ROSOLIA: cause, sintomi e vaccino in bambini, adulti e donne in gravidanza

ROSOLIA: cause, sintomi e vaccino in bambini, adulti e donne in gravidanza
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La rosolia è una malattia infettiva, contagiosa, provocata dal Rubivirus. Il contagio si trasmette attraverso saliva e altre secrezioni dell’apparato respiratorio, l’incubazione è di circa 2-3 settimane, è contagiosa nella settimana che precede l’apparizione dell’eruzione cutanea e per i 6-14 giorni successivi. I sintomi sono soprattutto cutanei – esantema -, febbre, malassere e linfoadenomegalie. Se presa in gravidanza può comportare conseguenze gravi al feto. La prevenzione avviene con il vaccino, mentre non esiste una cura antivirale realmente efficace: la terapia è sintomatica.

Rosolia

La rosolia è una malattia infettiva provocata dal un virus membro del genere Rubivirus, della famiglia Togaviridae. L’infezione può colpire soggetti di tutte le età e la sua gravità varia a seconda dell’età, con quadri più lievi nei bambini e più severi e con complicanze negli adolescenti ed adulti.

Fa parte delle malattie esantematiche, assieme a morbilloscarlattina, varicella, quarta malattia – chiamata anche scarlattinetta -, quinta malattia e sesta malattia.

Contagio e incubazione della rosolia

Come avviene il contagio? Il virus si trasmette attraverso secrezioni del tratto respiratorio di soggetti infetti, penetra e invade l’epitelio respiratorio e da lì si diffonde attraverso il sangue – viremia primaria – verso il sistema linfatico. Dopo 6-20 giorni dall’infezione segue una seconda diffusione nel sangue – viremia secondaria – che precede immediatamente l’insorgenza del’esantema cutaneo.

Quanto dura l’incubazione di questa patologia infettiva? L’incubazione della rosolia dura circa 2-3 settimane. Una persona infetta è contagiosa da 3-8 giorni dopo aver contratto l’infezione a 6-14 giorni dopo l’insorgenza dell’esantema. Il periodo di massima contagiosità va da 5 giorni prima a 6 giorni dopo la comparsa delle manifestazioni cutanee. Si può dire quindi che la durata sintomatica della rosolia è di una o due settimane.

Sintomi di rosolia

Quali sono i principali sintomi di rosolia? Per quanto riguarda i sintomi, nei bambini ha generalmente un decorso benigno e a volte non è distinguibile da altre malattie febbrili virali. I prodromi si hanno 14-21 giorni dopo l’infezione, le manifestazioni principali sono:

  • febbre
  • mal di gola
  • congiuntivite con o senza dolore oculare
  • mal di testa
  • inappetenza
  • linfoadenomegalie, ovvero l’ingrandimento dei linfonodi suboccipitali, retroauricolari e cervicali anteriori
  • Eruzione cutanea che inizia al volto ed al collo con macchie rosa irregolari che si uniscono e diffondono al resto del corpo.
  • Prurito cutaneo
  • Possono esserci anche delle lesioni rosa al cavo orale (macchie di Forchheimer) o petecchie.
Rosolia puntini rossi rubella

Nella foto la classica immagine che ritrae il dorso di un bambino affetto da rosolia.

Man mano che si estende al tronco ed agli arti l’esantema scompare dal viso e collo, ha una durata media di circa 3 giorni e non è seguito da desquamazione, mentre il prurito può perdurare per alcuni giorni dopo la scomparsa delle macchie rosse sulla pelle.

Diagnosi di rosolia

Agli esami di laboratorio si può osservare una riduzione dei globuli bianchi e delle piastrine. La diagnosi clinica può essere difficile perché altre malattie esantematiche possono assomigliare alla rosolia, pertanto la diagnosi richiede test sierologici con il riscontro di positività degli anticorpi IgM per il virus della rosolia.

Sono riportati casi di falsa positività degli anticorpi IgM contro la rosolia in soggetti con infezioni virali di altra natura (parvovirus B19, cytomegalovirus o CMV, Epstein-Barr virus o EBV) e in pazienti con positività del fattore reumatoide. Le colture del virus sono molto costose, spesso non disponibili e richiedono molto tempo per fornire un risultato.

La rosolia può essere facilmente confusa con altre malattie infettive che presentano quadri clinici simili, le patologie che entrano nella diagnosi differenziale sono infezioni da:

  • morbillo,
  • adenovirus,
  • parvovirus B19,
  • Epstein-Barr virus,
  • enterovirus,
  • Mycoplasma pneumoniae.

Complicanze della rosolia

Le complicanze non sono frequenti e sono rappresentate da:

  • piastrinopenia (1/3000 casi) più frequente nei bambini e che si manifesta 2 settimane dopo l’esantema,
  • artrite che interessa soprattutto le donne, insorge 1 settimana dopo l’esantema e colpisce soprattutto le piccole articolazioni delle mani,
  • complicanze del sistema nervoso centrale come encefalite e panencefalite progressiva.
  1. L’encefalite avviene in 1/5000 casi di rosolia, insorge una settimana dopo l’esantema e si manifesta con cefalea, convulsioni, confusione, atassia, coma; la mortalità è del 20% e sono frequenti sequele neurologiche.
  2. La panencefalite progressiva è una complicanza neurodegenerativa estremamente rara, può insorgere anche a distanza di anni dall’infezione e porta a morte entro 2-5 anni dall’insorgenza.
  • sindrome di Guillain-Barrè,
  • neuriti periferiche
  • miocardite.

Terapia della rosolia

Come si cura la rosolia? Il trattamento della rosolia è sintomatica e di supporto, non esistono farmaci antivirali. Per il controllo della febbre si utilizza spesso il paracetamolo (acetaminofene, conosciuto con il nome commerciale di Tachipirina).

Rosolia in gravidanza

Una delle forme più gravi di rosolia è l’infezione del feto durante la gravidanza per via trans-placentare. La gravità dell’infezione è tanto maggiore quanto più precocemente la madre contrae l’infezione nel corso della gestazione.

Rosolia in gravidanza

Nella foto, l’immagine ritrae una futura mamma che ha contratto la rosolia

In particolare gli effetti del virus sul feto sono più severi se l’infezione avviene tra la prima e l’11° settimana gestazionale, in questo caso la probabilità di difetti congeniti è infatti del 90%. Le manifestazioni dell’infezione sul neonato vanno sotto il nome di sindrome della rosolia congenita e sono:

  • perdita dell’udito (danno neurosensoriale) monolaterale o bilaterale: tale danno può non essere riconoscibile fino al secondo anno di vita
  • anomalie oculari come cataratta, glaucoma infantile, retinopatia pigmentaria
  • difetti cardiaci congeniti come la pervietà del dotto arterioso o la stenosi dell’arteria polmonare
  • ritardo di crescita intrauterino,
  • prematurità
  • aborto
  • anomalie del sistema nervoso centrale, incluso ritardo mentale e disordini del comportamento
  • ingrandimento di fegato – epatomegalia
  • ingrandimento della milza – splenomegalia
  • ittero
  • epatite
  • manifestazioni cutanee
  • anomalie ossee
  • anomalie endocrine, come patologie della tiroide o il diabete mellito
  • disordini ematologici come anemia o piastrinopenia

Esiste una terapia per questa temibile complicanza in gravidanza? Non esiste alcuna cura per la sindrome della rosolia congenita, il trattamento dei soggetti affetti richiede il coinvolgimento di più figure mediche che devono seguire il paziente nel tempo perché alcune manifestazioni possono non essere presenti alla nascita o possono peggiorare col tempo.

È importante lo screening auditivo e lo screening visivo per interventi precoci. I neonati con rosolia congenita eliminano il virus attraverso le secrezioni respiratorie per lungo tempo, anche fino ad un anno, pertanto devono essere attuate delle precauzioni e dei controlli ripetuti mediante colture di secrezioni naso-faringee e urine fino alla loro negativizzazione.

Donne in gravidanza con storia di sospetto contatto con un caso di rosolia devono eseguire la ricerca di anticorpi IgG per rosolia, la dimostrazione di positivizzazione degli anticorpi in 2 campioni prelevati a distanza di 3 e 6 settimane dell’esposizione conferma l’avvenuta infezione, cioè la sieroconversione.

Prevenzione della rosolia: il vaccino

La prevenzione dell’infezione avviene mediante la vaccinazione. In Italia il calendario vaccinale prevede la somministrazione del vaccino sotto forma di due dosi di vaccino tetravalente (MPRV contro morbillo, parotite, rosolia, varicella).

Quando viene somministrato il vaccino?

  1. la prima dose viene somministrata tra i 12 e i 15 mesi di età
  2. la seconda dose a 5-6 anni di età.

La vaccinazione comunque è raccomandata anche a ragazzi ed adulti che non sono stati vaccinati in precedenza.

Effetti collaterali del vaccino per la rosolia

Successivamente al vaccino si possono avere reazioni lievi localizzate come gonfiore, dolore, rossore nel sito di iniezione e anche febbre, eruzione cutanea lieve, gonfiore al viso o dietro al collo (6-14 giorni dopo l’infezione). Manifestazioni rare sono le convulsioni secondarie alla febbre, dolori articolari, piastrinopenia; reazioni gravi possono essere le manifestazioni allergiche.

Controindicazioni al vaccino per la rosolia

Controindicazioni al vaccino per la rosolia sono: soggetti con una reazione allergica grave alla prima dose del vaccino, allergici a neomicina o ad altri componenti, pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, donne in gravidanza (il vaccino deve essere rimandato a dopo il parto).

È da notificare al medico vaccinatore se il soggetto ha una malattia del sistema immunitario o utilizza farmaci che comportano immunodepressione, ha un tumore, ha un numero basso di piastrine, ha ricevuto recentemente una trasfusione di sangue, immunoglobuline o un vaccino (in questi casi il vaccino non viene eseguito e/o viene rimandato).

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