UREA ALTA o UREMIA

UREA ALTA o UREMIA
4.3 (85.71%) 7 votes

UREA ALTA o UREMIA

Molto spesso si sente parlare di urea, ovvero un parametro che bisogna tenere sotto controllo per poter valutare la corretta funzionalità dei reni. I medici infatti consigliano frequentemente l’analisi dell’urea che è un test di fondamentale importanza per valutare il corretto funzionamento dei reni. Caratteristica importante dell’analisi dell’urea è quella di non essere minimamente influenzata dall’alimentazione o altri fattori esterni: perciò mediante i valori urea sarà possibile capire con precisione le condizioni dei propri reni. Ecco perciò tutto quello che bisogna conoscere sull’urea nel sangue e soprattutto sui valori di riferimento da tenere sempre presenti.

Cos’è l’urea: caratteristiche chimiche e biologiche

L’urea è un composto chimico presente all’interno del sangue e nelle urine, ecco perché basterà analizzare un campione di urina per valutare l’urea urinaria. Diventa perciò importante capire il significato dell’urea per capire il suo impatto sull’organismo. All’interno dell’urea vi è una notevole presenza di azoto, e ciò spiega perché in caso di valori dell’urea abbastanza alti si parla di azotemia alta. Una cosa che va tenuta presente è che l’urea viene prodotta all’interno dell’organismo per lo più dal fegato e in minima parte dal rene. Questa rientra nella fase finale della sintesi proteica e si parla di ciclo dell’urea come di quella fase che determina la produzione di questa molecola.

L’urea deriva fondamentalmente dall’ossidazione di quegli amminoacidi che non vengono sfruttati per la produzione di proteine. Essa ha una funzione importante in quanto eviterà un eccessivo accumulo di azoto che deriva dal metabolismo degli amminoacidi che andrebbe ad alterare il ph fisiologico. Gran parte dell’urea viene escreta mediante l’urina, ma vi è una piccola percentuale di questo composto anche all’interno del sudore.

 

I reni, organi fondamentali per l’eliminazione di urea e creatinina.

 

Funzione renale: cos’è la creatinina e la clearance della creatinina

Assieme alla valutazione dell’uremia, un altro test di fondamentale importanza per la funzionalità renale è quello della creatinina. Questa molecola è un altro esempio di scarto prodotto direttamente dall’organismo umano: essa deriva dal metabolismo della creatina, un amminoacido. La creatina viene prodotta a ritmi regolari dall’organismo soprattutto nel momento in cui ci sono sforzi come, ad esempio, un carico da sollevare o attività sportive svolte con continuità.

Quando si parla di clearance della creatinina, così come di altre sostanze, si fa riferimento ad un parametro legato alla concentrazione fisiologica di questa molecola. Infatti la clearance corrisponde alla quantità di sangue che viene depurata di questa sostanza nell’unità di tempo da parte del rene. Ecco perché si intuisce bene come la clearance renale sia una componente fondamentale per valutare la funzionalità renale. L’analisi della creatinina viene effettuata mediante una raccolta di urine nell’arco delle 24 ore.

 

Urea alta: cause

Le cause più diffuse di urea alta riscontrata all’interno dell’organismo sono:

  • Digiuno
  • Disidratazione
  • diabete mellito
  • Emolisi
  • Emorragie
  • Gotta
  • Insufficienza cardiaca
  • Ipertensione
  • Ipertiroidismo
  • Neoplasia renale
  • Tumori renali
  • Ustioni
  • Eccessivo consumo di alimenti proteici
  • Traumi
  • Condizioni di shock
  • Cirrosi epatica
  • Assunzione eccessiva di farmaci cortisonici e diuretici

Nella maggior parte dei casi il motivo scatenante di urea alta nel sangue è la presenza di insufficienza renale. Si parla di insufficienza renale acuta che può essere causata da farmaci nefrotossici (cioè dannosi per i reni), problemi vascolari renali, insufficienza epatica, reazioni allergiche gravi, ustioni gravi, disidratazione, infarto miocardico, tutte condizioni che riducono o addirittura bloccano l’afflusso di sangue ai reni. Ci sono anche cause come coaguli sanguigni, infezioni renali e intossicazioni da alcol, stupefacenti o metalli che possono ridurre significativamente la funzione renale.

Per quanto concerne invece l’insufficienza renale cronica, condizione spesso più complessa da curare, le cause principali sono diabete di tipo 1 o 2, rene policistico, glomerulonefriti, infezioni renali ed un’ipertensione arteriosa mal controllata.

Da specificare anche che ci sono differenti condizioni di insufficienza renale: si parte da quella prerenale con disidratazione e ridotto apporto ematico al rene, fino a quella intrarenale con danni al tessuto renale, fino all’ insufficienza renale post-renale che ha come cause scatenanti occlusioni delle vie urinarie come ad esempio calcoli a livello degli ureteri.

