ANTICORPI ANTI TIREOGLOBULINA

ANTICORPI ANTI TIREOGLOBULINA
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Gli anticorpi anti tireoglobulina, detti anche anticorpi anti tgb, TgAb, anticorpi anti htg o anti tg, sono anticorpi diretti contro la tireoglobulina, un precursore degli ormoni tiroidei. Gli anticorpi anti-tireoglobulina fanno parte del gruppo degli autoanticorpi tiroidei o anticorpi anti tiroide, assieme agli anticorpi anti perossidasi tiroidea e agli anticorpi anti TSH. Sono anticorpi di riscontro molto frequente in malattie autoimmuni della tiroide come la tiroidite di Hashimoto e il morbo di Graves-Basedow.

Anticorpi anti tireoglobulina valori normali

I valori di riferimento per gli anticorpi anti tireoglobulina sono da 0 a 115 UI/ml, indipendentemente dal sesso.

Autoanticorpi tiroidei

Gli auto-anticorpi tiroidei sono anticorpi che, anzichè attaccare una sostanza o un organismo estraneo al nostro corpo, attaccano componenti della tiroide. Si formano quando il nostro sistema immunitario reagisce contro alcune componenti della ghiandola tiroidea o contro proteine tiroidee, provocando una flogosi (infiammazione) cronica della tiroide (definita con il termine di tiroidite), causando un danno ai tessuti tiroidei fino ad alterarne la funzionalità.

La tiroide è una ghiandola di piccole dimensioni a forma di farfalla, posta contro la trachea, nella regione anteriore del collo. La tiroide, stimolata dal TSH (ormone tireotropo o tireotropina), produce gli ormoni tiroidei, cioè triiodotironina (T3) e tiroxina (T4), che sono responsabili del corretto utilizzo di energia e di un metabolismo equilibrato del nostro organismo.

In presenza di anticorpi anti tiroide, la ghiandola può essere attaccata e danneggiata in alcune delle sue componenti, e di conseguenza possono insorgere malattie autoimmunitarie associate ad una disfuzione tiroidea, che può essere caratterizzata dia da una ridotta funzione, cioè da ipotiroidismo, sia da una iperfunzione ghiandolare, ovvero da ipertiroidismo.

Gli autoanticorpi tiroidei normalmente ricercati sono:

  • Anticorpi anti tireoglobulina (anti Tg): anticorpi diretti contro la tireoglobulina, un precursore degli ormoni tiroidei.
  • Anticorpi anti perossidasi tiroidea (anti TPO): anticorpi diretti contro un enzima responsabile della formazione degli ormoni tiroidei a partire dallo iodio, la tireoperossidasi.
  • Anticorpi anti recettori del TSH (anti rTSH): sono anticorpi che si legano al recettore presente nelle cellule della tiroide che normalmente lega la tireotropina. A loro volta si suddividono in anticorpi stimolanti in recettore e anticorpi inibenti il recettore.
Esamievalori Autoanticorpi tiroidei
Autoanticorpi tiroidei: anticorpi anti tireoglobulina, anticorpi anti perossidasi tiroidea, anticorpi anti recettore per il TSH

Anticorpi anti tireoglobulina

Cosa sono gli anticorpi anti tireoglobulina? Gli autoanticorpi anti-tireoglobulina sono degli auto-anticorpi rivolti contro la tireoglobulina.

La tireoglobulina è la molecola glicoproteica, derivante dalla tirosina, precursore degli ormoni tiroidei T3 e T4, ovvero triiodotironina e tiroxina, ormoni che sono sintetizzati a partire dallo iodio grazie all’enzima tireoperossidasi.

