OMOCISTEINA alta e bassa: valori normali di omocisteinemia

Omocisteina

Cos’è l’omocisteina?

Cos’è l’omocisteina? L’omocisteina è un amminoacido ottenuto a partire dalla metionina, attraverso un processo di demetilazione (perdita di un gruppo metilico). La metionina è anch’essa un amminoacido solforato, detto essenziale, in quanto l’organismo non è in grado di sintetizzarlo.
L’importanza della metionina è strettamente associata alla sua capacità di donare gruppi metilici, necessari per il processo di metilazione del DNA.

Il metabolismo della omocisteina ha luogo attraverso 2 vie:

  • Via della transulfurazione: la quale porta alla formazione di cisteina e, successivamente, alla cistina (necessita di Vitamina B6).
  • Via della rimetilazione: la quale prevede la ri-conversione dell’omocisteina in metionina.

Per il processo di rimetilazione è fondamentale la presenza di alcune vitamine del gruppo B, in particolar modo dei folati, della vitamina B6 e della vitamina B12.

Perché i folati e le vitamine B giocano un ruolo fondamentale nel metabolismo della omocisteina? I folati e le Vitamine B agiscono come cofattori di alcuni enzimi (es. MHTFR o metilen-tetra-idro-folato reduttasi) coinvolti nei processi metabolici della omocisteina e pertanto hanno un ruolo molto importante; una loro carenza, infatti, comporta iperomocisteinemia.

Omocisteinemia – Omocisteina nel sangue

Nel sangue esistono tre forme di omocisteina:

  • Forma libera ossidata
  • Forma libera ridotta
  • Forma costituente la struttura di alcune proteine

La caratteristica peculiare della omocisteina è che ha sia un’azione auto-ossidante che pro-ossidante, pertanto essa stessa diventa una specie radicalica ed è in grado di indurre la produzione di specie radicaliche dell’ossigeno.

Formula chimica dell'omocisteina.

Formula chimica dell’omocisteina.

Le specie radicaliche dello ossigeno (ROS), anche note come radicali liberi, sono delle strutture molecolari altamente reattive.

Le nostre cellule sono dotate di sistemi anti-ossidanti (es. catalasi, vitamina A, vitamina E etc).
Questi hanno il compito di rimuovere le specie radicaliche e contenere lo stress ossidativo. Quando l’equilibrio tra il sistema ossidante (ovvero i radicali liberi) e il sistema anti-ossidante viene alterato, allora prevarrà la componente ossidante che danneggerà le cellule e, a lungo andare, anche i tessuti e gli organi.

È bene ricordare che, talvolta, dei piccoli “stress” (detti ormetine) hanno azione positiva poiché stimolano la risposta dei sistemi anti ossidanti, ovvero generano un adattamento dei nostri sistemi biologi all’esposizione di piccoli stimoli esogeni.

Diversi alimenti hanno azione anti ossidante e pertanto sono indicati in caso di iperomocisteina:

  • Vino Rosso (senza eccedere)
  • Pomodoro
  • Mirtilli
  • More
  • Avocado
  • Frutta secca (noci, mandorle etc)

Questi alimenti sono ricchi di polifenoli e flavonoidi, sostanze notoriamente anti ossidanti.

Curiosità: Il vino rosso, consumato in giuste quantità (massimo 1 bicchiere durante i pasti), ha azione anti ossidante e riduce il rischio di malattia cardiovascolare. Ciò si è scoperto grazie al fenomeno ormai noto come “paradosso francese”. La Francia è da sempre famosa per i suoi formaggi, che a causa del loro elevato contenuto lipidico (grassi), dovrebbero comportare un maggiore rischio di mortalità cardiovascolare nella popolazione che li consuma; tuttavia, si è visto che la mortalità cardiovascolare nella popolazione francese non è superiore ad altre popolazioni con gli stessi regimi alimentari, questo perché il consumo di vino rosso, ricco di resveratrolo, ha azione anti-ossidante e quindi riduce il rischio cardiovascolare.

Fattori che possono comportare l’insorgenza di ROS

  • Iperomocisteinemia
  • Radiazioni ionizzanti (tramite l’idrolisi dell’acqua)
  • Infiammazioni
  • Enzimi
  • Metalli di transizione (i quali fungono da catalizzatori).