Urea elevata: sintomi

Tra i sintomi più comuni dell’urea sierica alta, ovvero di un’eccessiva concentrazione di questa molecola in circolo troviamo:

  • stanchezza evidente
  • perdita di peso
  • vomito
  • aumento della pressione sanguigna
  • tremori diffusi
  • tachicardia
  • riduzione nella quantità di urina prodotta
  • pallore

Bisogna perciò prestare molto attenzione ai valori di uremia. Infatti nel momento in cui si manifestano questi sintomi, anche contemporaneamente, è bene fare affidamento alla consulenza di un medico. Il livello normale dell’azotemia nel sangue è tra i 22 e 46 milligrammi per ogni decilitro di sangue, mentre se si parla della quantità di azoto ureico, essa deve essere tra i 10,3 e 21,5 milligrammi per decilitro. Si capisce perciò come la p-urea sia un parametro da tenere costantemente in considerazione e soprattutto per valutare un corretto funzionamento dei reni.

Urea alterata: conseguenze

Ovviamente gli scompensi che possono derivare dalle alterazioni nei valori dell’urea possono essere notevoli. In particolare, si noterà come ci saranno problemi nella minzione: la quantità di urina sarà di molto inferiore al normale. Non mancano i casi in cui si avverte il bisogno di urinare salvo poi produrne scarse quantità o addirittura nulle. Ciò si ripercuote sul metabolismo generale dell’organismo: il rene ha funzioni fondamentali all’interno dell’organismo umano e un suo alterato funzionamento determinerebbe eccessive concentrazioni di determinate molecole.

Nel caso in cui l’aumento dell’urea non è patologico, si parla di una serie di conseguenze di non forte rilevanza. Ecco perché si potrà rimediare a questa condizione, diagnosticabile mediante le analisi del sangue, modificando anche il proprio regime alimentare. Maggiori e più gravi possono essere le conseguenze per quelle persone che soffrono di altre patologie correlate. Infatti pazienti che soffrono di insufficienza renale potrebbero avere problemi di iperkalemia, azotemia alta, acidosi metabolica e anche predisposizione alle emorragie. Queste sono conseguenze di un certo peso e che, alla lunga, possono anche limitare molto le aspettative di vita di un paziente. Nelle situazioni più gravi si può perciò ricorrere alla dialisi che sfrutta macchinari con cui è possibile depurare il sangue umano ricco di scorie come urea e creatinina che possono accumularsi.

Urea alta: cure e rimedi principali

Il rimedio ideale per un paziente che vuole migliorare questa condizione che finisce spesso per influenzare il proprio stile di vita, è quella di modificare la propria alimentazione.
La prima cosa da fare è quella di ridurre un eccessivo consumo di alimenti proteici come carni ed uova. Questo perché proprio dal metabolismo delle proteine e quindi degli amminoacidi che le compongono, si ottengono urea e creatinina. Andrebbero anche eliminate alcune pessime abitudini come il fumo o anche un eccessivo consumo di alcol che finirrebbero per sovraccaricare il rene e per causare scompensi importanti, come l’azotemia alta. Inoltre, dato che spesso l’urea alta si collega anche con alterato metabolismo di colesterolo e trigliceridi, è bene tenere sotto controllo anche questi parametri. Ciò permetterà di evitare situazioni problematiche che potrebbero causare ostruzioni vascolari con aumentato rischio di infarto o ictus.

Un’ottima terapia da mettere in atto per rimediare all’azotemia alta nel sangue è quella comportamentale. Bisognerà perciò acquisire delle abitudini che entreranno a far parte del proprio stile di vita. Innanzitutto è bene bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Questo è consigliato non solo nel periodo estivo in cui l’esigenza di bere è maggiore, ma anche in altre stagioni dell’anno. In questo modo i reni verranno sempre stimolati al metabolismo e saranno sempre attivi e funzionali. I reni hanno bisogno proprio dei liquidi per mantenere la loro funzione di filtro e per fare in modo che venga garantito un corretto assorbimento di determinati nutrienti.

Inoltre proprio grazie all’alimentazione si potrà mantenere il giusto apporto calorico ed energetico nell’organismo. Basti pensare a situazioni in cui si fanno sforzi o anche attività sportiva: in questi casi è bene incrementare il consumo di carboidrati che limiteranno un eccessivo innalzamento dell’urea. Anche la riduzione nell’apporto di cibi ricchi di sale, potassio e fosforo potrebbe essere un’ottima soluzione per combattere l’urea alta e per evitarne un eccessivo innalzamento. Le situazioni più gravi e delicate di urea alta potrebbero richiedere, come già visto in precedenza, il ricorso alla dialisi.

Forse potrebbero interessarti anche:

 

  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *