PCR – PROTEINA C REATTIVA

PCR – PROTEINA C REATTIVA
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La proteina C reattiva o PCR (CRP dall’inglese C Reactive Protein) è una proteina di fase acuta, e viene sintetizzata dal nostro organismo durante uno stato infiammatorio. L’analisi della proteina C reattiva viene quindi effettuata per cercare la presenza di un’infiammazione.

Un riscontro di proteina C-reattiva alta si associa ad uno stato flogistico. Solitamente le cause di PCR alta sono infezioni batteriche e fungine, malattie reumatologiche, immuno-ematologiche e neoplastiche (tumorali). Non va dimenticato però che il test per la proteina Creattiva è un esame che non permette di fare diagnosi di una precisa patologia, ma semplicemente è un “campanello d’allarme” che il nostro organismo è soggetto ad un aumento dello stato infiammatorio.

PCR – Proteina C reattiva valori normali

Proteina C reattiva negli adulti

A seconda del laboratorio e della metodica di misurazione, i valori normali di proteina C reattiva possono subire minime variazioni.

Si considera normale un valore di PCR <6 mg/L  (PCR < 0,6 mg/dl).

Proteina C reattiva nei neonati

Nei neonati è noto come la PCR aumenti in modo aspecifico nei primi giorni di vita: in seguito a questo studio, è stato proposto l’utilizzo dei seguenti valori di riferimento nei neonati:

  • 0-12 h dalla nascita: PCR< 5 mg/L
  • 13-24 ore dalla nascita: PCR<15 mg/L
  • 25-36 ore dalla nascita: PCR<25 mg/L
  • 37-48 ore dalla nascita: PCR<25 mg/L
  • 49-60 ore dalla nascita: PCR<20 mg/L
  • 61-72 ore dalla nascita: PCR<15 mg/L
  • 73-84 ore dalla nascita: PCR<15 mg/L
  • 85-96 ore dalla nascita: PCR<10 mg/L

PCR – Proteina C reattiva meccanismo d’azione

La PCR è una proteina di fase acuta, che fa parte dell’immunità di tipo innato, e viene prodotta dal fegato in presenza di uno stimolo infiammatorio. Proteina C reattiva, VES, procalcitonina e presepsina sono gli esami più utilizzati come markers infiammatori, cioè come esami effettuati in corso di infezioni o altri processi flogistici.

La proteina C reattiva viene prodotta assieme ad altre proteine di fase acuta come ad esempio alfa e gamma globuline, interleuchine, l’aptoglobina, la proteina siero-amiloide, il fibrinogeno e l’alfa1-antitripsina. Lo stimolo alla produzione di PCR è secondario alla produzione di un’altra proteina, l’interleuchina 6 (IL-6), rilasciata da cellule circolanti nel sangue, in particolare dai macrofagi.

I livelli di PCR in acuto possono aumentare di decine o centinaia di volte rispetto ai valori normali. L’analisi permette il dosaggio della PCR nel sangue e viene utilizzata principalmente in acuto come ad esempio nel sospetto di infezione e in cronico per il monitoraggio di patologie di lungo corso.

La proteina C reattiva funziona legandosi alla fosforilcolina che è una proteina espressa su cellule danneggiare o morte, ma anche sulla superficie di microrganismi come i batteri. La PCR agisce come opsonizzante su batteri e cellule danneggiate o morte proprio grazie al suo legame con la fosforilcolina esposta sulla superficie di queste ultime. Il termine opsonizzare significa che rivestire la superficie di una cellula o di un microorganismo, permettendo l’attacco delle proteine del complemento, e l’attivazione della via classica del complemento. Permette inoltre la stimolazione della fagocitosi cioè l’inglobamento delle cellule o dei microrganismi opsonizzati da parte di cellule come i macrofagi.

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In altre parole, la PCR è parte del meccanismo che permette al nostro organismo di attivare la risposta ad un insulto, si esso di tipo infettivo, autoimmunitario o ischemico.

PCR – Proteina C reattiva perchè si effettua l’esame

La proteina C reattiva non è un esame diagnostico nel senso che non permette di diagnosticare con certezza nessuna patologia. D’altro canto l’analisi della proteina C reattiva permette di capire se è presente uno stato infiammatorio: questo, unito ad altri fattori clinici come per esempio segni o sintomi riscontrati all’esame obiettivo fisico,  o come altre analisi del sangue effettuate insieme alla PCR, permette di inquadrare il tutto in una situazione di infiammazione acuta, o cronica, o in un quadro di riacutizzazione acuta di una patologia cronica.

La proteina C reattiva viene anche utilizzata nel proseguo di un’infezione per valutare la risposta alla terapia antibiotica  o antifungina. Allo stesso modo, nelle patologie croniche viene utilizzata nel follow-up per valutare la risposta al trattamento. A differenza dell’altro esame utilizzato nelle diagnostica delle infiammazioni, che la VES (velocità di eritro-sedimentazione, cioè la velocità che impiegano i globuli rossi a sedimentare sul fondo di una provetta), la PCR si modifica solo moderatamente in corso di gravidanza, e non si modifica in corso di anemia ora il caso di aumentata presenza di globuline nel sangue (iperglobulinemia). Per questi motivi la PCR è molto più specifica rispetto alla VES nella diagnostica e nel monitoraggio degli eventi infiammatori.

Nota bene: spesso nei referti delle analisi del sangue la PCR è indicata con la dicitura s-PCR o s-proteina C reattiva, dove la “s” sta per sierica, che deriva da siero, cioè la parte liquida non corpuscolata del sangue.

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PCR alta – Proteina C reattiva alta

Una proteina C reattiva alta (PCR alta) è caratteristica di  condizioni acute di infiammazione come per esempio infezioni batteriche e fungine, o in caso in un evento ischemico (ad esempio l’infarto miocardico), ma anche in caso vi siano malattie infiammatorie croniche. Una PCR alta, come d’altronde una VES alta, dà quindi la percezione che vi sia uno stato infiammatorio attivo, la cui natura deve però essere diagnostica analizzando segni e sintomi specifici, con l’aiuto eventualmente di altre analisi ematiche o radiologiche.

In corso di insulto infiammatorio, la proteina Creattiva inizia ad aumentare dopo circa 6-12 ore dall’inizio dello stimolo flogistico, e raggiunge il picco più elevato entro 24-48 ore. Una volta risolta la patologia infiammatoria, la PCR torna a livelli basali entro 48 ore (ha infatti un’emvita di 19 ore circa).

