Gonfiore addominale: cause e rimedi della pancia gonfia

Gonfiore addominale: cause e rimedi della pancia gonfia
4 (80%) 16 votes

Hai la pancia gonfia e vorresti capire da cosa dipende e, soprattutto, come risolvere questo fastidioso problema? Allora sei capitata/o all’indirizzo giusto: in questo articolo troverai le cause più frequenti di gonfiore addominale e i principali rimedi attuabili.

Pancia o stomaco gonfio: cause e sintomi di gonfiore addominale

Da cosa dipende il gonfiore addominale che spesso ci colpisce? Molte persone si rivolgono all’attenzione del medico per chiedere consiglio in merito al gonfiore addominale, disturbo caratterizzato da una spiacevole sensazione di tensione a livello dell’addome dovuta ad un accumulo di gas nel sistema gastrointestinale (cioè l’apparato digerente, che va dallo stomaco all’intestino crasso).

L’apparato gastro-intestinale produce quotidianamente, ad opera di microrganismi quali batteri e lieviti, una miscela di gas che costituiscono un sottoprodotto della digestione dei carboidrati complessi. Se, per patologie o per errori nell’alimentazione, la quantità di questi gas aumenta, si viene a creare una situazione di tensione addominale. Il gonfiore addominale è un malessere molto complesso da classificare perché dietro ad esso possono celarsi molte cause differenti.

Nella maggior parte dei casi, la pancia gonfia è un disturbo passeggero che non deve destare particolare preoccupazione e che può essere facilmente risolto con delle semplici modifiche nel proprio stile di vita. Altre volte, invece, è il sintomo di fenomeni fisiologici, come la menopausa o la gravidanza. Infine, in alcuni casi  è spia di disturbi più o meno importanti sui quali è utile approfondire con analisi del sangue e test diagnostici.

Per affrontare nel modo giusto il problema, è necessario quindi conoscere le principali cause di pancia gonfia.
Esaminando le cause benigne di tensione addominale, la sensazione di una pancia gonfia e dura dopo i pasti può essere dovuta all’ingestione di un’eccessiva quantità di aria favorita dall’abitudine a mangiare con ingordigia o con troppa fretta, e dal consumo di bibite gassate. Anche fenomeni di ansia e di stress, il fumo e il consumo di gomme da masticare possono portare ad ingoiare aria in modo innaturale.

L’accumulo di gas intestinale  può essere legato alla digestione di cibi che provocano un alto grado di fermentazione a livello intestinale, oppure ad intolleranze alimentari, come quella al lattosio o al glutine. Nel primo caso, la diagnosi sarà posta semplicemente eliminando latte, formaggi e tutti gli alimenti contenenti lattosio. Nel secondo caso, la diagnosi di celiachia andrà posta tramite il dosaggio degli anticorpi anti transglutaminasi e anti endomisio, e, ancora con maggior precisione, tramite biopsia duodenale eseguita in corso di EGDS (ovvero la classica gastroscopia).

I fenomeni fermentativi sono generalmente conseguenti all’ingestione di alcune bevande e cibi come legumi (fagioli, ceci, fave, lenticchie), le brassicacee (broccoli, cavoli, cavolfiori, ecc..), cipolle, melanzane, formaggi fermentati, bibite gassate, pane, pizza e birra.

Anche assumere quantità eccessive di cibi grassi (fritture, carni molto grasse, insaccati) può provocare uno svuotamento gastrico ritardato e, quindi, gonfiore di stomaco. Inoltre, può essere causa di tensione addominale tutto ciò che irrita le pareti del tratto gastrointestinale, come la cucina speziata o troppo condita, l’alcol e il caffè.

Il gonfiore percepito nella parte superiore dell’addome è associato, in alcuni casi, a digestione lenta, soprattutto a causa di pasti troppo abbondanti e, come già detto, del consumo di bevande gassate, alcolici, cibi piccanti e di frutta a fine pasto.

Normalmente il senso di pesantezza e di tensione dell’addome diminuisce fino a scomparire al termine della digestione. Lo stomaco dilatato, unito ad un senso di bruciore a livello epigastrico, è spesso sintomo di gastrite, un’infiammazione delle mucose dello stomaco.

Tra le cause di addome gonfio vi può essere un’alterazione della flora batterica intestinale, nota come disbiosi intestinale, dovuta all’utilizzo di antibiotici, ad infezioni intestinali o ad una situazione di stress prolungato. Causa molto comune di gonfiore addominale è la stipsi (cioè la difficoltà ad evacuare), che favorisce l’accumulo di sostanze di scarto nell’intestino.

Non è raro che il gonfiore addominale si accompagni a situazioni fisiologiche come la gravidanza o il periodo che precede le mestruazioni.

In altri casi, all’origine della pancia gonfia vi possono essere vere e proprie patologie gastrointestinali in atto più o meno gravi; tra queste vi sono, ad esempio, la sindrome dell’intestino irritabile, ovvero un’infiammazione dell’intestino che ne altera la motilità e può comportare una sensazione di gonfiore a causa della maggiore sensibilità ai gas.

Altre patologie responsabili di gonfiore addominale sono:

  • morbo di Chron (infiammazione cronica localizzata prevalentemente nell’ultima parte dell’intestino tenue o nel colon);
  • rettocolite ulcerosa
  • appendicite (infiammazione dell’appendice cecale, l’ultima parte dell’intestino tenute)
  • peritonite (infiammazione del peritoneo, la membrana che riveste l’addome);
  • neoplasie addominali, in particolare a livello di colon, pancreas o all’ovaio
  • calcoli alla cistifellea.
  • fibrosi cistica
  • diverticolite (infiammazione dei diverticoli, piccole estroflessioni del lume intestinale)
  • giardiasi (infezione parassitaria causata dal protozoo Giardia lamblia)

La diagnosi di alcune di queste patologie (diverticolite, cancro del colon, m. di Chron e rettocolite ulcerosa) richiede l’esecuzione di una colonscopia con eventuale biopsia intestinale. Per altre malattie, come la calcolosi della colecisti o delle vie biliari, il tumore del pancreas o dell’ovaio, l’esame di primo livello è l’ecografia dell’addome, seguita eventualmente da TAC o risonanza addominale.

La formazione di gas in eccesso può essere associata a disturbi dell’apparato digerente quali enterite, gastroenterite ed enterocolite, processi infiammatori causati da infezioni batteriche o virali, reazioni allergiche ad alcuni cibi, intossicazioni alimentari oppure dall’irritazione intestinale secondaria all’introduzione molto rapida di bevande ghiacciate (la cosiddetta “congestione digestiva”).

Infine, va escluso che il gonfiore addominale non sia legato all’accumulo di gas, ma bensì di liquido, come nel caso del versamento ascitico (raccolta di liquido nella cavità peritoneale). L’ascite è una manifestazione di patologie come la cirrosi epatica, lo scompenso cardiaco destro avanzato o la carcinosi peritoneale. Può essere anche il risultato di una carenza nutrizionale con ridotta concentrazione di albumina (ipoalbuminemia) e di proteine circolanti (ipoprotidemia).

Nel caso il gonfiore addominale si accompagni ad un aumento di peso, va quindi sospettata la presenza di liquido nell’addome, anzichè di gas. Una semplice manovra di percussione dell’addome, o l’esecuzione di una radiografia dell’addome o di un’ecografia addominale, potranno risolvere il dubbio.

Gonfiore addominale: i sintomi

Spesso le persone parlano di “intestino gonfio”, “addome gonfio e duro” o di “stomaco gonfio e dolente” per descrivere la condizione della quale soffrono. Ma quali sono i sintomi che accompagnano il gonfiore addominale? Il gonfiore addominale può presentarsi isolatamente oppure essere associato ad altri segni e sintomi quali:

  • aerofagia
  • meteorismo
  • flatulenze
  • crampi addominali
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • eruttazioni
  • mal di testa
  • spossatezza

Cominciamo cercando di fare chiarezza su tre condizioni con caratteristiche e manifestazioni in parte simili: aerofagia, meteorismo e flatulenza.

