TIREOGLOBULINA ALTA sintomi e cause


La tireoglobulina (Tgb o Tg) è una glicoproteina che viene prodotta dalle cellule della tiroide, ed è una sostanza precursore per la sintesi degli ormoni triiodotironina (T3) e tiroxina (T4). E’ utilizzata, come la calcitonina, come marker tumorale per neoplasie della tiroide.

Tireoglobulina valori normali

I valori normali di tireoglobulina differiscono in base al paese o all’area geografica di appartenenza: infatti, i valori risentono dell’introito giornaliero di iodio assunto con l’alimentazione,

Utilizzando gli standard Certified Reference Material-457 (CRM-457), nei soggetti con normale funzione tiroidea (eutiroidei) senza anticorpi anti tireoglobulina (AbTg) che vivono in paesi con un adeguato apporto di iodio, i valori normali di tireoglobulina sono compresi tra 3 ng/ml e 40 ng/mL (µg/L). In circa l’8% della popolazione generale sono riscontrabili valori bassi di tireoglobulina (inferiori a 10 ng/mL). In neonati, il livello tiroglobulina può essere fisiologicamente alto (valori tra i 36 ng/ml e i 48 ng/ml) fino a 48 ore dopo la nascita (Medscape).

Tireoglobulina: meccanismo di formazione

La tireoglobulina (definita anche human thyroglobulin o hTg) è una glicoproteina iodata dal peso di 660 KDa formata da due su unità o dimeri di 115 residui di tirosina ciascuno, ed è prodotta nella porzione basale delle cellule follicolari della tiroide (tireociti), le cellule epiteliali che rivestono i follicoli tiroidei. La molecola di tireoglobulina contiene in totale circa 5000 aminoacidi; l’8% -10% circa della massa totale della tireoglobulina è data da carboidrati, mentre lo 0,2% -1% è legato al contenuto di iodio (varia a seconda della quantità di iodio introdotto con l’alimentazione).

All’interno dei follicoli infatti i residui tirosinici della tireoglobulina vengono iodurati (cioè sono addizionati di atomi di iodio) a formare 3-monoiodotirosina (MIT) e 3,5-diiodotirosina (DIT). Una molecola di monoiodiotirosina e una di diiodiotirosina unendosi dentro il lume follicolare comporranno poi la 3,5,3′-triiodotironina (definita semplicemente triiodotironina o T3) mentre se invece saranno due residui di DIT a unirsi originerà una molecola di tetraiodotironina (definita tiroxina o T4).

T3 e T4 costituiscono gli ormoni tiroidei, e le loro frazioni libere, ovvero la triiodotironina libera (fT3) e la tiroxina libera (fT4) costituiscono la parte con maggiore attività biologica degli stessi. Circa il 70% dello iodio contenuto nella tireoglobulina è all’interno dei precursori MIT e DIT, mentre il restante 30% è contenuto nelle molecole di tiroxina e triiodotironina.

La tireoglobulina può restare immagazzinata a livello colloidale anche per settimane, per poi rientrare all’interno dei tireociti e venire idrolizzata da enzimi come proteasi e peptidasi per formare molecole singole di tiroxina e triiodotironina, pronte per l’immissione nel circolo ematico.

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Tireoglobulina e iodio

Lo iodio, molecola fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei, è un elemento raro, scarsamente rappresentato a livello del suolo; di conseguenza, la dieta umana normale è povera di iodio. La riserva corporea totale di iodio è di circa 20-30 mg. In un adulto medio, la quota media giornaliera di iodio raccomandata è di circa 150 mg. Per le donne in gravidanza o in allattamento l’apporto medio giornaliero consigliato è leggermente superiore.

Normalmente la dose media giornaliera consigliata viene tranquillamente assunta con la dieta, senza dover ricorrere ad integrazione con integratori o con sale iodato.

Lo iodio viene assorbito a livello intestinale e poi raccolto a livello della tiroide, utilizzando un trasportatore (Na-K ATPasi tiroidea iodio dipendente) che concentra contro gradiente lo iodio nei follicoli tiroidei. Il rapporto tra iodio tiroideo e iodio sierico, che normalmente è di 25:1, dipende dall’azione di questa molecola trasportatrice di membrana e dall’azione del TSH.

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Cos’è la tireoglobulina e perchè si effettua l’esame

La tireoglobulina (TBG) è una glicoproteina prodotta esclusivamente dalle cellule follicolari della tiroide. La tireoglobulina è quindi un marker di presenza di cellule follicolari tiroidee, e NON di tumore tiroideo. Il suo utilizzo per lo screening del carcinoma tiroideo (cioè per cercare di identificare la presenza di tumore) non è quindi utile, mentre è molto utile per il follow-up post operatorio nel paziente operato di neoplasia differenziata della tiroide.

