POLMONITE: cause, sintomi e cura delle infezioni polmonari

POLMONITE: cause, sintomi e cura delle infezioni polmonari
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Polmonite 

La polmonite è una patologia infiammatoria che può coinvolgere uno o entrambi i polmoni. Può essere provocata da virus, batteri, funghi o altri agenti patogeni,ed i principali sintomi sono rappresentati da tosse, febbre, difficoltà a respirare e sensazione di fastidio o dolore al torace. Può essere curata ed il trattamento dipende dalla causa specifica e dal tipo di agente eziologico che ne ha provocato la sua comparsa.

Apparato respiratorio

Nel seguente paragrafo saranno analizzate le caratteristiche essenziali dell’apparato respiratorio.
Le vaire componenti del sistema respiratorio permettono all’organismo di incamerare ossigeno ed espellere anidride carbonica, elemento di scarto dei processi metabolici che consentono di ottenere energia grazie ai nutrienti assimilati con l’alimentazione e all’ossigeno inalato ad ogni atto respiratorio.
Il sistema respiratorio può essere suddiviso in apparato respiratorio superiore, che comprende naso e le cavità nasali, i seni paranasali, la faringe e la parte della laringe al di sopra delle corde vocali, ed apparato respiratorio inferiore, composto da parte inferiore della laringe, la trachea, i bronchi, i bronchioli e gli alveoli.
Le vie aeree inferiori sono quindi le responsabili oggettive dello scambio di gas con assorbimento di ossigeno ed eliminazione di anidride carbonica ed altri composti.

I bronchi sono condotti aerei che permettono l’arrivo dell’aria ai polmoni dopo essere passata per faringe, laringe e trachea. Si dividono inizialmente in due diramazioni principali chiamati bronchi primari, ovvero il bronco di sinistra e bronco di destra, per poi ramificarsi ulteriormente all’interno del parenchima polmonare (albero bronchiale) in bronchi secondari terziali e bronchioli. I bronchioli terminali sono la più piccola diramazione possibile dei bronchi, che permette il rifornimento di aria agli alveoli.

Gli alveoli sono il componente fondamentale dei polmoni, e somigliano a minuscoli sacchettini con una sottile parete fibromuscolare riccamente irrorata di vasi sanguigni. E’ proprio tramite la parete che gli alveoli effettuano lo scambio di gas aerei, assorbendo ossigeno dall’aria atmosferica inspirata ed eliminando anidride carbonica, espulsa poi con l’espirazione.

I polmoni sono gli organi più importanti dell’intero sistema respiratorio. Il polmone destro è suddiviso in tre parti denominati lobi, mentre quello sinistro di compone di soli due lobi, essendo leggermente più piccolo del primo (il polmone destro pesa nel maschio adulto medio all’incirca 600 grammi, quello sinistro circa 500 g).
Entrambi sono composti da tessuti elastici e particolarmente spugnosi che facilitano i processi di inspirazione ed espirazione e sono protetti all’esterno da un rivestimento sieroso che prende il nome di pleura.

La pleura è una membrana che avvolge singolarmente ciascun polmone. È formata da due foglietti, uno chiamato pleura viscerale strettamente adeso al polmone, ed uno più esterno chiamato pleura parietale aderente alla gabbia toracica. I due foglietti entrano in contatto continuando l’uno con l’altro a livello dell’ilo polmonare, creando fra di essi una cavità a pressione negativa, che normalmente contiene nulla se non minime quantità di liquido pleurico fondamentale per lo scorrimento delle pleure tra di loro, permettendo ai polmoni di dilatarsi e poi sgonfiarsi negli scambi respiratori. In caso di accumulo di quantità di liquido maggiori, si parla di versamento pleurico, condizione che si associa a molte patologie come scompenso cardiaco e ascitico, tumori dei polmoni e, appunto patologie infiammatorie come la polmonite.

polmoni-bronchi-trachea

L’apparato respiratorio è formato da faringe, laringe e trachea, seguite dai bronchi, che si approfondano nel tessuto polmonare fino a mettersi in comunicazione con gli alveoli.