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Anticorpi anti tireoglobulina alti

Gli anticorpi anti tireoglobulina sono presenti in molte patologie tiroidee. Ecco le più note, elencate in ordine decrescente di frequenza:

  • Tiroidite di Hashimoto (60% dei casi): la tiroidite di Hashimoto è la più frequente delle malattie della tiroide, è causata da un’attivazione di un aprticolare tipo di globulo bianco, i linfociti T helper, da parte delle cellule tiroidee (tireociti), con produzione di citochine (sostanze pro-infiammatorie) che innsescano un processo flogistico a livello della ghiandola. Premesso che a volte la funzione tiroidea rimane normale, la tiroidite di Hashimoto può essere caratterizzata da una fase di ipertiroidismo transitorio, e da un successivo stato di  ipotiroidismo (subclinico o conclamato). La terapia consiste nella somministrazione di terapia sostitutiva (solitamente Levotiroxina) nel caso sussista uno stato di ipotiroidismo. La tiroidite di Hashimoto è caraterizzata nel 90% dei casi da anticorpi anti perossidasi tiroidea, e nel 50-60% dei casi da anticorpi anti tireoglobulina positivi.
  • Morbo di Graves-Basedow (circa il 30% dei casi): la malattia di Graves, detta anche gozzo tossico diffuso, è una patologia autoimmune che colpisce la ghiandola tiroidea. E’ causata da anticorpi stimolanti il recettore del TSH (una delle due varianti degli anticorpi anti recettore TSH), che provocano iperproduzione di ormoni tiroidei e ipertiroidismo. Il morbo di Graves può essere inoltre caratterizzato da gozzo tiroideo, patologia oculare (oftalmopatia) e alterazioni cutanee (dermopatia infiltrativa soprattutto pretibiale). Nel 30% dei casi sono riscontrabili anticorpi anti-Tg. La terapia è legata al controllo dell’iperfuzione tiroidea, che può essere effettuato tramite terapia medica (ad esempio con il classico Tapazole, Tiamazolo), terapia con iodio radioattivo e infine conterapia chirurgica.
  • Mixedema idiopatico dell’adulto: caaterizzato dalla tipica dermopatia infiltrante e dalla presenza di anticorpi anti TPO, da anticorpi bloccanti il recettore del TSH e, occasionalmente, da anticorpi anti tireoglobulina.
  • Tiroidite postpartum: malfunzionamento della ghiandola tiroidea che insorge solitamente entro i 12 mesi dal parto e colpisce mediamente il 5% delle donne (fino al 20% nelle donne che hanno anche un diabete mellito di tipo 1). La patologia è legata al fatto che, mentre durante la gravidanza ci è uno stato di relativa “immunosoppressione”, subito dopo il parto si sviluppa una condizione con maggiore attivazione del sistema immunitario, con manifestazione di fenomeni autoimmunitari, a volte mai evidenziati in precedenza. Si manifesta con una iniziale fase di ipertiroidismo, a cui segue ipotiroidismo e infine una “restituzio ad integrum” (ripristino della normal funzione tiroidea) in oltre il 50% dei casi. In una discreta percentuale dei casi è caratterizzaata anche da anticorpi anti tireoglobulina.
  • Tiroidite subacuta di De Quervain: tiroidite sub acuta, di solito conseguente ad infezione virale. E’ caratterizzata da un importante rialzo degli indici di infiammazione PCR e VES, e dal riscontro, soprattutto nelle prime fasi di malattia, di autoanticorpi tiroidei, anche se questi ultimi non sembrano avere un ruolo attivo nello sviluppo della tiroidite.
  • Cancro della tiroide: nelle neoplasie della tiroide, soprattutto nelle più frequenti, ovvero il carcinoma papillare (o papillifero) e il carcinoma follicolare della tiroide, la presenza di anticorpi anti tireoglobulina rende problematico il follow-up con dosaggio della tireoglobulina, poichè gli auto-anticorpi si legano a quest’ultima falsandone il dosaggio. Gli anticorpi anti tireoglobulina sono presenti nel 15-20% dei casi di tumore non midollare della tiroide.
  • Tireotossicosi: in una modesta percentuale di casi, vi può essere riscontro aspecifico di anticorpi anti tireoglobulina positivi anche in presenza di ipertiroidismo con cause diverse dai già citati morbo di Graves-Basedow e Hashitossicosi (cioè la fase ipertiroidea in corso di tiroidite di Hashimoto). Gli altri motivi più frequenti di ipertiroidismo sono il gozzo tossico uninodulare (morbo di Plummer) e multinodulare.

