Ferritina: valori normali, alti e bassi

Ferritina: valori normali, alti e bassi

Cos’è la ferritina?

La s-ferritina è una proteina contenuta prevalentemente a livello dei seguenti organi: fegato, milza, scheletro e midollo osseo. La ferritina può contenere fino a 4.500 ioni ferro, allo stato di ione ferroso (Fe3+). Essa rappresenta la principale forma di deposito di ferro nel nostro organismo e, pertanto, la ferritina risulta essere un parametro molto attendibile circa la disponibilità di ferro. Nella pratica clinica, essa viene dosata a partire dal campione ematico e prende il nome di ferritinemia. Sebbene la maggior parte della ferritina si trovi a livello tissutale, la ferritinemia è direttamente proporzionale alla concentrazione della ferritina tissutale (ovvero la componente predominante). Nota bene, ferro e ferritina NON sono sinonimi.

Qual è il ruolo della ferritina?
La ferritina, contenuta a livello cellulare, permette dapprima un accumulo del ferro e poi, in condizioni di necessità, un rilascio rapido dello stesso, con lo scopo di renderlo prontamente utilizzabile. Un’altra forma di stoccaggio del ferro è rappresentata dall’emosiderina. A differenza della emosiderina, i depositi di ferro associati alla ferritina sono prontamente utilizzabili (pertanto si ha una maggiore rapidità di utilizzo).

La ferritina, oltre ad essere un parametro rappresentativo dello stato di riserva del ferro totale corporeo, rappresenta un parametro infiammatorio, una sua valutazione è quindi molto utile nella diagnostica e nel follow-up di patologie croniche. A seguito di uno stato infiammatorio, l’incremento della ferritina è indipendente dal contenuto di ferro.

Ferritina

La ferritina rappresenta la misura della quantità di ferro presente nei tessuti del corpo. E’ anche utilizzata come marcatore di infiammazione.

Ferritina valori normali

I valori di ferritina variano in funzione di età, sesso e condizioni parafisiologiche, come la gravidanza.

  • Bambini: 6 – 55 ng/mL o microgrammi/L
  • Donne: 20 – 200 ng/mL o microgrammi/L
  • Uomini: 20 – 500 ng/mL o microgrammi/L
  • Donne in gravidanza: 10 – 150 ng/mL o microgrammi/L

N.B. Alterazioni del range di normalità della ferritina possono insorgere sia a seguito di patologie conclamate, sia come forme transitorie non patologiche (es. da alterata alimentazione). La ferritina in gravidanza si riduce fisiologicamente.

Ferritina alta nel sangue – iperferritinemia

Valori di ferritina superiori al range di normalità, alle analisi del sangue, sono causati da un aumento del quantitativo di ferro contenuto nell’organismo (ferro alto). La ferritina allora risulterà alta.

Valori alti – ferritina elevata

La ferritina è considerata alta quando i valori superano:

  • Uomo > 500 ng/mL
  • Donna > 200 ng/mL
  • Donna in gravidanza > 180 ng/mL

Cause di ferritina alta

Quali sono le cause di iperferritinemia? La ferritina può risultare elevata a causa di diverse condizioni:

  • Emocromatosi: condizione che comporta un maggiore assorbimento di ferro a livello intestinale -dunque, del ferro introdotto tramite l’alimentazione. Può essere dovuta a mutazioni della epcidina, proteina prodotta dal fegato.
  • Porfiria: Un gruppo di malattie rare conseguenti ad un’alterazione enzimatica coinvolta nella sintesi dell’eme (costituente non proteico dell’emoglobina).
  • Infezioni croniche
  • Malattie epatiche
  • Ipertiroidismo
  • Leucemie
  • Linfoma di Hodgkin
  • Neoplasie
  • Abuso di alcool
  • Trasfusioni multiple di sangue
  • Abuso di alimenti ricchi di ferro o integratori ricchi di ferro
  • Sindrome emofagocitica (ferritina > 3000 ng/mL)
  • Malattia di Still (ferritina >3000 ng/mL )

Sintomi di ferritina alta

Quali sono i sintomi di ferritina alta? I sintomi associati ad una elevata ferritinemia possono variare in funzione della causa scatenante tale incremento.

Più frequentemente si riscontrano:

  • Mal di stomaco
  • Dolore articolare
  • Senso di debolezza
  • Astenia
  • Dolore al petto

Ferritina alta: cosa comporta? Quando preoccuparsi?

