Toxo Test – Anticorpi anti Toxoplasma

Gli anticorpi anti Toxoplasma, chiamati con l’abbreviazione Toxo-test, sono anticorpi rivolti verso parti del Toxoplasma Gondii, un parassita protozoo intracellulare obbligato in grado di infestare l’uomo e gli animali, causando la Toxoplasmosi.

La Toxoplasmosi è una malattia che colpisce solitamente le persone immunocompromesse, cioè con basse difese immunitarie.

La patologia si trasmette da animale ad uomo: solitamente il contagio avviene attraverso l’ingestione delle uova (ovocisti), che avviene principalmente consumando vegetali o carni crude non correttamente lavate.

La malattia può causare sintomi simil-influenzali in alcune persone, ma la maggior parte dei soggetti immunocompetenti (cioè con normali difese immunitarie) non sviluppa alcun sintomo, e risolve la patologia. Nelle persone con sistema immunitario compromesso (AIDS comclamato, pazienti in chemioterapia o che assumono farmaci immunosorpessori, come i trapiantati) è possibile invece che l’infezione del Toxoplasma si manifesti con maggior gravità, dando sintomi aspecifici (mal di testa, stato confusionale, offuscamento della vista, incoordinazione) fino a problemi polmonari e intestinali gravi.

La Toxoplasmosi è inoltre una patologia molto dannosa se presa in gravidanza: anche nelle donne con un normale sistema immunitario, il contatto con il parassita Toxoplasma gondii durante il primo trimestre di gravidanza può determinare aborto spontaneo o nascita di feto morto, nel secondo trimestre  può causare idrocefalia e forme tardive di corioretinite, mentre nel terzo trimestre di solito si ha una evoluzione asintomatica o una manifestazione clinica meno grave quale l’ittero neonatale per la sofferenza epatica e splenica.

La diagnosi di Toxoplasmosi viene effettuata con la misurazione degli anticorpi anti Toxoplasma (Toxo test).

Immunoglobuline M (IgM): compaiono per prime e possono quindi essere considerate segnale di un’infezione recente; generalmente scompaiono dopo 6-12 mesi dal contagio, anche se per alcuni individui non si tratta di anticorpi sviluppati in seguito all’infezione ma di anticorpi naturali già presenti.

Le IgM presentano un’affinità minore delle immunoglobuline G (IgG) e in loro presenza si possono manifestare problemi di competizione. Falsi positivi possono riscontrarsi in individui positivi per il fattore reumatoide o per gli anticorpi anti nucleo (ANA). La presenza delle IgM è, di conseguenza, necessaria ma non sufficiente per poter sospettare un’infezione recente da Toxoplasma gondii.

Immunoglobuline A (IgA): compaiono dopo le IgM e prima o dopo la comparsa delle prime IgG. Generalmente anche le IgA scompaiono dopo 6-12 mesi, ma possono ricomparire in caso di riattivazione dell’infezione, anche senza la contemporanea ricomparsa delle IgM. La positività del siero per le IgA e le IgM permette una diagnosi di certezza per una toxoplasmosi recente (cioè acquisita in un periodo inferiore ai 6 mesi). In caso di presenza delle IgA in assenza delle IgM, è ipotizzabile una riattivazione di una vecchia infezione.

Immunoglobuline G (IgG): compaiono più tardivamente. Le prime IgG risultano specifiche per la membrana del parassita e non avide fino alla seconda settimana. Successivamente le IgG risultano specifiche per il citoplasma del parassita e l’avidità compare dalla 3°-5° settimana. Il titolo anticorpale delle IgG anti-membrana si stabilizza generalmente in 3-12 mesi, per le IgG anti-citoplasma in 6-18 mesi. Gli anticorpi non avidi scompaiono progressivamente dopo 3 mesi. Le IgG perdurano per tutta la vita dell’individuo, la loro concentrazione può aumentare in caso di re-infezione (in assenza di IgM e IgA) o riattivazione (con o senza IgA).

Nei soggetti immunodepressi purtroppo i risultati hanno valore puramente indicativo, poichè il loro sistema immunitario non riesce a produrre anticorpi nel modo corretto. Inoltre, in caso di negatività non si può escludere con certezza una toxoplasmosi cerebrale.

Quindi per riassumere:

  • IgM positive: infezione acuta, in atto o recente. Il perdurare di IgM specifiche (2-12 mesi ed oltre) rende problematica l’interpretazione per cui è necessario il riesame a distanza di 3 settimane per IgM e IgG.
  • IgG positive: infezione pregressa, oppure in atto, a seconda che vi siano IgM positive (infezione recente) o negative (infezione pregressa).
  • IgA positive: infezione acuta, può essere primaria (con IgM positive) o una riattivazione (IgM negative). Nel neonato con sospetta o accertata toxoplasmosi in periodo gravidico: toxoplasmosi congenita.

 

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