Cos’è la polmonite?

La polmonite è una patologia infiammatoria che può colpire uno od entrambi i polmoni, e che si realizza con la formazione di essudato liquido infiammatorio in prossimità degli alveoli. Ciò impedisce all’apparato respiratorio di svolgere il normale processo di ispirazione ed espirazione, venendo meno il contatto tra aria e parete alveolare necessaria per il passaggio di gas tra alveolo e vasi sanguigni.

A seconda della causa che ha scatenato la polmonite è possibile definire un’adeguata cura che può consistere ad esempio in un trattamento antibiotico ed antinfiammatori, in caso di polmonite batterica, in un periodo di riposo associato ad antipiretici ed altri farmaci sintomatici, come nel caso di una polmonite virale. Nei casi più gravi, che possono essere facilmente definiti dal medico grazie a punteggi prognostici come il CURB-65, (qui il calcolatore online) o il PSI/PORT score (calcola qui), può rendersi necessario il ricovero ospedaliero, soprattutto nei casi più gravi con dispnea importante, tachicardia e ipotensione, febbre elevata o ipotermia e segni di compromissione generale.

Come si previene la polmonite? Per riuscire a prevenire la polmonite è possibile adottare alcuni semplici accorgimenti, come lavarsi spesso le mani ed in maniera accurata, non fumare nè frequentare ambienti dove altre persone fumano con inalazione di fumo passivo, proteggere le vie respiratorie con mascherine qualora si entri in contatto con elementi aerei inalanti. Esistono poi specifici vaccini che possono aiutare nella prevenzione contrastando la comparsa delle polmoniti infettive batteriche.

Diagnosi

Molto spesso la polmonite viene confusa con altre patologie respiratorie che presentano sintomi simili ed in parte corrispondenti come ad esempio bronchite, broncopolmonite, bronchiolite e la pleurite.

La bronchite è una delle malattie respiratorie più diffuse e colpisce i bronchi. La bronchite può avere cause infettive o cause secondarie ad una aumentata irritabilità dei bronchi come nel caso della bronchite asmatica acuta e nelle riacutizzazioni di broncopneumopatia cronica ostruttiva o BPCO. I principali sintomi sono febbre, tosse, mancanza di respiro con gemiti e fischi espiratori, espettorato (spesso descritta la presenza di catarro verde o marrone).

La broncopolmonite è invece una particolare tipologia di infiammazione polmonare che comporta uno stato infiammatorio molto esteso coinvolgente sia parenchima polmonare che albero bronchiale. Una broncopolmonite può essere solitamente virale e batterica, isuoi sintomi più comuni sono dispnea, tosse, eccessiva sudorazione e febbre alta.

La bronchiolite colpisce solo ed esclusivamente i bronchioli, ramificazioni estreme delle vie respiratorie, ed interessa principalmente i neonati ed i bambini. La bronchiolite è quindi ben più frequente della polmonite nei bambini.

La pleurite colpisce principalmente le pleure, ovvero lo strato sottile che avvolge i polmoni e la parte interna del torace. Tra i sintomi di pleurite più comuni citiamo febbre, tosse e dolore toracico aumentato durante gli atti respiratori. Le cause di pleurite sono prevalentemente insulti infiammatori, come può essere una neoplasia del polmone, una infezione polmonare, una radioterapia con interessamento pleurico. Nella maggior parte dei casi la pleurite si accompagna a versamento polmonare pleurico.

La presenza di polmonite con contemporaneo interessamento pleurico viene definita dal termine pleuropolmonite.