Perché l’iperomocisteinemia è un parametro da controllare?
L’iperomocisteinemia pertanto va monitorata perché rappresenta un fattore di rischio indipendente per malattia cardiovascolare. Dunque, la sola presenza della condizione di iperomocisteinemia –a prescindere dalla presenza di comorbilità quali ipertensione, diabete, dislipidemie etc, aumenta il rischio di insorgenza di malattia cardiovascolare.

Come si dosa l’omocisteina? Il dosaggio della omocisteina si effettua attraverso un prelievo di sangue. Il prelievo deve essere fatto a digiuno da almeno 10-12 ore, senza aver consumato caffè o fumato sigarette, condizioni che potrebbero falsare l’esito dell’esame.

Curva da carico di Metionina

La curva da carico di metionina non viene eseguita spesso. Si esegue nei soggetti che hanno una predisposizione alla trombofilia arteriosa e venosa o che presentano particolari fattori di rischio. Essa è un test dinamico che consiste nella somministrazione di un carico di metionina e la successiva valutazione di come viene metabolizzata nel tempo l’omocisteina.

Valori normali di omocisteina

I valori di riferimento dell’omocisteinemia variano sia in funzione del sesso che dell’età.
I livelli di omocisteina aumentano con l’età e, tanto più sono alti, tanto maggiore è il rischio cardiovascolare.

  • Valori normali: 7-11 µmol/L
  • Valori normali in pazienti > 65 anni: 7-14 µmol/L
  • Valori iperomocisteinemia moderata: > 50 µmol/L
  • Valori iperomocisteinemia severa: >150-200 µmol/L
  • Valori normali omocisteina in gravidanza: < 6 µmol/L

Valori superiori a 150-200 µmol/L rappresentano una grave condizione di iperomocisteinemia. Questi casi generalmente si osservano in persone che non rispondono alla terapia.

N.B. Farmaci come la metformina (usata per il trattamento di diabete e sindrome metabolica) o l’omeprazolo, possono aumentare i livelli di omocisteina nel sangue. L’acido folico, invece, li riduce.

Omocisteina alta

L’iperomocisteinemia è una condizione patologica associata ad un aumento dell’omocisteina, conseguente sia ad alterazioni genetiche, sia ad uno stile di vita insalubre, sia all’utilizzo di alcuni farmaci o alla compresenza di alcune patologie. Essa si associa a un maggiore rischio cardiovascolare.

Cause di iperomocisteinemia

Distinguiamo le cause di iperomocisteinemia in:

Cause congenite

  • Mutazioni del gene MHTFR (oggi non è più considerata una mutazione, ma un polimorfismo poiché si riscontra in più dell’1 % della popolazione). La mutazione più comune è C677T.
  • Mutazioni di altri enzimi coinvolti nel ciclo metabolico dell’omocisteina (sia nella transulfurazione che nella rimetilazione; es. Cistationina Beta Sintetasi)
  • Omocistinuria: patologia pediatrica a trasmissione autosima recessiva

 Cause acquisite

  • Farmaci
  • Patologie predisponenti es. patologie endocrine (ipotiroidismo)
  • Carenze nutrizionali delle vitamine del gruppo B (Una riduzione di Vitamine B o Acido folico può essere conseguente ad un alterato introito delle stesse oppure a un loro alterato assorbimento -tipico di pazienti alcolisti, tossicodipendenti, o a seguito di patologie infiammatorie croniche intestinali quali: la malattia celiachia e il morbo di Crohn).

Le forme di iperomocisteinemia più frequenti sono quelle legate a: carenze nutrizionali e mutazioni del gene per la MHTFR.

Lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della omocisteinemia.

Fattori che aumentano i livelli di omocisteina (iperomocisteinemia)

  • Fumo
  • Consumo smodato di etanolo
  • Eccessivo consumo di caffè
  • Sedentarietà
  • Malattie proliferative
  • Ipotiroidismo
  • Diabete di tipo II
  • Insufficienza renale
  • Cause congenite (Mutazione MHTFR)
  • Deficit vitaminici (Folati, Vitamina B6 e Vitamina B12)

Meccanismi attraverso i quali si viene a determinare il danno endoteliale conseguente a iperomocisteinemia:

  • Danno diretto sull’endotelio
  • Produzione di specie radicaliche dell’ossigeno
  • Diminuzione dell’attività della eNOS sintetasi (Ossido Nitrico sintetasi endoteliale, normalmente essa determina vasodilatazione)
  • Aumento dell’aggregazione piastrinica indotta dalla omocisteinemia

Rischi associati a iperomocisteinemia

Aumentati livelli di omocisteina comportano un maggiore rischio di mortalità totale.

