LINFOCITI BASSI – LINFOPENIA sintomi e cause

Linfociti bassi o linfopenia, una condizione frequente e che va indagata quanto prima.

Linfociti bassi o linfopenia: principali sintomi e cause

Il riscontro di linfociti bassi (linfopenia o linfocitopenia) è meno frequente della linfocitosi. Le cause di linfociti bassi possono essere anomalie della funzione midollare, tumori, numerosi farmaci, la presenza di uno stato infiammatorio acuto o le infezioni, soprattutto quelle virali. I sintomi di linfopenia sono generalmente debolezza (astenia), malessere, facilità ad ammalarsi e a contrarre infezioni. Molto spesso comunque non c’è nessun sintomo specifico associato ai linfocitopenia.

Cosa sono i linfociti?

Cosa sono i linfociti? I linfociti sono un tipo di globuli bianchi (leucociti  o in inglese WBC, cioè white blood cells), e sono cellule molto importanti, necessarie per la difesa del nostro organismo dagli attacchi di agenti estranei o di di organismi come batteri, virus, parassiti e funghi.

I linfociti sono dei leucociti agranulociti mononucleati, poichè al contrario dei granulociti hanno un nucleo tondeggiante hanno pochi o nessun granulo nel citoplasma.

I linfociti assoluti si dividono in alcuni sottotipi, classificati in base funzione e al tipo di azione nei confronti degli agenti patogeni. Dopo i granulociti neutrofili, i linfociti rappresentano il tipo di leucocita più numeroso.

La formula leucocitaria, che non è altro che la determinazione percentuale dei vari tipi cellulari di leucociti presenti nello striscio periferico del nostro sangue, è infatti composta principalmente da linfociti e da granulociti, questi ultimi per la maggior parte di tipo neutrofilo. 

Le categorie principali di linfociti sono:

  1. I linfociti B, cioè le plasmacellule, sono i linfociti deputati alla produzione di anticorpi e all’attivazione dei linfociti T. Si chiamano B dall’iniziale del luogo dove maturano, il Bone Marrow (midollo osseo).
  2. I linfociti T, che si chiamano così dall’iniziale del distretto corporeo dove maturano, cioè il Timo. I linfociti T a loro volta si dividono in:
    1. linfociti T Helper (Th), sono i linfociti CD4, fondamentali per l’attivazione e la modulazione della risposta immunitaria degli altri linfociti, 
    2. linfociti T citotossici (Tc),  o linfociti attivati, sono i linfociti CD8, che hanno azione diretta verso batteri virus ed altri agenti ostili all’organismo. 
  3. I linfociti T regolatori, detti anche linfociti T soppressori, sono coinvolti nei processi di autoregolazione della risposta immunitaria.
  4. I linfociti NK, chiamati più semplicemente linfociti Natural Killer, cellule Natural Killer cellula NK, sono cellule ad alto potenziale citotossico.

Linfociti bassi valori – Linfopenia valori

Cosa vuol dire avere i linfociti bassi ? Quali sono i valori di linfociti al di sotto dell’intervallo di normalità? Il numero di linfociti normale nel nostro corpo è compreso nel range tra 1.000 e 4.800 linfociti/ml negli adulti, mentre i valori normali nei bambini è di 3.000-9.000 linfociti/ml.

Per valori bassi dei linfociti (linfopenia) si intendono quindi valori dei linfociti minori di 1,5*10^9/l, cioè meno di 1,5 miliardi di linfociti ogni litro di sangue.

In alcuni laboratori tale numero viene espresso come 1.500 linfociti/mm3 o ml, cioè valori minori di quattromila linfociti ogni millimetro cubo o millilitro di sangue.

Per quanto riguarda l’età pediatrica, si parla quindi di linfociti bassi nei bambini al di sotto dei 3,0*10^9/l, cioè meno di 3,0 miliardi di linfociti ogni litro di sangue, e meno di 3.000 linfociti /ml o mm3.

Linfociti bassi o linfopenia, una condizione frequente e che va indagata quanto prima.

Nell’immagine un linfocita, con il nucleo tondeggiante e citoplasma libero da granuli.

Linfociti bassi cause – Linfopenia cause

Quali sono le principali cause di linfocitopenia (cioè le cause di linfociti bassi nel sangue)?