Proteina C reattiva alta cause – PCR alta cause

Il riscontro di proteina C reattiva alta è associato spesso alla presenza di uno stato infiammatorio nel nostro organismo (infezioni, attivazioni del sistema immunitario e comunque tutto quello che porta al rilascio di citochine infiammatorie nel nostro organismo). Ecco le possibili cause acute di PCR alta:

Infezioni batteriche: sono il tipo di infezione più frequente in assoluto, caratterizzate da febbre alta (>38°C) spesso accompagnata da brivido. Le infezioni batteriche rappresentano lo stimolo più potente per l’incremento dei valori della proteina C reattiva: è stato stimato che , indipendentemente dal fatto che il responsabile sia un germe gram + o gram -, una infezione batterica provoca un aumento della PCR maggiore di 100 mg/l in oltre il 70% dei casi. Ecco le infezioni batteriche che sono più frequentemente causa di PCR alta:

Infezioni batteriche dentarie e del cavo orale: sono infezioni abbastanza frequenti, molto dolorose che possono portare a complicanze anche serie. Tra le più frequenti ricordiamo i granulomi dentari, che sono infezioni dell’apice della radice dentale secondarie a carie o rotture di parte del dente, e le pulpiti, ovvero l’infiammazione della polpa dei denti: se non trattate, possono aggravarsi fino allo sviluppo di un granuloma suppurativo o di un vero e proprio ascesso.

Tonsilliti: infezione delle tonsille, due organi linfatici simmetrici posti nel cavo orale, nel rinofaringe. Una nota ricerca del Dr. Putto ha mostrato una PCR media nelle faringotonsilliti batteriche di 65 mg/L, paragonabile a quella delle tonsilliti da EBV (Epstein Barr Virus), ma nettamente superiore alle tonsilliti vvirali da Adenovirus).

Infezioni batteriche cutanee: sono infezioni molto comuni in persone anziane, sovrappeso o obese e non raramente con problemi di circolazioni agli arti inferiori (sede principale delle infezioni della pelle e dei tessuti molli). Elenchiamo qui sotto le più frequenti:

  • Erisipela: infezione dei tessuti molli che coinvolge il derma e gli strati superficiali dell’ipoderma, è caratterizzata da livelli di PCR alti, generalmente compresi tra 50 e 100 mg/L. Ad esempio questa ricerca condotta in un dipartimento di dermatologia ha mostrato valori medi di proteina C reattiva di  78 mg/L.
  • Impetigine: infezione da germi piogeni, si discosta dalle altre tipologie dei tessuti molli poichè è frequente anche in età pedriatica. Causata quasi sempre da batteri gram positivi come lo Staffilococco aureus o lo streptococco Pyogenes (che è uno streptococco beta emolitico di gruppo A). Caratterizzata da VES e Proteina C reattiva alte.
  • Cellulite: infiammazione del tessuto connettivo sottocutaneo: può rappresenta un’evoluzione di una normale erisipela e può sfociare nel temuto interessamento delle fasce connettive, la fascite. VES, PCR e procalcitonina (PCT) sono costantemente alterati in corso di cellulite, in particolare la PCR supera solitamente i 40 mg/L.
  • Fascite: gravissima patologia che consiste nell’infezione dei tessuti molli profondi che si propaga tramite le fasce connettive che avvolgono i tessuti, dando necrosi profonda, sepsi e shock settico con alto rischio di prognosi infausta. Per calcolare il rischio di fascite necrotizzante viene utilizzato uno score, il LRINEC, che tra i suoi parametri utilizza anche il dato di PCR>150 mg/L. Un recente studio pubblicato su Plosone ha mostrato una proteina C reattiva media di 254 mg/L nei pazienti con fascite necrotizzante.

Infezioni alle vie aeree: sono tra le infezioni più frequenti, specialmente nei bambini e negli anziani. Ecco le manifestazioni più frequenti di infezione delle vie respiratorie:

    • Polmonite: è una patologia a carico del parenchima polmonare. La polmonite è caratterizzata da infiammazione a livello degli alveoli, piccole cavità a forma di “sacchetto” nei quali sfociano i bronchioli. La principale causa di polmonite è l’infezione batterica polmonare, durante la quale gli alveoli si riempioni di liquido e/o materiale infiammatorio causando un difetto di ventilazione. La polmonite è solitamente caratterizzata da tosse produttiva (tosse grassa), febbre e, in un secondo momento, difficoltà respiratorie. In genere nelle polmoniti batteriche la VES e PCR sono molto alte, in particolare la PCR supera spesso i 100 mg/L. Ad esempio, lo studio del 2004 condotto da Almirall J et al. e pubblicato su Chest ha mostrato, nelle polmoniti batteriche, una PCR media di 110.7 mg/L, con la polmonite da Legionella pneumoniae e la polmonite da Streptococcus pneumoniae che hanno mostrato i valori medi di PCR più alti (178 mg/L e 166 mg/L rispettivamente).La seguente tabella riporta invece i dati dello studio C-reactive protein levels in community-acquired pneumonia, di E. García Vázquez et al. 2003, pubblicato nel European Respiratory Journal. Secondo questo articolo ad esempio, sono considerati predittivi di polmonite batterica da S. pneumoniae un valore di PCR maggiore di 250 mg/L. Di seguito sono elencati i livelli medi di proteina Creattiva in base al germe responsabile dell’infezione.
Agente batterico N° pazienti PCR media (mg/L)
Batteri polmonari tipici 141 160
Streptococcus pneumoniae 80 171,5
Haemophilus influenzae 26 129,3
Altri 35 156
Legionella pneumophila pneumonia 30 252,3
Polmoniti atipiche 52 126,4
Chlamydia pneumoniae 20 117,4
Mycoplasma pneumoniae 17 160,2
Coxiella burnetii 15 100,2
Virali 35 144,5
Totali 258 161,8
Patienti con più di un patogeno identificato 80
Polmonite purulenta 38 188,2
Polmonite purulenta+Legionella 2 149
Polmonite purulenta+batteri atipici 12 138
Polmonite purulenta+virale 17 167,6
Polmonite virale+Legionella 1 339,8
Polmonite virale+batteri atipici 6 129
Batteri atipici+Legionella 4 270,3
Polmonite ad eziologia non conosciuta 383 140,1
  • Bronchite: è un’infezione batterica frequentissima nella giovane età, ritorna inoltre molto diffusa nei pazienti anziani, come riacutizzazione di BPCO (Broncopneumopatia Cronica ostruttiva). E’ caratterizzata da tosse e segni e sintomi di broncospasmo. Gli indici di flogosi (PCR, VES, procalcitonina, presepsina) sono facilmente alterati sin dalle prime manifestazioni respiratorie.
  • Faringite: è il classico “mal di gola”, consiste nell’infiammazione della faringe, la parte terminale del cavo orale che lo mette in comunicazione con cavità nasale, esofago e laringe. La laringe, a sua volta, si può infiammare, dando luogo alla laringite. Entrambe queste patologie sono prevalentemente virali, con modesto rialzo degli indici di infiammazione. Meno spesso sono ad eziologia batterica, con cospicuo rialzo della Proteina C Reattiva, non raramente maggiore dei 50 mg/L.
  • Sinusite: infiammazione della mucosa dei seni paranasali (che si distinguono in seni frontali, seni mascellari, seni etmoidali e seni sfenoidali) delle cavità che si trovano nel nostro massiccio facciale e che hanno importanti funzioni come quella di inumidire e riscaldare l’aria inspirata, proteggere il cranio da sbalzi di temperatura e da traumi e allergerirne il peso osseo complessivo. La sinusite batterica (sinusite purulenta, per distinguerla dalla sinusite virale, detta sierosa) è causata principalmente da e si caratterizza da un importante aumento della VES e da un innalzamento della proteina C reattiva, che solitamente è compresa tra 50 mg/L e 100 mg/L.

PCR e infezioni batteriche urinarie: le infezioni delle vie urinarie sono le infezioni più frequenti nel sesso femminile e tra le più frequenti in assoluto. Si passa dalla batteriuria asintomatica (cioè dalla rpesenza di batteri nelle urine senza associati sintomi) alla classica cistite batterica (infiammazione della vescica legata ad infezione da batteri) all’uretrite (infiammazione dell’uretra, cioè del tratto che collega la vescica con l’esterno) fino ad infezioni più “alte” come la cistopielite e la pielonefrite. Le IVU (infezioni delle vie urinarie, chiamate anche UTI, Urinary Tract Infection) possono inoltre essere non complicate, cioè le cistiti nelle donne non in gravidanza, non immunocompromesse, senza anomalie funzionali o anatomiche delle vie urinarie e che non hanno segni di infezione sistemica o di invasione tissutale, oppure complicate, cioè quando presentano segni di infezione sistemica o che comunque non rientrano nei criteri precedentemente descritti. Il trattamento delle infezioni complicate sarà molto più forte e “aggressivo” delle forme di cistite non complicata. L’analisi della proteina C reattiva, come anche gli altri indici di flogosi (soprattutto la procalcitonina) è molto utile per valutare l’entità dell’infezione e l’andamento della terapia antibiotica.  I germi più frequentemente responsabili sono l’E.coli (Escherichia Coli) nel 80-90% dei casi, e un eterogeneo gruppo di altri microrganismi (Staphylococcus saprophyticus, Staphylococcus epidermidis, Enterococcus fecium e fecalis, Klebsiella pneumoniae e Proteus Mirabilis) nel restante 10-20% dei casi. Ecco le infezioni urinarie più frequenti.

Cistite e proteina C reattiva: infezione della vescica, è frequentissima soprattutto nel sesso femminile. E’ favorita da una scarsa igene intima o di un esagerato utilizzo di prodotti detergenti che alterano la flora batterica intestinale, dal freddo, dalla presenza di anomalie anatomiche come stenosi delle vie urinarie, calcoli, prolasso uterino o vescicale, o da malattie associate diabete, patologie neurologiche, dall’uso di dispositivi anticoncezionali come il diaframma, e, nei pazienti incontinenti o ricoverati, dalla presenza di catetere vescicale. L‘esame della PCR è molto utile in quanto permette, in una persona con sintomi urinari (come ad esempio disuria, cioè difficoltà ad urinare, pollachiuria, cioè necessità di urinare frequentemente, ematuria, cioè sangue nelle urine, o stranguria, cioè minzione dolorosa) di verificare la presenza di uno stato infiammatorio (probabilmente infettivo) alle vie urinarie). L’analisi della proteina C reattiva è inoltre utile per monitorare l’andamento della terapia antibiotica. I valori di PCR possono variare da minime alterazioni (15-20 mg/L) fino a valori oltre i 250 mg/L nelle urosepsi,  cioè nelle cistiti complicate con diffusione dell’infezione in tutto l’organismo.

Uretrite e PCR: l’uretrite è un’infiammazione dell’uretra, il piccolo canale che porta l’urina dalla vescica fino all’esterno del nostro corpo. E’ spesso di origine batterica, legata a un’igene intima non ottimale, e i germi più frequenti che la provocano sono la Chlamydia Trachomatis, e le specie Trichomonas e Mycoplasma. E’ associata a positività della coltura delle urine, e ad alterazione degli indici di flogosi, proteina C reattiva e VES.

Prostatite e PCR: la prostatite è l’infiammazione della prostata, una ghiandola presente solo nei maschi, fondamentale per la fertilità e la riproduzione. Se legata ad un’infezione batterica, si presenta con febbre, dolore inguinale e difficoltà nell’urinare. Spesso porta al riscontro di livelli di proteina C reattiva superiori di 10-20 volte i livelli di normalità.

Infezioni batteriche addominali e gastrointestinali: sono infezioni molto frequenti, e di gravità molto variabile. I livelli di PCR in questo tipo di infezioni possono raggiungere valori molto alti. Ecco le più frequenti infezioni dell’addome e tratto gastrointestinale:

  • Colecistite: infiammazione della colecisti, chiamata più comunemente cistifellea. Questa infiammazione può essere conseguente ad un calcolo incuneato in infundibolo (la parte terminale di questo organo sacciforme), che impedisce il normale deflusso della bile e può provocare uno stato di infiammazione e tensione dell’organo, fino alla sovrainfezione della colecisti. La colecistite litiasica (cioè calcolotica, legata a calcoli biliari) rappresenta più dell’85% dei casi di infiammazione della colecisti. Nel restante 15% le cause sono differenti, e si parla di colecistite alitiasica. La colecistite è una patologia acuta molto seria, che viene trattata instaurando terapia antibiotica e antidolorifica, un completo digiuno e un’adeguata idratazione endovenosa. Le complicanze della colecistite sono il propagarsi dell’infezione attraverso il sangue nell’intero organismo (sepsi), con possibile sviluppo di SIRS (sindrome da risposta infiammatoria sistemica). Un’altra complicanza temibile è la perforazione della cistifellea, con disseminazione del suo contenuto infetto nella cavità addominale, causando invariabilmente una peritonite. In corso di colecistite possono essere registrati valori molto alti degli indici di flogosi, come VES, PCR e soprattutto procalcitonina. In particolare la PCR supera spesso la soglia dei 200 mg/l. Uno studio condotto in Giappone ha riscontrato valori di Proteina C reattiva variabili in relazione alla gravità della patologia: PCR intorno ai 20 mg/l nelle colecistiti senza complicanze, valori di PCR maggiori di 130 mg/l nelle colecistiti di gravità intermedia e una PCR media superiore ai 230 mg/l nelle colecistiti severe complicate.                                                                                                                                                                                                            Un altra ricerca ha evidenziato l’utilità della proteina C reattiva nel prevedere che tipo di approcio chirurgico utilizzare: pazienti con PCR bassa sono stati operati nella maggior parte dei casi per via laparoscopica (cioè con intervento di minima, con ferite chirurgiche di piccole dimensioni), mentre pazienti con PCR alta (maggiore di 36 mg/l si sono mostrati ad alto rischio di colecistectomia laparotomica (cioè con la classica apertura dell’addome tramite bisturi).
  • Colangite: infezione delle vie biliari, è quasi sempre legata ad una sovrainfezione batterica in una situazione di ridotto efflusso biliare, cioè quando vi è un calcolo o una stenosi della via biliare che fa ristagnare la bile. Più raramente, è conseguente ad anomalie congenite delle vie biliari o da precedenti interventi di chirurgia addominale. In alcuni casi la colangite può svilupparsi in conseguenza ad altre infezioni addominali (pancreatite, diverticolite). I valori di proteina C reattiva nella colangite superano spesso la soglia dei 100 mg/L.
  • Pancreatite infettiva: infiammazione del pancreas, spesso legata alla presenza di calcoli nelle vie biliari o nele vie pancreatiche, che causano un ristagno della bile e dei succhi pancreatici, che cominciano d attaccare il pancreas stesso, producendo inizialmente un’infiammazione locale, poi una vera e propria necrosi. Altre cause meno frequenti sono legate ad infezioni delle vie biliari, ad anomalie congenite delle vie biliari. I soggetti alcolisti sono predisposti alle pancreatiti, come anche le persone con ipertrigliceridemia, e coloro che soffrono di alterazioni del metabolismo del calcio (ipercalcemia con o senza iperparatiroidismo primario). In corso di pancreatite il processo flogistico è molto importante e non è raro osservare livelli di PCR superiori ai 200 mg/L.

Infezioni genitali e dell’apparato riproduttore: sono infezioni spesso trasmesse per via sessuale o legate ad una cattiva igene personale. Ecco le più frequenti.

  • Salpingite: processo infiammatorio di solito di origine infettiva che colpisce le salpingi (tube di Fallopio): i germi più comunemente coinvolti sono gli streptococchi, gli staffilococchi, e i gonococchi (Neisseria gonorrhoeae). Evidenze scentifiche hanno mostrato rilevanti alterazioni della PCR in corso di salpingite, con una media di 11 mg/l e picchi fino a 97 mg/l di PCR nelle salpingiti causate da Chlamydia tracomatis, e una proteina C reattiva media di 104 mg/l con picchi fino a 250 mg/l in corso di infezione da Neisseria gonorrhoeae.
  • Orchite: infiammazione dei testicoli, molto dolorosa e accompagnata da elevati valori degli indici di flogosi.
  • Epididimite: un’infiammazione dell’epididimo, il dotto sottile ed attorcigliato su se stesso che collega ogni testicolo al proprio dotto deferente. Disturbo doloroso, che se non curato può portare all’infertilità, si associa a rialzo anche rilevante della proteina c reattiva.
  • Balanite: infiammazione, spesso di origine infettiva, della testa del glande. Spesso i valori degli indici di flogosi sono elevati, e si accompagnano a dolenzia, arrosamento e tumefazione della parte distale (termiale) del pene.
  • Vulvite
  • Vaginite.

Altre tipiche infezioni della giovane età:

  • Otite: infiammazione dell’orecchio, si manifesta sopratutto con dolore all’orecchio, perdita di udito, febbre. A livello laboratoristico si assiste ad un incremento marcato di VES e PCR.
  • Scarlattina: malattia infettiva causata dalle tossine dello Streptococcus Pyogenes (Streptococco di gruppo A), si manifesta con eruzione cutanea (esantema puntiforme), faringodinia (mal di gola), piressia (febbre) e alterazione degli indifi di flogosi, con PCR alta.

Infezioni fungine: sono meno frequenti, la maggior parte è causata da infezioni delle vie urinarie causate da miceti (funghi), la più frequente è la Candida.

Infezioni virali: le infezioni causate da virus sono solitamente accompagnate da livelli di indici di flogosi inferiori rispetto alle infezioni batteriche. Di norma la PCR non supera i 50 mg/L, e la febbre non supera i 39°C (come sempre esistono delle eccezioni anche in questo caso). Ecco le più frequenti infezioni virali con PCR alta:

  • Influenza e infezioni da rhinovirus (sindrome da raffreddamento o raffreddore): è stato dimostrato un modesto aumento della PCR nella prima settimana di malattia, con picco verso il 4° giorno e valori medi che vanno dai 10 mg/L ai 40 mg/L.
  • Morbillo: infezione virale causata dal Morbillivirus, si caratterizza per un rialzo modesto della PCR (< 20 mg/L), a meno che non vi sia una sovrainfezione batterica sottostante.

Malattie infiammatorie croniche intestinali in fase di esordio e di attività, come ad esempio la rettocolite ulcerosa o il morbo di Crohn.

Patologie reumatologiche: le più frequenti sono polimilagia reumatica, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico (LES), oltre che le vasculite sistemiche. Essendo delle patologie infiammatorie comportano un’attivazione della cascata infiammatoria con attivazione di IL-6, TNF e conseguente rialzo degli indici di flogosi, in particolare di VES e PCR. Ecco elencate le patologie reumatologiche più comuni:

Lupus eritematoso sistemico (LES): il lupus è una patologia autoimmune infiammatoria cronica, che interessa le sierose e i tessuti di svariati organi nel nostro organismo. Nel nostro paese colpisce ogni anno 1500-200 persone, di cui il 90% appartiene al sesso femminile. A livello bioumorale si riscontrano spesso anticorpi anti nucleo, anticorpi anti fosfolipidi e anticorpi anti-DNA. Nelle fasi di inattività o nel LES attivo ma senza interessamento delle sierose, solitamente i valori non superano di 20 mg/l, mentre nelle fasi di lupus attivo con sierosite, il riscontro di PCR alta è la regola, con valori in media superiori ai 60 mg/l.

Artrite reumatoide: è una patologia ad andamento cronico che provoca dolore, tumefazione (gonfiore) e rigidità articolare con limitazione del range del movimento e della funzione delle articolazioni interessate. Sebbene le articolazioni siano le parti dell’organismo più coinvolte, l’infiammazione può svilupparsi anche in altri organi o distretti. Si accompagna alla positività per il fattore reumatoide, un particolare anticorpo diretto verso il nostro stesso organismo. In corso di artrite reumatoide, il riscontro di proteina C reattiva e fattore reumatoide alterati è molto frequente.

Vasculiti dei grossi vasi: 

  • Arterite a cellule giganti
  • Arterite di Takayasu

Vasculiti dei vasi di medio calibro:

  • Poliarterite nodosa
  • Malattia di Kawasaki
  • Vasculiti primarie granulomatose del sistema nervoso centrale

Vasculiti dei piccoli vasi:

  • Vasculiti ANCA-associate
  • Poliangite microscopica
  • Granulomatosi di Wegener
  • Sindrome di Churg-Strauss
  • Vasculiti indotte da farmaci ed ANCA-associate
  • Vasculiti da immunocomplessi
  • Porpora di Henoch-Schönlein
  • Vasculite crioglobulinemica
  • Vasculite lupica
  • Vasculite reumatoide
  • Vasculite da sindrome di Sjögren
  • Vasculite ipocomplementemica urticarioide
  • Malattia di Behçet
  • Sindrome di Goodpasture
  • Vasculite da malattia da siero
  • Vasculite da farmaci
  • Vasculite da immunocomplessi post-infettiva
  • Vasculiti paraneoplastiche
  • Vasculite indotta da malattia linfoproliferative
  • Vasculite indotta da malattie mieloproliferative
  • Vasculite associata a carcinoma
  • Vasculiti da malattie infiammatorie croniche dell’intestino

Malattia infiammatoria pelvica (Pelvic Inflammatory Disease o PID)

Pancreatiti non infettive: anche in corso di pancreatite non infettiva, ovvero la forma più comune di infiammazione del pancreas, dovuta all’attivazione degli enzimi pancreatici in seguito all’occlusione o allo spasmo del dotto di Wirsung (calcoli, alcolismo le cause più frequenti), si assiste ad un importante incremento degli indici infiammatori. Resta inoltre il fatto che una pancreatite litiasica (da calcoli) può evolvere e sovrainfettarsi se non curata a dovere.