La diagnosi di polmonite avviene tramite esami radiologici ed analisi su sangue ed espettorato. I test diagnostici principali sono:

  • radiografia del torace o rx torace: semplice, veloce, economica, espone ad una bassa dose di radiazioni. Permette di diagnosticare la polmonite con buona sensibilità e specificità, mancando la diagnosi in alcune polmoniti interstiziali o nelle polmoniti batteriche in fase iniziale, quando non si è ancora sviluppato un focolaio polmonare visibile.
  • TC del torace: la TAC del torace è l’esame migliore per la diagnosi di polmonite, garantendo la massima accuratezza diagnostica, a scapito di un costo ed una dose di radiazioni sensibilmente maggiori rispetto ai semplici raggi al torace. Utile anche per fare diagnosi differenziale con altre patologie polmonari e mediastiniche.
  • broncoscopia: permette, tramite una sonda, ovvero un piccolo tubicino flessibile monito di telecamera, di visualizzare dall’interno le vie respiratorie, oltre ad eseguire piccoli interventi come biopsie, infusione di liquidi (broncolavaggio o BAL) e aspirazione di secrezioni, catarro ed altre sostanze presenti nei bronchi.
  • Ecografia del torace: tecnica emergente, ancora più rapida ed economica dell’rx torace. Inoltre, non irradia il paziente con alcun tipo di radiazion ionizzante. Permette di visualizzare un addensamento polmonare con uguale sensibilità e specificità rispetto alle altre metodiche sopradescritte.

A livello di analisi bioumorali in corso di polmonite avremo:

  • PCR elevata
  • VES alta
  • Globuli bianchi elevati (leucocitosi)
  • Granulociti neutrofili altri (neutrofilia) nelle polmoniti batteriche
  • Linfociti alti (linfocitosi) nelle polmoniti virali
  • Eosinofili alti (eosinofilia) nella polmonite eosinofila e nelle polmoniti allergiche
  • Saturazione ossiemoglobinica ridotta
  • Positività del colturale sull’espettorato
radiografia-torace-polmonite

L’rx torace mostra chiaramente la presenza di un addensamento lobare basale al polmone di destra,

Cause di polmonite 

Quali sono le cause di polmonite. Sebbene la maggioranza delle persone associ il termine polmonite al concetto di infezione batterica dei polmoni, in realtà la polmonite può essere causata anche da infezioni virali o fungine. Inoltre, vi sono polmoniti non infettive secondarie a cause allergiche o ad infiammazione dell’interstizio, la parte di tessuto polmonare che fa da supporto ad alveoli e bronchi.

Ecco le principali cause di polmonite:

  • batteri
  • virus
  • miceti
  • allergie
  • sostanze irritanti e sostanze chimiche
  • processi autoimmuni

Vi sono inoltre fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre una polmonite:

  • età avanzata
  • fumo
  • alcolismo
  • patologie respiratorie preesistenti
  • ospedalizzazione
  • ventilazione invasiva
  • immunodepressione (infezione da HIV, terapia con cortisone o altri immunosopressori, chemioterapie, pazienti trapiantati)

Di seguito andremo ad analizzare le differenti forme di polmonite in base alla loro causa.

Polmonite batterica

La polmonite batterica si manifesta radiologamente con il riscontro di un focolaio polmonare, ovvero la parte di tessuto polmonare dove si è generata la sovra crescita batterica con produzione di sostanze infiammatorie. Può interessare un solo lobo polmonare, come nel caso della polmonite lobare, un solo polmone (polmonite destra o polmonite sinistra) o entrambi, nel qual caso prende il nome di polmonite bilaterale.

Normalmente i batteri, pur presenti sulle mucose delle vie aeree, mantengono tra loro un equilibrio che non permette a nessuna specie di prevalere sulle altre producendo moltiplicandosi in modo esteso e dannoso per l’uomo. In alcuni casi, in presenza di uno stato di riduzione delle difese immunitarie (persone immunodepresse, anziani, fumatori, alcolisti) vi può essere una sovracrescita massiva di un tipo specifico di batterio che genera una risposta dell’organismo con produzione di materiale infiammatorio.

