Sale e Salute

Non è esagerato dire che il sale è stato di importanza fondamentale per la storia del mondo e della civiltà. Quello che i chimici chiamano cloruro di sodio è stato a lungo cardine delle economie di molti paesi, oggetto di commercio tra popoli lontani e ha avuto parte rilevante nella vita religiosa e culturale, sin dalle più antiche civiltà, tanto che nella nostra lingua parole come “salario”, “insalata”, “salvezza” e “salute”, derivano proprio dalla parola sale.

Il sale nella storia

Offrire agli ospiti pane e sale era un segno di ospitalità e amicizia presso molti paesi ed una delle più importanti arterie dell’impero romano, la via Salaria, fu costruita proprio per trasportare il sale proveniente dalle saline alla foce del Tevere. Utilizzato non solo per aggiungere sapore ai cibi, ma anche come conservante e come antisettico, il sale ha dunque intrecciato la sua storia con quella dell’uomo stesso, fin dagli albori della civiltà ed ancora oggi, esso non manca sulle nostre tavole e viene largamente impiegato nella produzione alimentare.

sale
Il sale è sempre stato un elemento fondamentale nella vita delle persone, dall’antichità ad oggi.

Il sale è importante nell’alimentazione quotidiana ma quali sono gli effetti sul nostro organismo? Sentiamo spesso dire che esagerare col il sale fa male alla salute. Ma quando si esagera, effettivamente, con il sale?

I diversi tipi di Sale

Oltre al comune sale da tavola, esiste una grande varietà di tipi di sale, provenienti da diverse regioni del mondo, originati dal mare o dalla terra e a cui il contatto con minerali diversi dona caratteristiche differenti. Conoscere le proprietà e gli usi del sale è fondamentale per una corretta alimentazione. Quale sale sarà migliore per la nostra salute? Vediamo quali sono i principali tipi di sale che possiamo trovare in commercio:

  • Sale da cucina: E’ il tipo di sale più comune, quello che conosciamo tutti e che utilizziamo quotidianamente per cucinare, bianco e disponibile a grani fini o grossi. Derivato dalle miniere di salgemma, subisce un processo di raffinazione che ne rimuove le impurità, ma elimina anche sostanze minerali e oligoelementi. Per eliminare l’umidità viene addizionato con agenti antiagglomeranti ed è disponibile anche nella versione iodata.
  • Sale rosa dell’Himalaya: proveniente dalle miniere dell’Himalaya, di colore rosa a causa di un elevato contenuto di minerali e oligoelementi, questo sale non è raffinato ed è più puro ed incontaminato di quello marino. Grazie ad una ridotta presenza di cloruro di sodio, determina rischi minori di ridenzione idrica e ipertensione.
  • Sale integrale: il sale integrale, sia marino che di montagna, non viene sottoposto a trattamenti di raffinazione, pertanto presenta quasi tutta la tavola degli elementi, compreso lo iodio, il magnesio e il potassio.
  • Sale nero: di origine marina e proveniente dalle Hawaii o dall’India, questo sale assume la sua particolare colorazione nera grazie all’aggiunta di carbone vegetale o di elementi di origine vulcanica. Dall’aroma particolare, il sale nero ha proprietà benefiche per il nostro organismo e presenta minori rischi di ipertensione. Il sale nero, tra i suoi benefici, è in grado di combattere il gonfiore addominale. Questo proprio perchè contiene al suo interno residui di carbone vegetale, comunemente utilizzato come rimedio a questo tipo di problemi. Nella medicina tradizionale viene inoltre utilizzato per combattere anche il bruciore di stomaco.
  • Sale marino: il sale marino è quello che viene estratto nelle saline, dove si forma in seguito all’evaporazione dell’acqua di mare e la successiva cristallizzazione. Se volete vedere con i vostri occhi come si raccoglie il sale marino le Saline sparse sulla nostra penisola sono luoghi dal grande fascino. Tra queste particolarmente interessante le Saline di Trapani e Paceco, in Sicilia. Uno spettacolo da non perdere!
  • Sale Maldon: raccolto nella località inglese di Maldon, nell’Essex, è un sale puro e non raffinato, che deve la sua popolarità alla particolare conformazione che anzichè in grani, si presenta in scaglie, risultando più croccante e sapido al palato. Per la sua particolare “forma” ha un costo nettamente superiore rispetto al sale tradizionale. Si arriva infatti a cifre superiori ai 20 Euro per Kg.
  • Sale di Epsom: costituito da solfato di Magnesio, anche questo sale è di provenienza inglese ed è adoperato sostanzialmente per le sue proprietà salutari, sciolto nell’acqua del bagno come lenitivo di dolori muscolari, antiedemico, emolliente, esfoliante e rilassante. Assunto per via orale, funziona come digestivo, depurativo e lassativo.
  • Sale aromatizzato: al sale possono essere aggiunti aromi e spezie per insaporire ulteriormente i piatti. Alcuni sali aromatizzati sono venduti in commercio ma possono essere preparati in casa, con l’aggiunta di rosmarino, aglio, timo, pepe e qualunque spezia si desideri. In commercio se ne trovano di diversi tipi, potrete scegliere quello che più si adatta alle vostre ricette casalinghe!

