FATTORE REUMATOIDE: valori normali, alti e bassi

Cos’è il fattore reumatoide

Il fattore reumatoide (sigla FR) è un anticorpo, ovvero una glicoproteina prodotta dalle plasmacellule, così chiamato perché associato spesso all’ artrite reumatoide (patologia autoimmune frequente nelle donne).

Gli anticorpi, o immunoglobuline, sono piccole glicoproteine simmetriche, composte da quattro catene peptidiche a due a due simmetriche chiamate catene leggere (di tipo kappa o lambda) e catene pesanti (A, D, E, G, M, da cui derivano i nomi IgA, IgG, ecc.). Queste catene sono poste in complessi specifici in base al tipo di immunoglobulina; nel caso del FR, la forma più tipica è quella delle immunoglobuline M o IgM, in cui le catene sono poste a pentamero (cinque anticorpi uniti a forma di stella) e sono dotate per questo di una grande capacità di opsonizzare (legare) gli antigeni verso i quali sono dirette. Un’ altra struttura in cui può essere presente il FR, seppur meno frequentemente, è la forma a immunoglobulina G o IgG, in cui il complesso peptidico è monomerico, ovvero non assemblato in sovrastrutture.

E’  bene inoltre comprendere la differenziazione di struttura che è importante da un punto di vista laboratoristico: le IgG vengono suddivise in un frammento Fc (“frammento cristallizzabile”) e un frammento Fab (antigen-binding) in base al risultato del loro trattamento con enzimi proteolitici come la pepsina o la papaina.

Gli antigeni sono, in generale, delle strutture che vengono riconosciute dal sistema immunitario e che possono o meno dare origine a una risposta immunitaria nei loro confronti; gli antigeni sono molto spesso proteine, ma non solo. Inoltre, si distinguono nell’ organismo antigeni self, prodotti cioè dall’ organismo stesso, e non self, ovvero derivanti dall’ ambiente esterno. Nel caso specifico del fattore reumatoide, l’ antigene riconosciuto è di tipo self, e in particolare è la porzione Fc degli anticorpi IgG: il fattore reumatoide, esso stesso anticorpo (quasi sempre di classe IgM), lega anticorpi della classe IgG e porta a una reazione immunitaria.

Nella teoria, in condizioni normali il sistema immunitario dovrebbe produrre anticorpi solo nei confronti di antigeni non self, verso i quali è necessario scatenare una risposta immunitaria: in questo modo, batteri, virus e altri microorganismi possono essere debellati. Al contrario, anticorpi diretti verso antigeni self (“autoanticorpi”, coinvolti nelle patologie autoimmuni) non dovrebbero essere presenti, grazie alle attività di soppressione della risposta autoimmunitaria presenti nell’ organismo. Tuttavia, anche nella popolazione normale sono presenti certe piccole quantità di anticorpi diretti contro antigeni self, che nella maggior parte dei casi non provocano vere e proprie malattie: un esempio è proprio il fattore reumatoide che, come si vedrà più avanti, è spesso presente in soggetti adulti e anziani anche senza che vi sia alcuna patologia in atto.

Fattore reumatoide classico IgM

Fattore reumatoide, ovvero una immunoglobulina IgM che si lega al frammento cristallizzabile di immunoglobuline classe IgG.

Indicazioni all’ effettuazione dell’ esame

Il dosaggio di fattore reumatoide è richiesto nel momento in cui, a seguito di una valutazione di un medico di base o di uno specialista (reumatologo), vi sia il sospetto di alcune patologie. Pertanto, viene effettuato questo dosaggio solo nel momento in cui i segni e i sintomi, assieme all’ anamnesi, possono essere indicativi di determinate malattie reumatologiche (e non) alle quali è spesso associato il fattore reumatoide: se questo viene ritrovato in valori significativi vi è un sospetto maggiore verso specifiche malattie, ma molto spesso non è comunque possibile porre una diagnosi definitiva.

I sintomi che il soggetto può percepire, e che possono indurre il medico a richieste l’analisi del fattore reumatoide, sono:

  • Sintomi di artrite reumatoide, come dolori articolari (“reumatismi”), soprattutto se bilaterali e simmetrici a “ritmo infiammatorio”: il dolore da infiammazione è presente a riposo, in particolare nelle ore notturne, e viene migliorato dal movimento e dall’ attività fisica; inoltre, la rigidità associata al dolore è prolungata nel tempo, superiore alla mezz’ ora.
  • Stanchezza, malessere, febbre (molto poco indicativi in quanto associati a moltissime malattie differenti)
  • Secchezza oculare (sensazione di “sabbia negli occhi”), mancanza di salivazione

Altri segni e sintomi visibili e indagabili dal medico che possono essere indicativi:

  • Tumefazioni morbide, flottanti delle articolazioni
  • Infiammazioni tendinee (tendiniti)
  • Sindrome del tunnel carpale
  • Presenza di cisti di Baker
  • Anemia da malattia cronica
  • Sierositi
  • Presenza di porpora cutanea

Molto spesso, oltre al dosaggio del fattore reumatoide, si associano anche altre ricerche di autoanticorpi: ACPA (anticorpi anti citrullina), anticorpi anti nucleo, p-ANCA, c-ANCA, anticorpi anti-dsDNA, ecc.

Preparazione all’ esame e metodo di dosaggio

Per rilevare la presenza di fattore reumatoide nel sangue del soggetto, è necessario un semplice prelievo di sangue, in modalità identiche a quelle di un prelievo per le più frequenti analisi del sangue.

Non è solitamente necessario nessun tipo di preparazione, da parte del paziente, per il test: non serve digiunare o seguire particolari restrizioni; naturalmente è bene seguire le indicazioni del medico curante o dello specialista in reumatologia.

