MORBILLO: cause e sintomi, incubazione, contagio e prevenzione con il vaccino

MORBILLO: cause e sintomi, incubazione, contagio e prevenzione con il vaccino
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Il morbillo è una malattia infettiva causata dal un virus appartenente al genere dei Morbillivirus, un virus altamente contagioso che può infettare soggetti di tutte le età, la cui trasmissione avviene mediante goccioline di saliva o secrezioni. Fa parte delle malattie esantematiche, e può causare sintomi che vanno dalla semplice eruzione cutanea – esantema -, fino a complicanze organiche molto gravi, che mettono a repentaglio la vita della persona colpita. La prevenzione è possibile e si effettua grazie al vaccino, che permette di sviluppare anticorpi anti-morbillo e di sfuggire al contagio.

Morbillo

Cos’è il morbillo?

Cos’è il morbillo? Il morbillo è una malattia infettiva di tipo virale altamente contagiosa. Colpisce persone di tutte le età, anche adulti ed anziani, anche se è particolarmente frequente nei neonati e bambini non vaccinati. Può causare sintomi che vanno dalla semplice eruzione cutanea, fino a complicanze organiche molto gravi (polmoniti, encefaliti, epatiti), che mettono a repentaglio la vita della persona colpita. Fa parte delle malattie esantematiche, assieme a rosolia, scarlattina, varicella, quarta malattia – chiamata anche scarlattinetta -, quinta malattia e sesta malattia. 

Trasmissione, contagio ed incubazione del morbillo

Il morbillo è causato dal Paramixovirus, un virus appartenente al genere dei Morbillivirus (famiglia dei Paramyxoviridae). È un virus altamente contagioso, l’uomo è l’ospite naturale del virus e non esistono serbatoi animali della malattia. L’infezione può avvenire in soggetti di tutte le età anche se la sua incidenza è maggiore in età pediatrica (neonati e bambini) piuttosto che negli adulti; il contagio è molto rapido: l’infezione si trasmette mediante goccioline di saliva o secrezioni prodotte da un ospite infetto.

Dopo l’introduzione della vaccinazione l’incidenza del morbillo si è ridotta significativamente anche se attualmente è nuovamente in aumento con casi riportati soprattutto nelle popolazioni con ridotti tassi di copertura vaccinale.

Dopo il contatto con un soggetto infetto il virus inizia a replicarsi nelle vie respiratorie, dopo 2-4 giorni si replica nei tessuti linfatici (principalmente nei linfonodi) ed a questo segue una diffusione del virus nel sangue (viremia), tramite cui raggiunge vari organi prima di manifestarsi con la caratteristica eruzione cutanea. 

Il periodo di incubazione del morbillo dura dai 7 ai 14 giorni, il soggetto infetto risulta essere contagioso 3-5 giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea e si mantiene tale per altri 4 giorni dopo la comparsa dell’esantema.

Sintomi di morbillo

Come si manifesta il morbillo? Quali sono i sintomi principali? In fase iniziale la triade classica di sintomi è tosse, congestione nasale e infiammazione delle congiuntive, oltre chiaramente alla febbre molto alta. Ecco elencati i principali sintomi precoci del morbillo:

  • congiuntivite
  • tosse
  • congestione nasale
  • febbre alta (temperatura corporea anche superiore a 40°C): dura per 4-7 giorni
  • malessere
  • astenia (importante stanchezza)
  • iporessia (inappetenza)
  • fotofobia (fastidio in presenza di luce)
  • edema attorno agli occhi
  • mialgie (dolori muscolari).

I sintomi cambiano con il passare del tempo: dopo 2-4 giorni compare l’enantema che si caratterizza per la presenza di puntini bianco-grigiastri all’interno del cavo orale (macchie di Koplik).

Macchie rosse in bambino con morbillo

L’esantema, puntini rossi a tratti confluenti sul torace di un bambino affetto da morbillo.

A seguire compare la tipica eruzione del morbillo, l’esantema caratterizzato da macchie rosse sulla pelle di ridotte dimensioni, spesso descritti come piccoli puntini rossi che si presentano inizialmente al viso, al collo e dietro le orecchie e quindi diffondono alle estremità, cioè a mani e piedi.

Macchie di Koplik

Le macchie di Koplik, piccoli puntini bianchi sulla parete interna delle guance.

E’ importante sapere che i soggetti con difetti del sistema immunitario possono non sviluppare alcuni classici sintomi del morbillo come l’esantema. L’esantema dura da 4 a 7 giorni, a volte si risolve con la desquamazione della pelle. Le complicanze insorgono perché il virus deprime la risposta immunitaria dell’ospite infetto causando la riattivazione di infezione latenti o sovra-infezioni batteriche; sono più frequenti inoltre nei bambini con < 5 anni, in soggetti con > 20 anni o con immunodeficienze, malnutrizione, deficit di Vitamina A.

Complicanze del morbillo

Purtroppo, il morbillo non si limita a dare manifestazioni cutanee e un pò di febbre: spesso esita in terribili complicanze che mettono a repentaglio la vita della persona colpita. La polmonite, dovuta al virus stesso oppure batterica, è la complicanza più frequente. SI manifesta con difficoltà respiratorie, tosse più o meno produttiva, febbre.