Le principali cause di linfociti bassi sono:

  • Tumori del sangue, che danneggiano il midollo e compromettono la produzione di cellule del sangue:
    • Leucemie: si distinguono in base in base al tipo di cellule colpite (leucemie mieloidi e leucemie linfatiche o linfoidi), oltre che alla rapidità di espressione (leucemie acute e leucemie croniche). Le leucemie linfatica acuta (o leucemia linfoblastica acuta, LLA) e la leucemia linfatica cronica (leucemia linfoblastica cronica, LLC) sono i due principali tipi di leucemia che colpiscono la produzione di linfociti. Sebbene alle analisi del sangue in molte fasi di queste malattie si evidenzino  linfociti altiin realtà la maggior parte dei linfociti è non funzionante oimmaturo (blasti).
    •  Linfomi: sono una sorta di leucemia solida, con la malattia che coplisce soprattutto gli organi del sistema immunitario come linfonodi, milza e stazioni immunologiche intestinali. Si dividono in Linfoma di Hodigkin (detto anche linfogranuloma maligno o linfosarcoma) o nel Linfoma non-Hodgkin (NHL).
    • Mielodisplasie: la mielodisplasia, definita più correttamente sindrome mielodisplastica è una malattia del sangue causate dal danneggiamento di uno o più cellule staminali presenti all’interno del midollo osseo. Le cellule staminali danneggiate non riescono perciò a produrre una quantità adeguata di cellule del sangue funzionanti, con una conseguente carenza di globuli bianchi, globuli rossi e/o piastrine. Ci sono vari tipi di sindromi mielodisplastiche. In una certa percentuale dei casi, le sindromi mielodisplastiche si trasformano in un forma più aggressiva di malattia ematologica, la leucemia mieloide acuta. Sebbene il tipo di globulo bianco più colpito siano i granulociti, con conseguente riscontro di granulociti neutrofili bassi e leucopenia, spesso si assiste, soprattutto nelle fasi avanzate, alla comparsa di linfocitopenia.
  • Neoplasie: la presenza di cancro che danneggia direttamente (per vicinanza) o a distanza (con metastasi) il midollo osseo può portare all’ipoplasia o all’aplasia midollare, con globuli bianchi bassi (leucopenia) e linfociti bassi nel sangue (linfopenia), anemia (globuli rossi bassi) e piastrinopenia (piastrine basse).
  • Mielofibrosi: progressiva sostituzione del midollo osseo con materiale fibrotico. Oltre alla mielofibrosi idiopatica, talvolta un quadro di mielofibrosi rappresenta la fase finale di malattie come le leucemie,  i linfomi e altre malattie tumorali. Si caratterizza da ipoproduzione midollare, con leucociti bassi nel sangue, linfopenia e neutropenia, associate ad anemia e trombocitopenia (piastrine basse).
  • Disturbi acquisiti o congeniti che compromettono l’ematopoiesi midollare, diminuendone la produttività, e portando al riscontro di linfociti ridotti, spesso anche con eritrociti bassi e riduzione delle piastrine. Ad esempio
    • Agammaglobulinemia legata al sesso (malattia di Bruton) rara patologia nella quale a causa di un’alterazione del cromosoma X, i linfociti B sono ridotti o assenti, e di conseguenza è fortemente carente anche la produzione di anticorpi (immunoglobuline).
    • Agammaglobulinemia autosomica recessiva: carenza di linfociti B e di anticorpi, con suscettibilità ad infezioni, soprattutto respiratorie ed intestinali.
    • Anemia aplastica: ipoproduzione di tutti i tipi di cellule circolanti da parte del midollo, causando una condizione di pancitopenia. Può essere genetica o acquisita.
    • Emoglobinuria parossistica notturna: è una malattia acquisita delle cellule ematopoietiche, caratterizzata da anemia emolitica, insufficienza del midollo osseo e frequenti episodi trombotici ai grossi vasi.
  • Assenza congenita del timo.
  • Farmaci che danneggiano i linfociti circolanti:
    • Antibiotici, come la minociclina (Minocin), il trimetoprim-sulfametossazzolo (Bactrim) la sulfasalazina (Salazopyrin)
    • Antipsicotici, come la clozapina (Leponex)
    • Antidepressivi come il bupropione (Wellbutrin)
    • Antiepilettici come l’acido valproico (Depakin)
    • Farmaci antitiroidei come il tapazole
    • Anticorpi monoclonali come il Rituximab (Mabther
  • Farmaci o terapie che interferiscono con la funzione emopoietica del midollo osseo
    • chemioterapia: tutti i chemioterapici possono causare neutropenia e linfopenia, oltre che eosinofili bassi e basofili bassi.
    • terapia cronica con corticosteroidi.
    • immunosoppressori: azatioprina, metotrexate, ciclosporina, everolimus, tacrolimus: sono tutti farmaci che deprimono il sistema immunitario e possono dare linfopenia.
    • Terapia radiante o radiazioni: l’irradiazione con raggi ionizzanti a livello midollare o limitrofo può esitare in una ridotta funzionalità di quest’ultimo. Anche in casi di disastri nucleari, come Chernobyl o Fukushima, l’elevatissima concentrazione di radiazioni presenti nell’area circostante ha aumentato l’incidenza di malattie del sangue, con ipoproduzione midollare anche fatale.
  • Malattie autoimmuni che riducono la produzione midollare di cellule del sangue
  • Infezioni che determinano un ampio consumo e distruzione delle cellule del sangue, tra cui i leucociti;
    • Malaria
    • HIV: Human Immunodeficiency Virus, è il virus che provoca la giustamente temuta Sindrome da Immunodeficienza acquisita, o AIDS.
    • Dengue: febbre emorragica, si caratterizza per febbre e manifestazioni emorragiche
  • Infezioni (soprattutto infezioni virali acute) che alterano la funzione del midollo osseo:
    • HIV: il virus dell’HIV danneggia sia le cellule circolanti sia direttamente il midollo osseo.
    • Epatite B: l’infezione da HBV può inibire la corretta emopoiesi midollare, determinando calo dei globuli bianchi.
    • Infezione da CMV: il cytomegalovirus può compromettere la produzione midollare
    • Infezione da EBV: anche l’Epstein Barr Virus si comporta come il CMV.
    • Tubercolosi: soprattutto se con localizzazione vertebrale o midollare (tubercolosi miliare).
    • Sepsi: sebbene le infezioni causino normalmente un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi), una infezione severa si può anche caratterizzare con linfociti e neutrofili bassi (vedi i vecchi criteri di sepsi).
    • Malattie parassitarie o protozoarie
  • GVHD: Graft Versus Host Disease, malattia del trapianto verso l’ospite, è una forma di rigetto dopo trapianto di
  • Ipersplenismo: intrappolamento e/o distruzione prematura delle cellule circolanti del sangue all’interno della milza, che appare ingrandita e ipertrofica. La milza ingrossata è frequente in malattie del sangue come leucemie, linfomi, mielodisplasie e sindromi linfoproliferative, ma anche in malattie come la cirrosi epatica. Il riscontro di un numero basso di cellule del sangue circolante in presenza di milza ingrandita è quindi frequente e, spesso, non si risolve una volta guariti dalla malattie di base.
  • Carenze vitaminiche, come quella di folati e vitamina B12 (cianocobalamina): la carenza di queste sostanze fondamentali per la crescita delle cellule ematiche circolanti causa spesso riduzione dei linfociti, con contemporanea anemia megaloblastica.
  • Carenze di oligoelementi: la carenza di sostanze come zinco e rame può dare riduzione dei linfociti.
  • Stress, con produzione di cortisolo e riduzione delle difese immunitarie.