Reumatismo articolare acuto,  o febbre reumatica.

Artrite acuta

Gotta

Ustioni

Traumi o operazioni chirurgiche

Insulti ischemici (cioè legati al ridotto afflusso di sangue in un certo distretto corporeo), come ad esempio l’infarto del miocardio o l’ischemia cerebrale (ictus).

Malattie ematologiche: linfomi e mieloma multiplo possono essere caratterizzati da VES altaproteina C reattiva alta.

Non sempre il riscontro di proteina C reattiva alta è associato ad una patologia acuta: spesso, la PCR risulta elevata anche durante malattie infiammatorie croniche. Ecco alcune possibili cause croniche caratterizzate da una PCR alta:

Artriti croniche

Malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa) in fase cronica

Gravidanza in fase terminale (minimo aumento)

Obesità: le persone obese hanno dei valori di base della PCR aumentati rispetto alle persone normopeso: in questo studio è stato documentato un valore di proteina C reattiva maggiore di 2.2 mg/l in oltre il 60% delle persone obese, con un 20% circa che aveva una PCR addirittura superiore a 10 mg/l, in assenza di patologie infiammatorie di altro tipo in atto.

Neoplasie

Malattie neurologiche come la sclerosi multipla

Sintomi di proteina C reattiva alta – PCR alta sintomi

I sintomi che possono essere associati ad una PCR alta sono principalmente quelli che si riscontrano nel caso di un’infezione batterica o da miceti (fungina).

I sintomi in fase acuta che possono accompagnare il riscontro di proteina c reattiva alta saranno principalmente:

  • febbre
  • dolori articolari
  • sudorazione alternata a sensazione di freddo a volte accompagnata da  brividi
  • possibili segni di infezione / infiammazione  in uno più distretti corporei, come ad esempio:
  • arrossamento o tumefazione (gonfiore) della pelle nelle infezioni dei tessuti molli come nel caso di erisipela o di cellulite (con interessamento degli strati sottocutanei più profondi),
  • problemi nella minzione come disuria (bruciore mentre si urina) o stranguria (dolore mentre si urina) nel caso vi sia un infezione delle vie urinarie, come ad esempio cistite o pielonefrite
  • tosse prodotti a volte accompagnata da difficoltà respiratorie nel caso di un’infezione delle vie aeree (polmonite, bronchite, broncopolmonire, bronchiolite nei bambini)
  • dolore addominale, nausea, comparsa di ittero nel caso di un’infezione delle vie biliari o della cistifellea (colangite  o colecistite)
  • sensazione di gonfiore e dolore a livello del cavo orale (da escludere presenza di granuloma o ascesso a livello dentale)
  • Dolore pelvico o inguinale che si accentua con i rapporti sessuali e al termine di ogni ciclo mestruale: sono sintomi tipici della malattia infiammatoria pelvica.
  • Nel caso l’aumento della PCR sia legato ad una malattia infiammatoria cronica i sintomi più comuni possono essere:
  • febbre a carattere altalenante di lieve modesta entità (febbricola)
  • dolori articolari accompagnati o meno da tumefazione (gonfiore),  arrossamento e sensazione di calore a livello delle articolazioni
  • diarrea e dolore addominale ricorrenti nel caso delle malattie croniche intestinali.
  • Dimagrimento (calo ponderale), perdita di appetito (iporessia) e di energia (astenia): sono sintomi che devono essere indagati perchè presenti in corso di neoplasia.

Hs-PCR – Proteina C reattiva ad alta sensibilità

La PCR ad alta sensibilità (hs PCR, dall’inglese HS-CRP, High Sensivity C-reactive protein) è un analisi che misura i valori ematici di proteina C reattiva con metodo ultrasensibile, in modo da poter rilevare quantità anche piccole di questa proteina in modo preciso. Al contrario dell’esame per PCR classico, che si effettua nel sospetto di infezioni o comunque di malattie infiammatorie, l’hs-PCR viene dosata nel contesto di malattie cardiovascolari, per capire il rischio di un soggetto, anche sano, di andare incontro a problemi ischemici acuti vascolari cardiaci (infarto del miocardio) e cerebrali (ictus ischemico). Si ritiene infatti che livelli anche modestamente alterati di hs-PCR siano associati alla presenza di ateroscelrosi o comunque di un danno a livello vascolare. L’articolo di Steven Black, riporta come livelli di PCR compresi tra 3 e 10 mg/dl possano portare ad un aumentato rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari (infarto miocardico, ictus ischemico, vasculopatia polidistrettuale), sindrome metabolica e cancro del colon.

I livelli di hs PCR vengono divisi in fasce, con rischio cardiovasolare crescente dalla prima (rischio basso-nullo) alla quarta (alto rischio).

hs-PCR inferiore a  0,48 mg/L

hs-PCR  compresa tra 0,49 e  1,2 mg/L

hs-PCR compresa tra 1,2 e 3,1 mg/L

hs-PCR  compresa tra 3,1 mg/dL  e 10 mg/L

Attenzione: per valori di proteina Ca reattiva ad alta sensibilità maggiori di 10 mg/dL il test non è considerato significativo ai fini della determinazione del rischio cardiovascolare, poichè probabilmente dei valori così elevati sottointendono uno stato flogistico di altra origine (infettiva o infiammatoria di altra natura).

Secondo l’American Heart Association, l’analisi della hs-PCR è molto utile per le persone che hanno un rischio cardiovascolare intermedio (quindi con probabilità che va dal 10 al 20 %, di avere un attacco di cuore nei 10 anni futuri). Questo livello di rischio viene definito in base alla presenza di comportamenti a rischio (fumo, alimentazione non corretta), sullo condizione fisica (obesità, diabete, colesterolo o trigliceridi in eccesso) e sulla familiarità (presenza in famiglia di persone che hanno sofferto di malattie cardiovascolari o diabete.

Per le persone con basso rischio cardiovascolare l’analisi della hs-PCR è meno utile, in quanto non aggiunge infomrazioni riguardo il rischio futuro di malattie cardiovascolari. Infine, anche nelle persone con un elevato rischio di malattie cardiache o vascolari non c’è indicazione al dosaggio della hs-PCR, in quanto vanno attuati tutti gli accorgimenti per ridurre il rischio di infarto o ictus, a prescindere dai valori alterati o meno della proteina C reattiva ad alta sensibilità.

Il dosaggio di hs-PCR va accompagnato a quello delle altre analisi che aiutano ad inquadrare il rischio cardiovascolare di un individuo: colesterolo totale, colesterolo HDL e LDL, trigliceridi, omocisteinemia, dosaggio di Lp(a).

Curiosità

La proteina C-reattiva è stata scoperta nel 1930 da William S. Tillett e Thomas Francis, Jr., che notarono come questa sostanza reagisse contro il polisaccaride C dello pneumococco (Streptococco Pneumonie). La sostanza venne chiamata Fraction C, e  in successivi esperimenti fu chiaro come questa proteina veniva riscontrata in grandi quantità nel siero di chi aveva un evento acuto come febbre reumatica e infezioni.

