MICROALBUMINURIA: albumina nelle urine.

MICROALBUMINURIA: albumina nelle urine.
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Microalbuminuria significa presenza di una discreta quantità di albumina nelle urine. Il riscontro di microalbuminuria non indica la presenza di un danno renale grave, ma è comunque un campanello d’allarme riguardo lo stato di salute.

Microalbuminuria

La presenza di microalbuminuria indica che una piccola quantità di albumina riesce a passare la barriera renale e finisce nell’urina. Spesso la microalbuminuria si associa alla presenza di diabete con danno renale, all’ipertensione arteriosa, alla dislipidemia (eccesso di trigliceridi e/o di colesterolo) e alla sindrome metabolica. Vediamo in dettaglio cos’è l’albumina e perchè normalmente non dovrebbe essere presente nell’urina.

Cos’è l’albumina

Che cos’è l’albumina? L’albumina è una proteina fondamentale per il nostro organismo; è prodotta dagli epatociti (ovvero le cellule del fegato) ma possiamo trovarla anche nel latte o nell’uovo. È contenuta principalmente nel plasma sanguigno, di cui costituisce circa il 60% delle proteine totali. Il principale ruolo di questo protide, è quello di controllare la pressione oncotica (che fisiologicamente è di 20 mmHg); è essenziale mantenere la sua concentrazione costante per fare in modo che i liquidi corporei si distribuiscano correttamente. Per semplificarne il concetto, si può immaginare l’albumina come una sostanza in grado di attirare a sè i liquidi interstiziali, per coadiuvare l’azione del rene. Un solo grammo di questa proteina, è il grado di richiamare circa 17 grammi d’acqua.
Oltre a questo fondamentale compito, l’albumina è in grado di trasportare molte sostanze, tra cui ormoni (tra cui quelli della tiroide), l’ematina, il benzene, alcune tipologie di farmaci (come il warfarin o la penicillina) e gli acidi grassi con catena lunga. Inoltre è un efficiente tampone in grado di dare cariche positive in condizioni di alcalosi (ovvero quando il sangue è eccessivamente acido in modo che il pH diminuisca sotto i 7.35) e negative in condizioni di acidosi (ovvero quando il sangue è caratterizzato da un’eccessiva basicità, che provoca un aumento del pH al di sopra di 7.45).

Cos’è e cosa significa albuminuria

Cosa significa albuminuria? Con il termine albuminuria si indica una perdita anomala di albumina attraverso le urine (“albumin” che indica l’albumina e “uria” che indica le urine); questa condizione può essere transitoria o permanente. Fisiologicamente parlando, dovrebbero esserci solamente tracce di proteine nelle urine e in queste tracce dovrebbe essere presente una quantità di albumina quasi impercettibile (massimo 30 mg di albumina in 24 ore); questa sostanza, infatti, ha una carica di tipo negativo e, dato che anche la membrana glomerulare è negativa, c’è tra di loro una repulsione che, in casi normali, impedisce all’albumina di attraversare il glomerulo renale, impedendo il suo passaggio nell’urina. Inoltre, anche se la quantità di albumina che passa attraverso il filtro renale fosse consistente, in corrispondenza del tubulo prossimale (un tratto del rene con elevate capacità di assorbimento) gran parte di questa proteina viene comunque riassorbita. Quando tutto ciò non avviene, la quantità di albumina eliminata con le urine diventa consistente e, quindi, anormale.

Microalbuminuria e macroalbuminuria: valori di riferimento

L‘albuminuria può essere suddivisa in due gruppi, caratterizzati entrambi dalla concentrazione di albumina alta: microalbuminuria e macroalbuminuria.
Nel caso della microalbuminuria, la presenza di albumina nelle urine è anomala, ma comunque in quantità modeste. La sua concentrazione, in questo caso, va da un minimo di 30 mg a un massimo di 300 mg (esame urine 24 ore). Queste seppur contenute quantità di albumina, possono essere considerate dei segnali per la diagnosi precoce di alcune patologie, come nel caso della nefropatia diabetica. Se invece i valori sono più alti, si incorre nella vera e propria proteinuria che indica elevate quantità di proteine nelle urine. Riferendoci in particolare alla sola proteina albumina, si parla in questo caso di macroalbuminuria. In un paziente affetto da macroalbuminuria, si riscontreranno valori di albuminuria nelle urine superiori ai 300 mg (raccolte in 24 ore). I valori di albumina presenti nelle urine soprascritti, riguardano quantità riscontrate nelle urine raccolte nell’arco di un’intera giornata, e non nell’esame delle urine estemporaneo, cioè non su un singolo campione di urine raccolto nelle prime ore del mattino.

Riassumendo quindi:

  • Microalbuminuria valori: più di 30 mg (o 0,03 g) ma meno di 300 mg (o 0,3 g) di albumina nelle urine delle 24 h
  • Macroalbuminuria valori: oltre i 300 mg di albumina nelle urine delle 24 ore

Microalbuminuria e proteinuria: le cause

Esistono numerose patologie che possono portare allo sviluppo di microalbuminuria. Le principali cause di albuminuria sono:

  • nefropatia diabetica,
  • glomerulonefrite,
  • ortostatismo (la posizione eretta) prolungato,
  • insufficienze cardiache,
  • iperuricemia,
  • età avanzata,
  • obesità,
  • fumo,
  • eccessivo esercizio fisico,
  • malattie autoimmunitarie come il lupus eritematoso sistemico (LES)

Per quanto concerne la nefropatia diabetica, si tratta di una patologia che riguarda i pazienti affetti da diabete i cui reni (che sono i responsabili del contenuto e della concentrazione delle sostanze nelle urine) vengono danneggiati in modo permanente.

