CITOMEGALOVIRUS o CMV: sintomi, cure e rischio in gravidanza

CITOMEGALOVIRUS o CMV: sintomi, cure e rischio in gravidanza
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L’infezione da Citomegalovirus (CMV) è molto frequente, e spesso trascorre in maniera asintomatica. In una piccola percentuale di casi si manifesta con sintomi con febbre, linfoadenomegalie, ingrossamento di miza e fegato e alterazione delle transaminasi. La malattia nelle persone con un sistema immunitario normofunzionante si risolve di solito spontanemente senza bisogno di terapia. Il contagio da citomegalovirus in gravidanza può causare alterazione nella crescita fetale fino, nei casi più gravi, all’aborto.

Citomegalovirus-  CMV

I citomegalovirus (CMV) sono una categoria di virus particolarmente diffusi a livello mondiale, che rientrano nella tipologia degli herpesviridae e che comprendono specie virali riconducibili agli herpes labiali (Herpesvirus) ed alla varicella (Varicella Zooster Virus o VZV). Essendo l’infezione da citomegalovirus in linea generale asintomatica, è stato stimato che circa il 90% della popolazione mondiale ne è affetta inconsapevolmente. Solo in Italia, ogni anno, circa mille donne trasmettono il virus al loro figlio tramite l’infezione diretta del feto, durante la gravidanza.

Chi ha già contratto il virus non è totalmente immune, in quanto l’infezione da cmv virus si distingue in primaria o ricorrente. In caso di infezione pregressa, (reinfezione) il soggetto viene infettato da un ceppo diverso rispetto a quello che ha provocato il primo contagio. Il Citomegalovirus è conosciuto anche col nome di virus della malattia viscerale.

Cos’è il citomegalovirus

Il citomegalovirus presenta numerose caratteristiche che accomunano quasi tutte le tipologie di virus conosciute. In prima analisi è in grado di infettare differenti tessuti umani come il fegato o i polmoni e di intaccare le difese immunitarie del soggetto ospite. Inoltre riesce a permanere all’interno delle cellule interessate dall’infezione per lungo tempo, così come avviene per tutte le categorie di herpesviridae.

Non sempre l’infezione da cmv virus comporta la conseguente malattia. A volte può accadere che il soggetto non presenti alcun sintomo. La malattia si scatena nel momento in cui le difese immunitarie dell’infettato risultano essere indebolite oppure la potenza del virus (che dipende dalla tipologia del ceppo virale) si presenta come particolarmente aggressiva.

IgG e IgM per citomegalovirus, cosa sono e cosa significano se positive

Il principale test, a cui un soggetto che presenti i sintomi riconducibili ad un’infezione da cmv virus deve assolutamente sottoporsi, è in grado di valutare lo stato delle IgG e delle IgM. Vediamo assieme di cosa si tratta. Le IgM sono una tipologia di anticorpi che vengono prodotti nella fase più acuta dell’infezione, sono dunque rilevabili fin da subito e possono persistere fino a circa quattro settimane all’interno delle cellule infettate. Le cmv IgG sono un ulteriore tipologia di anticorpi che vengono prodotti durante la seconda settimana dall’inizio dell’infezione e permangono all’interno del’organismo per tutta la vita, come una sorta di promemoria dell’infezione.

Il referto medico che riporta i valori delle IgM e degli anticorpi IgG dovrà essere interpretato in base a dei valori di riferimento utilizzati dal laboratorio d’analisi che ha effettuato il test sul paziente. Nel caso in cui i valori riscontrati nel soggetto siano inferiori ai parametri, l’esito del test sarà negativo quindi il soggetto non sarà da considerare infettato da cmv virus.

Se invece i valori rilevati sono superiore a quelli di riferimento, l’esito sarà positivo ed il soggetto risulterà affetto da citomegalovirus. I possibili esiti riscontrabili sono quattro:

  1. Citomegalovirus IgG positivo e IgM negativo: un esito del genere rivela che il soggetto ha già contratto in passato il virus ma al momento non risulta infetto. Per una paziente avere il citomegalovirus IgG positivo in gravidanza è un dato particolarmente positivo perché significa che la paziente, avendo già contratto il virus in passato, è esposta solo ad un’infezione secondaria, molto meno aggressiva di quella primaria;
  2. IgM positive e IgG negative: il soggetto non ha contratto il cmv virus in passato ma al momento dell’esecuzione del test, l’infezione è in atto;
  3. IgM e IgG negative: il soggetto non ha mai contratto il virus e l’infezione non risulta in atto;
  4. IgM e IgG positive: il soggetto ha già contratto in passato il citomegalovirus e l’infezione risulta ancora in atto. Citomegalovirus igg altissimi non rappresentano un dato allarmante.
Cytomegalovirus
Il CMV, un virus temibile se contratto in gravidanza, poiché può passare la placenta e provocare danni al feto. Ma non bisogna abbattersi, con le giuste precauzioni è possibile condurre una gravidanza serena anche se si risulta essere IgG negativi per il Citomegalovirus.

Citomegalovirus in gravidanza: rischi e precauzioni da
prendere

L’infezione da citomegalovirus può risultare particolarmente problematica durante la gravidanza. Il citomegalovirus e gravidanza rappresentano un connubio molto frequente, in quanto in questo particolare periodo di vita, le donne presentano difese immunitarie particolarmente deboli. Nella maggior parte dei casi i nascituri non registrano alcun tipo di sintomo o problema legato all’infezione contratta per trasmissione verticale. In rari casi però, i bambini, possono riportare danni temporanei o permanenti all’udito, alla vista, al fegato o ai polmoni. Circa un bambino su tremila riporta danni da citomegalovirus contratto in gravidanza dalla madre. In casi limite se il cmv virus arriva ad infettare il feto, può comportare l’aborto o la morte del bambino post parto.

E’ possibile delineare una diagnosi pre natale attraverso l’analisi del liquido amniotico durante la ventiduesima settimana, perché il terzo mese risulta essere quello più a rischio per un eventuale contrazione del virus. Nel caso in cui dopo la nascita, il bambino presenti un ingrossamento del fegato o della milza, un cranio piccolo ed un peso troppo basso, dovrebbe essere sempre svolto un esame per verificare la presenza o meno di un’infezione da cmv virus.

Come si contagia il citomegalovirus, modalità di trasmissione, incubazione e cause di infezione

Il contagio da citomegalovirus avviene tramite la contaminazione dei fluidi corporei come il sangue, la saliva, urina, liquido seminale e latte. Il citomegalovirus si contrae attraverso il contatto diretto da soggetto a soggetto, da madre a figlio o con trasfusioni o trapianti di organi infettati.

Il periodo d’incubazione è estremamente variabile e può dipendere da differenti fattori come le modalità di trasmissione o il quadro clinico del soggetto infettato. In persone sane che non presentano livelli di difese immunitarie particolarmente basse, è quasi inesatto parlare di periodo d’incubazione, in quanto, come anticipato in precedenza, spesso l’infezione è asintomatica. Secondo un’analisi generale il periodo d’incubazione può variare da un minimo di un paio di settimane ad un massimo di tre mesi.

Il citomegalovirus nei bambini solitamente si presenta durante il periodo dell’asilo nido o della scuola materna. In tali contesti la diffusione del virus è molto diffusa. Basti pensare alle molteplici possibilità di contagio legate ad esempio al contatto con pannolini sporchi, mani non lavate accuratamente o attraverso lo scambio di giocattoli tra i bimbi.

Sintomi di infezione da citomegalovirus

L’infezione di cmv virus si presenta, molto spesso, in maniera asintomatica nei soggetti sani. Il paziente infettato dal Citomegalovirus può accusare sintomi di lieve entità come:

  • Febbre bassa (spesso non superiore a 38°C);
  • Linfonodi ingrossati;
  • faringodinia (mal di gola);
  • Sensazione di stanchezza persistente.
  • Splenomegalia (ingrossamento della milza)
  • Epatomegalia (ingrossamento del fegato)

I sintomi suddetti possono spesso trarre in inganno ed essere confusi con sintomi da stress o influenza. Nella stragrande maggioranza dei casi il soggetto infetto non si accorge di aver contratto il virus. In alcune situazioni il citomegalovirus può provocare una sindrome da mononucleosi abbastanza duratura, accompagnata da febbre, senso di stanchezza e dolori muscolari.
Nei soggetti con difese immunitarie particolarmente basse e deboli come ad esempio, donne in gravidanza, pazienti affetti da AIDS o tumori, invece, il Citomegalovirus può comportare una sintomatologia molto grave come:

  • Danni all’apparato visivo;
  • Sintomi di problemi al fegato, ai polmoni ed al sistema nervoso.