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63 thoughts on “PCR – PROTEINA C REATTIVA

  1. buongiorno! sono stata operata 3 volte in 6 giorni in laparoscopia per una endometriosi sul retto, che ha reso necessaria prima una resezione e in seguito una colostomia. A 20 giorni dall’ intervento ho fatto analisi del sangue riportando una ves dopo prima ora pari a 100, la Pcr 6.4 (max 5) globuli bianchi nella norma. ematocrito 33 ed emoglobina a 11. La febbre ieri era a 37 alle 19 di sera e nei giorni precedenti a 37.2 nelle ore serali. Il medico curante dice di nn preoccuparmi perché il decorso è normale. Lei cosa ne dice?

    1. Salve, la PCR è ai limiti alti di norma, i globuli bianchi normali, una temperatura di 37°C non è febbre. Concordo con il medico curante, se dovesse cambiare il quadro clinico e comparire nuovi sintomi si faccia visitare nuovamente dal medico. Cordiali saluti.

  2. Buongiorno dottore
    ho subito un.operazione di emorroidi metodo Morgan. circa 1 mese, tutto bene decorso tranne ultimi giorni con piccolo sanguinamento durante la defezione, forse concomitanza ma ho avuto 1 gg di febbre con picco di 38.5 risolvibile con 2 pastiglie tachipirina,il giorno dopo, fatto esami per pcr 91 , neufrociti 77, linfociti, 9.9 resto valori nella norma ,esami urine negative ,può dipendere intervento

    1. Salve, sicuramente potrebbe essere conseguente anche solo all’intervento che ha subito. Andrà ricontrollata se dovesse comparire ancora febbre o altri sintomi o segni di infezione. Faccia riferimento al medico curante in ogni caso. Cordiali saluti.

  3. Salve Dottore,
    ho ritirato gli esami è tutto nella norma tranne VES che è a 48 e PRC a 7,4.. premetto che la sera prima di fare gli esami avevo la febbre e presi la tachipirina.
    Sono una donna di 54 anni da poco in menopausa ed ho fatto gli esami perché ho febbre già da qualche settimana e spesso mi capita di sudare tantissimo anche di notte.
    ecografia polmonare tutto ok.
    Esami colon tutto ok.
    ora sto per fare la scintografia al rene perché spesso ho un fastidio all’altezza del rene sx.
    ho fatto una cura di penicillina per 8 giorni, ma dopo una settimana circa dalla fine della cura la febbre è ricomparsa.
    lei cosa mi consiglierebbe??
    La ringrazio infinitamente.

    1. Salve, premesso che mancano le unità di misura e che è difficile rispondere senza visitarla e senza visionare le analisi del sangue complete, le consiglierei di fare una visita ematologica. Faccia comunque affidamento al medico curante. Cordiali saluti.

  4. Ho 55 anni e ho fatto le analisi di controllo, ho alterato leggermente il P-LCR e lAlbumina, oltre al solito colesterolo, in questo periodo sto soffrendo con una metarsalgia alla pianta del piede e vari acciacchi.
    in attesa del consulto con il mio medico, mi devo preoccupare?
    Grazie

    1. L’alterazione della PCR potrebbe essere legata ad una eventuale infiammazione a livello del metatarso dolente, ma tenga conto che lievi rialzi di VES e PCR possono avvenire in svariate situazioni e sono poco specifici. Non ci sono segnali di allarme nei dati da lei riportati, in ogni caso faccia sempre affidamento sul medico curante. Cordiali saluti.

  5. Salve. Dopo + di 1 mese di dolori alle anche e gambe da 2 settimane ho dolori fortissimi anche alle ginocchia. Ho fatto interventi come Arnold Chiari 1, con protrusioni uncoartrosiche. neurinoma dell 8 dx, erniectomia in c3 e asporto della coleciste in videolaparoscopia con conseguente pancreatiche curata x 3 anni. Con conseguenti forti algie addominali e ricoveri frequenti. Ho fatto gli esami e ho la PCR a 14 .cosa potrebbe essere?? Ringrazio. Anmr63

    1. Non è possibile risponderle in modo preciso, la PCR è semplicemente un indicatore di stato infiammatorio. Si rivolga al medico curante mi raccomando.

  6. Buongiorno
    il mio medico mi ha prescritto una serie di esami del sangue dopo una polmonite.
    I valori sono nella norma ad eccezione della proteina C reattiva che è <10 mg/dl. Cosa può voler dire?
    Grazie e buon pomeriggio
    Lorenzo

    1. PCR inferiore a 10 mg/L significa PCR negativa (quindi normale). Faccia vedere gli esami al medico curante e segua le sue indicazioni. Cordiali saluti.

  7. buonasera, le vorrei sottoporre i seguenti risultati di analisi
    AST\GOT 30
    ALT\GPT 36
    GAMMA GT 25
    ACIDO URICO 5.8
    ACIDO URICO 24H AC UR CONCENTRAZIONE 70
    Q ELIMINATA 770
    PROTEINA c reattiva 0.7
    possibile artrite psorisiaca

    1. Salve, difficile darle una risposta, gli esami bioumorali non mostrano particolari indicatori di infiammazione attiva. Mostri gli esami al medico curante che li saprà interpretare unitamente alla sua situazione clinica. Cordiali saluti

  8. Buongiorno, sono un ragazzo di 29 anni, con ipercolesterolemia ereditaria e iperomocisteinemia da mutazione MTHFR. Ho avuto una trombosi venosi superficiale a settembre, e soffro di reflusso gastroesofageo. Dopo aver notato dei linfonodi leggermente ingrossati nel collo (soffro di collo rigido e rari capogiri), ho eseguito ecografia (nulla di preoccupante il referto) e analisi del sangue: emocromo nella norma, VES :2 mm/1h (intervallo di riferimento 1-15);
    ASLO*: 407 UI/ml (0-250);
    EBV anticorpi:
    – VCA IgG positivo
    – EBV IgM negativo
    – EA IgG negativo
    EBNA IgG positivo
    Possibile infezione pregressa.
    Anticorpi anti tireoglobulina <1* Ul/ml (1-4)
    Proteina C Reattiva <0.10* mg/dl (0.10 – 0.75)

    Non potendo richiedere un consulto al mio medico nei prossimi giorni, vorrei sapere indicativamente cosa potrebbero significare. Ho forse avuto la mononucleosi?

    1. Gli anticorpi anti EBV indicano un pregresso contatto. Quindi non dovrebbe aver avuto la mononucelosi di recente. La PCR mi sembra assolutamente negativa (e va bene, non è alterata). L’ASLO alterato può voler indicare un’infezione streptococcica più o meno recente, ma è molto poco specifico. In definitiva nulla di particolare. In ogni caso faccia sempre e comunque riferimento al medico curante, che conosce il quadro generale e le darà le indicazioni più opportune. Cordiali saluti

  9. Salve sono un ragazzo di 27 anni, tratto epicondiliti con ultrasuoni e laser da 4 mesi e circa un mese fa, dopo aver fatto degli esercizi a casa alle gambe ho iniziato a sentire dolore alle ginocchia, quindi ho preso dicloreum per circa 1 settimana adesso i dolori forti sono passati e posso camminare anche se ogni tanto mi fanno ancora male. Da questo evento sono iniziati a comparire tante infiammazioni in diverse parti del corpo: le spalle, la schiena, i pollici della mano, non sono dolori forti ma comunque molto fastidiosi che fanno fatica ad andar via. Ho fatto un’analisi del sangue e ho: fattore Reumatoide 20 UI/ml , V.E.S 10 su 12max, T.A.S 133 su 200max e proteina C REATTIVA 7,50 mg/l su 6max. Un anno fa ebbi una tonsillite ma facendo il tampone ad oggi non è stata riscontrata flora batteria patogena. Come faccio a farmi passare tutti questi doloretti continui che mi vengono per movimenti anche solo banali ? Grazie.