In alcuni casi quindi i batteri responsabili della polmonite fanno parte della comune flora batterica ma in particolari condizioni si trasformano in agenti patogeni (batteri opportunisti). In altri casi, può avvenire il contagio con un batterio non presente normalmente nell’uomo, con conseguenze analoghe a quanto appena descritto. L’infiammazione che ne deriva rappresenta l’automatica difesa che l’organismo mette in atto per contrastare l’infezione batterica. La polmonite batterica per eccellenza nell’immaginario comune è la polmonite da pneumococco (streptococco pneumonie). In realtà, vi sono decine di batteri che possono causare una focolai polmonari. Di seguito elencheremo i più comuni germi responsabili della polmonite secondaria ad infezioni batteriche:

  • Streptococcus pneumoniae o pneumococco, spesso responsabile delle polmonite batteriche invernali. La polmonite da pneumococco, un tempo estremamente frequente, può essere debellata con un’apposita vaccinazione.
  • Legionella pneumophila: è un germe che si trasmette attraverso contatto aereo, aerosol o acqua contaminata, ed è tipico di locali dotati di impianti di condizionamento o di trattamento delle acque. La legionella è detta Legionellosi o malattia del missionario, caratterizzata da polmonite da Legionella e sintomi gastrointestinali con dolore addominale, nausea e vomito.
  • Haemophilus influenzae: causa temibili influenze, fortunatamente la sua incidenza è in drastico calo dopo l’inclusione del vaccino per l’H.influenzae di tipo B nel vaccino esavalente.
  • Mycoplasma pneumoniae: uno dei princiapli germi responsabili di polmonite atipica, può comportare periodi di convalescenza decisamente estesi. La polmonite da Mycoplasma spesso non ha un vero e proprio focolaio al polmone ma interessa in modo diffuso l’interstizio delle vie respiratorie.
  • Clamydia pneumonie: causa polmoniti atipiche, ovver che colpiscono l’interstizio del polmone. Sono quindi molto subdole perchè non sono sempre visibili all’ rx torace e mimano una infezione respiratoria virale.
  • Staffilococco aureo: batterio gram positivo causa di polmoniti con sintomi invalidanti.
  • Klebsiella pneumoniae: germe che negli ultimi anni è diventato famoso per la sua particolare resistenza agli antibiotici.
  • Pseudomonas aeruginosa: germe opportunista, frequente causa di infezioni multiresistenti (cioò secondarei a germi multi drug resistant) nei pazienti ospedalizzati. Spesso contribuisce ad aggravare ulteriori malattie di tipo cronico, come BPCO o altre malattie croniche polmonari.

Lo pneumococco (batterio della famiglia degli Streptococcus) è la causa scatenante della polmonite lobare, infiammazione polmonare che colpisce uno o più lobi e che spesso presenta sintomatologie molto gravi.

Polmonite nosocomiale

Una particolare tipologia di polmonite batterica è la polmonite nosocomiale, provocata da batteri il cui contagio è avvenuto in ambiente ospedaliero, che sono particolarmente resistenti agli antibiotici. La polmonite nosocomiale colpisce soprattutto i pazienti ospedalizzati da lungo tempo o con frequenti ricoveri, è una patologia molto seria e gravata da una elevata mortalità. Necessita di terapia antibiotica empirica con antibiotici di secondo livello (piperacillina/tazobactam, teicoplanina, vancomicina, meropenem, linezolid) per riuscire a coplire anche i germi con maggiore resistenza alle classiche terapia antibiotiche.

Polmonite associata a ventilazione o VAP

La Polmonite Associata a Ventilazione (VAP) è definita come una polmonite contratta in ospedale che si sviluppa da 48 a 72 ore dopo intubazione endotracheale e/o ventilazione meccanica. In realtà è un tipo particolarmente grave di polmonite nosocomiale, per la cui terapia sono necessai antibiotici potenti somminsitrati per via endovenosa per un periodo di tempo maggiore rispetto alla classica polmonite acquisita in comunità.

