Varicella: sintomi, contagio ed incubazione della varicella in bambini, adulti e gravidanza

Varicella: sintomi, contagio ed incubazione della varicella in bambini, adulti e gravidanza
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La varicella è una malattia provocata dal virus Varicella zoster che appartiene alla famiglia degli Herpesvirus. In inglese è definita chickenpox, ed è una patologia comune ed altamente contagiosa e può interessare tutti gli individui suscettibili, il picco di incidenza si ha in età pediatrica, più del 90% dei casi infatti interessa neonati e bambini con meno di 10 anni di età. 

Varicella

Cos’è la varicella?

La varicella è una malattia provocata dal virus Varicella zoster che appartiene alla famiglia degli Herpesvirus. È una patologia comune ed altamente contagiosa e può interessare tutti gli individui suscettibili adulti e bambini, anche se il picco di incidenza si ha in età pediatrica: più del 90% dei casi infatti interessa bambini con meno di 10 anni di età. Generalmente determina un quadro clinico non severo ed auto-limitante ma talvolta può evolvere con complicanze anche severe.

Contagio e incubazione della varicella

Come avviene il contagio della varicella? L’infezione viene trasmessa attraverso goccioline di saliva o secrezioni respiratorie prodotte da una persona infetto. Elevate concentrazioni di virus sono presenti anche nel liquido contenuto nelle vescicole cutanee della varicella: la trasmissione, anche se meno frequentemente, può quindi avvenire anche tramite il contatto diretto con queste vescicole.

Da 2 a 4 giorni dopo la trasmissione dell’infezione il virus si replica nei linfonodi delle alte vie respiratorie ed a questo segue una prima diffusione nel sangue – viremia  – tramite cui il virus raggiunge gli organi interni, principalmente il fegato e la milza.

Qual’è la durata del periodo di incubazione? Il periodo di incubazione dura dai 10 ai 21 giorni, successivamente avviene una seconda viremia attraverso cui il virus raggiunge la cute con la successiva comparsa delle tipiche vescicole. Il paziente è contagioso da 1-2 giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea e si mantiene tale fino a che tutte le vescicole sono evolute in croste. 

Non è invece possibile il contagio indiretto: in altre parole, normalmente non è possibile che un soggetto possa trasmettere la varicella senza contrarla lui stesso. Quindi, se un bambino viene a contatto a scuola con un altro bimbo infetto, sarà contagioso solo selui stesso  contrarrà l’infezione e svilupperà varicella.

Sintomi di varicella

QUali sono i principali sintomi di varicella? I primi sintomi di varicella sono:

  • febbre che precede l’eruzione cutanea
  • eruzione cutanea
  • prurito intenso

La tipica eruzione cutanea si caratterizza per ondate successive di papule che compaiono a partire da testa e tronco e diffondono al resto del corpo e che evolvono dapprima in vescicole, poi in pustole e poi in lesioni crostose. Le cicatrici si risolveranno progressivamente nel giro di alcuni giorni.

Varicella macchie e lesioni sulla pelle

Macchie rosse, croste e vescicole, le tipiche lesioni cutanee della varicella

Molte persone parlano erroneamente di “bolle” della varicella: in realtà le bolle indicano vescicole molto grandi, di oltre 10 mm, mentre nella varicella le lesioni sono molto piccole, delle dimensioni di pochi millimetri.

In alcuni casi, l’eruzione cutanea può comparire anche senza febbre: è quindi evidente che l’assenza di febbre non esclude la presenza di un’infezione da Varicella Zoster Virus.

In alcuni casi si riscontrano anche sintomi come dolore addominale, mal di testa o cefalea -, tosse, mal di gola.

In quanto tempo avviene la guarigione? La durata della varicella avviene solitamente in un periodo di tempo compreso tra i 5 e i 10 giorni. Le vescicole possono comparire anche a livello delle mucose (es. cavo orale) provocando lesioni anche molto dolorose. La malattia può avere un andamento più aggressivo nell’adolescente e nell’adulto.

Varicella

Eritema con puntini rossi e vescicole sul corpo nella varicella

 

Complicanze della varicella

In molti, casi, la varicella si presenta in forma leggera e i sintomi si limitano alla febbre e al coinvolgimento cutaneo. Le complicanze della varicella sono presenti spesso negli adolescenti e negli adulti, oltre che nei neonati. Inoltre, spesso anche bambini con difetti del sistema immunitario possono avere forme severe (varicella disseminata) e forme complicate di varicella. Le complicanze della varicella possono essere:

  • sovra-infezione batterica delle lesioni cutanee (impetigine, erisipela, celluliti),
  • piastrinopenia,
  • epatite,
  • artrite,
  • polmonite,
  • glomerulonefrite,
  • interessamento neurologico (encefalite, cerebellite, sindrome di Guillain Barrè).

Successivamente all’infezione gli anticorpi determinano un’immunità che persiste per tutta la vita. Dopo l’infezione, i virus si localizza nelle radici dei nervi sensitivi, i gangli nervosi. La sua riattivazione determina le manifestazioni cliniche dell’Herpes Zoster (cosiddetto fuoco di Sant’Antonio).