    1. Salve, difficile darle una risposta basandosi su questi dati, sicuramente il suo medico visitandola e conoscendola saprà indirizzarla nel modo più adeguato. Cordiali saluti

  10. Salve, dopo un week end passato con il piede destro gonfio, dolori alla bassa schiena (vicino ai reni) e febbre a 38° ho fatto le analisi del sangue tutto regolare ,tranne PCR 74,9 e VES 20 ,quale può essere la causa…grazie

    1. Salve, si tratta di analisi ematiche indicativo di un processo infiammatorio abbastanza consistente in corso. Ha già eseguito un urinocultura? Faccia subito vedere questi esami al medico curante. Cordiali saluti

  11. salve, ho fatto un quadro completo di esami, tutto regolare, tranne la PCR che mostra un valore di 17.
    io soffro spesso di mal di gola dovuto alle tonsille che non si sono mai del tutto riprese dalla mononucleosi avuta 5 anni fa, allo stesso tempo soffro anche di acne estesa zona schiena, quindi questa alterazione potrebbe essere causata da queste cose? sono le uniche che mi vengano in mente, poi volevo sapere se 17 come valore è preoccupante, grazie in anticipo

    1. Salve, motivo per cui ha fatto gli esami? In ogni caso una per leggermente alterata come questa può essere legata a molteplici cause, anche un’infiammazione al cavo orofaringeo. Faccia sempre vedere gli esami al medico curante

  12. Buongiorno dottore, dalle analisi fatte un paio di giorni fa, alcuni valori sono fuori range: PCR 5,50 mg/L(fino a 5)-VES 33mm/h(fino a 30)- Gl.Rossi 4,19 (da 4,20 a 5,50)- Vol.Glob.medio(MCV) 98,6 (da 80 a 97)- colesterolo tot. 223mg/dl – PTH (Parathormone) Basale 91 pg/ml (12-72). Faccio presente che sono una donna di 64 anni e al momento del prelievo avevo mal di gola e sintomi da raffreddamento, senza febbre (difficilmente mi si alza la temperatura).
    La ringrazio per la cortese risposta.

    1. Sono tutte analisi minimamente alterate o ai limiti di norma, nulla di clamoroso. Dato il PTH alto andrebbe dosata anche la vitamina D. VES e PCR appena alterate possono dipendere dai sintomi da lei descritti. Faccia sempre vedere gli esami al medico curante mi raccomando. Cordiali saluti.

  13. Buondí.
    Ho la pcr a 42 e mal di gola.
    Ho avuto la febbre a 40 per due giorni ma ora non più. È neccessario l’antibiotico secondo lei?

    1. Salve, considerata la PCR alta e la febbre alta probabilmente è in corso un processo infiammatorio di tipo batterico, in ogni caso prima dell’assunzione di antibiotico è necessaria la prescrizione di un medico.

  14. Mio figlio ha fatto gli esami, premetto che da bambino ha avuto la porpora reumatoide anafilattica, pcr test 0,59 e il fattore reumatoide 88,9… A chi si dovrá indirizzare? Cosa significa tt questo? Grazie

    1. Salve, i valori di PCR sono normali, il fattore reumatoide è leggermente elevato, bisogna capire per quale motivo e da chi sono stati prescritti gli esami del sangue.

    1. Salve, lei descrive una pcr appena elevata e dei leucociti nella norma, come mai ha fatto questi esami? ha dei sintomi? Cordiali saluti

  15. Salve
    Mi sono operata di ciste endometriosi 10 anni fa con proteina C reattiva alta il
    Giorno dopo l’intervento. Ho fatto le analisi anche marker Ca 125 e tutto è’ negativo
    Lei pensa che devo controllare la proteina C reattiva per capire se ho infezioni riguardo focolai di endometriosi? Grazie mille

    1. Salve, un controllo isolato della PCR a così grande distanza dall’intervento e in assenza di sintomi non ha molto senso.

  16. salve seguito trauma ginocchio (portatore di protesi monocompartimentale)ho avuto problemi di gonfiore e articolazione.RX ha escluso lesioni ossee, ho deciso di effettuare PCR il risultato di oggi è di ben 165,70
    VES di 77
    a questo punto consigliereste una TAC?

  17. sono orso polare, faccio bagni ovunque e in qualunque stagione, nonostante i mei 57 anni…
    Per wuesto controllo scrupolosamente la mia salute.
    La scorsa primavera mi ha pizzicato un piede in un acqua torbida qualcosa.
    Subito non è accaduto nulla. Dopo un mese ho avuto la prima manifestazione di ascesso spontaneo nei testicoli, rapidamente inciso.
    Successivamente, e dopo un intervento in ospedale, ad agosto (e ogli 15 giorni) mi si sono aggiunti altri ascessi di medesima natura in ordine sparso vicino alle zone inguinali.
    Quando ho capito che si trattava di un infezione sanguigna da staphilococco, (proteina C reattiva 4.37) in un reparto di infettologico mi hanno somministrato 2 scatole di antibiotico 500.
    In seguito, e contemporaneamente alla somministrazione dell’antibiotico, si è manifestato sotto la lingua un tumore, di cui avevo percezione da un paio d’anni.
    Lo staff medico di odontostomatologia e otorinolaringoiatria di un ospedale accreditato sta programmandomi un intervento per rimuoverlo.
    Devo propormi di far rivalutare negli esami la proteina C ?
    Salvo il primario di odontostomatologia, ad oggi, nessuno ha mai pensato che ci fosse un legame tra l’insorgenza della prima infezione da staphilococco e il tumore posto in essere.

    1. Gentile utente, senza dubbio la presenza di un tumore può aver abbassato le difese immunitarie. La dinamica che lei racconta sembra comunque far presumere che l’infezione si sia disseminata per via ematogena (cioè tramite il circolo sanguigno) a partenza da una lesione cutanea inseguito al”pizzicotto” che lei riferisce di aver sentito in acqua. Mancano elementi per poter fare supposizioni più precise. L’eziologia dell’infezione (staffilococco ) avvalora la partenza cutanea. I valori di Proteina C reattiva sono elevati anche se non così alti come ci si aspetterebbe in presenza di ascessi multipli. Ripetere l’analisi della PCR non ha senso, se lei non ha altri sintomi di infezione: febbre, tosse, bruciore ad urinare, sensazione di tensione e calore cutaneo ecc..