 

Esistono molte varietà di sale, ciascuna con particolari caratteristiche organolettiche.

Sale e Pressione Alta

La Pressione alta, o Ipertensione, è un problema che affligge oggi gran parte della popolazione. Le cause sono molteplici, tra le quali sedentarietà, l’essere sovrappeso (e in special modo obesità), stile di vita (come abuso di alcol e fumo) e, appunto, alimentazione. E l’ipertensione è una condizione sui cui porre l’attenzione in quanto può portare a gravi problemi di salute come ictus ed infarto.

I valori della Pressione, per i soggetti ipertesi, devono essere costantemente monitorati. Operazione che con un misuratore di pressione possiamo oggi compiere facilmente a casa nostra, senza necessità di recarsi dal medico o in farmacia.Ma quale è il rapporto tra sale e ipertensione? Sentiamo spesso dire, infatti, che il sale alza la pressione. Ma è davvero così? Tra sale e pressione esiste, effettivamente, un rapporto molto stretto e un eccesso di sale può essere causa di pressione alta. Un consumo esagerato di sale stimola il nostro organismo alla produzione di adrenalina, che a sua volta esercita una costrizione sulle arterie aumentando l’ipertensione.

L’aumento della ritenzione idrica causato dal sodio, inoltre, provoca un maggiore volume del sangue e dunque della pressione arteriosa. Una dieta iposodica associato all’uso di un misuratore di pressione, nelle persone predisposte all’ipertensione, può rivelarsi utile per ascoltare il nostro organismo e preservarci dai rischi di ictus e malattie cardiovascolari.

Il Sale fa male? Sale e Valori del Sangue

Le proprietà del sale sono importanti per la salute, perchè permettono l’equilibrio tra il sodio e il potassio, che è necessario all’equilibrio idrosalino dell’organismo. Dunque il sale non fa male di per sè, ma se assunto in eccesso provoca la rottura dell’equilibrio sodio-potassio, con conseguenti gravi danni per la salute. Per questo motivo la quantità raccomandata di sale è di 5-6 grammi al giorno, equivalenti ad un cucchiaino da caffè.

Superare questo limite è causa di osteoporosi, perché un eccesso di sale elimina il calcio, di malattie e disfunzioni renali e, come abbiamo visto, di ipertensione e dunque malattie cardiovascolari. Inoltre, il sale da cucina è indirettamente responsabile di un aumento di peso e dunque fa ingrassare, per il fatto che induce un maggiore desiderio di cibo e di bevande, che spesso sono zuccherate o alcoliche. Inoltre provoca ritenzione idrica e dunque aumenta la cellulite.
Un esame del sangue può valutare un eventuale ipernatriemia o ipersodiemia , oltre che il corretto funzionamento dei reni.

Il sale da cucina

    Il sale da cucina è composto da sodio e cloro. La sua formula chimica è NaCl, ossia cloruro di sodio.

 

Quali cibi contengono troppo sale?

Eliminare del tutto il sale dalla dieta non è consigliabile ma, per non superare la dose giornaliera di sale raccomandata ( 5-6 gr.) e non finire per mangiare troppo sale, dobbiamo fare molta attenzione a quegli alimenti come il pane, i crackers, gli insaccati , gli alimenti preconfezionati che ne contengono quantità spesso elevate e preferire alimenti freschi. Come pure, dobbiamo fare attenzione a quanto sale mettiamo nell’acqua della pasta, perché anch’esso si andrà ad aggiungere alla quantità che consumiamo nella giornata. Ma come sostituire il sale per ridurne il consumo?

Per dare sapore ai nostri piatti possiamo utilizzare le spezie e le erbe aromatiche come il prezzemolo, la salvia, l’origano,il basilico, la senape, il peperoncino, la curcuma. Eliminare il sale dalle verdure ci permetterà di apprezzarne i sapori autentici, dal momento che esse sono già ricche di sali minerali. E’ possibile dimagrire eliminando il sale? Certamente ridurre il consumo di sale avrà un effetto drenante dei liquidi e depurativo delle tossine, riducendo in modo significativo cellulite e gonfiori.