La tireoglobulina quindi è utilizzata principalmente come marcatore tumorale, per valutare l’efficacia delle terapie nelle persone affette da tumori differenziati della tiroide, e per monitorare eventuali recidive nei pazienti già trattati. Le neoplasie della tiroide che producono tireoglobulina in quantità rilevante sono i cosiddetti carcinomi della tiroide differenziati, cioè il tumore papillare della tiroide e il tumore follicolare della tiroide: sono formazioni che sintetizzano tireoglobulina determinandone un aumento delle concentrazioni misurabili nel sangue. Bisogna tener presente che non tutti i tumori della tiroide sintetizzano tireoglobulina, ad esempio il tumore midollare della tiroide viene monitorato tramite un’altra sostanza, la calcitonina.

La misurazione della tireoglobulina va fatta prima dell’asportazione chirurgica della tiroide in caso di carcinoma. Ovviamente unitamente alla tireoglobulina andranno dosati anche gli altri tests di funzionalià della tiroide: valori degli ormoni tiroidei e THS. Viene poi richiesta dopo l’asportazione per vedere se è restato del tessuto tiroideo ancora in sede (in questo caso persistono livelli misurabili di tireoglobulina, anzichè essere molto bassa o assente). La tireoglobulina può essere poi dosata ad intervalli regolari per monitorare eventuale ricomparsa del tumore tiroideo (recidiva di carcinoma tiroideo, in questo caso dopo essere stata con valori stabilmente molto bassi o non rilevabili, la tireoglobulina torna ad essere rilevabile).

 

Tireoglobulina e TSH ricombinante (rh TSH)

Il dosaggio della tireoglobulina deve essere sempre correlato a quello del TSH, il cui livello deve essere mantenuto molto basso, o comunque nella parte bassa dell’intervallo di normalità, tramite la terapia sostitutiva con con ormoni tiroidei che il paziente tiroidectomizzato deve assumere a causa dell’asportazione della tiroide.

Mantenere il TSH basso induce una ridottissima produzione di tireoglobulina nelle cellule follicolari tiroidee normali ma anche in alcuni tumori tiroidei molto dipendenti dall’azione del TSH. Per evitare che questa ridotta produzione mascheri la presenza di recidiva tumorale (ovvero per evitare che gli esami riscontrino un falso negativo) si ricorre all’utilizzo del test con TSH umano ricombinante.

Questo test prevede la somministrazione via intramuscolare di TSH ricombinante e la successiva misurazione della tireoglobulina sierica: in caso di presenza di cellule tumorali, lo stimolo con TSH permetterà un aumento della produzione di tireoglobulina che sarà quindi rilevabile nelle analisi ematiche.

Il farmaco utilizzato solitamente per il test di stimolazione è il Thyrogen (tireotropina alfa) da 0.9 mg, in due somministrazioni intramuscolo a 24 h di distanza una dall’altra, con il successivo prelievo di sangue per misurare la tireoglobulina.

La misurazione della TBG dopo test al TSH ricombinante, associata all’ecografia del collo, costituiscono lo standard ottimale per il monitoraggio dei pazienti sottoposti a tiroidectomia totale e ad eventuale successiva radioterapia con Iodio 131.

Attenzione:

a volte l’organismo produce autoanticorpi anti-tireoglobulina (anti-Tg), che sono auto anticorpi prodotti dall’organismo stesso contro la tireoglobulina. Vengono prodotti dal nostro corpo in modo imprevedibile e non legato allo stile di vita, e una volta in circolo si legano alla tireoglobulina ematica, interferendo con la sua misurazione. E’ quindi necessario dosare gli anticorpi anti tireoglobulina perchè, se presenti, riducono l’utilità dell’analisi della tireoglobulina come marcatore tumorale!

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Tireoglobulina alta

Cosa significa avere una tireoglobulina alta? Il riscontro di valori elevati di tireoglobulina deve sempre essere valutato con attenzione, poichè tra le cause di un innalzamento dei valori alle analisi ematiche è il tumore della tiroide. Va anche detto però che esistono molte patologie, non necessariamente tumorali, che possono portare a valori alti di tireoglobulina, come ad esempio una tiroidite o uno stato di ipertiroidismo.

Tireoglobulina alta cause

Ecco le più frequenti cause di tireoglobulina alta:

