EMORROIDI ESTERNE: cause, sintomi, principali rimedi e cure

EMORROIDI ESTERNE: cause, sintomi, principali rimedi e cure
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EMORROIDI ESTERNE

Sono molte le persone tra i 45 e i 65 anni di età che abitano nei paesi sviluppati a soffrire, a un certo punto della propria vita, di emorroidi. La percentuale generale, infatti, varia tra il 50% e il 66% della popolazione, sia maschile che femminile, mentre una percentuale pari al 30% riguarda specificatamente le donne in gravidanza; però, nonostante sia un problema così frequente e diffuso, un certo pudore spinge a parlarne con il medico solamente in casi estremi. Sembra che la prima testimonianza giunta a noi di questa malattia risalga, addirittura, ad un papiro egiziano del 1700 a.C.

Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono delle strutture poste nell’orifizio anale dove si intrecciano numerosi vasi sanguigni che possono essere soggette ad infiammazione. Nel loro stato normale, queste strutture vascolari sono dei cuscinetti che aiutano il controllo delle feci, ma diventano patologiche quando si infiammano e si gonfiano. Le emorroidi interne si presentano solitamente con sanguinamento di colore rosso vivo e sono indolore durante la defecazione. Quelle esterne, di colore rosso-bluastro, sfociano all’altezza degli sfinteri e provocano evacuazioni con dolore, gonfiore, bruciore, prurito e fastidio nella zona dell’ano e, talvolta, perdite di sangue. Anche se le cause precise delle emorroidi sono incerte, si ritiene siano dovute ad alcuni fattori che accrescono la pressione addominale, tra cui costipazione, diarrea, sforzo nel defecare e gravidanza.

Pur essendo accomunate da dolore intenso, sanguinamento e prurito, le emorroidi non vanno confuse con le ragadi anali, lacerazioni della cute che si formano nel canale anale o sulla bocca dell’ano. La loro formazione è dovuta ad un’eccessiva dilatazione dell’ano durante la defecazione, che provoca una rottura della pelle. Generalmente tale lacerazione si risolve da sola in pochi giorni, ma, quando si presenta ripetutamente sempre nello stesso punto, non si rimargina più e allora si parla di ragade.

Le emorroidi vengono diagnosticate mediante esame visivo della zona. Numerose persone utilizzano il termine “emorroidi” in modo inappropriato per descrivere qualsiasi sintomo che si verifichi intorno alla zona anale, escludendo così possibili cause più serie dei sintomi. La colonscopia può essere ragionevolmente utilizzata per confermare la diagnosi o escludere cause più gravi.

Emorroidi esterne
Emorroidi esterne: notare la differenza tra una vera e propria emorroide esterna e un’emorroide interna prolassata

EMORROIDI ESTERNE: LE CAUSE

Perchè escono le emorroidi? Le cause per cui escono le emorroidi sono legate ad una serie di fattori tra i quali abitudini intestinali irregolari, come stipsi o diarrea cronica, scarsa attività fisica e sedentarietà, alimentazione a basso contenuto di fibre, abuso di lassativi, alcol, caffeina e nicotina, incremento della pressione addominale dovuto a sforzi prolungati ed eccessivi o a gravidanza, fattori genetici, obesità, tosse e invecchiamento. Purtroppo le emorroidi possono anche essere un sintomo di tumore o di malattie cardiovascolari.

Studi recenti mostrano che i pazienti con emorroidi tendono ad avere la muscolatura liscia del canale anale più stretta della media, anche quando non è sotto sforzo. La costipazione si aggiunge a questi problemi perché sforzarsi durante la defecazione aumenta la pressione del canale anale e spinge le emorroidi contro il muscolo sfintere. Infine, i tessuti connettivi che sostengono e mantengono le emorroidi al loro posto possono indebolirsi con l’età, causando prolasso e gonfiore.

EMORROIDI ESTERNE: I SINTOMI

La migrazione delle emorroidi verso l’esterno, cioè al di fuori dell’ano, può verificarsi in maniera permanente oppure soltanto durante la defecazione; i sintomi più comuni delle emorroidi esterne sono:
– sensazione di peso rettale;
– prurito, fastidio e bruciore anale;
– perdite di sangue color rosso vivo, non solo associate alla defecazione, e possibile anemia causata del sanguinamento;
– dolori, anche lancinanti, durante l’evacuazione o quando ci si siede, con probabile presenza di una tromboflebite emorroidaria;
– gonfiore e sensazione di un nodulo all’ano, che, in particolare, sono sintomi associati ad emorroidi infiammate;
– prolasso della mucosa rettale.

