Tiroidite silente post partum: cause, sintomi e terapia

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La tiroidite silente post-partum o tiroidite post gravidica è una patologia infiammatoria a carico della ghiandola tiroidea, che si manifesta da 2 a 18 mesi dopo un parto, e colpisce una donna ogni 20 dopo la gravidanza. Si manifesta di solito con un iniziale ipertiroidismo seguito da una fase di ipotiroidismo e, normalmente, con una normale ripresa della funzione secretoria della tiroide. Solo una piccola parte delle donne colpite resta ipotiroidea in modo permanente. La terapia è differente a seconda del momento della malattia (terapia sopressiva e sintomatica nelle fasi di tireotossicosi, terapia sostitutiva con levotiroxina nelle fase di ipotiroidismo).

Cos’è la tiroidite silente post partum?

La tiroidite post- partum e la tiroidite silente o indolore sono considerate al giorno d’oggi come manifestazioni della stessa entità clinica, e si distinguono solo per il momento in cui si manifestano. La tiroidite post-partum è una tiroidite silente che si sviluppa dopo una gravidanza, di solito da due mesi ad un anno e mezzo dopo il parto, anche se normalmente si verifica in genere entro 6 mesi dal parto. La tiroidite silente è detta anche tiroidite indolore, tiroidite subacuta occulta, ipertiroidite, tiroidite linfocitaria con ipertiroidismo, o ipertiroidismo transitorio con tiroidite linfocitica.

La tiroidite silente ha una prevalenza del 4% nella popolazione generale (cioè 4 persone su 100 ne soffriranno nel corso della vita) e quella post-partum una prevalenza del 5-10% nelle donne che hanno partorito almeno una volta.

Cause di tiroidite silente post partum

Da cosa è causata la tiroidite post-partum? Quali sono i fattori scatenanti? Questo tipo di tiroidite è considerata una forma atipica di disordine tiroideo autoimmune. Si ritene che i principali fattori di rischio siano in parte legati a cause genetiche, ed in parte secondari a fattori ambientali.  Dal punto di vista istologico al microscopio si osserva il reperto della tiroidite linfocitaria con presenza di infiltrati di linfociti T.

Sintomi e andamento clinico della tiroidite silente post-partum.

Le donne con tiroidite silente postpartum mostrano un decorso altalenante con iniziale fase di  ipertiroidismo, seguito da un periodo con normofunzione tiroidea, che esita poi in un quadro dii ipotiroidismo più o meno marcato.

Nella fase tireotossica precoce le dimensioni della tiroide possono aumentare leggermente secondariamente all’ intensa infiammazione tissutale, dimensioni che poi aumenteranno ulteriormente nella fase ipotiroide a causa dell’azione stimolante del TSH, che sarà aumentato per cercare di compensare la ridutta concentrazione di ormoni tiroidei.

I sintomi di tiroidite silente post partum nella fase di tireotossicosi saranno quindi quelli dell’ipertiroidismo:

  • tachicardia,
  • tremori,
  • sudorazioni,
  • dimagrimento,
  • irritabilità,
  • diarrea.

In questa fase non vi è patologia oculare (oftalmopatia), al contrario dell’ipertiroidismo secondario al morbo di Basedow-Graves.

Nella successiva fase di ipotiroidismo si osservano sintomi classici di ipofunzione tiroidea, anche se di solito di entità minore rispetto a quelli presente nell’ipotiroidismo cronico, come:

  • astenia,
  • stitichezza,
  • aumento di peso,
  • intolleranza al freddo,
  • edemi agli arti inferiori,
  • tendenza alla depressione (che spesso peggiora una preesistente depressione post-partum).
Tiroidite silente post partum o gravidica
Principali caratteristiche della tiroidite silente post-partum

Diagnosi di tiroidite silente post-partum

Come si riconosce una tiroidite silente post-partum? La diagnosi è prettamente clinica e bioumorale. Dall’esame obiettivo e dalla recente storia clinica si apprenderanno segni e sintomi di ipertiroidismo (o ipotiroidismo, se la valutazione è tardiva), vi sarà un aumento del volume della tiroide (gozzo diffuso non dolente). Le analisi del sangue che confermeranno o meno la diagnosi sono il TSH e gli ormoni tiroidei fT3 ed fT4. Nella rpima fase avremo quindi TSH basso ed fT3 ed Ft4 alti, mentre nella fase tardiva si potrà riscontrare TSH alto ed ormoni tiroidei bassi.

Se dosati, gli anticorpi anti tiroideanti-Tg e anti-TPO elevati risulteranno elevati nella maggior parte dei casi, con gli anticorpi anti recettore del TSH (anti-TSH-R) nella norma. Proprio l’assenza degli anticorpi anti recettore del TSH permette di fare diagnosi differenziale con l’ipertiroidismo da morbo di Basedow-Graves, unitamente alla breve durata dello stadio di ipertiroidismo (meno di 3-4 mesi solitamente) alla ridotta captazione del radioiodio e al ridotto rapporto T3/T4 sierico(inferiore ai 20). La diagnosi differenziale con la tiroidite subacuta di De Quervain è facilitata data l’assenza del dolore alla palpazione della tiroide.

Terapia della tiroidite silente post-partum

Come si cura la tiroidite silente post-partum? Dato che la fase di tireotossicosi è normalmente lieve, di breve durata e autolimitante, spesso non è necessaria altra terapia che un beta bloccante per ridurre i sintomi di ipertiroidismo. Solo raramente è necessario impiegare anche farmaci soppressori degli ormoni tiroidei come metimazolo o propitiluracile. Quando si sviluppa ipotiroidismo, cioè in oltre il 50% delle donne, è invece necessario somministrare L-T4 (levotiroxina, nomi commerciali più conosciuti Eutirox o Tirosint) che viene sospesa dopo 6 mesi, in modo da capire se nel frattempo la tiroide ha recuperato o meno la sua normale funzione.

Dato che il 20% delle pazienti con tiroidite postpartum e il 50% dei pazienti con tiroidite silente vanno incontro a un ipotiroidismo prolungato, è fondamentale sottoporsi a controlli bioumorali periodici con dosaggio di tireotropina (TSH), tiroxina libera (fT4), anticorpi anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi ogni 6 mesi per i primi 2 anni, poi controllo di TSH ed fT4 ogni 12 mesi.

Prognosi della tiroidite silente post-partum

La prognosi in questo tipo di malattia è molto buona, poiché nella maggior parte dei casi la disfunzione tiroidea è solo temporanea. Anche nel caso la fase di ipotiroidismo non sia transitoria ma permanente, l’assunzione di una adeguata terapia sostitutiva porta ad avere una aspettativa di vita sostanzialmente normale.

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