Il CMV virus può essere contratto anche dai neonati per via di una trasmissione verticale del virus da madre in figlio. In tali casi i sintomi possono consistere in:

  • Chiazze rosse sulla cute del neonato;
  • Convulsioni e colorazione della pelle e degli occhi giallastra, provocata dall’ittero;
  • Fegato e milza ingrossati;
  • Peso troppo basso.

Citomegalovirus: cure e rimedi non farmacologici

Per limitare il rischio di contrarre il citomegalovirus è opportuno porre in essere alcune precauzione prettamente di tipo igenico rivolte in particolar modo ai soggetti maggiormente esposti a forme aggressive e sintomatiche del virus come, i trapiantati, i malati di AIDS o le donne in gravidanza. Per prima cosa è opportuno curare attentamente l’igiene e la pulizia delle mani in particolar modo quando si entra in contatto con luoghi affollati come mezzi pubblici, scuole, ospedali. Anche la pulizia casalinga può risultare molto importante, in quanto, come già anticipato, il virus si trasmette attraverso fluidi corporei. In caso di donne in gravidanza non condividere posate o il ciuccio con il bambino.

I trattamenti farmacologici esistenti per contrastare il citomegalovirus

Esistono al momento, alcune terapie farmacologiche che, nei soggetti in cui il cmv virus provoca sintomi evidenti, risultano essere utili a contrastare l’avanzare dell’infezione. Vediamone alcune:

  1. Terapia a base di Ganciclovir, un potente antivirale che è risultato essere particolarmente efficace nei pazienti affetti da retinite provocata dall’infezione da citomegalovirus. Il farmaco è somministrato per via endovenosa ma ne esiste una variante somministabrile per via orale.
  2. Terapia a base di Foscarnet, antivirale anch’esso molto utile in caso di retinite ed usato anche per contrastare gli herpes virus.
  3. Trattamento farmacologico a base di Cidofovir, presenta caratteristiche estremamente simili alle altre due terapie ma richiede tempi di somministrazione più brevi.

Citomegalovirus e mononucleosi: differenze

I sintomi che insorgono in corso di infezione da CMV sono molto simili a quelli della mononucleosi. La malattia della mononucleosi è provocata dal virus Epstein-Barr (EBV). Al pari del citomegalovirus, anche l’infezione da Epstein-Barr virus spesso non comporta alcun sintomo, specialmente se viene contratto in età infantile. Durante il periodo adolescenziale può produrre sintomi come mal di gola,febbre e linfonodi ingrossati. Si è stimato che in circa il 15% delle diagnosi cliniche di mononucleosi siano in realtà infezioni da Cytomegalovirus. Per questo, in assenza di analisi sierologiche che diano la certezza diagnostica, i medici spesso preferiscono parlare di sindrome da mononucleosi o sindrome simil-mononucleosica, anzichè di mononucleosi.

Cmv virus e nei pazienti affetti da HIV ed AIDS

Lo stretto legame tra citomegalovirus e malattie caratterizzata dalla presenza di difese immunitarie estremamente basse come L’HIV e l’AIDS, grazie ai grandi progressi medici degli ultimi anni, è divenuto via via sempre meno problematico. Agli inizi degli anni novanta, contrarre il cmv virus per un malato di HIV, poteva comportare un elevata probabilità di morte. Nel 1992 uno studio clinico rilevò che circa la metà dei soggetti affetti da HIV contraevano il citomegalovirus e registrano problemi gravi legati alla vista ed al sistema nervoso centrale. Attualmente, grazie all’ART, la terapia anti rertovirale, il rischio di contagio del virus interessa non più del 10% dei pazienti affetti AIDS.

Vaccino anti citomegalovirus

Una recente ricerca statunitense ha aperto spiragli di speranza per la produzione, in futuro, di un vaccino efficace per contrastare il citomegalovirus. Su un campione di circa 400 donne, il vaccino sperimentale sembra aver ridotto effettivamente le probabilità di contrarre il virus. La speranza è che questi risultati positivi possano comportare la messa a punto di un vaccino definitivo, in un futuro non molto lontano.

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