Gli anticorpi anti tireoglobulina elevati possono essere riscontrati anche in condizioni patologiche non tiroidee come:

  • Lupus eritematoso sistemico (LES): è una malattia autoimmune  cronica, che colpisce nel 90% dei casi le donne, a carattere almeno in parte ereditario (cioè le persone affette avranno più frequentemente un consanguineo a sua volta affetto da LES). Il lupus è caratterizzato da una gran varietà di sintomi, a seconda di che organo viene colpito. A livello ematico nelle persone colpite da LES vengono riscontrati autoanticorpi di vario tipo, i più frequenti sono gli ANA (anticorpi anti nucleo) gli ENA (anticorpi anti antigeni nucleari estraibili, e gli anticorpi anti fosfolipidi (anticorpi anti cardiolipina, anticorpi anti beta-2 glicoproteina-1, lupus anticoagulant). Spesso vi sono anche patologie tiroidee autoimmuni associate, soprattutto tiroidite di Hashimoto e malattia di Graves-Basedow, con relativi auto anticorpi tiroidei associati (anti-TPO, anti-rTSH e anti-TG). In un discreto numero di casi, possono riscontrasi inoltre anticorpi anti tireoperossidasi e anticorpi anti tireoglobulina anche in assenza di malattie tiroidee: in questi casi, si tratta di un riscontro aspecifico, che non richiederà altro che un monitoraggio periodico del TSH.
  • Artrite reumatoide: è una artrite cronica ad origine autoimmune, che colpisce soprattutto le articolazioni sinoviali. Alle analisi ematiche è riscontrabile positività degli anticorpi anti citrullina e del fattore reumatoide. In una piccola percentuale di casi vi è anche la positività degli anticorpi anti tireoglobulina.
  • Diabete mellito di tipo I: forma di diabete che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, a forte genesi autoimmunitaria. E’ stato dimostrato che nelle persone affette da diabete mellito di tipo 1, la percentuale di positività per anticorpi anti tireoglobulina è aumentata rispetto alle persone sane.
  • Gastrite atrofica: malattia autoimmunitaria caratterizzata da alterazioni infiammatorie della mucosa gastrica, con secondaria atrofia e rischio di metaplasia gastrointestinale. A livello plasmatico si caratterizza solitamente per la presenza di anticorpi anti fattore intrinseco, anticorpi anti pompa protonica, anticorpi anti recettore per la gastrina. Raramente si associano ad anticorpi anti tireoglobulina, pur in assenza di concomitanti patologie tiroidee.
  • Anemia perniciosa:  anemia (presenza di emoglobina bassa) caratterizzata da un difetto di assorbimento della vitamina B12 a causa di una ridotta produzione del fattore intrinseco, secondario all’atrofia della mucosa ghiandolare dello stomaco. Anche in questa patologia autoimmune, spesso vi sono auto anticorpi dosabili nel sangue, tra cui gli ab anti Tg.
  • Malattia di Addison: il morbo di Addison provoca una ridotta o assente funzionalità della ghiandola surrenalica (in particolare della parte corticale del surrene), portando allo sviluppo di iposurrenalismo. Ciò può essere dovuto alla distruzione del surrene o ad una sua asportazione chirurgica, ad un difetto della produzione di ormoni surrenalici (difetto di steroidogenesi), o anche ad uno sviluppo non adeguato della ghiandola. In passato tra le cause di iposurrenalismo aveva un ruolo importante anche l’infezione tubercolare. Spesso il morbo di Addison è associato ad altre malattie autoimmuni, nel contesto di sindromi polighiandolari autoimmuni (polyglandular autoimmune syndromes, PGAcon presenza alle analisi del sangue di autoanticorpi, tra cui gli anticorpi anti tireoglobulina.
  • Gravidanza: come già detto, spesso al termine della gravidanza, finisce anche uno stato di “tolleranza immunologica” e si instaura invece un’attivazione complessiva del sistema immunitario, con conseguente comparsa di anticorpi anche diretti verso l’organismo stesso. Tra gli autoanticorpi tiroide in una modesta percentuale dei casi vi può essere il riscontro di anticorpi anti tireoglobulina, in assenza di compromissione della funzione tiroidea.

 

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