Polmonite ab ingestis o polmonite da inalazione

Altra forma di polmonite è quella ab-ingestis, causata dall’ingestione di elementi esterni (come alimenti, bolo o saliva) entrati a contatto col l’albero bronchiale. Spesso in casi di polmonite ab ingestis sono implicate alcune tipologie di batteri come lo Staphylococcus aureus e lo Haemophilus influenzae. I soggetti più esposti a questo tipo di polmonite sono coloro che presentano difficoltà nella deglutizione, ovvero persone anziane o affette da patologie neurologiche.

La polmonite chimica che deriva dall’inalazione di ingesti o altre sostanze irritanti, può poi complicarsi con una sovra crescita batterica fino a sfociare in una classica polmonite lobare.

polmonite-alveoli-infiammazione

In alto una sezione di alveoli polmonari normali, mentre in basso alveoli di una persona affetta da polmonite.

Polmonite virale

La polmonite virale è una forma di infezione respiratoria caratterizzata inizialmente da sintomi meno severi rispetto alla polmonite batterica o fungina. La sintomatologia è subdola ed inizialmente appare sfumata con tosse secca (definita anche tosse stizzosa o tosse non produttiva), febbre solitamente non superiore ai 39°C e sintomi simil-influenzali come dolori muscolari (mialgie) e dolori alle ossa (artralgie).  Inoltre, la polmonite virale dà inizialmente un quadro sintomatologico e radiologico simile alla polmonite batterica atipica ed alla polmonite interstiziale, ed è possibile distinguerle grazie al decorso ed analisi aggiuntive come gli esami del sangue.

In realtà la polmonite virale può dare complicanze molto severe, con dispnea, insuficienza respiratoria fino alla necessità di intubazione orotracheale nei casi più gravi. Inoltre, può aggravare patologie pre-esistenti come la bronchite cronica ostruttiva o l’enfisema polmonare. Infine, lo stato di infiammazione e ristagno di liquidi e muco a livello di bronchioli e alveoli favorisce la sovracrescita batterica: non è raro quindi che ad una polmonite virale segua una polmonite batterica.

Tra i principali virus responsabili della polmonite citiamo:

  • Il Virus Influenzale che può complicare malattie croniche come la bronchite o la BPCO
  • il Virus Respiratorio Sinciziale
  • Il Coronavirus uno dei principali responsabili di sindrome da raffreddamento e stati influenzali. E’ responsabile anche della temuta SARS, la Sindrome Respiratoria Acuta Grave o Severe acute respiratory syndrome, patologia altamente infettiva protagonista di una epidemia in Cina nel 2002-2003.
  • Il Rhinovirus, il virus del comune raffreddore
  • Adenovirus, responsabile di infiammazioni in vari distretti delle vie respiratorie
  • Citomegalovirus
  • Herps simplex virus
  • Epstein Barr Virus, il virus della mononucleosi.

Polmonite da miceti o fungina

La polmonite fungina, definita anche micosi polmonare è una condizione patologica causata da infezione polmonare da miceti, la cui sintomatologia può differenziarsi in base al micete responsabile dell’infiammazione. La micosi polmonare colpisce in maniera particolare i soggetti affetti da deficit immunitari, come i pazienti in terapia cortisonica o chemioterapica, o le persone affette da AIDS. Tra i miceti responsabili della polmonite più diffusi troviamo:

  • Aspergillus: causa la grave e temibile Aspergillosi polmonare o polmonite aspergillare, la cui diagnosi avviene radiologicamente con il riscontro del caratteristico aspetto a “coplo d’unghia” , cioè un’area semicircolare trasparente ai bordi di un addensamento al polmone, dovuta alla produzione di gas (anidride carbonica) da parte dei miceti. Possono essere evidenziati anche addensamenti cavitari (aspergillomi)e, alle analisi ematiche, elevati livelli di galattomannano e positività degli anticorpi anti aspergillo IgM ed IgG.
  • Candida: la coandidosi polmonare coplisce pazienti defedati, deboli ed immunodepressi. I tipi di Candida più comunemente coinvolti sono la Candida albicans, la Candida krusei e la Cndida glabrata.
  • Cryptococcus neoformans, presente nel terreno, colpisce soprattutto nelle grandi città, può dare anche sintomi neurologici con disturbi motori e danno alla vista.
  • Histoplasma capsulatum: causa un’infezione nota con il nome di Istoplasmosi, caratterizata da infilitrati agli apici polmonari, tanto che spesso viene confusa con la tubercolosi.
  • Pneumocystis carinii, micete patogeno opportunista che causa la pneumocistosi polmonare, malattia opportunistica che si riscontra i persone con ridotte difese immunitarie.
  • Coccidioides immitis, molto diffuso nell’ovest degli USA, causa la Coccidioidomicosi polmonare.

