Influenza: incubazione, sintomi, rimedi e vaccinazione del virus influenzale

Influenza: incubazione, sintomi, rimedi e vaccinazione del virus influenzale
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L’influenza è una malattia infettiva causata dall’Influenzavirus, a carattere stagionale e ad alto grado di contagiosità. E’ una delle principali malattie che caratterizzano il periodo autunnale ed invernale, ed è caratterizzata da sintomi come febbre alta, male alle ossa – artralgie – , dolori muscolari  – mialgie -, sudorazioni. Spesso sono accomunati all’influenza anche sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea, in quella che è comunemente definita influenza intestinale: spesso però il virus responsabile non è l’influenza virus bensì altri virus come il rotavirus o l’adenovirus. La durata dell’influenza va da pochi giorni ad alcune settimane per la scomparsa completa dei sintomi. La cura è di solito sintomatica, e consiste soprattutto in antipiretici ed antinfiammatori (paracetamolotachipirina); solo nei casi più gravi o nei pazienti a rischio verrà instaurata una terapia antivirale (Oseltamivir – Tamiflu). La prevenzione dell’influenza è possibile e si effettua tramite il vaccino, che cambia ogni anno di composizione, parallelamente alle modificazioni del virus influenzale.

Influenza

Virus dell’influenza

Il virus dell’influenza è una malattia che contagia le vie respiratorie ed è causata dai microorganismi riconducibili alla famiglia Ortomixoviridiae. Ci sono sostanzialmente tre tipi di influenza virus: influenza di tipo A, quella di tipo B e una forma che si manifesta raramente, ovvero quella di tipo C.

I virus che arrivano da questa famiglia sono spesso sottoposti ad una variazione della capside, ovvero la struttura proteica che forma il virus, portando ad un tipo diverso di influenza: questo spiega il motivo per cui ci si ritrova ogni anno a dover far fronte ad un tipo differente di influenza. Un esempio pratico è sicuramente quello dell’influenza spagnola, che colpì l’Europa tra il 1918 e il 1920. Questo virus si diffuse rapidamente anche per via della mancanza di conoscenze specifiche e per via di censura da parte delle autorità e dei media, portando l’epidemia ad espandersi su tutto il territorio europeo e provocando moltissimi morti.

Questo è un tipo di alterazione meno frequente e compare ad intervalli di tempo che vanno dai dieci ai trent’anni. Il contagio è particolarmente veloce, visto che il virus dell’influenza si trasmette per via aerea: lo stato influenzale rischia di colpire tutti e se non viene curato nel modo appropriato, si rischiano complicazioni che possono ripercuotersi anche sui polmoni. Bisogna cercare di adottare uno stile di vita adatto e in grado di poter fra fronte alla sindrome influenzale senza che quest’ultima subisca complicazioni.

Influenza A ed influenza B

Ci sono tre tipi di influenza che possono colpire l’uomo: quella di tipo A, la più virulenta, quella di tipo B e quella di tipo C, anche se quest’ultima è molto rara. Le prime due differiscono tra loro per via della suddivisone in sottotipi del virus stesso, che viene categorizzato in base all’emoagglutinina e alla neuraminidasi, rispettivamente una glicoproteina ed un enzima.

L’emoagglutinina va da H1 a H8, mentre la neuraminidasi da N1 a N11. Nel mondo animale sono state ritrovati tutti i sottotipi, mentre l’uomo può contrarne soltanto alcuni. L’influenza di tipo B si limita all’essere umano e riguarda l’influenza comune. La capside, in questo caso, muta con meno frequenza rispetto al virus di tipo A, dunque l’uomo può sviluppare gli anticorpi per poter far fronte a questo virus. Questo limita anche un eventuale pandemia che possa scatenarsi con la stessa frequenza del virus patogeno di tipo A.

Le sottocategorie dei virus H1N1 e H2N3 sono dei virus che hanno interessato la popolazione e hanno creato delle pandemie. Il virus H1N1, colpì la popolazione mondiale soprattutto nel 2009: in maniera gergale venne definita influenza suina, proprio perché venne trasmessa da allevamenti di maiali, causando morti anche nell’uomo.

Anche il virus di tipo H2N3 fu isolato dai maiali, ma le influenze differiscono in base alla mutazione già descritta. Come fu per l’influenza aviaria (influenza che si trasmise tramite allevamenti di polli nel sud est asiatico), che colpì il mondo tra il 2003 e il 2004, ci furono diversi ceppi diversi tra loro, che si svilupparono nelle varie zone del mondo. I virus isolati differivano tra loro proprio per la diversa conformazione, anche se i sintomi erano comuni e riconducibili al tipo di virus A.