Gonfiore addominale e aerofagia

L’aerofagia, che letteralmente significa “mangiare aria”, consiste in un’anomala deglutizione di aria, che accade soprattutto durante i pasti. Questo fenomeno può essere dovuto a diverse ragioni, tra cui il mangiare con voracità, il consumo di bevande gassate, l’abitudine a masticare chewing-gum o il bere con la cannuccia.

L’aerofagia può essere anche correlato a stati d’ansia (che causano la cosiddetta “fame d’aria”), ad ulcera gastrica, ernia jatale e alla gravidanza. L’aerofagia può essere accompagnata da senso di pesantezza, stomaco gonfio e dolente ed eruttazioni, ed è spesso una causa di meteorismo.

Gonfiore addominale: il meteorismo

Il termine meteorismo indica la presenza di una aumentata quantità di gas all’interno del lume intestinale. Può essere secondaria all’aumento di gas prodotti nell’intestino a causa della fermentazione di determinati alimenti. Tale miscela di gas è composta prevalentemente da azoto, idrogeno, metano e anidride carbonica ed è il sottoprodotto della digestione di cibi quali latticini, dolcificanti artificiali, cellulosa e fibre. Può anche essere secondario, come spiegato sopra, all’aumento dell’ingestione di aria durante o al di fuori dei pasti (aerofagia).

Il meteorismo si accompagna a pancia gonfia e dura, fitte addominali, talvolta con coliche, aumento dei borborigmi (i caratteristici gorgoglii prodotti dalla peristalsi intestinale), perdita di appetito, stitichezza, eruttazioni e flatulenze.

Gonfiore addominale: eruttazioni e flatulenze

L’eruttazione è il modo più frequente attraverso cui l’aria lascia lo stomaco ed è un fenomeno normale e assolutamente fisiologico, ma un’eccessiva ingestione di aria può portare ad eruttazioni più frequenti e di maggiore intensità.

La flatulenza è l’emissione ripetuta e ricorrente di gas formatisi per le condizioni succitate e non assorbiti dall’intestino; questi gas vengono espulsi per via rettale e possono avere un odore sgradevole a causa dei batteri presenti nel colon che rilasciano piccole quantità di zolfo. L’eccessiva flatulenza, oltre a causare fastidio, può comportare un problema di carattere sociale, con imbarazzo ed evitazione degli spazi chiusi da parte di chi ne soffre. Fortunatamente esistono rimedi efficaci in grado di ridurre la quantità di gasi intestinale, primo tra i quali una corretta alimentazione e l’uso di carbone vegetale.

Stomaco gonfio e crampi

Talvolta il gonfiore addominale può essere associato a dolori crampiformi, passeggeri o ricorrenti, localizzati in diverse parti dell’addome. Se i crampi interessano la muscolatura liscia dello stomaco o dell’intestino tenue, possono essere una risposta attuata dall’organismo in risposta ad alcuni cibi a seguito a ridotta intolleranze o allergie.

Altre patologie che possono indurre dolori simili a coliche e crampi sono l’appendicite, la peritonite, la colica biliare o renale, la pancreatite,le infezioni alimentari (ad esempio la salmonellosi), la diverticolite e le malattie infiammatorie croniche instestinali (IBD).

Tra i motivi esterni all’apparato gastrointestinale responsabili di dolore addominale associato a pancia gonfia vi sono la sindrome premestruale, l’endometriosi o la fase mestruale dell’ovulazione, dove il dolore è generalmente localizzato nella parte inferiore dell’addome.

Rimedi per la pancia gonfia

Come comportarsi in caso di gonfiore addominale? La risposta dipende dalla causa scatenante. In pirma battuta, è consigliabile rivedere le proprie abitudini alimentari, prima di procedere con approfondimenti mirati ad escludere cause più rilevanti.

Se la pancia gonfia è dovuta alla pessima abitudine di alimentarsi in modo non appropriato, ovvero di mangiare troppo o con ingordigia e senza masticare bene, il primo provvedimento da attuare sarà abituarsi a mangiare lentamente e con moderazione, in modo da ridurre la quantità di alimenti nonchè la quantità di aria ingerita durante il pasto.