Polmonite tubercolare

Ad inizio secolo era una delle patologie polmonari più frequenti in assoluto, poi furtunatamente  lo sviluppo economico ha portato ad un miglioramento delle condizioni socio-sanitarie e ad una progressiva riduzione della tubercolosi fino quasi alla sua scomparsa. La polmonite tubercolare può somigliare ad una normale polmonite con addensamanto broncopneumonico, a cui segue però la formazione di granulomi con necrosi caseosa e cavitazioni polmonari. Nei casi più gravi si raggiunge lo stadio di polmonite necrotizzante, con perdita anche cospicua di tessuto polmonare.

Polmonite eosinofila

Questo tipo di polmonite, di origine non infettiva, è caratterizzata da infiltrato polmonare con eosinofilia. Questa forma patologica si verifica nel momento in cui è presente una concentrazione anomala di eosinofili sia nei polmoni che nel sangue. L’eccessivo accumulo di eosinofili (che sono parte attiva del processo immunitario di risposta a parassiti o a sostanze a cui il nostro organismo è allergico) può essere causato dall’assunzione di particolari farmaci, da miceti, parassiti o particolari patologie. Di solito la polmonite eosinofila può essere curata attraverso un trattamento a base di corticosteroidi o altri immunosoppressori.

Polmonite interstiziale

La polmonite interstiziale è una malattia che colpisce l’interstizio, il tessuto di rivestimento degli alveoli, può essere causata da da virus, miceti o batteri, ma può anche avere una eziologia non infettiva. Tra i batteri atipici legati alla polmonite interstiziale ritroviamo il Mycoplasma pneumoniae, la Coxiella burnetii e la Chlamydia pneumoniae. Tra i virus responsabili della polmonite interstiziale troviamo invece il virus respiratorio sinciziale, il virus del morbillo, gli herpesvirus e i virus influenzali e parainfluenzali.

La polmonite interstiziale non infettiva è particolarmente diffusa tra i soggetti con patologie autoimmuni o coloro che lavorano a stretto contatto con polveri metalliche o altri inalanti tossici. Tra i vari tipi di polmonite interstiziale abbiamo:

La polmonite interstiziale usuale (UIP) è una pneumopatia cronica interstiziale, ed è il quadro polmonare associato alla fibrosi polmonare idiopatica, una patologia primitiva del parenchima interstiziale con degenerazione fibrosa del tessuto polmonare.

  • La polmonite interstiziale desquamativa è malattia polmonare interstiziale idiopatica dovuta a un accumulo di macrofagi a livello degli alveoli.
  • La polmonite da ipersensibilità o alveolite allergica racchiude uno spettro di malattie polmonari, soprattutto interstiziali e immunomediate, causate da un’intensa e prolungata esposizione a polveri organiche e ai relativi antigeni inalati irritanti nel posto di lavoro.
  • La polmonite interstiziale linfocitaria (LIP) è una polmonite interstiziale di frequenza in realtà molto rara, caratterizzata da un’iperplasia del tessuto linfatico.
  • La polmonite interstiziale acuta (AIP), chiamata anche ARDS idiopatico.
  • La polmonite interstiziale non specifica (NSIP) è un’ulteriore interstiziopatia polmonare infiammatoria la cui diagnosi avviene per esclusione di tutte le patologie soprastanti.