Sintomi di influenza

Quali sono i principali sintomi dell’influenza? I sintomi dell’influenza sono molto comuni e riconoscibili. Il tempo di incubazione del virus è molto breve, l’iperpiressia – febbre -, la sensazioni di freddo, i dolori muscolari ed alle articolazioni – le classiche “ossa rotte”, sono le prime manifestazioni ad essere riscontrate. I sintomi riguardano la cefalea – mal di testa – , mancanza di appetito e difficoltà respiratorie che ostacolano la corretta respirazione. Il senso di spossatezza aumenta notevolmente e i dolori ai muscoli – mialgie – possono rendere difficoltosi i movimenti. In molti casi anche l’apparato intestinale viene colpito: l’influenza intestinale porta di conseguenza vomito, diarrea, nausea e crampi addominali.

Spesso però i responsabili della gastroenterite virale sono altri tipi di virus come rotavirusadenovirus o norovirus. Uno delle manifestazioni più comuni resta la difficoltà respiratoria, che porta una serie di conseguenze anche nelle azioni quotidiane: le vie respiratorie sono ostruite dalla presenza di muco, spesso si sviluppa una rinite (il cosiddetto “naso che cola”), mal di gola e tosse; aumenta anche il senso di spossatezza – astenia – ed i dolori muscolari. Anche febbre e mal di testa rimangono tra i sintomi di influenza più comuni di questa patologia. Queste avvisaglie sono riscontrabili dopo 1-4 giorni dal contagio e solitamente portano ad una debilitazione veloce e ad un senso di spossatezza generale.

Nei casi più gravi, in persone con un sistema immunitario compromesso (persone sieropositive, con malattie immunologiche o ematologiche) o in persone con un apparato respiratorio in difficoltà (ad esempio forti fumatori o persone affette da bronchite cronica ostruttiva) l’influenza può comportare sintomi seri. Infatti, vi può essere lo sviluppo di insufficienza respiratoria con fame d’aria – dispnea – e desaturazione ossiemoglobinica – scarsa concentrazione di ossigeno nel sangue -. In questi casi è d’obbligo ricorrere prontamente alle cure mediche, per iniziare la terapia antivirale e, se necessario, essere ricoverati per il monitoraggio delle funzioni vitali in ambiente ospedaliero.

Contagio e trasmissione del virus influenzale

Come avviene il contagio del virus influenzale? Come si trasmette l’influenza? Il contagio e la trasmissione del virus dell’influenza avvengono in maniera molto rapida e, come già visto, si può arrivare ad avere una pandemia proprio per la velocità di incubazione del virus. La sindrome influenzale contagia l’uomo nel periodo invernale, anche se non è spiegato il motivo per cui lo sviluppo avviene nella stagione più fredda. Non esiste un ceppo influenzale che si sviluppa durante l’anno con costanza, anche perché nei due emisferi il periodo invernale è totalmente opposto. Al momento si ipotizza una massima diffusione in inverno per via del comportamento dell’essere umano, visto che il virus influenzale si trasmette nella saliva e per via aerea.

L’uomo, infatti, stando a stretto contatto con altri individui (si passa più tempo in casa o in luoghi chiusi durante la stagione invernale) facilita la trasmissione del virus. Un’altra spiegazione riguarda anche la mancanza di idratazione della mucosa, che non permette all’organismo di espellere definitivamente l’agente patogeno. In alcuni casi il contagio e la trasmissione avviene anche per via animale: come già visto alcuni virus di tipo A sono stati isolati anche da specie animali e dunque le pandemie possono essere trasportate anche da allevamenti. Il breve tempo di incubazione porta anche una facilità di diffusione del virus, che può contagiare un alto numero di individui in un brevissimo lasso di tempo.

Incubazione e durata

I sintomi influenzali hanno una durata breve, anche perché il tempo di incubazione e la durata sono di pochi giorni. Il tempo di incubazione del virus influenzale è davvero breve: parliamo di circa due giorni di media, ma in alcuni casi si arriva anche a pochissime ore. Durante questo periodo, il soggetto colpito da influenza è già contagioso. Questo periodo di contagiosità dura per circa due settimane, visto che si sviluppa anche dopo l’influenza contratta. Ma quanto dura la febbre? La durata, solitamente, è di circa sette giorni. Ci sono dei casi in cui aumenta o diminuisce anche in base al soggetto e al sistema immunitario. Nei bambini si può arrivare ad una durata maggiore e si protrae fino a dieci giorni.