Linfociti bassi in gravidanza

Cosa significa un riscontro di linfociti bassi in gravidanza? cosa vuol  dire? ci sono rischi per la salute del bambino? esistono rimedi efficaci?

Valori bassi di linfociti in gravidanza alle analisi del sangue possono essere un semplice risultato di una temporanea fluttuazione dei livelli linfocitari, ch si normalizzerà al successivo controllo. Linfociti più bassi del normale in gravidanza possono essere il risultato dell’aumento dei liquidi corporei complessivi che si verifica durante la gestazione, che porta ad emodiluizione con lieve calo della concentrazione di tutte le cellule e le sostanze presenti nel circolo ematico.

In ogni caso, il riscontro di una riduzione della conta linfocitaria in gravidanza deve essere indagata prontamente, soprattutto se si accompagna ad alterazioni di altre cellule ematiche, con presenza di linfociti bassi e neutrofili alti, monociti elevati o ipereosinofilia. In particolare, il riscontro di un numero di linfociti bassi e neutrofili alti in gravidanza può suggerire la presenza di un’infezione batterica, che va prontamente indagata e curata.

Linfociti bassi sintomi – Linfocitopenia sintomi

Quali sono i sintomi di linfociti bassi?

La mancanza di globuli bianchi ed in particolare di linfociti espone al rischio di infezioni virali e batteriche, oltre a ridurre la sorveglianza immunitaria anche verso altri tipi di patologie come le neoplasie. I principali sintomi di linfopenia sono:

  • calo ponderale (dimagrimento)
  • astenia (stanchezza e debolezza nelle comuni attività quotidiane)
  • aumentata suscettibilità alle infezioni, con conseguenti infezioni frequenti
  • dolori ossei
  • febbre, a volte di lieve entità e concentrata nelle ore notturne
  • sudorazione abbondante, specie di notte
  • sanguinamenti frequenti, anche spontanei
  • pallore cutaneo, delle labbra e delle unghie
  • Ittero (pelle gialla) e bilirubina alta: in caso di malattie epatiche o di emoglobinuria parossistica notturna, l’iperbilirubinemia si manifesta con l’accumulo di bilirubina sui tessuti cutanei, con comparsa di colorito giallo /verde della pelle
  • Dolore addominale
  • Epatomegalia: fegato ingrossato
  • Splenomegalia: milza ingrossata
  • Ascite: presenza di liquido nell’addome (cavo peritoneale)
  • Cefalea: mal di testa.
  • Sanguinamenti frequenti, soprattutto emorragia gengivale o epistassi (sangue dal naso).
  • Insufficienza renale: riscontro di creatinina alta in seguito al sovraccarico dei prodotti della lisi delle emazie e dei globuli bianchi difettosi a livello dei reni.

Quando preoccuparsi in presenza di linfociti ridotti? Senza dubbio una linfopenia, specie se associata ad altre alterazioni dell’emocromo, deve essere indagata, rivolgendosi al proprio medico che saprà suggerire esami e indagini più appropriate.

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