TRIGLICERIDI BASSI sintomi e cause

Il riscontro di trigliceridi bassi è meno frequente del riscontro di trigliceridi alti. I trigliceridi sono sostanze grasse usate come fonte di energia e nel metabolismo delle cellule. Le principali cause di trigliceridi bassi sono solitamente uno stato di malnutrizione o denutrizione, più raramente dipende da malattie del fegato o malattie endocrine (tiroidopatie). I sintomi di trigliceridi alti sono spesso collegati alla malattia sottostante, difficilmente i trigliceridi ridotti danno direttamente sintomi.

Trigliceridi bassi: cosa sono

I trigliceridi provengono da due fonti principali: sono introdotti con l’alimentazione e in minor misura prodotti nel nostro fegato. Per quanto riguarda i trigliceridi introdotti con la dieta, la digestione dei lipidi a livello intestinale rompe i trigliceridi negli acidi grassi che li compongono. E dopo essere stati assorbiti dalla mucosa dell’intestino, vengono nuovamente ricombinati nella loro forma iniziale. Dato che il sangue ha composizione acquosa i trigliceridi sono difficilmente solubili in esso. Allora per poter essere veicolati a tutte le cellule vengono “avvolti” in gusci di proteine solubili nell’acqua chiamati chilomicromi.

Per quanto riguarda i trigliceridi prodotti dal fegato, questi vengono sintetizzati a partire da zuccheri semplici. Anche questi altri trigliceridi per poter essere trasportati dal sangue devono essere inglobati in proteine idrosolubili note come VLDL (very low density lipoprotein). VLDL e chilomicroni formano insieme il ttotale della concentrazione di trigliceridi circolanti.

La presenza di trigliceridi bassi (ipotrigliceridemia) può essere una spia che qualcosa non funziona nel nostro organismo o nella nostra alimentazione.

Trigliceridi valori bassi

Quali sono i valori di trigliceridi considerati troppo bassi? Ecco riportati i valori normali ed elevati di trigliceridi, espressi in mg/dL (milligrammi su decilitro)

  • Trigliceridi normale: 40-150 mg/dL
  • Trigliceridi bassi: meno di 40 mg/dL
  • Trigliceridi bassi nei bambini: meno di 30 mg/dl

 

Trigliceridi bassi cause

La diminuzione dei trigliceridi nel sangue può essere legato a diverse cause:

  • Denutrizione: l’insufficiente assunzione di trigliceridi e di carboidrati con la dieta porta inevitabilmente alla riduzione dei trigliceridi circolanti.
  • Malnutrizione: alcuni regimi dietetici (come ad esempio il veganesimo) mette a forte rischio di ipotrigliceridemia, poichè per i vegani è veramente difficile assumere alimenti cha abbiano grassi, come ad esempio la frutta secca. Questo problema non affligge i vegetariani, che possono mangiare senza problemi formaggi, latticini e uova che contengono discrete quantità di colesterolo e trigliceridi,
  • Attività sportiva: le persone sportive, che praticano attività fisica con regolarità, hanno in generale dei livelli di trigliceridi più bassi nel sangue.
  • Malassorbimento intestinale: le persone con problemi di malassorbimento intestinale (celiachia, sindrome dell’intestino corto, iponetalipoproteinemia, abetalipoproteinemia, esiti di resezioni intestinali, intolleranza al lattosio, esiti di pancreatite) potrebbero non assorbire in modo corretto i trigliceridi, con conseguente riscontro di ridotti livelli ematici.
  • Terapia farmacologiche: alcuni farmaci possono interferire con l’assorbimento o il metabolismo dei trigliceridi, partendo ovviamente dai farmaci ipoglicemizzanti come statine, fibrati e acidi omega3, ma anche la pillola anticoncezionale, la niacina, nota anche come acido nicotinico o vitamina PP (Pellagra Preventis) e la vitamina C.
  • Ipertiroidismo: l’ipertiroidismo può essere di due tipi. L’ipertiroidismo primario, legato ad una aumentata funzione della ghiandola tiroidea con aumentata produzione degli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina, e riduzione della produzione di tireotropina (TSH basso). L’ipertiroidismo secondario è legato ad una esagerata produzione di ormone tireostimolante (con TSH elevato) da parte dell’ipofisi e conseguente aumento di fT3 e fT4. In entrambi i casi l’aumentato metabolismo generato dalle alte concentrazioni degli ormoni tiroidei causa una riduzione dei grassi circolanti, con riscontro di trigliceridi bassi e colesterolo basso.
  • Epatopatie: la presenza di problemi al fegato, principale sede di produzione dei trigliceridi a partire dai carboidrati (zuccheri), può causare la presenza di ridotti livelli di trigliceridi in circolo. Questo è maggiormente evidente nelle patologie epatiche avanzate, come la cirrosi scompensata.

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Trigliceridi bassi sintomi

Quali sono i sintomi di trigliceridi bassi? Una condizione di trigliceridi ridotti o ipotrigliceridemia può avere sintomi legati alla patologia di base che ha portato al calo dei trigliceridi.

Ecco elencati i principali sintomi in situazioni di trigliceridi bassi.

  • Sintomi legati alla malnutrizione o denutrizione: astenia (stanchezza, debolezza), mal di testa, malessere, magrezza, perdita dei capelli.
  • Sintomi legati ad un malassorbimento: perdita di peso, diarrea, steatorrea (feci grasse), flatulenza, dolori addominali (mal di pancia).
  • Sintomi legati all’ipertiroidismo: dimagrimento, secchezza della pelle, nervosismo, diarrea, ansia, difficoltà di addormentamento, tremori, tachicardia.
  • Sintomi legati alla malattia del fegato: dimagrimento, accumulo di liquido nelle gambe e nell’addome (edemi declivi e ascite), pelle gialla (ittero), prurito.

 Trigliceridi bassi cosa fare

Quando i trigliceridi si abbassano sotto il livello considerato di normalità, cioè sono inferiori ai 40 milligrammi per decilitro, ci si trova nella condizione di ipotrigliceridemia.

Come comportarsi quindi in caso di riscontro di ipotrigliceridemia?

Cosa fare quindi in caso di trigliceridi bassi:

  • Effettuare degli esami del sangue aggiuntivi per indagare meglio la natura della diminuzione dei trigliceridi. Le analisi basilari sono emocromo completo di emoglobina, MCV, conta dei leucociti e delle piastrine, l’analisi della funzione renale (urea, creatinina, sodio, potassio), la funzione epatica (AST, ALT, GGT, ALP, bilirubina totale e bilirubina diretta e bilirubina indiretta), l’assetto lipidico: colesterolo totale, colesterolo HDL e colesterolo LDL, omocisteina, Lipoproteina a, la funzione tiroidea (TSH, tiroxina libera e triiodotironina libera), anticorpi anti transglutaminasi (mirati alla diagnosi di celiachia).
  • Modificare la dieta, aumentando l’introito di alimenti contenenti grassi e assicurando un apporto calorico adeguato (almeno 1500 Kcal al giorno).

 

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Antonio

Per chi non è del “mestiere” l’articolo è abbastanza esaudiente

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