Varicella in gravidanza

Se la varicella viene contratta all’inizio della gravidanza vi è un rischio (1-2%) per il feto di sviluppare la cosiddetta sindrome della varicella congenita che si caratterizza per atrofia muscolare, cicatrici cutanee, microcefalia, cataratta, corio-retinite, microftalmia, ritardo dello sviluppo.

I bambini che sono stati esposti al virus della varicella in utero dopo la ventesima settimana di gestazione possono sviluppare una varicella asintomatica e successivamente herpes zoster nei primi anni di vita. Se la madre sviluppa la varicella nei giorni vicini al parto – da 5 giorni prima a due giorni prima del parto -, il neonato può sviluppare una varicella disseminata che presenta una mortalità del 30%.

Diagnosi di varicella

La diagnosi della varicella si basa sul quadro clinico. Agli esami del sangue si può osservare una riduzione dei globuli bianchi – leucopenia – nei primi 3 giorni, seguita da un loro lieve aumento – leucocitosi. Il riscontro di globuli bianchi alti può indicare anche la presenza di una sovra-infezione batterica.

In alcuni casi si può osservare un aumento degli enzimi epatici, indicativo di epatite. L’isolamento del virus mediante una coltura del liquido contenuto nelle vescicole permette di avere una diagnosi definitiva e certa, ma le tecniche di coltura sono complicate e risultano positive in meno della metà dei casi.

In alcuni laboratori è disponibile l’esecuzione di PCR su materiale biologico (reazione a catena della polimerasi), molto sensibile ma costoso. La ricerca di anticorpi per il virus della Varicella permette di valutare la pregressa esposizione al virus e di accertare la suscettibilità del soggetto all’infezione.

La radiografia del torace è indicata nel caso in cui si sospetti una polmonite.

Trattamento della varicella

Come si cura la varicella? Visto l’andamento generalmente benigno ed auto-limitante dell’infezione, la terapia è solo sintomatica. In caso di prurito importante si possono eseguire bagni con prodotti lenitivi del prurito (ad esempio a base di avena) o usare farmaci antistaminici. Il rimedio per la febbre può essere paracetamolomentre è da evitare, almento nei bambini, l’utilizzo di salicilati (come l’acido acetilsalicilico contenuto nell’aspirina) per l’elevato rischio di sviluppare la sindrome di Reye.

La somministrazione di farmaci antivirali, come acyclovir, in bambini sani, entro le 24 ore dall’insorgenza dei sintomi, ha mostrato portare ad una riduzione dei sintomi e della durata della varicella, ma non è attualmente raccomandata. La terapia antivirale orale è indicata invece nei casi a più elevato rischio di forme severe di varicella (es. adolescenti o adulti).

Persone debilitate o immunocompromesse devono essere trattate in modo più aggressivo visto il rischio di forme disseminate o di complicanze, mediante farmaci somministrati per via endovenosa. Per evitare la diffusione della malattia è raccomandato l’isolamento dei pazienti, in particolare i bambini devono rimanere a casa da scuola per almeno 5 -6 giorni dopo la comparsa delle prime vescicole o comunque fino a che tutte le vescicole sono evolute in croste.

Vaccino per la varicella

Per la prevenzione della varicella è disponibile un vaccino, costituito da un virus vivo attenuato. Il vaccino è sicuro e ben tollerato, determina una protezione di lunga durata e previene le forme gravi-moderate nel 95% dei casi. Una piccola percentuale di soggetti potrà comunque contrarre l’infezione dopo la vaccinazione per la varicella, ma in questo caso le manifestazioni sono lievi con la comparsa di poche vescicole ed una risoluzione più rapida.

In Italia il calendario vaccinale prevede la somministrazione di due dosi di vaccino:

  1. una prima dose tra i 12 e i 15 mesi,
  2. la seconda dose a 5-6 anni di età.

I soggetti con più di 12 anni che non sono mai stati vaccinati devono ricevere 2 dosi di vaccino ad almeno 28 giorni di distanza l’una dall’altra.

Vaccino per la varicella: indicazioni e controindicazioni

Ci sono controindicazioni al vaccino? Il vaccino essendo costituito da un virus vivo attenuato è controindicato nei soggetti immunocompromessi. La vaccinazione è indicata invece per le donne in età fertile che non hanno mai avuto la malattia, per evitare un’eventuale infezione in gravidanza ed i conseguenti danni al bambino (prima della vaccinazione deve essere esclusa una gravidanza in atto, devono essere utilizzati contraccettivi per 3 mesi dopo il vaccino).

Effetti collaterali del vaccino per la varicella

Che effetti collaterali può dare il vaccino? Successivamente al vaccino si possono avere reazioni lievi localizzate come gonfiore, dolore, rossore nel sito di iniezione e anche febbre (7-10 giorni dopo la vaccinazione), eruzione cutanea lieve, fino ad un mese dopo la vaccinazione (1 persona su 25).

Reazioni più gravi sono rappresentate da convulsioni secondarie alla febbre, polmonite e reazioni allergiche, complicanze tuttavia estremamente più rare rispetto alle complicanze che dà la varicella una volta contratta l’infezione.

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