  18. Salve Dott.
    Ho il ginocchio e caviglia gonfia e i valori della PCR è 4,7 val. ( 0-0.5),ferro 47 val (56-160),la ves 10 val 0-15. Cosa può essere? Mi devo preoccupare x la PCR alta è ferro basso?
    Grazie anticipatamente

    1. Per quanto riguarda la PCR alta, se non ha altri sintomi o segni di infezione, andrebbe approfondito il quadro osteo arricolare a livello dell’arto inferiore. Faccia vedere gli esami al medico curante che le prescriverà eventualmente una radiografia e/o ecografia tessuti molli e eventuali approfondimenti bioumorali.

  19. Salve! Ho la VES – 1^H -9- e P.C.R. ASSENTE
    Ho fatto questa ricerca perchè ho molto spesso la pancia gonfia di aria e la cosa mi produce fastidi abbastanza dolorosi. Pensavo di avere i diverticoli infiammati. Mi è stato consigliato di assumere pastiglie di “carbone vegetale”. Pensa che sarà sufficiente? Grazie! Cordiali saluti

    1. I valori di VES e PCR che lei riporta sono nella norma (valori di riferimento del laboratorio permettendo). Il carbone vegetale aiuta a riassorbire l’aria intestinale in eccesso quindi può essere utile, in ogni caso se i sintomi dovessero persistere potrebbe essere utile un approfondimento gastroenterologico, da concordare con il curante. Cordiali saluti.

  20. Ho Ves: 25 E PCR: 16, per il resto non ho grandi alterazioni trigliceridi e colesterolo superano di poco i 200. Inoltre ho spesso dolori nella zona lombo sacrale ed ho avuto, questa estate dolori a un tallone. Di cosa si potrebbe trattare?

    1. Con questi dati è difficile darle una risposta, di certo non ci sono grosse alterazioni, eccetto un lieve rialzo di VES e PCR. Il suo medico la può visitare, correlare gli esami del sangue con il suo esame obiettivo e darle sicuramente un quadro più completo. Cordiali saluti

  21. Salve ho avuto 4 episodi di arrossamento della pelle negli ultimi 9 mesi questo sfogo ha una durata al massimo di 10 ore ma L ultimo è stato accompagnato da forte nausea . I risultati delle analisi base tutti regolari tranne per la PCR che è 68.00 . Mi sembra chiara un infezione intestinale ma non capisco lo sfogo . Grazie

    1. Salve, di intestinale in realtà lei riferisce solo un isolato episodio di nausea..parla di infezione intestinale perchè ha avuto anche altri sintomi? per quanto riguarda il rossore, bisognerebbe sapere dove è localizzato (sempre nella stessa parte del corpo, su tutto il corpo, ecc), che tipo di arrossamento era (eritema diffuso, piccole o grandi “macchie”..), se era accompagnato da febbre o da dolore sulla cute interessata. Difficile darle una risposta con questi dati.

      1. Si ha ragione mi perdoni … Niente febbre Ho dato di stomaco per un giorno intero ,alla sera questi piccoli puntini rosa senza prurito solo sul busto e continuando ….. Proprio oggi infiammazione credo a livello dentale … Tutta la mandibola con dolore fortissimo . Al pronto soccorso si è parlato di pulpite . Ho ripetuto le analisi PCR i livelli ora sono normali . Mi sembra assurdo aver avuto 3 manifestazioni Che apparentemente non c entrano nulla l’una con l’altra nel giro di quattro giorni . Mai avuto problemi particolari E non prendo nessun farmaco fuori dei comuni antidolorifici. Virus intestinale allergia e infiammazione dentale . Tutto in una volta !

    1. Confermo che è un valore di PCR alto. Ha sintomi o segni di infezione? Febbre, tosse produttiva (tosse “grassa”), disuria (bruciore ad urinare)..?

  22. Salve! Mi è stato riscontrata la presenza di un adenoma infiammatorio al fegato di 7 cm. Allo stesso tempo dalle analisi del sangue, è venuto fuori un valore elevato della PCR. I due fatti possono essere collegati?
    Grazie.
    Cordiali saluti.

    1. Salve, andrebbe chiarito cosa intende per “adenoma infiammatorio”, dato che l’adenoma è una formazione benigna solitamente non flogistica. In ogni caso, in assenza di ulteriori dati, mi sento di poter escludere l’associazione tra adenoma e PCR alta. Faccia sempre riferimento al curante che le consiglierà eventuali ulteriori analisi, cordiali saluti

  23. buongiorno, ho appena ritirati i referti delle analisi:
    PCR 7,2 VALORI 0-10
    VES 2 VALORI 0-16
    Volevo sapere se la PCR con questi valori è un po’ alta, visto che ho sempre dolore al ginocchio e sempre un po’ gonfio sopra la rotula e sul lato esterno.
    grazie

  24. PCR è alterata in modo lieve,12 (max 10 ) ammetto di aver preso x tre/quattro giorni un antinfiammatorio (aulin bustina serale ) cambio climatico e post-intervento di “Artroprotesi anca dx. Cosa mi consiglia in merito ai valori della PCR? Ringrazio e ossequio Tony

  25. nelle ultmi due settimane mi son trovato con una febbricola fastidiosa 37°, dolori forti alla colonna cervicale e alle mani . Il valore della PCR è 0,55, Uricemia 8,20, Ves 44. Ho 73 anni e soffro di diverse patologia fino ad oggi controllate. C’è una relazione fra i valori di cui sopra e i dolori forti che mi hanno tormentato fi ad oggi?
    grazie

    1. Salve, con i valori di PCR probabilmente no. I valori di acido urico sono invece elevati, le consiglio una valutazione reumatologica se non l’ha già effettuata.

  26. ho fatto analisi per bruciori agli arti tipo pulsazioni… ma ho una forte tosse e faringite. pcr risulta 10 e ves normale. cosa mi consigliate ? quali cause ? quali indagini ?

      1. La PCR è alterata in modo lieve, potrebbe dipendere da un’infezione delle alte vie respiratorie di cui lei descrive sintomi compatibili.. per questo e per la sensazione al cuore si rivolga al medico curante che le saprà consigliare la strategia più opportuna.

  27. Salve . Sofro di dolori articolari concentrati su collo e piedi … Dopo aver fatto gli esami del sangue il valore di proteina c reattiva risulta 3.65 mg/dl .. Parecchio alti .. Crede che sia dovuto ad una patologia reumatica ? …. Grazie .. Salve

    1. Salve, i valori di PCR da lei descritti sono moderatamente alti. Visto i sintomi che lei lamenta, credo sia doveroso approfondire con una valutazione reumatologica.

  28. Ciao, il mio medico mi ha fatto fare degli esami dato che da qalche giorno avevo tosse e febbre.. l’emocromo mi sembra a posto ma la VES e la proteina C reattiva sono alte .. in particolare la PCR = 47 mg/dl. è una PCR tanto alta? ci può essere un infezione. grazie e complimenti per i vostri ottimi articoli

    1. Salve, dai sintomi che lei descrive e i valori della proteina C reattiva che riporta, sembrerebbe un quadro di infezione delle vie aeree (le più comuni infezioni delle vie respiratorie sono la bronchite e la polmonite). Lei è un fumatore? mostri subito gli esami al medico curante che le prescriverà la cura adeguata

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