Per quanto riguarda il metodo laboratoristico di indagine, il prelievo di sangue viene inviato in laboratorio analisi, nel quale verrà effettuata una preparazione del campione e quindi l’ analisi di Reuma test (RA Test) con tecnica nefelometrica (valutazione della concentrazione attraverso lo studio delle variazioni di diffusione di radiazioni luminose).

Non viene invece quasi più utilizzata, nei laboratori moderni, la reazione di Waaler Rose, nella quale si utilizzavano eritrociti (globuli rossi) di pecora, associati a immunoglobuline G di coniglio, e si facevano reagire con il siero prelevato dal paziente: se si verificava emoagglutinazione (formazione di corpuscoli solidi), il test era considerato positivo.

Valori di riferimento del fattore reumatoide

Per quanto detto finora, nella teoria un valore normale di fattore reumatoide (così come di altri autoanticorpi) dovrebbe essere zero. Tuttavia, appunto, si nota la presenza di vari tipi di autoanticorpi anche in soggetti sani, solitamente in quantità molto piccole: ciò demarca l’ efficacia, ma anche l’ imperfezione, dei meccanismi regolatori che dovrebbero impedire la formazione di cloni autoreattivi.

Pertanto, dalle analisi di popolazione, in base al metodo di dosaggio, si intendono valori normali di fattore reumatoide quando inferiori alle 15-20 UI/ml (Unità Internazionali su millilitro).

Valori elevati: cosa indica un fattore reumatoide alto?

Al riscontro di fattore reumatoide alto, con valori superiori alle 15-20 UI/ml, il medico è orientato verso una possibile diagnosi di malattia autoimmune; anzitutto sono però da considerare alcune importanti caratteristiche, tra le quali prima di tutto l’ età del soggetto in esame: circa il 5% della popolazione sana presenta un Reuma test positivo, percentuale che arriva a valori tra il 15 e il 20% dei soggetti con età superiore ai 60-65 anni, ma che nonostante ciò non presentano alcun sintomo di malattia.

Quindi, anzitutto, i sintomi in presenza di fattore reumatoide alto (reumatismo articolare, deformazioni delle articolazioni, tumefazioni…) vanno confrontati con eventuali altri autoanticorpi richiesti dal clinico, la presenza di altri indicatori (ad esempio se vi è VES alta o VES normale, proteina C reattiva alta…), e poi con l’ età del paziente e sue patologie già note.

Tra le cause di fattore reumatoide elevato, in assenza di malattia prettamente autoimmune, vi sono:

  • Età > 60 – 65 anni
  • Soggetti affetti da BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), malattia che purtroppo interessa una grande percentuale di persone, specialmente tra gli anziani
  • Epatopatie croniche, come in soggetti infetti da HCV (Epatite C), cirrosi, ecc.
  • Altre pneumopatie, in particolare quelle interstiziali (anche dette interstiziopatie), come la UIP, NSIP, ecc.
  • Varie infezioni, tra cui endocarditi batteriche e tubercolosi (non così rara, specialmente nei soggetti originari di Paesi poveri)
  • Leucemia, mieloma multiplo

Invece, le patologie reumatiche associate di frequente a fattore reumatoide alto nel sangue sono:

  • Crioglobulinemia mista (CM, o vasculite crioglobulinemica), causata proprio dalla presenza di un livello di fattore reumatoide altissimo e per cui sempre associata a positività.
  • Sindrome di Sjögren, nel 60-70% dei casi; per la diagnosi di questa malattia si ricorre ad altre indagini, tra cui altri anticorpi più specifici.
  • Artrite reumatoide, presenti anche in questo caso nel 70% dei casi circa. Anche per la diagnosi di artrite reumatoide sono necessarie molte altre indagini (nonostante venga molto utilizzata, la VES è in questo caso poco indicativa dell’ attività di malattia, ed è facile trovare fattore reumatoide alto e VES normale), e soprattutto un quadro clinico piuttosto specifico (poliartrite bilaterale, simmetrica, specialmente a livello delle mani).
  • Lupus eritematoso sistemico o LES e altre malattie autoimmuni (Polimialgia reumatica, connettiviti).
Sintomi di artrite reumatoide

Tipica deformazione delle articolazioni interfalangee in corso di artrite reumatoide.

Valori bassi, o Reuma test negativo

Non esiste una vera è propria presenza di fattore reumatoide basso; nel caso di valori nella norma o referto di “Reumatest negativo”, è bene comprendere che ciò può essere del tutto fisiologico.

Tuttavia, siccome la presenza di FR non è necessaria per la presenza di malattie autoimmuni come l’ artrite reumatoide, valori negativi non possono escludere la diagnosi di queste malattie, specialmente se è presente un quadro clinico fortemente indicativo. Fino al 30% dei pazienti con negatività del fattore reumatoide è invece affetto da patologia autoimmune, ed è pertanto molto importante associare altre indagini diagnostiche.

Fattori che influenzano il test

Come descritto sopra, l’ aumento dell’ età è di per sé un importante fattore che può incidere sui livelli di FR nei soggetti sani; oltre a questo, non si è a conoscenza di altri fattori che possano modificare in modo sensibile i dosaggi di fattore reumatoide.

Come si cura?

A questo punto dell’ articolo dovrebbe ormai essere chiaro che il fattore reumatoide non è di per sé una malattia quanto più che altro un indicatore, peraltro non specifico, di alcune condizioni; non ha quindi significato parlare di rimedi per un fattore reumatoide molto alto, oppure ricercare metodi su come abbassare il fattore reumatoide.

Costo dell’esame

Il dosaggio dei livelli di fattore reumatoide può essere effettuato in regime di Servizio Sanitario Nazionale o in regime privato; i costi variano tra i 5,80€ in regime pubblico e i circa 10€ in regime privato.

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