LIPASI ALTA E BASSA: cause e sintomi di iperlipasemia

Lipasi

Cosa sono le lipasi? Le lipasi sono degli enzimi idrolitici, che mediano la scissione (idrolisi) dei lipidi alimentari.
trigliceridi vengono così scissi, dalle lipasi, in acidi grassi e glicerolo; alcuni dei metaboliti intermedî di questo processo sono i digliceridi (o diacilglicerolo) e i monogliceridi (o monoacilglicerolo).

Cosa sono i lipidi?

I lipidi sono delle molecole fondamentali per il nostro organismo, in quanto svolgono diverse funzioni fisiologiche e costituiscono più del 10% del nostro peso corporeo.

Le funzioni dei lipidi sono:

  • funzione energetica: soddisfano le necessità energetiche del nostro organismo (il loro potere calorico è 9 Kcal/g ed è quindi il doppio rispetto a quello dei glucidi e delle proteine).
  • funzione termica: il tessuto adiposo sottocutaneo –ovvero il “grasso” sottocutaneo, consente di isolare gli organi sottostanti dall’ambiente esterno e dunque proteggerli dal freddo.
  • funzione meccanica: in questo caso agisce come una specie di cuscino, che protegge gli organi sottostanti dagli urti meccanici.
  • funzione strutturale: alcuni lipidi vengono utilizzati per costituire le membrane biologiche e alcuni ormoni (es. gli ormoni steroidei derivano dal colesterolo, che è appunto un lipide).

La digestione dei lipidi introdotti con la dieta si verifica nell’intestino e, più specificamente, a livello del duodeno e del digiuno, grazie all’azione combinata di: enzimi prodotti dal pancreas –che costituiscono il succo pancreatico e la bile –che garantisce l’emulsione dei lipidi (ovvero la formazione di una sospensione stabile in fase acquosa, poiché i lipidi sono naturalmente idrofobi).
È bene ricordare che il meccanismo della digestione dei grassi, come del resto tutto il processo della digestione, è sottoposto a regolazione ormonale, in questo caso mediato soprattutto dalla colecistochinina, che stimola la secrezione biliare e la secrezione pancreatica.

Altri enzimi coinvolti nel processo di digestione idrolitica dei lipidi sono: la colesterolo esterasi e la fosfolipasi A2.

Altri enzimi digestivi prodotti a livello pancreatico sono: amilasitripsinachimotripsina e carbossipeptidasi (coinvolti rispettivamente nella degradazione di carboidrati e proteine).

Tipi di lipasi

Cos’è la lipasi e quanti tipi differenti di lipasi esistono? Nel nostro organismo sono presenti diverse lipasi:

  • lipasi salivare
  • lipasi gastrica
  • lipasi pancreatica
  • lipasi intra-adipocitaria
  • lipasi dell’endotelio dei vasi o lipasi lipoproteica
  • lipasi epatica

Le differenze tra le varie forme di lipasi consistono in diversa localizzazione e diversa sede di produzione.
La lipasi epatica è un enzima sintetizzato a livello del fegato ed è coinvolto prevalentemente nell’idrolisi dei trigliceridi residui nei chilomicromi (forme “remnants” appunto) e delle IDL, lipoproteine non di grande significato biologico ma che rappresentano una fase di trasformazione delle VLDL in LDL.
È stato appurato che un incremento di lipasi epatica si ottiene a seguito di somministrazione di eparina endovenosa, poiché quest’ultima media il distacco delle stesse dall’endotelio, comportando un incremento della sua attività in circolo.

La lipasi endoteliale si trova, analogamente alla lipasi epatica, nell’endotelio e agisce idrolizzando i trigliceridi trasportati dalle VLDL.

Essendo chiaro il loro ruolo nel metabolismo lipidico, un loro malfuzionamento è coinvolto nelle dislipidemie –ovvero alterazioni del metabolismo lipidico che possono coinvolgere i soli trigliceridi (ipo-ipertrigliceridemie), il colesterolo (ipo-ipercolesterolemie) o entrambe le forme (dislipidemie miste).

Cosa sono IDL, Chilomicroni e VLDL?
Queste sigle indicano le lipoproteine, ovvero dei complessi macromolecolari formati da proteine e lipidi, classificati in funzione delle loro densità.