Un aumento dei livelli di ferritina può essere indice di malattie genetiche (es. emocromatosi ed emosiderosi), di un apporto nutrizionale eccessivo, di stati infettivi e infiammatori (condizioni benigne) e, non ultimo, di patologie maligne (leucemie, linfomi o neoplasie varie). Il valore può essere del tutto asintomatico oppure associarsi ad un corteo sintomatologico più peculiare. La valutazione della ferritinemia risulta essere un esame dirimente in alcune condizioni cliniche quali: Malattia di Still e Sindrome emofagocitica, queste sono frequentemente associate a stati di notevole iperferritinemia (ferritina > 3000 ng/mL).

In caso di esami del sangue positivi per un aumento eccessivo di ferritina, il medico, in funzione della storia clinica del paziente, può consigliare di eseguire degli approfondimenti diagnostici, al fine di identificare la causa scatenante. Un aumento della ferritina non per forza è associato a condizioni pericolose.
Essendo un parametro infiammatorio, esso è molto utile nella valutazione diagnostica e nel monitoraggio delle patologie croniche.

Ferritina bassa nel sangue – ipoferritinemia

Valori bassi di ferritina indicano una condizione di ridotto contenuto di ferro a livello dell’organismo. Una delle più frequenti forme di ferritina bassa è l’anemia sideropenica, una forma di anemia causata da carenze di ferro (o da alterato assorbimento, o da aumentata eliminazione).

Ferritina bassa valori

I valori bassi di ferritina sono:

  • Bambini: <5 ng/mL
  • Donne: <20 ng/mL
  • Uomini: <20 ng/mL
  • Donne in gravidanza: < 10 ng/mL

Cause di ferritina bassa

Quali sono le principali cause di ipoferritinemia? Le più frequenti cause di ferritina bassa nel sangue sono:

  • Anemia sideropenica (anemia da carenza di ferro).
  • Deficit nutrizionali (malnutrizione, dieta eccessiva, dieta vegetariana o vegana in cui vi è il contenuto di ferro basso).
  • Ridotto assorbimento intestinale (es. malattie infiammatorie croniche intestinali: celiachia, diarrea)
  • Emorragie (es. traumi, ulcere etc)
  • Stillicidi (es. stillicidi gastrointestinali)
  • Gravidanza
  • Anemia emolitica cronica
  • Artrite reumatoide 

Sintomi di ferritina bassa

Quali sono i sintomi di ipoferritinemia? I sintomi di ferritina bassa nel sangue sono spesso sintomi di carenza di ferro. Tra i sintomi di ferro basso annoveriamo:

  • Spossatezza
  • Pallore
  • Anoressia
  • Inappetenza
  • Irritabilità
  • Maggiore suscettibilità al freddo
  • Perdita di capelli

Ferritina bassa in gravidanza

Normalmente, i valori di ferritina nella donna in stato gravidico risultano ridotti per soddisfare le necessità del feto. I valori tuttavia dovrebbero essere compresi nel range 10-150 ng/mL. Secondo le direttive ministeriali, è sempre opportuno monitorare la ferritina tra la 28esima e la 32esima settimana. In presenza di valori al di sotto del range di normalità, tenuta in considerazione anche la causa scatenante tale condizione, il medico può suggerire di seguire una dieta ricca di ferro o di somministrare degli integratori appositi. È estremamente importante che il quadro venga normalizzato poiché, se ciò non avvenisse, potrebbe avere delle gravi ripercussioni sia sul feto che sulla madre.

L’anemia, ovvero la carenza di emoglobina (proteina presente nei globuli rossi, responsabile del trasporto di O2), può essere causa di alterata ossigenazione del feto, compromettendo così il corretto sviluppo degli organi vitali dello stesso. Inoltre, durante il parto, la donna va incontro a perdite di sangue (emorragie), dunque è opportuno che il profilo ematologico sia normale onde evitare complicazioni. Qualora al termine della gravidanza la donna presenti ancora uno stato di ipoferritinemia (e di conseguente anemia) può rendersi necessaria una emotrasfusione.

Ferritina e dieta: cosa mangiare

Ferritina bassa: cosa fare?
In presenza di bassi livelli di ferritina, compatibilmente con quanto consigliato dal proprio medico, può essere utile seguire una dieta alimentare ricca di ferro.

Alimenti ricchi di ferro sono:

  • Lenticchie
  • Fagioli
  • Carni rosse
  • Tuorlo d’uovo
  • Frutta secca
  • Avena
  • Albicocche

Ad una alimentazione ricca di ferro può essere utile associare anche alimenti ricchi di Vitamina C (carote, arance, kiwi, ananas, fragole, ciliegie, spinaci, broccoli, lattuga, peperoni, patate etc).

Ferritina alta: cosa mangiare?