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FEOCROMOCITOMA

FEOCROMOCITOMA

Il feocromocitoma è un tumore produttore di catecolamine (adrenalina e noradrenalina) e rappresenta una causa rara di ipertensione: tuttavia, il suo riconoscimento è estremamente importante in quanto la malattia è suscettibile di terapia chirurgica risolutiva. Si tratta di un tumore che interessa cellule di derivazione neuroectodermica, provenienti cioè dalla cresta neurale; alcune di queste, durante lo sviluppo embrionale, vanno incontro a migrazione in diversi distretti corporei, dove costituiscono aree di tessuto cromaffine (cosiddetto per la sua affinità per i sali di cromo).

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TIROIDITE: cause, sintomi, diagnosi e terapia dell’infiammazione della tiroide

La tiroidite è un’infiammazione della ghiandola tiroide. Esistono molti tipi di tiroiditi, ciascuna con una decorso ed una causa diversa. Durante le tiroiditi vi possono essere periodi di aumentato rilascio di ormoni tiroidei (tireotossicosi con ipertiroidismo), ma solitamente la maggior parte delle patologie flogistiche della tiroide porta allo sviluppo di disfunzione tiroidea con ipotiroidismo1.

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TIROIDE: sintomi e cause di patologie e disturbi più frequenti

La tiroide è la ghiandola endocrina più grande del corpo umano, si trova nel collo e ha una forma bilobata, simile a una farfalla. La ghiandola tiroide è composta da cellule chiamate tireociti, che producono due principali tipi di ormoni: gli ormoni tiroidei propriamente detti, e la calcitonina.

Gli ormoni tiroidei sono le iodotironine triiodotironina (T3) e tetraiodotironina o tiroxina (T4), che regolano la normale crescita e la differenziazione cellulare nelle prime fasi di vita e l’equilibrio energetico e metabolico nelle persone adulte. La calcitonina è una sostanza che regola l’equilibrio delle concentrazioni di calcio e di fosforo nel sangue, ed è utilizzata come markers tumorale per i tumori midollari della tiroide.

Cos’è la tiroide?

La tiroide è una ghiandola endocrina molto importante per l’organismo, è regolata dall’ormone tireotropo (TSH) prodotto dall’ipofisi, e produce a sua volta gli ormoni tiroidei T3 e T4, fondamentali per la vita. La tiroide nell’adulto ha la forma di una farfalla ed è situata sul collo davanti alla trachea. (altro…)

UREA ALTA o UREMIA

UREA ALTA o UREMIA

Molto spesso si sente parlare di urea, ovvero un parametro che bisogna tenere sotto controllo per poter valutare la corretta funzionalità dei reni. I medici infatti consigliano frequentemente l’analisi dell’urea che è un test di fondamentale importanza per valutare il corretto funzionamento dei reni. Caratteristica importante dell’analisi dell’urea è quella di non essere minimamente influenzata dall’alimentazione o altri fattori esterni: perciò mediante i valori urea sarà possibile capire con precisione le condizioni dei propri reni. Ecco perciò tutto quello che bisogna conoscere sull’urea nel sangue e soprattutto sui valori di riferimento da tenere sempre presenti.

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CITOMEGALOVIRUS o CMV: sintomi, cure e rischio in gravidanza

L’infezione da Citomegalovirus (CMV) è molto frequente, e spesso trascorre in maniera asintomatica. In una piccola percentuale di casi si manifesta con sintomi con febbre, linfoadenomegalie, ingrossamento di miza e fegato e alterazione delle transaminasi. La malattia nelle persone con un sistema immunitario normofunzionante si risolve di solito spontanemente senza bisogno di terapia. Il contagio da citomegalovirus in gravidanza può causare alterazione nella crescita fetale fino, nei casi più gravi, all’aborto.

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EMORROIDI ESTERNE: cause, sintomi, principali rimedi e cure

EMORROIDI ESTERNE

Sono molte le persone tra i 45 e i 65 anni di età che abitano nei paesi sviluppati a soffrire, a un certo punto della propria vita, di emorroidi. La percentuale generale, infatti, varia tra il 50% e il 66% della popolazione, sia maschile che femminile, mentre una percentuale pari al 30% riguarda specificatamente le donne in gravidanza; però, nonostante sia un problema così frequente e diffuso, un certo pudore spinge a parlarne con il medico solamente in casi estremi. Sembra che la prima testimonianza giunta a noi di questa malattia risalga, addirittura, ad un papiro egiziano del 1700 a.C.

Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono delle strutture poste nell’orifizio anale dove si intrecciano numerosi vasi sanguigni che possono essere soggette ad infiammazione. Nel loro stato normale, queste strutture vascolari sono dei cuscinetti che aiutano il controllo delle feci, ma diventano patologiche quando si infiammano e si gonfiano. Le emorroidi interne si presentano solitamente con sanguinamento di colore rosso vivo e sono indolore durante la defecazione. Quelle esterne, di colore rosso-bluastro, sfociano all’altezza degli sfinteri e provocano evacuazioni con dolore, gonfiore, bruciore, prurito e fastidio nella zona dell’ano e, talvolta, perdite di sangue. Anche se le cause precise delle emorroidi sono incerte, si ritiene siano dovute ad alcuni fattori che accrescono la pressione addominale, tra cui costipazione, diarrea, sforzo nel defecare e gravidanza.

Pur essendo accomunate da dolore intenso, sanguinamento e prurito, le emorroidi non vanno confuse con le ragadi anali, lacerazioni della cute che si formano nel canale anale o sulla bocca dell’ano. La loro formazione è dovuta ad un’eccessiva dilatazione dell’ano durante la defecazione, che provoca una rottura della pelle. Generalmente tale lacerazione si risolve da sola in pochi giorni, ma, quando si presenta ripetutamente sempre nello stesso punto, non si rimargina più e allora si parla di ragade.

Le emorroidi vengono diagnosticate mediante esame visivo della zona. Numerose persone utilizzano il termine “emorroidi” in modo inappropriato per descrivere qualsiasi sintomo che si verifichi intorno alla zona anale, escludendo così possibili cause più serie dei sintomi. La colonscopia può essere ragionevolmente utilizzata per confermare la diagnosi o escludere cause più gravi.

Emorroidi esterne
Emorroidi esterne: notare la differenza tra una vera e propria emorroide esterna e un’emorroide interna prolassata

EMORROIDI ESTERNE: LE CAUSE

Perchè escono le emorroidi? Le cause per cui escono le emorroidi sono legate ad una serie di fattori tra i quali abitudini intestinali irregolari, come stipsi o diarrea cronica, scarsa attività fisica e sedentarietà, alimentazione a basso contenuto di fibre, abuso di lassativi, alcol, caffeina e nicotina, incremento della pressione addominale dovuto a sforzi prolungati ed eccessivi o a gravidanza, fattori genetici, obesità, tosse e invecchiamento. Purtroppo le emorroidi possono anche essere un sintomo di tumore o di malattie cardiovascolari.

Studi recenti mostrano che i pazienti con emorroidi tendono ad avere la muscolatura liscia del canale anale più stretta della media, anche quando non è sotto sforzo. La costipazione si aggiunge a questi problemi perché sforzarsi durante la defecazione aumenta la pressione del canale anale e spinge le emorroidi contro il muscolo sfintere. Infine, i tessuti connettivi che sostengono e mantengono le emorroidi al loro posto possono indebolirsi con l’età, causando prolasso e gonfiore.

EMORROIDI ESTERNE: I SINTOMI

La migrazione delle emorroidi verso l’esterno, cioè al di fuori dell’ano, può verificarsi in maniera permanente oppure soltanto durante la defecazione; i sintomi più comuni delle emorroidi esterne sono:
– sensazione di peso rettale;
– prurito, fastidio e bruciore anale;
– perdite di sangue color rosso vivo, non solo associate alla defecazione, e possibile anemia causata del sanguinamento;
– dolori, anche lancinanti, durante l’evacuazione o quando ci si siede, con probabile presenza di una tromboflebite emorroidaria;
– gonfiore e sensazione di un nodulo all’ano, che, in particolare, sono sintomi associati ad emorroidi infiammate;
– prolasso della mucosa rettale.

Le emorroidi esterne possono anche provocare delle escrescenze di pelle in eccesso in corrispondenza del margine anale, causando problemi con la pulizia dopo un movimento intestinale che porta a infezioni cutanee secondarie.
Una trombosi vascolare delle emorroidi esterne si verifica quando una vena sottostante si chiude, impedendo la circolazione sanguigna. Si tratta di una condizione che provoca dolori molto intensi. In caso di emorroidi trombizzate si ricorre, generalmente, all’incisione che, facendo uscire il coagulo, toglie temporaneamente il dolore. La patologia non viene però eliminata, e si può, purtroppo, ripresentare. Inoltre, anche dopo la guarigione dalla trombosi, può restare una sporgenza di pelle.

