Emorroidi interne ed esterne: sintomi, rimedi e cura della malattia emorroidaria in gravidanza

Emorroidi interne ed esterne: sintomi, rimedi e cura della malattia emorroidaria in gravidanza
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Emorroidi

Le emorroidi sono dei gavoccioli (piccoli rigonfiamenti) venosi che si trovano in prossimità dello sfintere anale. Le emorroidi prendono origine dai plessi emorroidari interno ed esterno, configurando rispettivamente le emorroidi interne e le emorroidi esterne, e normalmente non danno sintomi particolari. In alcune condizioni però si possono gonfiare, dando una spiacevole sensazione dolorosa durante la defecazione o durante la posizione seduta. Possono anche scivolare verso l’esterno, protrudendo dalla rima anale e dando origine ad un prolasso emorroidario. Infine, possono complicarsi con sanguinamenti di entità più o meno rilevante, o con trombosi venosa. I sintomi si aggravano se alle emorroidi si associano altre patologie anali come le ragadi o piccole fistole perianali. Vi sono alcune condizioni, come la stitichezza, una alimentazione non corretta, ma anche semplicemente una gravidanza, che possono favorire lo sviluppo delle emorroidi. Fortunatamente esistono cure e rimedi efficaci per la malattia emorroidaria.

Cosa sono le emorroidi

Non occorre essere dei medici per sapere cosa sono le emorroidi, dal momento che si tratta di un problema piuttosto comune che riguarda senza distinzioni uomini e donne di tutte le età. Pur non essendo di per sé pericolose, le emorroidi rappresentano una patologia fastidiosa, se non – in alcuni casi – addirittura dolorosa, visto che possono determinare da un semplice fastidio a un dolore acuto all’ano, soprattutto se si va incontro a complicazioni come la trombosi, di cui parleremo successivamente e che rappresenta la prima causa di dolore in chi soffre di questa patologia. Le emorroidi si manifestano con i sintomi tipici di un’infiammazione localizzata nella zona dell’ano e accompagnata di frequente da prurito e bruciore, sensazione di pesantezza e di “ingombro” anale, ma anche fitte localizzate, perdite di muco e persino sanguinamento.

Nei casi più seri, e allo stadio più avanzato, le emorroidi possono scatenare anche un’emorragia vera e propria. In caso di sanguinamento, o semplicemente notando del sangue sulla carta igienica quando si va in bagno, il primo pensiero potrebbe essere quello di una malattia del colon-retto. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi,  si tratta di una patologia molto comune e per cui esistono adeguate cure e rimedi. Il sangue derivante dalle emorroidi non è scuro: solitamente si tratta si tratta di sangue vivo, rosso, poiché proviene appunto da formazioni emorroidarie che si trovano in prossimità dell’ano e che risentono del passaggio delle feci, degli sfregamenti con la carta igienica e persino della biancheria indossata. Anche se nel gergo comune si parla di emorroidi, in realtà scientificamente sarebbe più corretto parlare di malattia emorroidaria: le emorroidi, infatti, di per sé non costituiscono alcun problema, dal momento che sono una parte del nostro organismo. Si tratta infatti di vasi sanguigni naturalmente presenti nel canale anale di tutte le persone.

Ma allora perché escono le emorroidi? Il problema – o la patologia – sorge quando questi vasi sanguigni all’improvviso si infiammano, gonfiandosi oltre misura e scatenando una serie di sintomi molto varia, ma che comprende invariabilmente il dolore ed il fastidio durante la defecazione e durante la posizione seduta. Nello specifico, le emorroidi possono essere definite dei cuscinetti altamente vascolarizzati, ovvero caratterizzati da tessuto spugnoso e pieno di sangue formato da capillari, arterie e vene.

Differenza tra emorroidi interne ed emorroidi esterne

Le emorroidi si trovano dentro il canale anale, o meglio a ridosso della sua parete, cui sono saldamente attaccate grazie a dei legamenti fibrosi che le tengono al loro posto. In anatomia si è soliti distinguere in emorroidi interne ed emorroidi esterne in base cioè alla parte di canale anale in cui sono situate. Le emorroidi interne si trovano infatti nella parte superiore del canale, quelle esterne nella parte inferiore, dunque sono più vicine all’orofizio dell’ano. La patologia emorroidaria può riguardare sia le emorroidi interne che quelle esterne, e a volte persino entrambe. Sebbene simile, la sintomatologia è un po’ diversa: nel caso delle emorroidi interne, infatti, raramente si avverte dolore.

Questo perché la mucosa che le riveste è più spessa e impenetrabile. Viceversa, nel caso di emorroidi esterne non è raro soffrire di dolori. Queste possono anche fuoriuscire dall’ano e proprio per questo essere doppiamente fastidiose. Per capire perché escono le emorroidi, occorre in primis appurare qual è la loro funzione. Questi cuscinetti vascolarizzati hanno la medesima funzione dello sfintere anale: aiutano cioè l’organismo a evacuare o, al contrario, a trattenere non solo le feci, ma anche liquidi e gas. Gonfiandosi e sgonfiandosi – ovvero passando da una maggiore a una minore vascolarizzazione interna – le emorroidi aiutano lo sfintere anale nelle sue funzioni principali di contenimento (quando si gonfiano) ed evacuazione (quando si sgonfiano, favorendo così un transito naturale di scorie dall’interno all’esterno dell’organismo).