Le emorroidi esterne possono anche provocare delle escrescenze di pelle in eccesso in corrispondenza del margine anale, causando problemi con la pulizia dopo un movimento intestinale che porta a infezioni cutanee secondarie.
Una trombosi vascolare delle emorroidi esterne si verifica quando una vena sottostante si chiude, impedendo la circolazione sanguigna. Si tratta di una condizione che provoca dolori molto intensi. In caso di emorroidi trombizzate si ricorre, generalmente, all’incisione che, facendo uscire il coagulo, toglie temporaneamente il dolore. La patologia non viene però eliminata, e si può, purtroppo, ripresentare. Inoltre, anche dopo la guarigione dalla trombosi, può restare una sporgenza di pelle.

EMORROIDI ESTERNE: RIMEDI E CURE DISPONIBILI

Ma come curare, sgonfiare e far rientrare le emorroidi? Ebbene, la terapia delle emorroidi, che varia a seconda della gravità del problema, può prevedere l’utilizzo di rimedi farmacologici, di rimedi naturali ed, infine, anche della terapia chirurgica. Le misure iniziali per curare le emorroidi fastidiose, ma non troppo dolorose, sono di tipo comportamentale, cioè consistono nel modificare le azioni quotidiane, per esempio aumentando l’assunzione di fibre, bevendo più liquidi per mantenersi idratati e facendo anche più movimento fisico allo scopo di favorire l’evacuazione intestinale e la circolazione sanguigna, disinfiammare le pareti venose e renderle più elastiche.

Se, invece, si soffre molto e il problema si è cronicizzato, si deve ricorrere ai rimedi farmacologici, assumendo, ad esempio, i farmaci FANS prescritti dal medico, per tenere sotto controllo il dolore, restando a riposo. Anche una buona pomata per le emorroidi, in gel o in crema, disinfettante e decongestionante, a base di sostanze cortisoniche e anestetiche, può essere applicata sulla zona interessata, per lenire il dolore mentre si cerca di far rientrare l’emorroide nell’ano con la mano. Se i sintomi, però, non migliorano con la terapia conservativa, si può ricorrere all’asportazione chirurgica, con l’emorridectomia, spesso risolutiva, o con un’operazione meno invasiva (metodo Thd) che provochi lo sgonfiamento delle emorroidi, bloccandone l’irrorazione sanguigna, ma senza asportarle, oppure con il riposizionamento delle emorroidi prolassate.

I rimedi naturali sono efficaci, ma più nel lungo periodo, e sono, soprattutto, lenitivi e preventivi del problema, comunque non presentano gli effetti collaterali dei farmaci di sintesi. Si possono, per esempio, mangiare frutti di bosco, in particolare i mirtilli, e utilizzare estratti di amamelide, rusco, centella asiatica e ippocastano, ricchi in flavonoidi utili a rinforzare, proteggere e cicatrizzare le vene, ed anche curare l’igiene anale facendo il bidet con l’infuso concentrato di camomilla, tiepido o freddo, ma non gelido, ed aggiungerevi anche l’estratto di propoli, antibiotico e antivirale naturale.

EMORROIDI IN GRAVIDANZA

Durante il periodo della gravidanza i cambiamenti ormonali, con aumento del progesterone e degli estrogeni, lo sviluppo volumetrico dell’utero, che, premendo sulle vene dell’ano, favorisce la stitichezza, l’aumentata pressione addominale, il ristagno di sangue nonché la diminuzione dell’attività fisica, rappresentano dei fattori che predispongono a dilatare e a indebolire le vene provocando il prolasso delle emorroidi, il rigonfiamento anale e lo sviluppo di vene varicose. Inoltre, trascurare il problema e non curarlo favorisce il peggioramento della patologia, anche con la comparsa di ragadi anali e anemia.

Dunque, oltreché recarsi dal medico, bisogna optare per degli accorgimenti alimentari e comportamentali per curare la stipsi e liberare l’intestino, mangiando più fibre di frutta e verdura e bevendo più acqua per ammorbidire le feci, e diminuire l’infiammazione e la debolezza vascolare, aumentando il movimento fisico, magari passeggiando tutti i giorni. E’ anche molto importante curare l’igiene anale per prevenire infezioni e peggioramenti del problema. Ma come alleviare il dolore?

Ebbene si possono usare delle supposte o delle pomate a base di farmaci anestetici e cortisonici per alleviare i sintomi, ma in gravidanza è meglio preferire delle cure naturali come la fitoterapia, che risulta meno rischiosa dei farmaci. Si può diminuire l’infiammazione, ad esempio, con infusi concentrati di malva e camomilla da usare per l’igiene anale, e sostituire la pomata col gel d’aloe oppure l’olio d’oliva, benefici anche in caso di ragadi. Fra gli altri accorgimenti è bene evitare alcuni cibi, come cioccolata, caffè, alcol, insaccati, spezie piccanti e cibi spazzatura, perché aumentano l’infiammazione. Inoltre, se si deve restare sedute per molte ore è opportuno sedersi su di un cuscino.

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