  • Carcinoma papillare della tiroide: è il più frequente carcinoma tiroideo, rappresenta infatti circa l’80% delle neoplasie della tiroide. Spesso non è avvolto da una capsula, e si presenta in multipli noduli (multifocale). La diagnosi si effettua tramite l’ecografia della tiroide, e spesso con un successivo agoaspirato tiroideo sul nodulo tiroideo sospetto. La terapia è chirurgica (emitiroidectomia, cioè rimozione di metà della ghiandola tiroide, oppure rimozione totale, cioè la tiroidectomia totale), seguita o meno da terapia radiometabolica con iodio. Il carcinoma papillare della tiroide porta alla liberazione nel sangue di tireoglobulina, comune sarà quindi il riscontro di tireoglobulina alta.
  • Carcinoma follicolare della tiroide: circa il 10% dei tumori della tiroide sono carcinomi follicolari. Sono neoplasie spesso limitate ad un singolo nodulo tiroideo che possono avere una capsula esterna, e si diffondono per via ematica (alle ossa e ai polmoni principalmente) piuttosto che per via linfatica. Anche per questo tumore la terapia è fondamentalmente chirurgica e metabolica con radioiodio (iodioterapia). Come già detto per il carcinoma papillare della tiroide, il carcinoma follicolare tiroideo porta al riscontro in circolo di tireoglobulina elevata.
  • Metastasi di carcinoma papillare o carcinoma follicolare della tiroide: le metastasi dei tumori della tiroide, essendo costituite da tessuto tumorale identico a quello delle neoplasie intra-tiroidee, causano la liberazione di tireoglobulina nel circolo ematico, con il riscontro di valori elevati di tireoglobulina nel sangue.
  • Recidiva di neoplasia tiroidea: la tireoglobulina è utile soprattutto per controllare che i tumori della tiroide, trattati con terapia chirurica (tiroidectomia parziale o totale) e/o con terapia radiometabolica (radioiodio), non siano di nuovo presenti a livello tiroideo o in altre sedi (comparsa di metastasi). Se si riscontra una tireoglobulina alta, va sospettata una recidiva (ritorno) di malattia
  • Ipertiroidismo: una aumentata attività della tiroide, con produzione di una quantità elevata di ormoni tiroidei porta anche ad una maggior produzione di sostanza precursore di T3 e T4, cioè la tireoglobulina. Non è quindi raro riscontrare una tireoglobulina alta in corso di ipertoriodismo
  • Tiroidite subacuta: spesso le tiroiditi in fase acuta portano ad uno stato di tireotossicosi con rilascio degli ormoni tiroidei da parte del tessuto tiroideo danneggiato dal processo infiammatorio. in questa fase viene rilasciata anche la tireoglobulina contenuta nei follicoli tiroidei danneggiati, con riscontro di tireoglobulina elevata nel sangue. La maggior parte delle tiroiditi sono autoimmuni, e sono caratterizzate dalla presenza di anticorpi anti perossidasi tiroidea (anti tireoperossidasi o anti TPO) e anti tireoglobulina (anti TGB).
  • Adenoma benigno: spesso dall’adenoma follicolare della tiroide producente ormoni tiroidei, vi è anche rilascio di tireoglobulina, con riscontro di tireoglobulina alta agli esami del sangue.
  • Fumo di sigaretta: nelle persone fumatrici non raramente vi può essere una iperattivazione della tiroide, che porta ad una anche minima iperproduzione di tireoglobulina e ormoni tiroidei. Si avrà in alcuni casi una tireoglobulina elevata, anche se di poco, rispetto ai valori normali.

La presenza di tireoglobulina alta dopo tiroidectomia è un dato da non trascurare assolutamente, poichè potrebbe significare che è presente una recidiva di carcinoma tiroideo. Il riscontro di tireoglobulina elevata dopo l’intervento di tiroidectomia va quindi approfondito con test di imaging, primo fra tutti una ecografia tiroidea. Allo stesso modo quindi, il riscontro di tireoglobulina alta e di un nodulo tiroideo deve essere tempestivamente indagato e approfondito.

Tireoglobulina alta sintomi

Quali sono i sintomi di tireoglobulina alta? Ecco i principali segni e sintomi che possono associare al riscontro di livelli elevati di tireoglobulina:

  • astenia (stanchezza, spossatezza)
  • calo ponderale (dimagrimento)
  • dolori ossei
  • febbre
  • cute pallida
  • dolore al collo
  • arrossamento della cute anteriore del collo
  • linfoadenomegalie (ingrossamento di uno o più linfonodi)

Curiosità e notizie aggiuntive

Ecco un paio di informazioni che non vengono sempre comunicate alle persone che effetuano il test della tireoglobulinemia:

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Nota bene: la presenza di tireoglobulina alta quindi non significa automaticamente avere un tumore alla tiroide: ci sono molte altre cause che possono aumentare i livelli di tireoglobulina nel sangue. Un riscontro di tireoglobulina alta deve indurre ad approfondire con ulteriori accertamenti, quali il quadro completo della funzionalità tiroidea, test di imagineg (ecografia della tiroide, scintigrafia tiroidea in un econdo step), ma senza dimenticare che la diagnosi di neoplasia tiroidea è sempre istologica, e non tramite analisi del sangue.

Quanto riportato sopra spiega anche perchè attualmente non è utile effettuare uno screening del cancro della tiroide tramite la misurazione della tireoglobulina, proprio a causa della sua scarsa specificità (in altre parole, a causa del fatto che può essere alta per cause molto diverse dal tumore alla tiroide).

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