Svuotandosi, infatti, le emorroidi favoriscono la fuoriuscita delle feci e dell’aria in eccesso e consentono la regolarità intestinale. Normalmente, un individuo sano, che non presenti cioè malattia emorroidaria, non percepisce assolutamente la presenza delle emorroidi. Questa, infatti, si fa sentire esclusivamente quando è in corso il processo infiammatorio, che non di rado comprende una forte irritazione della pelle attorno all’orifizio anale. L’infiammazione insorge quando le emorroidi si dilatano e si infiammano, causando – oltre a tutti sintomi di cui abbiamo già parlato – anche prolasso e trombosi, ovvero formazione di coaguli ematici intravasali interni. Il sanguinamento ano-rettale è quasi una costante delle emorroidi, e può avvenire sia sotto forma di gocciolamento che a spruzzi, ma nella maggior parte dei casi è più facile notare macchioline di sangue sul wc, sulla carta igienica e persino sulle feci stesse (in questo caso il sangue si deposita durante l’uscita delle feci).

Classificazione delle emorroidi

La medicina classica è solita fare una classificazione delle emorroidi in base alla loro gravità; tale classificazione serve sia al medico che al paziente per capire a che stadio è la malattia e dunque, di conseguenza, come curare le emorroidi, in che modo intervenire. Il compito di indagare a fondo per capire se si tratta di emorroidi di primo, secondo, terzo o quarto grado (a seconda della crescente serietà della patologia in atto) spetta al proctologo, un medico specialista in proctologia, ossia in studio e cura di patologie che riguardano l’ano e il colon-retto. Per classificare le emorroidi si prendono in considerazione quattro variabili principali:
– le dimensioni
– se si tratta di emorroidi interne o esterne
– l’entità del sanguinamento
– la gravità dell’eventuale prolasso.
Le emorroidi possono essere di:

  1. Emorroidi di I grado
  2. Emorroidi di II grado
  3. Emorroidi di III grado
  4. Emorroidi di IV grado

Emorroidi di primo grado

Le emorroidi di primo grado sono senza dubbio le meno gravi: si tratta di emorroidi per lo più interne, molto spesso asintomatiche, che se sanguinano lo fanno solo ed esclusivamente al momento della defecazione. Non si parla di emorragie copiose, bensì di macchioline o tracce di sangue sulla carta igienica. Questa tipologia di emorroidi non si vede a occhio nudo. Per individuarle, il proctologo il più delle volte deve ricorrere ad un’esplorazione rettale con un’eventuale anoscopia.

Le emorroidi di primo grado non richiedono particolari interventi se non una radicale modifica della propria dieta e del proprio stile di vita. Per far sì che la leggera infiammazione svanisca occorre mangiare più fibre, muoversi di più (l’ideale è camminare tutti i giorni almeno mezz’ora), bere tanta acqua ed evitare pratiche come il sesso anale. A volte basta semplicemente cambiare alimentazione: alcuni cibi – per esempio quelli troppo speziati – vengono direttamente tirati in ballo quando si parla di come sgonfiare le emorroidi, dal momento che basta evitarli per ottenere già dei sensibili miglioramenti.

Emorroidi di secondo grado

Le emorroidi di secondo grado sono più complesse e a volte richiedono anche interventi più incisivi. Si tratta infatti del primo stadio delle emorroidi esterne: queste si cominciano già a vedere, ma sta al medico decidere se e come curarle. Può trattarsi di emorroidi interne sanguinanti o emorroidi interne congeste, mediamente dolorose. In questi casi può rendersi necessaria una buona pomata per le emorroidi, delle supposte oppure una crema specifica prescritta dal proctologo. La guarigione spesso è spontanea, ma questi rimedi di tipo farmaceutico riescono ad accelerarla, senza contare che offrono sollievo dai sintomi più fastidiosi.

Emorroidi di terzo grado

Le emorroidi di terzo grado sono quelle caratterizzate da prolasso, ovvero da una fuoriuscita. Sono decisamente più gravi rispetto a quelle di primo e secondo grado, e necessitano dunque di un intervento manuale. Per capire come far rientrare le emorroidi è bene rivolgersi al proprio medico, che potrà effettuare egli stesso l’operazione manuale servendosi dell’aiuto di un anestetico locale e esercitando una pressione leggera e decisa sulle emorroidi, spingendo sino a che piano piano, un millimetro per volta, non rientrano completamente. Se si effettua questa operazione da soli occorre avere la mano ancora più ferma, oltre che ben unta di anestetici, e soprattutto una buon grado di sopportazione del dolore.