Sempre per ridurre l’aerofagia involontaria, è opportuno eliminare le bevande gassate, evitare di masticare il chewingum, di bere con la cannuccia e di fumare durante i pasti, che sono tutte abitudini che portano ad ingerire aria in modo anomalo.

Se si soffre di un’intolleranza alimentare accertata, occorrerà eliminare dalla dieta gli alimenti a cui si è intolleranti.
Per ridurre il meteorismo dovuto ai processi fermentativi intestinali, è consigliabile abbinare i cibi correttamente, seguire un regime alimentare bilanciato e mangiare la frutta lontano dai pasti in quanto favorisce la fermentazione degli alimenti ad essa associati. In caso di sovrappeso, una regolare attività fisica che favorisca il dimagrimento può aiutare ad alleviare la sensazione di distensione addominale.

Una buona tecnica per individuare, se presente, gli alimenti responsabili di una esagerata produzione di gas intestinale, è la cosidetta dieta ad eliminazione: una volta instaurato un regime alimentare sano e privo di bibite gassate e zuccherate, alcolici, caffè, fumo e gomme da masticare, sarà possibile procedere con l’eliminazione di un alimento base alla volta, partendo da latte e latticini, seguiti dai legumi, dai vegetali a foglia larga, fino ai farinacei ed agli alimenti conteneti glutine. E’ bene intervallare tra un’eliminazione e l’altra almeno una settimana di tempo, in modo da poter osservare con certezza in quale momento i sintomi di gonfiore e tensione addominale cominciano a migliorare.

Anche le fibre, stimolando la peristalsi intestinale e l’eliminazione del materiale gastrico e delle tossine dal lume intestinale, rappresentano un valido ausilio contro il meteorismo e la stitichezza. Tra i principali integratori di fibre ricordiamo: agar agar, glucomannano, pectine e semi di psillio. L’uso di lassativi a base eteropolisaccaridica (ad esempio l’agar) o di lassativi osmotici a base di zuccheri come mannitolo e lattulosio, va però evitato in quanto favorisce il gonfiore e il dolore addominale.

Se la sensazione di pancia gonfia si accompagna a diarrea secondaria a terapia antibiotica, è consigliabile assumere degli integratori di probiotici (ovvero i classici fermenti lattici) in grado di favorire l’attecchimento della flora batterica simbionte. I probiotici sono utili anche in caso di gastroenterite e diarrea del viaggiatore.

Altri rimedi naturali per l’aria nella pancia sono la mela, la menta e i mirtilli, che vantano proprietà antifermentative, e il finocchio, che promuove l’espulsione dei gas.

Nei casi più severi e persistenti, il medico potrebbe prescrivere dei rimedi farmacologici per porre sollievo al gonfiore addominale; tra i medicinali più utilizzati vi sono quelli parasimpatico-mimetici – come il betanencolo (Myocholine) – che, favorendo la peristalsi, contribuiscono ad accelerare l’espulsione dei gas dall’intestino, e i cosiddetti farmaci “antischiuma”, come il dimeticone che  è efficace nel trattamento del meteorismo.

Grazie alla sua capacità di inglobare l’aria in eccesso, il carbone vegetale è il rimedio naturale più utilizzato per trattare la pancia gonfia, oltre ad esercitare un’azione disinfettate molto blanda, trattenendo una parte della flora batterica intestinale. Questo prodotto, denominato anche carbone attivo, ottenuto dalla polvere derivante da alcuni legnami, ha potere antitossico e adsorbente, ed è usato anche nei casi di intossicazioni da alcuni tipi di sostanze e nella preparazione per alcuni esami, come l’ecografia dell’addome, nei quali un eccessivo meteorismo potrebbe compromettere la qualità delle immagini.

Qualora, nonostante i vari rimedi adottati, il sintomo dovesse persistere, sarà necessario rivolgersi al proprio medico per indagare l’eventualità di una patologia sottostante.

0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Contattaci

Contattaci e poni la tua domanda

Sending

Esamievalori.com 2017. 

Log in with your credentials

Forgot your details?