Altri tipi di polmoniti non infettive

Le polmoniti non infettive spesso hanno causa allergica o sconosciuta (idiopatica) e causano quadri di malattia polmonare diffusa. La Bronchiolite obliterante – polmonite in organizzazione (BOOP), o polmonite organizzata criptogenetica (COP), è una forma di polmonite non infettiva, una malattia infiammatoria che colpisce il polmone e in modo particolare la componente peribronchiolare, cioè la parte di tessuto limitrofa ai bronchioli. Talvolta si associa a malattie infiammatorie cronica preesistenti, come ad esempio l’artrite reumatoide.
La bronchiolite respiratoria con interstiziopatia (RB-ILD), o malattia polmonare interstiziale associata a bronchiolite, è un raro disturbo polmonare che colpisce i tabagisti.

Sintomi di polmonite

Quali sono i principali sintomi di polmonite? La sintomatologia della polmonite varia in base alla causa che l’ha provocata ed alle condizioni di salute pregresse del paziente. Nei casi meno gravi i sintomi di polmonite sono molto simile a quelli di una comune influenza, con tosse e febbrile. Altri possibili sintomi sono dispnea, eccessiva sudorazione, dolore toracico (sopratutto nei casi in cui l’infiammazione colpisca anche la pleura polmonare) e fastidio agli atti respiratori. Nei casi in cui la polmonite sia estesa anche alle zone più esterne del polmone, il paziente potrebbe avvertire dolori toracici anche in fase di ispirazione e movimento.

In caso di polmoniti batteriche ma anche nella polmonite tubercolare il paziente potrebbe presentare episodi di tosse con sangue (emottisi) o con catarro misto a sangue (escreato con sangue), indice della presenza di un danno tissutale con coinvolgimento di vasi sanguigni.
I soggetti che presentano deficit del sistema immunitario, nelle prime fasi, presentano una sintomatologia molto lieve che ostacola la diagnosi e il pronto inizio delle cure, potendosi presentare come polmonite senza febbre o di polmonite senza tosse.

Vediamo uno per uno i principali sintomi di polmonite:

  • tosse secca nei casi di polmoniti atipiche, interstiziali o virali
  • tosse produttiva, ovvero tosse con catarro marrone o verdastro in caso di polmonite batterica o fungina
  • febbre, a volte febbre con brivido e temperature maggiori di 39°C
  • dispnea: mancanza di respiro
  • affanno durante l’esecuzione di sforzi anche leggeri
  • astenia: stanchezza
  • malessere generale
  • dolore durante gli atti respiratori
  • dolore al torace: sintomi di focolaio polmonare con interessamento pleurico sono proprio i dolori alla parete toracica e/o durante gli atti respiratori
  • emottisi: tosse o catarro con sangue
  • sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e dolore addominale si associano talvolta alle polmoniti rendendo difficoltosa la diagnosi

Contagio e trasmissione

La polmonite è contagiosa? Il livello di contagiosità della polmonite dipende essenzialmente dalla causa e dunque dall’elemento patogeno che l’ha provocata.
La polmonite virale o funghina presenta il più elevato grado di contagiosità. I soggetti con il più alto rischio di contagio della patologia sono i bambini, gli anziani e tutti i pazienti affetti da malattie cardiache, di tipo respiratorio o deficit immunitari. Nel caso di polmoniti batteriche il rischio di contagio è invece decisamente basso.

Cura della polmonite

Il trattamento medico adatto ad eliminare la causa scatenante ed alleviare i sintomi della polmonite varia in base all’agente patogeno o allo stato di salute pregresso del paziente.