Emorroidi di quarto grado

Le emorroidi di quarto grado sono indubbiamente le più gravi: si tratta di emorroidi trombizzate, caratterizzate da prolasso muco-cutaneo conclamato e da dimensioni importanti. Come si curano queste emorroidi? E soprattutto, come alleviare il dolore e il fastidio che comportano? Anche in questo caso la parola ultima spetta come sempre al proprio proctologo di fiducia, ma nella maggior parte dei casi si rende necessario un intervento di tipo chirurgico.
In tutti i casi di emorroidi, la situazione può anche essere aggravata dalla presenza delle ragadi anali. La ragade non è altro che una piccola ma profonda erosione cutanea che spesso interessa gli orifizi dell’organismo, in primis bocca e ano. Le ragadi anali sono dunque dei taglietti estremamente fastidiosi a ridosso dell’orefizio anale, che fanno male soprattutto al momento della defecazione, specialmente in caso di feci dure (non a caso, una delle principali cause è la stitichezza).

Emorroidi: le cause

Le cause delle emorroidi sono molteplici: solitamente chi soffre di questa patologia presenta fattori di rischio genetici o ormonali aggravati da fattori socio-ambientali, ma anche da comportamentali e abitudini alimentari sbagliate.
Tra le cause principali delle emorroidi ci sono:

  • la stitichezza
  • la diarrea
  • un’alimentazione sbagliata, povera di fibre e acqua
  • una vita prettamente sedentaria, caratterizzata da poco movimento fisico (molto a rischio sono gran parte dei lavoratori “da scrivania”, che cioè passano gran parte della giornata seduti davanti al pc)
  • il sovrappeso
  • l’abuso di sostanze come spezie, tabacco e alcol
  • la gravidanza
  • gli sport eccessivamente traumatici come il sollevamento pesi, il ciclismo, l’equitazione, ecc.

Emorroidi: i sintomi

Come constatato sinora, le emorroidi presentano una sintomatologia specifica che rende estremamente facile la diagnosi, una volta escluse le altre patologie dell’ano e del colon-retto. Essa comprende:

  • infiammazione localizzata
  • prurito
  • bruciore
  • perdite di muco
  • sanguinamento
  • prolasso
  • sensazione di pesantezza e fastidio
  • dolore
  • fitte
  • emorragie

Rimedi per le emorroidi: le cure disponibili

Negli anni curare le emorroidi è diventato via via più semplice, soprattutto se vengono individuate al primo stadio. Le cure sono fondamentalmente di tre tipi.

Rimedi farmacologici

In farmacia, su prescrizione o semplice consiglio del medico, è possibile trovare una vasta gamma cure farmacologiche come pomate, creme e unguenti atti a contrastare le emorroidi e a velocizzare la guarigione. Tali rimedi farmacologici per le emorrodi sono anche indispensabili per sopportare i fastidi che le emorroidi determinano e attenuare i sintomi che più intralciano il benessere quotidiano.

Terapia chirurgica

La chirurgia è l’ultima spiaggia nella cura delle emorroidi, ma anche la più efficace, soprattutto per le emorroidi al quarto stato. In alternativa, è possibile provare prima a far rientrare le emorroidi con la tecnica manuale.

Rimedi naturali

Tra i rimedi naturali contro le emorroidi, i più efficaci sono le fibre vegetali – da utilizzare per migliorare il transito intestinale, eliminando così le feci dure e voluminose che irritano le emorroidi -, le pomate erboristiche a base di ippocastano, i gel all’aloe vera, i bagni derivativi da fare a casa con acqua tiepida e spugna e l’acqua alle prugne da bere al mattino, a stomaco vuoto.

Emorroidi in gravidanza

Tra le cause principali delle emorroidi c’è anche la gravidanza. Le donne incinte, infatti, presentano elevati rischi di sviluppare la patologia emorroidaria poiché, per fattori ormonali, sono più propense a soffrire di stitichezza. In questo caso però bisogna fare molta attenzione a come intervenire, e per lenire il fastidio che deriva da questa condizione è consigliabile avvalersi di metodi esclusivamente naturali, sempre però in accordo con il proprio medico.

Generalmente si consiglia alle donne incinte di camminare di più e di apportare radicali modifiche alla propria alimentazione, e questo il più delle volte basta a far rientrare la situazione nei limiti della sopportabilità; se così non fosse, spetterà sempre al medico decidere laddove è opportuno intervenire farmacologicamente.

1 Comment
  1. MARISA 5 mesi ago

    Titolo: le emoroidi o emorroi
    Buon pomeriggio, soffro di emurroidi da molti anni, e non ne posso più. Di morroidi ne ho tante nel culo, ma c’è una morroide in articolare che mi dà tormento, è più grossa delle altre ed è sempre arrossata. Le emarroidi, o emmoroidi o emmorroidi che si voglia sono una malattia molto invalidante e dovrebbero dare delle ferie per chi ce le ha, altro che. Beh non auguro a nessuno di soffrire di moroidi, beh forse al mio peggior nemico ogni tanto di co: chissà che ti vengano le emorridi. grazie dello sfogo

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