La glomerulonefrite, invece, è una infiammazione che riguarda i glomeruli dei reni le cui principali cause sono stati autoimmunitari, infezioni e il diabete mellito. I sintomi di questa patologia sono ipertensione, insufficienza renale e, appunto, la proteinuria.

Per quanto riguarda invece la proteinuria ortostatica, c’è da dire che è spesso presente nell’età adolescenziale e si palesa poiché, in posizione eretta, l’escrezione delle proteine corporee aumenta. Nella maggior parte dei casi, la proteinuria ortostatica, scompare con il passare degli anni (solitamente tra i 16 e i 18 anni di età).

L’insufficienza cardiaca, invece, fa in modo che il cuore non riesca a rifornire tutti i compartimenti dell’organismo del sangue di cui hanno bisogno. Molti organi risentono di questa incapacità e, per quanto riguarda i reni, si verifica spesso una perfusione renale inadeguata.

Per quanto riguarda i pazienti meno giovani, se non sono affetti da altre patologie che possono causare proteinuria, è il tempo a fare il suo lavoro, poiché con gli anni la capacità di filtrazione della membrana rene si abbassa.

Anche l’iperuricemia (ovvero elevate concentrazioni di acido urico nel sangue), può cause insorgenza di micro e macroalbuminuria, poiché, a carico dei reni, si verifica una fibrosi interstiziale che ne danneggia la barriera.

Infine anche per quanto riguarda il Lupus eritematoso sistemico,  spesso in questa patologia autoimmune il danno tessutale interessa anche il rene, con insorgenza di glomerulopatia e proteinuria più o meno rilevante.
Ci sono poi alcuni casi in cui la proteinuria si manifesta in modo transitorio. Questa è la forma più diffusa ed è causata da stress o attività sportiva intensa. In questi casi, infatti, l’escrezione delle proteine aumenta notevolmente.

Albuminuria come fattore di rischio cardiovascolare

Da uno studio HOPE è emerso come (anche se il paziente non è affetto da diabete mellito) l’albuminuria è un fondamentale fattore che riguarda il rischio cardiovascolare. Questa condizione, infatti, non riguarda solo patologie a carico del rene, poiché aumenta la probabilità che si presentino ictus e infarti, o che ci sia un aumento della massa ventricolare. Oltre quindi a esami delle urine, in molti casi vanno effettuati altri test come l’ecocardiogramma, un ecocardiogramma ed analisi del sangue comprensive di funzionalità renale (urea, creatinina, sodio, potassio), profilo proteico (proteine totali, albumina, alfa globuline, beta globuline, gamma globuline), ed esame urine estemporaneo.

Rapporto albuminuria/creatininuria

  • Albumina/Creatinina nell’uomo: normale se compreso tra 3,5 e 35
  • Albumina/Creatinina nella donna: normale se compresa tra 2,5 e 25

Il rapporto tra albuminuria e creatininuria viene utilizzato per diagnosticare sia la microalbuminuria che la proteinuria. Si tratta infatti di un esame che analizza il rapporto tra queste due sostanze e, in base ai risultati, si può effettivamente evidenziare la presenza di queste patologie.

Se è presente microalbuminuria, il rapporto albumina creatinina è compreso normalmente tra 3.5 e 35 negli uomini e tra 2.5 e 25 nelle donne. Questa differenza è dovuta al fatto che gli uomini, avendo una massa muscolare maggiore, hanno una concentrazione di creatinina maggiore nelle urine. Se invece i valori risultano superiori ai 25 (nelle donne) e a 35 (negli uomini), si parla di macroalbuminuria.

Microalbuminaria: le conseguenze

La microalbuminaria provoca alcune importanti conseguenze, come ad esempio la presenza nei pazienti affetti di urine schiumose, oppure un eccessivo gonfiore di alcune zone del corpo come le gambe (in particolar modo le caviglie e i piedi) o il viso. É causa, molte volte, di un aumento del peso corporeo, e vi può essere inoltre una ridotta tolleranza allo sforzo (insorgenza di respiro affannoso anche dopo pochi gradini di scale o dopo una breve passegiata). Altre volte, invece, questa patologia è completamente asintomatica (cioè non presenza sintomi), solamente un esame delle urine può accertarsi che sia presente o no.

Microalbuminaria cosa fare? rimedi e cura

Dopo essersi sottoposti alle dovute analisi, il medico potrà, insieme al paziente, scegliere una cura adeguata. Esistono diverse tipologie di terapie che variano a seconda della gravità della patologia. Quando a valle del problema c’è il diabete, la cura prescritta prevederà una dieta povera di carboidrati e, se necessario, una terapia ipoglicemizzante orale o insulinica, in modo da evitare ulteriori danni a carico dei reni.

In caso di ipertensione arteriosa, la terapia sarà mirata allo ristabilire dei valori di pressione sanguigna nella norma, utilizzando farmaci antipertensivi (ace inibitori, sartani, calcio antagonisti, betabloccanti) e/o diuretici. Quando la causa è un’infezione dei reni, possono essere prescritti degli antibiotici. Un aspetto fondamentale da non trascurare in questi casi è la dieta. Si consiglia di non utilizzare troppo sale, contenere al massimo le bevande altamente zuccherate (come il té), cercare di consumare molta frutta e verdura e, soprattutto se si è obesi, attuare un programma per ottenere un moderato ma progressivo calo ponderale (perdita di peso).

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