  • Chilomicroni: trasportano prevalentemente trigliceridi esogeni.
  • VLDL: very low density lipoprotein (lipoproteine a densità molto bassa).
  • IDL: intermidiate density lipoprotein (lipoproteine a densità intermedia).
  • LDL: low density lipoprotein (lipoproteine a bassa densità –anche noto come colesterolo cattivo).
  • HDL: high density lipoprotein (lipoproteine ad altà densità –anche noto come colesterolo buono).
Lipasi-assorbimento-grassi-intestino-pancreas

Meccanismo di assorbimento del grasso a livello intestinale ad opera dell’enzima digestivo idrolitico lipasi.

Lipasi pancreatica

La lipasi pancreatica idrolizza in maniera specifica il legame estere tra acidi grassi e alcoli primari, trasformando i trigliceridi in monogliceridi.

La lipasi viene prodotta sotto forma di pro-enzima (pro-lipasi), una sostanza ancora inattiva che viene attivata da un altro enzima, la colipasi. L’azione della colipasi, oltre a rendere attiva la pro-lipasi, è quella di facilitare l’idrolisi, favorendo il legame tra lipasi e trigliceride.

Valori normali di lipasi

Il valore della lipasi può essere studiato a livello ematico. Il prelievo deve essere effettuato a digiuno, preferibilmente al mattino
valori normali di lipasi sono: 0-55 U/L.

Questo enzima digestivo vede il suo principale impiego nella diagnosi e nel monitoraggio della pancreatite acutacronica o, più in generale, di patologie che comportano una compromissione pancreatica

Iperlipasemia – lipasi alte

Il riscontro di lipasi pancreatica alta si associa ad un numero fortunatamente ridotto di condizioni. Vediamo le principali cause di lipasi elevate.

Cause di lipasi alte

  • Pancreatite acuta
  • Ostruzioni del dotto pancreatico (es. calcoli, neoplasie primitive o di organi adiacenti che comprimo ab estrinseco)
  • Carcinoma pancreatico (comportano un aumento delle lipasi circa nel 20% dei casi)
  • Colecistite

Sintomi di lipasi alte

Quand’è che viene prescritto il dosaggio della lipasi? Si deve sicuramente valutare l’ipotesi di iperlipasemia in presenza di una sintomatologia clinica caratterizzata da:

  • dolore a barra
  • inappetenza
  • dimagrimento
  • febbre
  • nausea
                             .

Lipasi e amilasi sono analisi correntemente utilizzate per la diagnosi di pancreatite. Ancora oggi, tuttavia, anche se esistono diverse prove a favore della “superiorità” della valutazione della lipasi come marcatore di pancreatite, il suo studio continua ad essere associato allo studio dell’amilasemia.

L’amilasi è un enzima prodotto anch’esso dal pancreas, coinvolto nella digestione dei carboidrati. Oltre all’amilasi pancreatica esiste l’amilasi salivare (che rappresenta circa il 60% del totale).
Lo studio dell’amilasi, nonostante sia ampiamente diffuso, non è un esame molto specifico per la diagnostica pancreatica, in quanto diverse condizioni possono indurre il suo aumento (es. infiammazioni alle ghiandole salivari o macroamilasemia).

Pertanto, se l’oggetto del nostro interesse è la diagnosi di pancreatite, possiamo direttamente eseguire la valutazione della lipasi nel sangue, senza dover ricorrere ad una valutazione della stessa a livello urinario, poiché, ad oggi, non è ancora stata identificata una condizione associabile a macrolipasemia, che possa quindi causare un suo aumento ematico in assenza di un quadro patologico. A differenza della condizione di iperamilasemia, che per poter escludere causa associata a macroamilasemia, necessita della valutazione delle amilasuria (amilasi nelle urine).

Nonostante esistano diverse forme di lipasi, la valutazione della lipasemia è un esame specifico per il pancreas?

Sì, lo studio delle lipasi nel sangue risulta essere abbastanza specifico e diagnostico per quanto riguarda la pancreatite e/o insulti pancreatici, poiché i livelli delle altre forme di lipasi sono nettamente più bassi rispetto a quello della lipasi pancreatica.

La lipasi, dunque, è un ottimo parametro di laboratorio per la valutazione di funzionalità del pancreas.