In presenza di alti livelli di ferro nel sangue può essere utile chiedere indicazioni al medico e iniziare a seguire una dieta povera di ferro o sospendere l’assunzione di integratori ricchi di ferro.

Pertanto, è utile ridurre il consumo di carni rosse (massimo 2 volte a settimana), preferire il pesce o, in alternativa, la carne bianca. Limitare il consumo di uova, formaggi e frutta secca. Non abusare di alcool. Introdurre quotidianamente, più volte al giorno, frutta e verdura.

Se si tratta di ferritina alta in presenza di un tumore, è opportuno seguire le indicazioni alimentari consigliate dall’oncologo nutrizionista. È scientificamente provato che una corretta alimentazione nel paziente oncologico può migliorare la prognosi dell’individuo.

N.B. L’alimentazione non può e non deve sostituirsi ai trattamenti chemioterapici, radioterapici o chirurgici proposti dall’oncologo. La dieta del paziente oncologico rappresenta un regime complementare.

Ferritina alta in gravidanza

In presenza di un aumento della ferritina in gravidanza (valori > 180 ng/mL) è opportuno rivolgersi al medico.Rispetto ad un riscontro di ipoferritinemia gravidica, la presenza di alti livelli di ferritina è una condizione ben più rara, ma non per questo va sottovalutata.  I parametri possono variare in funzione dei differenti laboratori di analisi, quindi è opportuno comparare il proprio esito con i range di riferimento presenti nel referto stesso.

 Preparazione all’esame ed esami complementari

Il campione biologico dal quale si valuta la ferritina è il campione ematico, ovvero il sangue. Il prelievo si deve eseguire a digiuno, e preferibilmente al mattino. Alla valutazione della ferritina sierica, spesso si associa la valutazione della transferrina. La transferrina è la principale proteina di trasporto del ferro a livello ematico.

In condizioni di aumentato fabbisogno di ferro, il nostro organismo attinge ai depositi di ferro, il quale verrà trasportato dalla transferrina. In tali occasioni, si potrà osservare un aumento della transferrinemia (transferrina alta nel sangue). Se, invece, i depositi di ferro si riducono, nonostante sia aumentato il fabbisogno di ferro, le scorte non riescono a sopperire alle esigenze del nostro organismo e anche il ferro circolante si riduce, ottenendo quindi un valore di transferrina bassa. Un quantitativo di ferro normale si associa a valori normali di transferrina.

Un altro parametro importante è la sideremia. Cosa significa sideremia? La sideremia rappresenta il valore di ferro circolante a livello ematico, ovvero la quota legata alla transferrina. I valori variano in funzione del sesso, dell’età e alle condizioni cliniche del paziente.

Ferro sierico – sideremia

Ferritina e sideremia rappresentano dei parametri fondamentali nella valutazione della disponibilità e dei depositi di ferro. Dato che la ferritina rappresenta la quota di deposito del ferro e la sideremia, invece, rappresenta la quota di ferro circolante, questi non devono essere confusi. Entrambi vengono valutati attraverso un prelievo di sangue, ma il valore delle ferritinemia è direttamente proporzionale a quello dei depositi nei tessuti, che ricordiamo essere la quota preponderante dei depositi di ferro, mentre la sideremia valuta il quantitativo di ferro circolante (ovverosia il ferro presente in quel dato momento a livello ematico).

Casi di ferritina normale/alta e sideremia bassa possono verificarsi in presenza di forme di anemia cronica, in cui la carenza di ferro non è la causa dell’anemia, o in presenza di alcune malattie infiammatorie (es. vasculiti) in cui il ferro c’è ma risulta “sequestrato”.

A seguito di un eccessivo fabbisogno di ferro, alle analisi del sangue si osserverà una riduzione della ferritina (quota di deposito) e un valore normale di sideremia, ovvero della quota di ferro circolante in quel momento nel sangue. Questa condizione (ferritina bassa e sideremia normale) è indice di un aumento delle richieste di ferro da parte dell’organismo, che quindi attinge ai propri depositi. Nel momento in cui il ferrò disponibile sarà esaurito, e le scorte non sono state opportunamente “rimpinguate”, si potrà osservare una condizione di ferritina bassa e sideremia bassa.

Valori normali sideremia:

  • Uomini: da 65 a 175 mcg/dL
  • Donne: da 50 a 170 mcg/dL
  • Bambini: da 50 a 120 mcg/dL
  • Neonati: da 100 a 250 mcg/dL

Sideremia alta:

  • Donne > 170 mcg/dL
  • Uomini > 175 mcg/dL

Sideremia bassa:

  • Donne < 50 mcg/dL
  • Uomini < 65 mcg/dL

 

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