Altre complicanze temibili del morbillo sono:

  • otiti medie
  • laringotracheobronchiti
  • sinusiti
  • diarrea
  • epatiti
  • cheratiti che possono portare alla cecità
  • malattie del sistema nervoso (encefalomieliti, panencefalite sclerosante subacuta)
  • miocarditi o pericarditi
  • appendiciti
  • pancreatite acuta

Circa 1 paziente su 1000 sviluppa un’encefalite, che spesso porta ad un danno cerebrale permanente e nel 10% dei casi risulta fatale.

Diagnosi di morbillo

La diagnosi del morbillo si basa sul quadro clinico, la conferma si ottiene con test sierologici (ricerca di anticorpi anti-morbillivirus) ed esami colturali o con PCR (reazione a catena della polimerasi). Nell’infezione acuta si ha la positivizzazione degli anticorpi IgM, che possono essere positivi a partire dal 3° giorno dalla comparsa dell’esantema e si mantengono positivi per circa un mese.

La coltura del virus su tampone faringeo o tampone nasale e su urine permette di isolare il virus, conferma la diagnosi e può essere utile a scopo epidemiologico, cioè per fornire ai medici dei dati precisi sulla incidenza di questa malattia. Se disponibile, la PCR su sangue, tampone naso-faringeo, urine permette di avere una rapida conferma della diagnosi.

Gli esami del sangue possono mostrare un aumento dei linfociti (linfocitosi) e delle piastrine (trombocitosi), in alcuni casi si può avere anche un aumento degli enzimi epatici(transaminasi elevate). In caso di sospette complicanze sono indicati la radiografia del torace e la puntura lombare.

Terapia del morbillo

Quali sono i principali rimedi e cure per il morbillo? La terapia del morbillo è di supporto e consiste nel trattamento della febbre – tramite antipiretici come il paracetamolo – e nel mantenimento di uno stato di idratazione adeguato.

L’ospedalizzazione può essere necessaria nei bambini e nei soggetti con complicanze. Nei casi di severa disidratazione (per vomito, diarrea, inappetenza) può essere necessaria una reidratazione per via endovenosa tramite soluzioni saline o glucosate. In caso di sovra-infezioni batteriche queste devono essere trattate con adeguata terapia antibiotica.

L’isolamento è indicato da 3-5 giorni prima della comparsa dell’esantema a 5 giorni dopo nei soggetti sani e per tutta la durata della malattia nei soggetti immunocompromessi. Non ci sono farmaci antivirali approvati per il suo trattamento.

Poiché il deficit di vitamina A è un fattore di rischio per sviluppare complicanze o forme severe, nei soggetti con morbillo è indicata la supplementazione con Vitamina A.

Prevenzione del morbillo: la vaccinazione

Nei soggetti immunocompetenti – cioè con un sistema immunitario che funziona a dovere – l’infezione primaria conferisce un’immunità che dura per tutta la vita.Il neonato riceve gli anticorpi materni per via trans-placentare, quest’immunità dura per quasi tutto il primo anno di vita; successivamente la suscettibilità al morbillo è elevata.

La profilassi dell’infezione avviene mediante la vaccinazione. Il vaccino del morbillo appartiene ai vaccini vivi attenuati ed esiste sotto forma di un complesso vaccinale con altri vaccini (morbillo, parotite, rosolia e varicella o MPRV).

Il calendario vaccinale italiano prevede attualmente due dosi di vaccino MPRV:

  • la prima dose tra i 12 e i 15 mesi di età,
  • la seconda dose a 5-6 anni di età.

Effetti collaterali del vaccino per il morbillo

Quali effetti collaterali può avere il vaccino per il morbillo? Successivamente al vaccino si possono avere reazioni lievi localizzate come gonfiore, dolore, rossore nel sito di iniezione e anche febbre, eruzione cutanea lieve, gonfiore al viso o dietro al collo (6-14 giorni dopo l’infezione).

Manifestazioni rare sono le convulsioni secondarie alla febbre, dolori articolari, piastrinopenia. Infine, vi sono rarissime reazioni gravi possono essere le manifestazioni allergiche.

Per quanto riguarda il mito di una presunta correlazione tra autismo e vaccini, molti studi condotti hanno escluso qualsiasi relazione tra vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) ed autismo

Controindicazioni della vaccinazione per il morbillo

Quali sono le controindicazioni al vaccino per il morbillo? Controindicazioni al vaccino sono:

  1. soggetti con una reazione allergica grave alla prima dose del vaccino,
  2. individui allergici a neomicina o ad altri componenti,
  3. pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio,
  4. donne in gravidanza (il vaccino deve essere rimandato a dopo il parto).

Inoltre, è utile informare il medico vaccinatore se il soggetto ha un tumore, ha un numero basso di piastrine, ha ricevuto recentemente una trasfusione di sangue, immunoglobuline o un altro vaccino.

Nei soggetti suscettibili venuti a contatto con casi di morbillo è indicata la profilassi post esposizione mediante il vaccino, efficace se somministrato entro tre giorni dall’esposizione. Anche i bambini di 6 mesi-1 anno possono essere vaccinati se sono venuti in contatto con un caso di morbillo o in corso di epidemia, ma in questo caso la dose non viene conteggiata e la prima dose valida dovrà essere somministrata dopo l’età di 12 mesi.

Nei soggetti che non possono ricevere la vaccinazione, la somministrazione di immunoglobulineIgG specifiche per il morbillo previene o modifica l’andamento dell’infezione se somministrate entro6 giorni dal contatto.

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