I valori di lipasi aumentano dopo 4-8 ore dalla manifestazione clinica, raggiungendo un picco intorno alle 24 ore e un decremento graduale dopo 2 settimane.
La sensibilità di questo test è 86-100% e la specificità 50-99%, con un netto vantaggio rispetto all’amilasemia.
La sensibilità e la specificità di un test permettono di valutare l’attendibilità del test e, dunque, la sua capacità di indentificare la patologia, riducendo i falsi negativi e/o i falsi positivi.

Falso negativo= il paziente presenta la malattia, ma il dato di laboratorio ha dato un esito negativo.

Falso positivo= il dato di laboratorio risulta alterato, lasciando ipotizzare la presenza di malattia, ma il paziente in realtà non è affetto dal quadro patologico.

I range di “normalità” delle lipasi possono subire delle variazioni fisiologiche legate all’età, al sesso, all’etnia, allo stile di vita etc pertanto sono da considerare come dei valori di riferimento, la cui valutazione non può in alcun modo prescindere dalla valutazione clinica.

Lipasi alta e pancreatite acuta

La pancreatite è un’infiammazione del pancreas che si associa ad una sintomatologia caratteristica: presenza del dolore a barra, ovvero dolore a livello addominale alto, che si può estendere alla schiena.
Tra i sintomi concomitanti possono esserci: nauseafebbreinappetenza e perdita di peso.

Anche altri parametri di laboratorio ci aiutano nella valutazione di pancreatite:

  • nelle fasi iniziali avremo un aumento della glicemia, conseguente alle alterazioni del parenchima pancreatico e all’immissione in circolo di glucagone –ormone iperglicemizzante prodotto dalle cellule alfa pancreatiche.
  • nelle fasi successive, man mano che la distruzione del parenchima pancreatico prosegue, osserveremo un coinvolgimento delle cellule beta pancreatiche, preposte alla produzione dell’insulina –ormone ipoglicemizzante, che appunto, a seguito del suo rilascio, comporterà una riduzione della glicemia.
  • emocromo e indici di flogosi: indagine di laboratorio che può indirizzarci nella valutazione di un quadro infiammatorio attraverso un aumento dei leucociti (condizione conosciuta come leucocitosi) e un rialzo della PCR.
  • ipocalcemia: il calcio ematico risulta essere ridotto, con valori inferiori a 8 mg/dL.
    La valutazione della calcemia ha anche un ruolo prognostico, in quanto una riduzione della stessa si associa a una prognosi peggiore.

Lipasi alta e pancreatite cronica

Oltre alla pancreatite acuta, esiste anche un’ infiammazione cronica del pancreas. Essa si associa ad un’alterata digestione dei lipidi ed è caratterizzata dalla steatorrea –ovvero la presenza di lipidi nelle feci, ed è tipicamente riscontrabile nell’alcolista. Durante la pancreatite cronica i valori di lipasi e amliasi possono essere normali o modestamente alterati: in quest’ultimo caso si parla di screzio pancreatico.
Nel corso di pancreatite cronica si possono manifestare della fasi di riacutizzazione in cui si consiglia il dosaggio di:

  • amilasi
  • lipasi
  • tripsina in alcuni casi

Ipolipasemia – lipasi basse

Cause di lipasi bassa

Sebbene l’ipolipasemia sia una condizione rara, le lipasi possono ridursi nella fase tardiva della pancreatite cronica, a seguito dal danneggiamento totale (o quasi) delle cellule pancreatiche, che non saranno più in grado di produrre gli enzimi.
Altre patologie che influiscono in maniera secondaria sull’attività esocrina pancreatica (es. Fibrosi Cistica e Diabete) possono comportare il riscontro di lipasi bassa.

Sintomi di ipolipasemia

Alcuni sintomi che si possono associare a una riduzione della lipasi sierica sono:

  • steatorrea  (sostanze grasse indigerite > 6 g al giorno).
  • calo ponderale (dimagrimento)
  • Dolore addominale cronico

A seguito di una riduzione delle lipasi, si verifica un’alterata digestione dei lipidi che pertanto rimarranno indigeriti, comportando un loro incremento nelle feci.
Tra le cause più frequenti di steatorrea, oltre all’insufficienza pancreatica, vanno ricordate le patologie infiammatorie croniche a carico della mucosa intestinale, che comportano un alterato assorbimento.

LIPASI ALTA E BASSA: cause e sintomi di iperlipasemia
4.7 (94.29%) 7 votes

Tags:

Copyright Esamievalori.com 2018

Log in with your credentials

Forgot your details?