Analisi del sangue – Esami ematochimici o bioumorali

Le analisi del sangue sono una serie di tests che vengono prescritti per investigare il nostro stato di salute. Il classico esame del sangue consiste nel prelievo ematico di una piccola quantità di sangue (una o più provette), che viene poi analizzato con particolari tecniche di laboratorio e serve per dosare una o più sostanze circolanti nel sangue, di cui vogliamo conoscere i valori.

L’analisi del sangue è probabilmente l’esame più richiesto al mondo, poichè è di facile esecuzione, è poco doloroso e minimamente invasivo, e permette di capire la funzionalità della maggior parte dei vari organi e apparati.

Il sangue si divide in una parte liquida ed in una parte solida o corpuscolata.

La parte liquida del sangue viene definita:

  • plasma, quando si parla del liquido contenente anche tutte le proteine circolanti
  • siero, quando si parla solo della parte liquida senza la componente proteica dei fattori della coagulazione come il fibrinogeno, la protrombina o fattore X, il fattore VIII ed il fattore V.

La parte corpuscolata del sangue comprende:

  • Globuli rossi, sono chiamati anche emazie o eritrociti, e sono i principali trasportatori di ossigeno ai tessuti corporei, grazie alla macromolecola da essi contenuta, l’emoglobina.
  • Globuli bianchi, sono i responsabili della difesa contro le minacce al nostro corpo, e si dividono in:
    • Granulociti neutrofili
    • Granulociti eosinofili
    • Granulociti basofili
    • Linfociti T
    • Linfociti B
    • Monociti e macrofagi
  • Piastrine, o trombociti, sono dei frammenti di cellule più grandi (megacariociti) che servono, unitamente alla formazione del coagulo, per bloccare la perdita di sangue secondaria a lesioni dei tessuti corporei, grazie alla creazione di un tappo piastrinico.

Il sangue oltre alle cellule circolanti contiene una serie di sostanze come proteine (enzimi, ormoni), grassi o lipidi, zuccheri o carboidrati, sali minerali, vitamine, oligoelementi.

Generalmente il prelievo di sangue avviene tramite la puntura di una vena a livello degli arti superiori (braccia), generalmente nell’incavo del gomito (solitamente la vena basilica) o in vene a livello dell’avambraccio o della mano.

Il prelievo viene di solito effettuato con la cosiddetta farfallina, un piccolo ago con due “ali” che servono per renderne più maneggevole l’impugnatura, che si collega ad una “camicia“, un piccolo tubo che contiene un ago nel quale vengono una ad una infilate le varie provette da laboratorio. La farfallina  e la camicia vengono subito rimosse alla fine del prelievo.

In altri casi, quando si vuole lasciare un accesso venoso disponibile per un futuro utilizzo (ad esempio per una persona ricoverata), il campione di sangue viene prelevato con un’agocannula, ovvero con un ago metallico, che serve per pungere la vena e che viene subito dopo rimosso, rivestito da una cannula di plastica, che resta invece in sede all’interno della vena, una volta che l’ago è stato rimosso. Questa procedura lascia quindi in sede un accesso venoso periferico, dal quale sarà possibile effettuare infusioni di farmaci e liquidi.

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