  • Danno endoteliale diretto (con conseguente malattia coronarica, angina pectoris, infarto etc)
  • Tromboemolismo
  • Ictus (malattia cerebrovascolare)
  • Rischio di recidiva in soggetti che hanno subito una angioplastica coronarica, con valori superiori a 11 µmol/L
  • Rischio di alterazioni fetali dello sviluppo del tubo neurale (spina bifida o meningocele)
  • Rischio di insorgenza di patologie neurodegenerative (es. demenza senile)

Sintomi di omocisteina alta

Dato che una delle cause più frequenti di iperomocisteinemia è la carenza di acido folico, la sintomalogia, seppur aspecifica, spesso risulta associabile a questa condizione.

  • Vertigini
  • Astenia (stanchezza)
  • Debolezza
  • Pallore
  • Anemia
  • Tachicardia (battito cardiaco accelerato)
  • Dispnea (difficoltà respiratoria)
  • Perdita di appetito
  • Formicolii (parestesie)
  • Intorpidimento degli arti, soprattutto mani e piedi

Terapia dell’iperomocisteinemia

La terapia per l’iperomocisteinemia si basa sulla somministrazione di integratori di acido folico. La posologia spesso è 5 mg al giorno di acido folico per via orale per 2-3 mesi, al termine dei quali si dosa nuovamente l’omocisteinemia; si interrompe la terapia per 1 mese e poi eventualmente, a seconda della normalizzazione o meno dei valori di omocisteina, si riprende. Oppure, si può procedere con la somministrazione continuativa di 5 mg di acido folico per 2-3 giorni a settimana.

Alla terapia farmacologica va sempre associata una “terapia” alimentare e un miglioramento dello stile di vita: è consigliabile dunque smettere di fumare e praticare attività fisica.

Cosa mangiare in caso di omocisteina alta (iperomocisteinemia)?

 L’Alimentazione consigliata per ridurre l’iperomocisteinemia è a base di:

  • Legumi (soprattutto lenticchie)
  • Spinaci
  • Uova
  • Carne
  • Pesce
  • Cereali integrali
  • Consumo moderato di vino rosso (il consumo di un bicchiere di vino rosso al giorno è associato ad una azione anti ossidante, alla riduzione dei valori di omocisteina e all’aumento dell’HDL –anche noto come colesterolo buono)
  • Riduzione del consumo di alimenti ricchi di grassi saturi
  • Riduzione del consumo di zuccheri semplici e raffinati

Omocisteina e gravidanza

Durante la gravidanza i valori di omocisteinemia si riducono fisiologicamente, per compensare la condizione di aumentata stasi venosa.

I valori di omocisteina in gravidanza, pertanto, generalmente raggiungono 4-5 µmol/L.

Nelle gravidanze di donne che presentano aumentata omocisteinemia, ad esempio per problemi genetici, si osserva oltre al rischio di alterazioni fetali, come sopracitato, anche il rischio di:

  • rottura placentare,
  • pre – eclampsia,
  • maggiore rischio di aborti,
  • peso ridotto del neonato alla nascita.

Ipomocisteinemia o omocisteina bassa

La omocisteina bassa è una condizione fisiologica che si associa alla riduzione dei valori di omocisteina, legata sia al consumo di sostanze anti-ossidanti, sia a seguito di uno stile di vita salutare, sia in condizioni para-fisiologiche (es. gravidanza) per compensare le alterazioni emodinamiche.

 Cause di omocistenina bassa

  • Gravidanza
  • Diabete di tipo I
  • Alcool (in modeste quantità)
  • Attività fisica

Sintomi di omocisteina bassa

Tale condizione non presenta una sintomatologia clinica tipica. Essa generalmente è clinicamente non rilevante, poiché non è associabile a condizioni patologiche.

OMOCISTEINA alta e bassa: valori normali di omocisteinemia
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