la tiroide e l’ecografia se gli esami del sangue sono alterati.
  • sintomi clinici di ipertiroidismo. Ad esempio insonnia, sudorazione, disturbi oculari, tremori, nervosismo, tachicardia, dimagrimento ed aumento spropositato dell’appetito. Anche in questo caso il medico, se lo ritiene necessario, può consigliare qualche esame della tiroide e l’ecografia.
  • in caso di gozzo, con aumento visibile di dimensioni della ghiandola tiroidea. Il gozzo può originare da diverse cause, una di queste è la carenza di iodio, un elemento necessario per produrre gli ormoni tiroidei. In caso di carenza, la tiroide inizia ad ingrandirsi nel tentativo di captare più iodio dal sangue, determinando il gozzo. Gozzi di grosse dimensioni, tanto da essere evidenti all’osservazione del collo, si avevano soprattutto in passato ed in alcune regioni, soprattutto montane, dove lo iodio è spesso carente. Oggi questo accade difficilmente, perché anche in queste aree geografiche lo iodio viene supplementato con l’uso di sale iodato, ed anche per gli avanzamenti in campo medico che permettono una diagnosi precoce .
  • controllo e sorveglianza clinica di noduli della tiroide già noti, o nel sospetto di un nodulo della tiroide. I noduli sono formazioni che vengono spesso riscontrate per caso. In seguito il paziente potrebbe avere bisogno di ecografie tiroidee annuali.
  • in caso di sospetto di tiroidite, nei pazienti con manifestazioni di malattie come la vitiligine o la celiachia che spesso si accompagnano a patologie ghiandolari, o nei pazienti con familiarità per tiroidite.
  • controllo di una tiroidite. I pazienti affetti da tiroidite sono maggiormente a rischio di sviluppare un carcinoma tiroideo, e devono quindi essere sottoposti a periodici controlli.
  • per controllo nei pazienti con sindromi genetiche come le sindromi di Down, Turner e Klinefelter, in cui la tiroidite, così come altre malattie autoimmuni, sono più comuni.
  • comparsa di tumefazioni palpabili al collo. Ad esempio, per infiammazione ed ingrossamento di alcuni linfonodi, che possono meritare uno studio ecografico per determinare se di natura infiammatoria o maligna.
  • sospetto di scialolitiasi, ossia formazione di un calcolo in una ghiandola salivare. Si manifesta di solito con dolore correlato ai pasti, tumefazione e gonfiore a livello della mandibola o davanti all’orecchio.
  • in preparazione ad una gravidanza, soprattutto in pazienti affette da tiroidite. Questo perché gli ormoni tiroidei sono importantissimi per la normale crescita dell’embrione durante la gestazione, ed è quindi importante in queste pazienti controllare i valori degli esami per la tiroide e l’aspetto della ghiandola prima del concepimento.

Quadri complessi di patologie tiroidee, soprattutto se accompagnati da familiarità o manifestazioni autoimmuni, possono meritare una consulenza da specialista endocrinologo.

Altri esami

A volte, soprattutto se vengono riscontrati noduli o gozzi di grosse dimensioni, oltre all’ecografia può essere necessario eseguire altri esami. Di solito questo viene indicato nel referto dell’ecografia, o può essere richiesto dallo specialista in endocrinologia. Si può integrare la metodica con una scintigrafia con tecnezio, nel caso dei noduli, per vedere se questi ultimi sono noduli caldi (captano il tracciante radioattivo) oppure noduli freddi.

Noduli caldi sono solitamente degli adenomi benigni, noduli freddi invece possono essere più frequentemente maligni. Nel gozzo, in presenza di un tumore o di noduli molto grandi e sospetti, può essere bene eseguire una TC collo o una risonanza magnetica, sia per studiare la struttura della tiroide e i rapporti con i tessuti vicini, sia per vedere se sono danneggiati dalla malattia, sia in preparazione ad un eventuale intervento chirurgico.

Costo dell’ecografia tiroidea

Eseguire un’ecocolordoppler della tiroide, quanto costa? Nel pubblico, tramite ticket, il prezzo della prestazione si aggira attorno ai 30 euro. Nel privato, il costo dell’ecografia alla tiroide è molto variabile a seconda del centro in cui viene eseguita, può in generale arrivare a superare i 70 euro.

Fonti:

Thyroid Imaging Reporting and Data System (TI-RADS), American College of Radiology, 2017

ECOGRAFIA della TIROIDE: a cosa serve e cosa vede
5 (100%) 3 votes

Tags:

Copyright Esamievalori.com 2018

Log in with your credentials

Forgot your details?