EMORROIDI ESTERNE: RIMEDI E CURE DISPONIBILI

Ma come curare, sgonfiare e far rientrare le emorroidi? Ebbene, la terapia delle emorroidi, che varia a seconda della gravità del problema, può prevedere l’utilizzo di rimedi farmacologici, di rimedi naturali ed, infine, anche della terapia chirurgica. Le misure iniziali per curare le emorroidi fastidiose, ma non troppo dolorose, sono di tipo comportamentale, cioè consistono nel modificare le azioni quotidiane, per esempio aumentando l’assunzione di fibre, bevendo più liquidi per mantenersi idratati e facendo anche più movimento fisico allo scopo di favorire l’evacuazione intestinale e la circolazione sanguigna, disinfiammare le pareti venose e renderle più elastiche.

Se, invece, si soffre molto e il problema si è cronicizzato, si deve ricorrere ai rimedi farmacologici, assumendo, ad esempio, i farmaci FANS prescritti dal medico, per tenere sotto controllo il dolore, restando a riposo. Anche una buona pomata per le emorroidi, in gel o in crema, disinfettante e decongestionante, a base di sostanze cortisoniche e anestetiche, può essere applicata sulla zona interessata, per lenire il dolore mentre si cerca di far rientrare l’emorroide nell’ano con la mano. Se i sintomi, però, non migliorano con la terapia conservativa, si può ricorrere all’asportazione chirurgica, con l’emorridectomia, spesso risolutiva, o con un’operazione meno invasiva (metodo Thd) che provochi lo sgonfiamento delle emorroidi, bloccandone l’irrorazione sanguigna, ma senza asportarle, oppure con il riposizionamento delle emorroidi prolassate.

I rimedi naturali sono efficaci, ma più nel lungo periodo, e sono, soprattutto, lenitivi e preventivi del problema, comunque non presentano gli effetti collaterali dei farmaci di sintesi. Si possono, per esempio, mangiare frutti di bosco, in particolare i mirtilli, e utilizzare estratti di amamelide, rusco, centella asiatica e ippocastano, ricchi in flavonoidi utili a rinforzare, proteggere e cicatrizzare le vene, ed anche curare l’igiene anale facendo il bidet con l’infuso concentrato di camomilla, tiepido o freddo, ma non gelido, ed aggiungerevi anche l’estratto di propoli, antibiotico e antivirale naturale.

EMORROIDI IN GRAVIDANZA

Durante il periodo della gravidanza i cambiamenti ormonali, con aumento del progesterone e degli estrogeni, lo sviluppo volumetrico dell’utero, che, premendo sulle vene dell’ano, favorisce la stitichezza, l’aumentata pressione addominale, il ristagno di sangue nonché la diminuzione dell’attività fisica, rappresentano dei fattori che predispongono a dilatare e a indebolire le vene provocando il prolasso delle emorroidi, il rigonfiamento anale e lo sviluppo di vene varicose. Inoltre, trascurare il problema e non curarlo favorisce il peggioramento della patologia, anche con la comparsa di ragadi anali e anemia.

Dunque, oltreché recarsi dal medico, bisogna optare per degli accorgimenti alimentari e comportamentali per curare la stipsi e liberare l’intestino, mangiando più fibre di frutta e verdura e bevendo più acqua per ammorbidire le feci, e diminuire l’infiammazione e la debolezza vascolare, aumentando il movimento fisico, magari passeggiando tutti i giorni. E’ anche molto importante curare l’igiene anale per prevenire infezioni e peggioramenti del problema. Ma come alleviare il dolore?

Ebbene si possono usare delle supposte o delle pomate a base di farmaci anestetici e cortisonici per alleviare i sintomi, ma in gravidanza è meglio preferire delle cure naturali come la fitoterapia, che risulta meno rischiosa dei farmaci. Si può diminuire l’infiammazione, ad esempio, con infusi concentrati di malva e camomilla da usare per l’igiene anale, e sostituire la pomata col gel d’aloe oppure l’olio d’oliva, benefici anche in caso di ragadi. Fra gli altri accorgimenti è bene evitare alcuni cibi, come cioccolata, caffè, alcol, insaccati, spezie piccanti e cibi spazzatura, perché aumentano l’infiammazione. Inoltre, se si deve restare sedute per molte ore è opportuno sedersi su di un cuscino.

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EMORROIDI INTERNE

Cosa sono le emorroidi interne? Le emorroidi interne sono rappresentante da dilatazione delle vene emorroidarie che formano cuscinetti vascolarizzati, presenti all’interno della parete anale, il cui ruolo è quello di garantire il corretto funzionamento della continenza. Sono dunque naturalmente presenti nell’organismo umano e di norma la loro presenza non è percepita. Possono invece comportare notevoli disagi nel momento in cui essere tendono a dilatarsi in maniera eccessiva.

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