Prevenzione: stile di vita e vaccino antinfluenzale

Come si può prevenire il contagio dell’influenza? Per poter evitare il contagio dell’influenza e prevenire il più possibile, bisogna condurre uno stile di vita adeguato. Delle buone abitudini come lavarsi accuratamente le mani possono essere una buona soluzione, anche per evitare di contagiare altre persone. Necessario ripararsi bocca e naso quando si starnutisce e si tossisce: ricordiamo infatti che il virus può spostarsi per via aerea, dunque prevenire in questo modo può essere molto utile per divenire contagiosi. Le cavità orali sono vie facili per i virus, dunque bisogna evitare qualsiasi contatto con queste parti.

Quando si manifestano sintomi influenzali è bene rimanere in casa ed evitare luoghi affollati: serve un periodo di riposo per ristabilire le funzionalità del proprio organismo. Il Ministero della Salute dirama annualmente delle linee guida in cui ci sono tutti i consigli per poter evitare l’influenza o affrontarla in caso di contrazione. Annualmente viene istituito il vaccino antinfluenzale per poter far fronte al rischio di pandemie, in caso di mutazioni genetiche del virus.

I vaccini aiutano lo sviluppo di anticorpi in grado di poter debellare l’influenza ed evitare dunque la contagiosità, soprattutto quando si parla di influenza nei bambini. I bambini doverebbero vaccinarsi con più frequenza, soprattutto se a stretto contatto con altri individui. Solitamente anche i soggetti che hanno un’età superiore ai 65 anni e in caso di particolari malattie, ad esempio problemi alle vie respiratorie o malattie renali, devono vaccinarsi. In questo modo l’influenza viene circoscritta e l’organismo sviluppa gli anticorpi necessari. La vaccinazione è necessario anche in caso di contrazione di influenza in gravidanza.

Complicanze e pericoli

L’influenza con febbri anche molto alte tende comunque a guarire nel giro di una settimana, eventualmente con l’aiuto di medicinali appositi. Cosa fare, però, se ci sono delle complicanze della malattia? E soprattutto come riconoscerle? Le più comuni complicanze dell’influenza sono dovute soprattutto all’età avanzata o ad uno stato di salute precario, dato da basse difese immunitarie.

Se l’influenza non passa è probabile che essa sia evoluta in qualcosa di più grave, come un virus che può colpire diverse zone del corpo: se è un virus di tipo respiratorio, una semplice influenza può evolvere addirittura in una polmonite virale o in un’infiammazione bronchiale – bronchite -. In questi casi è bene fare un’ecografia o una visita specifica a bronchi e polmoni; potrebbe essere richiesta anche una spirometria per misurare il respiro e verificare che non ci siano strascichi più gravi.

Le donne incinte, per esempio, possono avere complicanze dei sintomi influenzali di tipo respiratorio soprattutto se la gravidanza è molto avanzata: il peso del bambino che già tende a schiacciare i polmoni e i bronchi, infatti, può portare ad un aggravarsi delle difficoltà respiratorie durante l’influenza.

Gli anziani e i malati cronici, poi, devono monitorare eventuali ricadute o complicanze dell’influenza perché sono soggetti più deboli o comunque a rischio. Soprattutto gli anziani possono essere particolarmente debilitati dai sintomi influenzali e dimenticare di mangiare, bere e prendersi cura di sé stessi: per questo possono subentrare problemi come la denutrizione, la disidratazione o allucinazioni per la febbre elevata.

Cura: terapia e rimedi per l’influenza

Come si cura l’influenza? Quali sono i primnipali rimedi? Curare l’influenza è molto semplice, e questa infiammazione generale si risolve nel giro di pochi giorni se curata con i giusti mezzi. Dal punto di vista della farmacopea, i più importanti medicinali sono sicuramente gli antipiretici, somministrabili in caso di febbre sopra i 38,5 gradi. Gli antipiretici hanno una funzione di abbassamento della temperatura ma lasciano sfogare spontaneamente i virus dell’influenza, che così facendo possono seguire il proprio corso.

Al contrario, se le febbri sono molto alte bisogna sentire i pareri del medico per un’eventuale somministrazione di antibiotici, utili in presenza di virus specifici e impossibili da combattere con gli antipiretici. La terapia farmacologica per la cura del’influenza, però, dev’essere accompagnata anche a terapie naturali e rimedi di tipo alimentare. Il primo consiglio è quello di assumere adeguati nutrienti, in particolare bere spremute o comunque mangiare agrumi. L’apporto di vitamina C di questi frutti consente la battaglia contro i virus influenzali in modo più deciso.

Seguendo questi rimedi l’influenza passa in pochi giorni senza lasciare nessun ricordo. Per la cura dell’influenza, in ogni caso, è utile monitorare l’andamento delle febbri durante la giornata, anche con tre o quattro misurazioni della temperatura ogni giorno. Solo in questo modo si comprende l’andamento dell’infiammazione e si può intervenire con gli antipiretici solo ove necessario.

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