Cura della polmonite batterica

Nel caso di polmoniti batteriche la terapia è antibiotica, da effettuare rispettando scrupolosamente le indicazioni mediche. Qualora i sintomi dovessero svanire prima del termine della terapia, sarà comunque continuare ad assumere l’antibiotico fino al termine del ciclo prescritto. Solo in questo modo verrà scongiurato il rischio di ricadute. I pirncipali farmaci impiegati nella terapia della polmonite batterica sono:

  • Macrolidi, come la claritromicina (Klacid) o l’azitromicina (Zitromax). Spesso vengono associate alle penicilline per una terapia combinata.
  • Penicilline come l’amoxicillina (Zimox, Velamox) o amoxicillina/acido clavulanico (Augmentin, Clavulin), come detto spesso associate ai macrolidi, rappresentano la terapia di prima linea per la polmonite batterica acquisita in comunità.
  • Chinolonici, come la levofloxacina (Tavanic) o la ciprofloxacina (Ciproxin)
  • Cefalosporine, come la cefpodoxina (Cefodox) o il cefixima (Cefixoral).
  • Nelle polmonite ospedaliere o da germi multiresistenti, si utilizzano antibiotici endovenosi come la piperacillina/tazobactam, il meropenem, l’imipenem, teicoplanina e linezolid.

Cura della polmonite virale

La terapia in caso di polmoniti virali è solitamente basata su riposo, idratazione e utilizzo di farmaci antinfiammatori e antipiretici. Nei casi più gravi il medico può decidere di somministrare farmaci antivirali, come l’oseltamivir (Tamiflu) per la terapia dell’influenza o amantadina e rimantadina.

Cura della polmonite fungina

La micosi polmonare viene trattata con l’ausilio di antimicotici, famraci antifungini come gli azoli (ketoconazolo, fluconazolo, itraconazolo), le echinocandine (caspofungina, anidulafungina) o l’amfotericina B. La maggior parte di questi farmaci in queste occasioni va assunto per via endovenosa e richiede trattamenti di durata superiore ai 10 giorni.

Farmaci e trattamenti di supporto

In caso la componente infiammatoria sia particolarmente intensa, è possibile che i medici prescrivano farmaci a base di cortisone, i corticosteroidi, per velocizzare la risoluzione dell’infiammazione polmonare.

Se presente una componente di broncospasmo, come nel caso di sintomi tipici della broncopolmonite, oltre al cortisone saranno utili farmaci da assumere per via inalatoria con proprietà broncodilatatrici e antinfiammatorie polmonari. Gli aerosol sono molto utili anche per ridurre la produzione di muco grazie ai farmaci anticolinergici.

I tempi di guarigione della polmonite variano ovviamente in base all’età ed allo stato di salute del paziente: la durata della convalescenza dopo una polmonite batterica è solitamente di 710 giorni dalla scomparsa dei sintomi, mentre una polmonite nosocomiale o una polmonite fungina richiedono senza dubbio un periodo di riposo prolungato anche dopo al completa guarigione.

Complicazioni

Può accadere che, nonostante la terapia medica sia seguita alla lettera, la polmonite non venga completamente debellata o che a distanza di un lasso di tempo relativamente breve (come alcune settimane) la sintomatologia ritorni a presentarsi. In questi casi è opportuno rivolgersi tempestivamente ad un parere medico, per scongiurare eventuali complicanze.
In caso di polmonite batterica può accadere che l’antibiotico prescritto dal medico non sia adatto al tipo di agente patogeno che ha attaccato il sistema respiratorio. Sarà dunque necessario procedere ad un’attenta analisi dell’espettorato prodotto dal paziente, affiancato dall’antibiogramma che delineerà il tipo di antibiotico più adatto.
In situazioni più rare la polmonite tarda ad essere debellata perché la patologia polmonare fa da cornice ad un’altra malattia che ne è la causa scatenante.
In ogni caso, trascurare una polmonite può provocare danni molto seri, fino a procurare la morte del paziente. Tra le complicazioni più diffuse c’è la pleuropolmonite (presenza di acqua nei polmoni), l’ascesso polmonare, versamento pleurico chiamato impropriamente versamento e la sepsi.

 

1 Comment
  1. Carlina 3 settimane ago

    Salve, mi hanno diagnosticato una broncopolmonite virale, presento catarri verdi quando tossisco e altri sintomi di broncopolmonite, ma non febbre. E’ possibile avere una bronchite senza febbre?

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